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ott 28 2006

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Viaggio in Cina

Oggi vorrei parlare di un’argomento molto importante che riguarda i paesi emergenti, soprattutto la Cina, e lo voglio fare attraverso un’intervista, la prima e di sicuro non l’ultima che apparirà su questo blog.
Inizio subito con il ringraziare Ro_Dax (nickname usato su internet n.d.r.) che ha deciso di lasciarsi intervistare da me riguardo il suo viaggio in Cina di qualche mese fa.

Potresti dirmi il tuo itinerario e quanto tempo hai passato in Cina ?
Hong Kong-volo interno per Guilin-volo interno per Xi’An-volo interno per hanghai- treno per Suzhou-treno per Hangzhou-volo interno per Pechino il tutto in due settimane di viaggio.
Sicuramente hai deciso di visitare la Cina per un motivo, quale è stato e quali erano le tue aspettative o come te la sei sempre immaginata ?
Sono un’appassionata di viaggi archeologici, sulle orme della storia mi piace vedere i luoghi dove si sono svolti gli eventi, respirarne l’atmosfera, vedere i monumenti, essere in un luogo è quanto di più diverso ci sia dal vederlo in foto o in filmato, la mediazione è assente e lo puoi percepire in toto, qui sta il bello del viaggiare, per me. Il bacino del
Mediterraneo l’ho girato in modo abbastanza esauriente e molto l’ho amato, sentendo in esso le radici culturali dell’Occidente, adesso volevo e vorrei vedere le grandi culture più lontane, ho pensato di cominciare dalla Cina di cui conosco, per lettura, il suo grande passato storico, le dinastie degli imperatori, le corti, le costruzioni, il modo di costruire, di vivere e via dicendo…poi Mao, la grande marcia, la rivoluzione culturale, ora la corsa per diventare potenza economica, volevo vedere come tutte queste situazioni si erano amalgamate, come erano state rielaborate dalla popolazione, dal vissuto cinese.
Dopo tutta questa premessa, quale è stato il tuo primo impatto con la Cina?
Il primo impatto l’ho avuto ad Hong Kong, credevo facesse in certo qual modo già un po’ parte della Cina e così non è, documenti per entrare e uscire anche e soprattutto per i cinesi, timore di una loro immigrazione lavorativa che si cerca in tutti i modo di contrastare, monete diverse e non valide reciprocamente, chi ha detto che Hong Kong è tornato alla Cina?
Non pare neanche che abbiano intenzione di uniformarsi a sentirli parlare.
Grattacieli delle multinazionali modernissimi e grattacieli abitativi fatiscenti, ville sulla collina al posto delle favelas anni ’50 , giardini pubblici vuoti curatissimi e pulitissimi in mezzo a grattacieli imperanti, costruzioni antiche abbattute ovunque per far posto ai grattacieli, me lo dice la guida con un sorriso soddisfatto. A me viene in mente che anche il principato di Monaco è piccolo ma che la scelta costruttiva è stata decisamente diversa. Cerco la famosa città galleggiante e mi fanno vedere i grattacieli costruiti intorno a Aberdeen, quella che era la città delle giunche e dei sampan dei pescatori non c’è più, ora abitano tutti nei grattacieli, appartamenti di 20 metri quadri a famiglia, affitto controllato, alzo gli occhi, una finestra per appartamento (una stanza 5X4) con un sacco di attaccapanni appesi alle finestre, a tutte le finestre ci sono attaccapanni con vestiti appesi, le finestre sono chiuse, c’è l’aria condizionata data la temperatura e l’umidità invivibili, non sono appesi ad asciugare, usano il vano finestra come armadio. Chissà se sono più felici rispetto a quando stavano sulle giunche?
Parlando di Hong Kong, come è rispetto al resto della Cina, visti i suoi 100 anni di dominazione inglese terminati nel 1997 ?
Hong Kong era una colonia inglese e si sente, parlano inglese e alcune vie sono ordinatissime, una sera vedo una banda di suonatori di cornamusa fare evoluzioni su una piazza, tutti cinesi, impressionante. Giro l’angolo e mi trovo in un quartiere alla Blade Runner, c’è un che di affascinante…C’è una certa idea di internazionalità , di conoscenza del fuori e del resto del mondo che troverò mancante in Cina.
Noi occidentali forse abbiamo una visione distorta degli usi e costumi cinesi, nonché degli abitanti. Tu come li hai visti ? Alla fine sono come noi qualche decennio fa ?
Ci sono differenze macroscopiche che dipendono dai luoghi e dallo stato sociale nonchè dallo sviluppo deciso per alcune città .
Guilin è in una zona rurale con poche industrie leggere, il clima è tropicale, si raccolgono erbe medicinali, è una cittadina molto bella, con parchi pubblici enormi e bellissimi (la mano d’opera non manca ed è a bassissimo costo per cui possono curare in modo perfino eccessivo certi aspetti quando decidono di farlo) dove la mattina all’alba molte persone si riuniscono per fare ginnastica, ballare, passeggiare. Sembrerebbe una situazione idilliaca, chiedendo informazioni si viene a sapere che i contadini hanno un reddito annuo bassissimo, nessuno in Cina ha diritto all’assistenza sanitaria pubblica, le cure private sono care, in questa zona le malattie reumatiche sono la norma dato il clima umidissimo per tutto l’anno, entrare all’università è costoso, la casa è costosa, per strada ci sono parecchie persone su bici/motorini/auto vecchissime, ai limiti della capacità di movimento, comincio a pensare che la guida nazionale stia cercando di seguire un bel percorso turistico, lontano dai luoghi dove vive la popolazione, passando si intravedono alcune strade che sembrano quelle delle città mediorientali ma noi passiamo solo sull’asfalto, mah.
Vorrei sapere se hai avuto la possibilità di mettere a confronto i luoghi turistici e quelli dove normalmente vive la gente, potresti quindi dirci che ne pensi ?
Ci sono indubbiamente luoghi turistici, cito la città di Hangzhou costruita intorno ad un lago, assolutamente perfetta, un lungo lago magnifico, giardini enormi e perfetti, negozi grandi firme(europee,italiane) hotel di lusso, anche la guida dice che qui portano tutte le delegazioni straniere.
Al suo opposto Suzhou, distante qualche ora di treno, così inquinata da toglierti il respiro, così brutta che ti chiedi come ci si possa vivere, i canali sono ricettacolo di ogni cosa, navigabili da piccole giunche potrebbe essere come Amsterdam ma l’igiene è a livelli da medio evo europeo, finalmente vedo un mercato rionale, tutto esposto sui banchi senza frigo di alcun genere, immaginate l’odore della carne e del pesce, immaginate i batteri. Il caldo e l’umidità non perdonano.
Ora vorrei sapere da te quello che più ti ha impressionato e disgustato del tuo viaggio in Cina.
Mi ha impressionato il fatto che la popolazione sia ancora sotto un controllo statale strettissimo e non se ne renda conto, ti dicono che sono contenti perchè hanno lavoro e guadagno, gli chiedi perchè ci sia gente mutilata per strada che chiede l’elemosina e ti rispondono che sono in tanti, che se uno ha un incidente sul lavoro ce ne sono tanti altri per sostituirlo, che si è sempre fatto così. Questa è la frase imperante, si è sempre fatto così. L’idea che lo sviluppo selvaggio che lo stato sta facendo passare sulle loro teste, sulla loro storia, sulle loro vite debba essere mitigato da leggi che tutelino loro e l’ambiente non li sfiora nemmeno. Non sanno, perchè non hanno quasi accesso alle notizie esterne, che nel mondo occidentale esistono diritti per i lavoratori. La flessibilità mentale non è pregio dei cinesi in questo periodo storico. E’ una popolazione giovane, l’età media è bassa, almeno di quelli che vedo in giro, non hanno ricordo quasi neanche di Mao, figurarsi se ce l’hanno della loro storia passata. Vorrei vedere le statistiche della mortalità per cancro da inquinamento, vorrei vedere le statistiche delle malattie……Le scuole insegnano la storia accuratamente edulcorata, poco del mondo esterno alla Cina (le guide non hanno conoscenza della storia di Egizi, Assiri e via dicendo se non superficialissima) la TV satellitare era proibita, ora è fortemente sconsigliata, il che è la stessa cosa, pochissimi sanno una seconda lingua per cui non hanno neanche la possibilità di accesso alle notizie esterne, internet è sconsigliato e censurato, i libri tradotti sono pochi e i giornali stranieri non arrivano. Sono stati portati a vedere gli stranieri come nemici, si vede chiaramente che non gli piacciamo, la scortesia per gli stranieri regna sovrana appena mascherata nei grandi hotel. Il senso del loro grande passato andrebbe di pari passo con la consapevolezza della storia dell’impero, il mantenimento dei monumenti anche, i templi hanno pochi fedeli, hanno perduto il senso del sacro. La città proibita è una fiera di venditori, solo il film di Bertolucci le ha dato la sua giusta dimensione, invece di essere il simbolo della Cina è ridotta a qualcosa di ridicolo, così la muraglia, si salvano solo i luoghi poco frequentati dal loro tremendo turismo interno perchè proprio nella solitudine riescono a conservare la loro dignità . Non è una situazione paragonabile a quella degli anni “50 europei, qui c’è uno spaventoso misto di mancanze. Se questo sia il retaggio del comunismo non saprei dire, quel che so è che i media occidentali attuano anche loro una censura becera descrivendoci la Cina come il luogo del fashion e tacendo accuratamente sull’aspetto reale, Solo il film “La Stella che non c’è” ha reso ciò che è veramente in questo momento questa nazione ed è stato aspramente criticato.
Eppure è vero la Cina è divenuta un brutto posto dove per la maggior parte della popolazione i sentimenti fondamentali della solidarietà , della pietà , del diritto, della morale, del bene in senso lato sono esclusi.
Riesce difficile dirlo, credo che il primo piano sul volto piangente di Castellitto sia ciò che da veramente il senso della perdita immane e del pericolo altrettanto immane.
Per concludere, cosa consiglieresti a chi volesse intraprendere un viaggio in Cina ?
Consiglierei di andare a vedere, è estremamente interessante.
Tu vorresti ritornarci o avresti preferito continuare a sognare questo paese nella tua mente ?
L’idea di tornarci non mi prende anche perchè ho ancora parecchi altri posti da vedere, non rimpiango si esserci stata, mi piacerebbe avere un confronto con chi l’ha vista prima, anche solo 10 anni fa alcuni amici mi hanno detto che era diversa, penso stia passando un periodo estremamente veloce nei cambiamenti, quello che mi preoccupa è il vuoto nella coscienza, almeno nelle cità industrializzate, chissà se la situazione sarà migliori nei paesi più isolati?

Quest’intervista a mio avviso fa molto riflettere per svariati motivi, ma quello imperante è che ci fornisce la soluzione, o una possibile, al dilagare della Cina sui mercati occidentali e che quindi fa incrementare la nostra disoccupazione.
Semplicemente dobbiamo far prendere coscenza di se alla popolazione, in modo da farle capire che non è sempre stato così e che si può stare tutti meglio.
Il difficile ora è però come riuscire a metterlo in pratica.

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1 commento

  1. indeZènt

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