a nella sala rossa del palazzo del governatore è stato indetto da rinascita centese un incontro per parlare del carnevale e dei suoi futuri sviluppi vista la rottura del contratto da parte del comune verso la società del patron.
Come scritto nel post presente sul sito del comune sembra che il malcontento di alcuni cittadini e l’ingente spesa comunale, senza grandi introiti, sia stato il punto di partenza per cercare nuovi accordi più vantaggiosi.
Noi abbiamo parlato più volte dei problemi percepiti dai cittadini durante il carnevale, quindi invitiamo tutti i rappresentanti politici a rileggersi quegli articoli per comprendere meglio dove agire.
Ora parliamo però direttamente di quello che si è discusso all’incontro.
I presenti non erano più di venti di cui più della metà erano carristi o esponenti politici, la pessima scelta della data probabilmente ha influito negativamente.
Nella prima parte sono i tre relatori a esporre le intenzioni, problematiche e possibili cambiamenti al futuro carnevale.
Si parla praticamente solo e soltanto di sicurezza della manifestazione (cosa non di poco conto ma solo una parte di quello che si potrebbe migliorare), non di viabilità accesso alla manifestazione da parte dei cittadini e la concentrazione della manifestazione nella piccola piazza del Guercino.
Il primo intervento dei partecipanti è di un carrista che si domanda dove sia la gente che tanto critica il vecchio carnevale e che ora non si fa vedere, inoltre pensa che chi vive a Cento nel centro storico si lamenti solo per il problema del carnevale e non per i disagi arrecati dal mercato, ogni giovedì, e da altre manifestazioni come il settembre centese.
Il secondo intervento è del consigliere comunale Baroni che si alza e va a parlare direttamente al microfono, facendo un lungo discorso di retorica politica in un luogo in cui non era in discussione la politica ma i problemi da risolvere.
Usa grandi parole di rispetto verso Manservisi che ritiene essere un grande imprenditore che ha fatto crescere il carnevale e Cento a sue spese e che è giusto che ora tragga vantaggio dai suoi investimenti personali, poi aggiunge che il cittadino dovrebbe spendere ancora di più per poter dare ancora un maggiore risalto alla propria città a livello nazionale e non solo.
Infine conclude dicendo che durante il carnevale Cento è chiusa, non vi sono negozi o altre attività commerciali che sfruttino appieno le potenzialità di tale evento, sottolineando la mancanza di souvenir della città .
Interviene un altro carrista che domanda a Baroni dove vive e poi dopo aver ascoltato la risposta lo invita a vivere interamente una giornata di carnevale o a tornarsene a casa.
Per evitare di essere troppo prolisso taglio qui il resoconto e passo invece a parlare del questionario presente all’ingresso della sala rossa.
Diciotto domande a cui si poteva benissimo rispondere si a tutte, infatti più della metà erano ovvietà su chi dovesse accollarsi oneri di spesa e gestione della sicurezza, che non dovrebbero nemmeno essere messi in discussione, mentre le restanti riguardavano agevolazioni a bambini, con la proposta di una domenica dedicata interamente a loro, e ad anziani concludendo con i fedeli che vorrebbero recarsi a messa.
Un incontro a mio avviso poco utile poiché fatto alla presenza di pochissime persone e quindi inviterei ad usare uno strumento come il referendum comunale che certamente, se si hanno le idee chiare su dove e come agire, risulta essere sicuramente più popolare e con risultati insindacabili.
Vorrei sottolineare anche l’attenzione sul discutere anche di come organizzare la manifestazione, evitando di concentrare tutto nella piccola piazza e obbligando a far festa lungo tutto il tracciato anche con altri punti o metodi di intrattenimento, soprattutto per bambini.
Concludo con la speranza che anche altre forze politiche provino al dialogo con i cittadini riguardo al carnevale per poi proporre meglio in consiglio un nuovo e più completo foglio di intenti per la società che gestirà il futuro carnevale di Cento.
mag 27 2007
Un nuovo carnevale?
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4 comments
Luca Fortini
27 maggio 2007 a 23:37 (UTC 2) Link to this comment
Se vogliamo provare a migliorare il Carnevale, penso sia necessario anche l’aiuto da parte dei cittadini, che tanto si sono lamentati (me compreso) per questa e le passate edizione.
Ma evidentemente non e così, visto che in sala c’erano solo 5 persone me compreso che non erano nè carristi, nè politici.
Ne deduco che il centese è capace solo di lamentarsi.
La PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA è un nostro diritto, non togliamocelo con le nostre mani.
Una chicca il Carnevale la scorsa edizione è costato circa 16 euro a testa, vale a dire che una famiglia media di quattro persone ha speso 64 euro per la manifestazione…. pensiamoci.
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centesedoc
28 maggio 2007 a 09:23 (UTC 2) Link to this comment
quello che ti sei dimenticato di puntualizzare è il controllo che il comune vuole avere sugli ospiti cioè il patron deve concordare con il comune gli ospiti/testimonial (e questo è un punto inaccettabile per Manservisi)
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centesedoc
28 maggio 2007 a 13:12 (UTC 2) Link to this comment
è opinione personale che abbiano fatto il passo più lungo della gamba e che non sappiano come proseguire quindi per completezza aggiungerei ma nello stesso tempo non facciamoci strumentalizzare!
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Muaddip
28 maggio 2007 a 19:06 (UTC 2) Link to this comment
Diciamo che il cittadino centese è molto particolare (leggete quanto scritto su di un newsgroup) e vuole che le cose cambino, ma poi non è sempre disposto a dedicare tutto il tempo necessario.
Questo però è un problema comune di molte città e paesi.
Basta raccogliere le informazioni mentre c’è il problema, è il lavoro del politico, e poi preparare un programma da mostrare al cittadino e quindi discutere assieme come modificare o meno alcune cose.
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