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mag 13 2007

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I sette fratelli Govoni

In questi giorni a Cento si parla molto di questi sette fratelli, giustiziati sommariamente poco tempo dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Ho cercato su internet la loro storia o per meglio dire una semplice esposizione dei fatti che hanno portato a quel gesto di giustizia sommaria da parte dei partigiani di Pieve di Cento, ma ho trovato purtroppo solamente siti di stampo neo fascista che non spiegano nulla se non il fatto che solo due dei sette avevano aderito all’RSI (Repubblica Sociale Italiana comunemente conosciuta come la repubblica di Salò) e che sono stati quindi tutti ingiustamente trucidati e che andrebbero equiparati almeno ai sette fratelli Cervi.
Personalmente penso che a grande distanza di tempo, dopo più di sessant’anni, sia inutile giudicare fatti avvenuti in un momento così particolare della società italiana, ma comunque ho cercato di trovare maggiori dettagli riguardo la storia di quei sette fratelli.
Quindi mi sono rivolto direttamente alle persone che quei giorni li hanno vissuti sulla loro pelle, gli anziani che sono la nostra memoria storica vivente, si ve ne sono ancora e hanno più di ottant’anni ma la loro memoria è sicuramente più viva di chi quei momenti non li ha proprio vissuti.
Ho deciso quindi di fermare casualmente per le strade di Pieve alcuni anziani a cui ho chiesto se avessero conosciuto i sette fratelli Govoni, la loro storia e cosa ne pensavano.
Diciamo subito che non avevano molta voglia di parlarne di quel periodo della loro vita (penso di poterli capire, non deve essere facile), ma spiegando loro che a Cento era stata intitolata una piazzetta in onore dei sette fratelli sbottavano praticamente tutti con uno sguardo incredulo e espressioni tipo “Ma erano fascisti!”, poi incominciavano a raccontare anche quel poco che sapevano su di loro e ne è emerso un mosaico di fatti e storie che è duro riportare fedelmente su queste pagine, accontentatevi quindi dei miseri punti fondamentali che ho riportato.
Effettivamente solo due o tre erano fermamente convinti nella causa fascista, mentre gli altri ne condividevano gli ideali ma erano molto più tranquilli.
Quello che è successo dopo è che quegli ideali e l’invidia hanno portato chi più chi meno di loro a diventare collaborazionisti e a far soffrire in maniera più o meno grave persone che erano loro concittadini e forse anche amici, che lottavano per la loro sopravvivenza e per rivedere il loro stato libero.
La giustizia sommaria dei partigiani, nei giorni successivi alla resa dell’asse, a cui sono stati sottoposti quei sette fratelli e molti altri non è certo stata la scelta migliore, ma io lo dico oggi a mente fredda e forse allora, vivendo quei momenti, avrei potuto vedere le cose da tutt’altro punto di vista, francamente però non ci terrei proprio a provare la sofferenza di quei giorni sulla mia pelle.
Ora spero che avendo finalmente accontentato voci interne, la maggioranza comunale si concentri totalmente sui problemi attuali in modo che essi vengano risolti il più rapidamente, accantonando un passato che alle nuove generazioni di centesi non fa certo migliorare la qualità della vita.

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24 comments

  1. Hytok

    Che tristezza…

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  2. centesedoc

    a parte l’aver permesso l’abbattimento di circa una cinquantina di alberi di cui solo pochi veramente giustificabili questa giunta cosa ha fatto? Ha intitolato una piazzetta di Cento a 7 fratelli pievesi uccisi a guerra finita per vendetta!
    Che tristezza!

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  3. centesedoc

    i poveri “innocenti” fratelli Govoni qualche colpa la dovevano avere se due di loro sono ritenuti i carnefici di Irma Bandiera a Bologna o è tutta fantasia/propaganda comunista?

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  4. Lebster

    Documentandomi su questi avvenimenti ho scovato questo interessante post che vi invito a leggere. Lo scrittore afferma come “i civili morti ingiustamente sono una barbarie sempre…. in Iraq ed in Algeria, In Kosovo ed Albania…. e anche in Emilia Romagna, qualunque fosse il loro credo politico..”. Verissimo, ma generalizzerei volentieri affermando che ogni omicidio in sè è una barbarie.
    Mi rincresce molto che ogni conflitto sulla terra, ogni ricordo del passato sia politicizzato, generando così morti da prima pagina e da posto nella coscienza collettiva anteposti a delitti muti, o da far tacere a tutti i costi.

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  5. Hytok

    Non si dedica una piazza a uno solo perché è morto, altrimenti ne dedichiamo una pure a mia nonna, che era una santa donna e m’ha voluto tanto bene. Gliela si dedica perché costituisca un simbolo, un esempio per le nuove generazioni. E dei fascisti non sono nè potranno mai essere un esempio.

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  6. Muaddip

    Aggiungo le parole del nostro primo cittadino, apparse oggi sul sito del comune di Cento, ribadendo la mia speranza che dopo più di un’anno questo comune decida finalmente di fare effettivamente qualcosa di utile per tutta la cittadinanza.

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  7. centesedoc

    Ma di tutta questa storia Pieve città natale dei camerati uccisi,casa dice? quali atti ufficiali (conosciamo in parte il parere dei cittadini come riportato da Mauddip all’inizio) sono susseguiti?
    Se non c’è stato alcun commento forse ha ragione tuzet anche se a mio parere il solo sospetto della partecipazione di 2 dei 7 all’omicidio della giovane staffetta secondo mè basta per gridare allo scandalo grido che però, a parte in questo blog, non ho udito!
    Ma forse forse ha ragione un amico che dice: tutto questo per ringraziare cesare per l’immane fatica che ha fatto col suo trabicolo giallo in campagna elettorale, non bastava un assessorato serviva di più!

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  8. L'angelo

    Io ho sentito direttamente da un signore anziano che lui era stato preso, picchiato e portato in campagna per ucciderlo da questi fratelli Govoni (mi sembra che parlasse di un paio), in campagna infatti gli avrebbero sparato e pensato di averlo ucciso. Lui diceva di essersi salvato per miracolo e perchè aveva finto bene la morte.
    Ribadisco che si tratta una testimonianza diretta e non verificabile, inoltre non conosco quest’uomo: ho sentito questa storia in coda dal dottore alcuni anni fa, perchè la vicenda di questa famiglia periodicamente esce nei discorsi centesi.
    Magari era un millantatore, ma magari aveva ragione.
    Saluti

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  9. Catullo Nalin

    Le indicazioni inserite da “L’angelo” possono essere incrociate con quelle che emergono dal racconto del sacerdote (penso tuttora vivente) Wilson Pignagnoli citate da Vespa (Vincitori e vinti, MI:Mondadori, 2005, 104) : Per provarlo basterebbe sapere se tra gli assistiti del medico di base da cui si reca L’Angelo c’è o c’era anche Ido Cevolani. Ecco la sintesi di quanto riportato da Vespa:
    [VESPA 2005,104] Il sacerdote Wilson Pignagnoli nel vecchio libro Reggio Emilia Rossa riporta che la moglie di Ido Cevolani – fratello del marito di Ida – nel 1944 fu prelevata insieme al marito e uccisa dai fascisti: si disse all’epoca che autore della spedizione fosse Dino Govoni. Secondo Cipollani l’assassinio dei Govoni fu una vendetta per tale morte. Secondo Paola Cevolani figlia di Ida Govoni la moglie di Ido fu uccisa mentre correva in soccorso di quest’ultimo, il quale pure rimase ferito. E fu proprio il fratello di Ido, vale a dire Angiolino Cevolani, marito di Ida e padre di Paola, ad essere fatto scendere dal camion dei partigiani che portava la moglie Ida a morire. Paola rivela che la sorella di suo padre era la moglie di Grazia, nella cui stalla furono uccisi i Govoni. Paola Cevolani si chiede da chi e perché fu preso (e poi rilasciato) Ido Cevolani.

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  10. Enrico

    i morti sono tutti uguali…forse per le famiglie: per la storia no. C’è chi combatteva per la libertà e chi combatteva per una dittatura come il fascismo.

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  11. cbax

    Diciassette furono i cadaveri ritrovati in una fossa comune presso Argelato, fra cui i sette fratelli Govoni.
    Tra gli altri dieci cadaveri furono identificati quattro Bonora, Giovanni Caliceti, Alberto Bonvicini, Guido Mattioli, Guido Paricaldi e Vinicio Testoni.
    Tutti trucidi fascisti ? o anche vittime dell’odio di parte o di classe? di vendette per torti subiti o di interessi nascosti ?
    E resta il dubbio che ad uccidere (sotto le più diverse bandiere) , talvolta, non fossero partigiani ma piuttosto banditi e briganti che si spacciavano per tali.

    Per quello che riguarda la morte di Irma Bandiera, mi pare che proprio ANPI (…fu catturata il 7 agosto 1944 a Funo di Argelato dai nazifascisti = soldati italiani della Repubblica Sociale e soldati dell’esercito tedesco , a conclusione di uno scontro a fuoco…) abbia sempre , se non escluso, perlomeno ritenuto utile ricordare che non vi è traccia né evidenza, tra le testimonianze ed i documenti in suo possesso, della “complicità” o partecipazione di uno o più membrfi della famiglia Govoni a questo fatto. E allora perché insistere? Perchè cercare un collegamento a qualcosa che non è successo per “giustificare” un’esecuzione?

    Se l’opinione comune è che i Govoni furono solo alcune delle molte vittime, ma non “di lusso” o “di prestigio” in quanto “non partigiani”, anzi simpatizzanti di un governo “fascista”, se ne poteva e se ne potrebbe ancora discutere, ma senza caricarli di significati “neri” o dipingerli come una famiglia di orchi…solo perché non erano “di sinistra” .
    Di sicuro parlare di 7 fratelli uccisi (una famiglia intera) fa pensare a quanta ferocia e odio ci fossero in quei giorni.
    La stessa, anzi la maggiore considerazione vale per i 7 Cervi (che furono costretti al sacrificio proprio per aver manifestamente proclamato, diffuso e difeso i loro ideali): sono d’accordo che questa strage sia stata e debba rimanere nella storia. Il loro sacrificio rafforzò lo spirito e diede vigore a chi combatteva per liberare l’Italia dal nazifascismo (occupanti tedeschi e loro alleati in armi).

    Difficile oggi come ieri “pesare” le anime di ciascuno e fare una chiara e netta distinzione: ci basiamo su “sentito dire”, su scritti di “parte”, su interpretazioni di varie fonti e cerchiamo di capire o prendere posizione sulla base di nostre convinzioni politiche e culturali.
    Ma non eravamo lì, non possiamo sapere fino in fondo e con lucida oggettività perché gli italiani si comportarono da bestie a guerra ormai finita !

    Se poi l’argomento è quello della via o piazza da dedicare…stiamo facendo aria dai denti: stiamo tutti talmente bene (facendo finta del contrario) che non abbiamo altri problemi a cui dedicarci (o la voglia…)

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  12. centesedoc

    …Difficile oggi come ieri “pesare” le anime di ciascuno e fare una chiara e netta distinzione: ci basiamo su “sentito dire”, su scritti di “parte”, su interpretazioni di varie fonti e cerchiamo di capire o prendere posizione sulla base di nostre convinzioni politiche e culturali…

    APPUNTO!
    Quindi intitolare una piazza senza una vera ricerca storica è stato un sopruso; e considerando che questo viene difeso a spada tratta diventa un’offesa al cittadino centese (anche in virtù della non appartenenza alla nostra comunità in quanto Pievesi) ; il fatto poi di aver deciso l’intitolazione per ringraziamento ad una persona per la fatica fatta in campagna elettorale che di fatto ha portato ad una giunta di (***) (ormai tutte le forze politiche e buona parte dei cittadini sono concordi sul giudizio testé indicato) indica chiaramente quanto (***) e nostalgici e pricolosi siano (siete in quanto è mia convinzione che dietro lo pseudonimo cbax sia nascosto (***) o qualcosa di simile ma che non mi viene in mente con esattezza)! Bella gente davvero!

    (n.d.r. Intervento parzialmente moderato)

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  13. domenico

    Non sono Centese ne pievese e non ho parenti anziani che hanno vissuto quei momenti terribili della guerra di liberazione.( vengo da tutt’altra parte d’Italia)
    Vorrei dire che aldila’ delle presunte responsabilita’dei membri della famiglia Govoni e delle loro convinzioni politiche ( e’ vero che solo Dino e Marino Govoni avevano aderito alla republica di Salo’ ma e’ ragionevole credere che anche gli altri appartenenti alla famiglia si dichiarassero fascisti) se giustificata era stata la loro esecuzione,che proprio esecuzione non fu visto che furono barbaramente strangolati e occultati,doveva essere giustificata anche l’esecuzione di milioni di italiani appartenenti a famiglie fasciste che non avevano colpe dissimili da quelle dei Govoni . vi sembra logico?
    L’uccisione dei Govoni fu uno dei tanti episodi di giustizia sommaria e indiscriminata che caratterizzarono i giorni successivi alla liberazione,giustizia fatta da persone certamente colpite dagli eventi, ma assolutamente incapaci di realizzarla.
    Questo bisogna ricordarlo ! non necessariamente con le targhe , ma anche a parole e opportuno che nei vostri paesi dell’Emilia si icominci a discutere di quanta barbarie ci fu sia nella repressione fascista che nelle rappresaglie di quelli che hanno creduto di farsi giustizia uccidendo in modo indiscriminato.

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  14. centesedoc

    verissimo e giustissimo quello che affermi ma a chi hai indirizzato la tua “arringa”?
    A noi che abbiamo sparato ad alzo zero sulla giunta quando dedicò la piazza? I nostri tiri risuonavano sulla tua stessa frequenza; indagare sulle reali colpe dei 7 e trarre conclusioni su basi storiche accertate.
    vittime? Ok ricordiamoli!
    Carnefici giustiziati sommariamente? hanno pagato con la vita le loro colpe dimentichiamoli come è giusto che sia; non hanno scritto pagine di storia!
    Le cose però sono andate diversamente l’attuale giunta non ha indagato ha sentenziato che fosse giusto ricordarli imponendoci una piazza a loro dedicata loro che non erano neanche centesi ma pievesi e che furono più o meno giustamente giustiziati in altro comune del bolognese; che azzoc centra Cento con loro?

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  15. Domenico

    CARO CENTESEDOC non conosco Cento,non vi sono mai stato, ma posso immaginare che nella vostra citta’ esistano un gran numero di strade intitolate a personaggi (vedi Mazzini o Garibaldi,Pisacane ecc) che non erano ne centesi ne pievesi.
    E allora?
    Un fatto grave se si ritiene di doverlo ricordare lo si puo’ ricordare a Cento anche se e’ avvenuto a Lampedusa, figuriamoci se poi accade a pochissimi chilometri da casa tua.
    Ma su che cosa doveva indagare il comune? i Govoni furono strangolati e occultati, non ti basta per ricordarli? anche la persona che nei giorni della loro uccisione fungeva da palo fuori dal podere dei Grazia dichiara a Bruno Vespa che giorni dopo capi che i sedicenti giustizieri fecero ” di un’erba un fascio”.
    Mettere una targa o fare un dibbattito sui fratelli Govoni e un modo per insegnare a Cento come a Pieve a Caltanissetta o Bolzano che l’odio e l’altra faccia della medaglia della dittatura.
    Ma e possibile che in Italia e in particolare in regioni calde come la vostra Emilia non si voglia riconoscere che 50 anni fa molti partigiani hanno sbagliato, per paura di fare un favore a quelli della destra oggi ?( faccio la stessa critica a quelli della destra sui crimini fascisti).

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  16. centesedoc

    Cento, Pieve e il resto dei comuni limitrofi erano pieni di fascisti eppure a guerra finita nessuno è stato toccato, trucidato perché solo loro?

    perché solo loro si sono in qualche modo distinti per ferocia, si sono macchiati di colpe e delitti che nessuno poteva perdonare quindi, a guerra finita, gli hanno presi e barbaramente uccisi; hanno avuto quel che si meritavano!

    Senza indagare sulle reali responsabilità dei 7 può essere tutto;
    può essere che realmente siano stati massacrati in controaltare dei 7 fratelli Cervi,
    può essere che veramente siano stati loro a torturare e ammazzare la staffetta partigiana Irma Bandiera
    può essere che abbiano commesso delitti di cui non siamo a conoscenza o non vogliamo esserlo
    in tutti i modi non è dedicandogli una piazza che li ripuliscono da eventuali delitti commessi anzi senza una verità in quel modo sono state ulteriormente offese le vittime di un regime di cui è certo facessero parte!
    Fu un errore? può anche essere, chi mai ha detto di no, chi ha mai negato questa possibilità è che ci hanno imposto la loro memoria con un atto di prepotenza e questo è tornare a bomba, cioè in pieno regime fascista!

    Se veramente fu un errore che lo dimostrino!

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  17. Muaddip

    Per piacere non esageriamo.
    I 7 fratelli govoni sono certamente una nota “piccante” di quello che è accaduto a Cento e limitrofi in quei periodi di estremo caos sociale.
    Che se lo siano meritato o no, sono morti, come tanti altri morti silenziosi e forse innocenti da ambo le parti.
    Sono poi passati più di 60 anni e le persone che si possono ricordare quei giorni o momenti sono sempre meno, quindi la memoria storica tra breve sarà letteralmente morta.
    Ricordare così, buttantola un po’ lì, i 7 fratelli govoni è assolutamente inutile.
    Questo caso sarà uno dei tanti che verranno sfruttati semplicemente per aizzare gli animi di tutte le parti in modo da far passare inosservati problemi molto più reali che per incompetenza o semplice trascuratezza non possono o non vogliono essere affrontati e risolti.
    Trovo puerile perdere tempo o farsi condizionare da fatti di 60 anni prima nelle odierne decisioni.
    Poi la storia non va dimenticata da tutti i punti di vista, ma va usata per evitare di ripere gli stessi errori.
    Saremo in grado di sfruttare tutta questa conoscenza?

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  18. vaghe stelle dell'orsa

    Domenico ripete più volte che non conosce Cento, forse è per questo che gli sfugge l’intento non pacificatore, ma provocatorio della giunta che ha voluto l’intitolazione ai fratelli Govoni. Conoscendo invece i centesi, penso che ,nel bene e nel male, nessuno avrebbe voluto rinvangare queste vicenda. Penso anche che sia una semplificazione revisionistica dire che tutti i morti sono uguali: se a tutti può essere offerta pietà, c’è chi è morto per una causa giusta e chi no,chi sta alla base della conquista della democrazia nel nostro paese e chi ha contribuito alla perdita della libertà. L’intento “normalizzatore” di questa amministrazione va contro ogni senso civico e ogni verità storica. Scusate se mi “scaldo” un pò, ma bisogna riacquistare la capacità di indignarsi (vale anche per le vicende nazionali, non solo per quelle centesi) se non vogliamo perdere la capacità di pensare e di agire e ci accontentiamo di sopravvivere.

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  19. Domenico

    Oh! io una mano a riflettere su quanto e’ accaduto in passato ho cercato di darvela, non sono ne di destra ne di sinistra e non ho cercato nemmeno di indagare sul colore politico della giunta comunale di Cento (ignoro quale coalizione governi Cento e non me ne importa nulla).
    E’ proprio questo il punto, finche’ certi argomenti saranno affrontati con pregiudizio ideologico :” quelli hanno fatto cosi’ perche’ sono di destra piuttosto che di sinistra” non si verra’ a capo mai di nulla.
    Del resto se uno e’ di sinistra non approvera’ mai cio’ che fa’ una giunta di destra (e viceversa), non soltanto per quanto riguarda i nomi delle strade ,ma su tutto, sulla scuola, sulla pulizia delle strade ,sull’assistenza agli anziani ecc.
    perche’ le soluzioni mese in atto dalla destra sono per la sinistra per partito preso sempre inadeguate.
    Fa parte del nostro DNA, chi se ne importa poi in fondo se i 7 Govoni furono uccisi ingiustamente o ingiustamente?
    Sono convinto che se a Cento ci fosse una giunta di sinistra che avesse intenzione di dare ad una strada il nome di un piu’ o meno controverso personaggio della resistenza( e voi lo sapete meglio di me , ce ne sono stati!ahi quanti ce ne sono stati!) la destra all’opposizione insorgerebbe a priori dicendo che quel personaggio era in realta’ un criminale invece che un eroe e che la sinistra farebbe bene a risolvere i problemi concreti.
    Saremmo sempre alle solite.

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  20. centesedoc

    fantastico… siamo noi che non vogliamo riflettere?
    noi che motiviamo e argomentiamo le nostre prese di posizione?
    Mha.. mi sembra proprio il contrario!
    Inutile poi che insisti nel dire che non sei ne di destra ne di sinistra da quanto scrivi e da come scrivi tradisci la tua fede…Del resto se uno e’ di sinistra non approvera’ mai cio’ che fa’ una giunta di destra (e viceversa), non soltanto per quanto riguarda i nomi delle strade ,ma su tutto, sulla scuola, sulla pulizia delle strade ,sull’assistenza agli anziani ecc. perche’ le soluzioni mese in atto dalla destra sono per la sinistra per partito preso sempre inadeguate.Fa parte del nostro DNA, chi se ne importa poi in fondo se i 7 Govoni furono uccisi ingiustamente o ingiustamente?… ma questo è un tuo problema non mio!

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  21. Muaddip

    Adesso basta centesedoc.
    Il modo come ti poni non fa altro che dar ragione a Domenico e poi è assolutamente inutile alla discussione.
    Se vuoi parlare così tanto per fare evita, tanto finché qualcuno non porta altri dati oggettivo su cui discutere, penso che ognuno rimarrà sulle sue posizioni.
    Inutile quindi combattere una battaglia che non si può ne vincere ne perdere.

    La vostra l’avete detta non verrà tolta ed è stata apprezzata come opinione, ma dovete capire che anche altri hanno il diritto di dire la loro e non potete “sporcare” tutto con un flame.
    Grazie

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  22. domenico

    Guarda Centesedoc che io non tradisco nessuna fede , se ci tieni a saperlo alle ultime elezioni ho votato per il “partito democratico dei consumatori” in un collegio della bergamasca, non ho mai votato per la sinistra e mai per la destra e sono “ateo” se mi concedi questa espressione di ideologie, non mi sta simpatico affatto Berlusconi mi sono indifferenti quelli della sinistra.

    sei contento?

    Pochi giorni fa cercavo di documentarmi su internet sui fatti della guerra di liberazione, visto che sto’ leggendo vari libbri sull’argomento come quelli di Panza che certo di destra non e’, tuttoqui’ poi ho trovato il vostro blog che mi sembrava ben fatto e ho ritenuto opportuno dare il mio contributo senza “paraocchi”.

    le tue affermazioni mi danno ragione quando dico che oggi (quanto negli anni
    in cui eravamo divisi fra DC e PCI) non si riesce ad affrontare un discorso a livello nazionale come a livello locale senza sospettare che dietro cio’ che dice il nostro interlocutore ci sia la malafede di “quello di destra o quello di sinistra”

    Guarda che io sono nato e cresciuto in Calabria un paese che purtroppo di violenza ne ha da vendere (visti i fatti di mafia passati e presenti) dunque non sono maestro di nessuno, pero’ santapazienza! rabbrividisco centesedoc quando tu ( ed e’ un sentimento diffuso nei vostri paesi) a distanza di 60 anni pensi che delle pesone che sono state strangolate e nascoste in una fossa comune debbano aver meritato la loro sorte,
    altrimenti secondo il tuo ragionamento, non sarebbero state uccise.

    “hanno avuto quel che si meritavano” consentimi e una frase che nasconde un odio cosi “ideologico” che forze non ti rendi conto della sua gravita’

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  23. vaghe stelle dell'orsa

    Non metto in discussione la buona fede di Domenico, tuttavia non credo che Pansa sia la fonte giusta per avere un’idea corretta dal punto di vista storico e civico della Resistenza. Ho letto anch’io dei suoi libri, sono romanzi ben scritti che indulgono a un revisionismo individualistico. Consiglierei pittosto Giorgio Bocca.Sulla collocazione politica di Pansa basta leggere la rubrica “il bestiario” che tiene sull’Espresso per capire che, anche se non è di destra, indulge al qualunquismo. Piuttosto, non capisco perché Muaddip se la prenda tanto con centesedoc, tra l’altro non è stato lui a riattivare la discussione. In generale, anch’io non credo che si possano annullare le differerenze fra destra e sinistra, perché profondamente diversi sono i punti di vista sulle priorità economiche e sociali, sui diritti individuali e collettivi. Queste differenze si riflettono anche sulle scelte amministrative e sugli atti di governo. Nel caso della attuale amministrazione centese (che tra l’altro amministra male) c’è in più la componente retorica che fu caratteristica del ventennio, e la volontà di “normalizzazione” tipica di chi non è in grado di sostenere discussioni. Penso che il Sindaco non abbia imparato nulla dal compianto suo padre, non di sin istra ma esimio professore di storia.

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  24. Muaddip

    Non me la sono presa, solo che quel comportamento, che potrebbe risultare un po’ “brusco” alla lettura, non porta da nessuna parte e non fa altro che avvalorare l’ipotesi di Domenico e abbassare il livello della discussione (e questo a noi della redazione non piace).
    Fra l’altro Domenico, da quello che ho capito, non metteva in dubbio i metodi con cui è stato attuato a Cento, ma dell’ideologia destra/sinistra che ne è alla base.
    Noi non nasciamo ne di destra ne di sinistra ne menefreghisti (i bambini piccoli non vedono ancuna differenza nel colore o negli handicap di un altro bambino per esempio), lo diventiamo crescendo per colpa del mondo che ci sta attorno.
    Se vogliamo quindi fare qualcosa di veramente corretto proviamo a migliorarci e non a rimanere rigidi su posizioni che forse nemmeno più comprendiamo appieno.

    Quindi, scusa centesedoc se sono stato un po’ brusco anche io, ma cerca di sforzarti di capire le posizioni altrui.

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