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lug 03 2008

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Cosa sta succedendo?

Lo ammetto, sono un po’ preoccupato per quello che ho potuto notare passando due o tre volte davanti al giardino della Ceres solo in quest’ultima settimana o poco più.
Persone ubriache già nel primo pomeriggio con i cadaveri (le bottigli o lattine) ammucchiati per terra o anche rotti nel mezzo delle strade limitrofe.
Poi ieri sera poco prima della mezzanotte passando in bici ho potuto vedere che anche i carabinieri stavano avendo il loro bel da fare per limitare gli schiamazzi notturni di quelle persone.
Ora io non so chi siano quelle persone e non mi interessa certo saperlo, quello che mi domando è perché tutto questo stia avvenendo con una frequenza e una normalità sempre più sconcertante.
Perché alcune persone sentono la necessità di doversi ridurre in quello stato di ameba paglierina ormai a tutte le ore della giornata?
Perché il nostro livello di sicurezza, sia che reale che percepita, si è abbassando sempre più?
Cosa sta succedendo anche alla nostra tutto sommato piccola Cento?
Io con queste domande potrei continuare a lungo senza avere risposta, e penso che anche a voi sia capitato più di una volta.
L’unica spiegazione che riesco a dare è che la nostra società sta sbagliando direzione.
Sinceramente non so nemmeno io cosa volessi tirar fuori da questo post, forse solo uno sfogo, ma quello che è certo è che ogni giorno questo paese me lo sento sempre meno appartenere e non capisco come fare ad impedire un’ulteriore degenerazione.
Sarò pessimista, ma io vedo città con interi quartieri ghetto dove regnerà l’anarchia e le forze dell’ordine non potranno nemmeno mettere piede, un vero stato nello stato, un po come Scampia a Napoli o una qualsiasi grande città degli stati uniti d’america.
La smetto perché mi sto deprimendo, ma vorrei sapere voi cosa ne pensate e se magari avete proposte o idee, probabilmente siamo ancora in tempo per evitare il mio pessimismo.

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6 comments

  1. cbax

    Caro Muaddip, ho l’impressione che anche la nostra piccola città si stia “omologando” e diventi sempre più uguale ad altre città…
    Gruppetti di gente eterogenea, perlopiù giovani, che ciondolano da un locale all’altro senza un’idea, un’iniziativa.

    Se provi a parlarci, vieni aggredito a male parole (e talvolta cercano di passare ai fatti). Ma da quel (poco) che riescono a dire di sé si intuisce che sono la solitudine, la depressione, la difficoltà di comunicare che li tormentano.

    C’è in generale una lacuna profonda di valori (non è questione di destra o sinistra) che neanche la scuola riesce a colmare: spunta su tutto una visione atea e materialista della vita, mentre il sesso, i soldi, la droga e l’alcool la fanno da padrona per creare brevi momenti di euforia (scambiati per gioia).

    Dove trovano i riferimenti? New Age relativista, “Grande Fratello” ,“Buona Domenica”, i tronisti con il loro linguaggio sguaiato, la tv di Lucignolo, ecc.

    L’impossibilità di una reale comunicazione (ormai è tutto un chat, mms e sms), la totale assenza di dialogo, l’incapacità di formare una compagnia (dove si è disposti prima di tutto a dare), non parliamo neppure di solidarietà e comprensione, sono le doti principali, il quotidiano.

    Quelli che vediamo è la nuova categoria di infelici: i giovani. nella fascia dai 15 ai 25 anni, in depressione continua, aggressivi, in perenne crisi sentimentale (…perché non riescono ad avere sentimenti), mediamente ignoranti perché cresciuti nella scuola e nella società irridendo genitori, educatori e denigrando chi non si “omologa”. Non sanno neanche ballare: si intruppano in locali con musica a tutto volume e si muovono (?) come bestiame…

    Ho una figlia di 18 anni: non ti dico quanta fatica ho fatto perché avesse interessi, frequentasse persone ed imparasse a giudicarle ma fosse pronta ad essere giudicata alla stesso tempo. Ma che fatica per farle legger un libro invece di noleggiare un dvd, andare a visitare altre città invece di seguire il gregge a bere birra alla sera, confrontare le sue idee con altre, anche opposte, organizzarsi per uscire in compagnia a “fare” qualcosa (andare insieme al mare, visitare un museo, dare una mano a qualche iniziativa, fare una biciclettata portandosi due panini e una chitarra). E non posso dire di esserci ancora riuscito come vorrei.

    Ordine sociale? Qualche calcio nel sedere potrebbe servire (una volta si prendevano i ceffoni dai genitori se si sgarrava…), qualche limitazione all’apertura dei locali e qualche locale in meno potrebbero servire, una maggiore presenza di tutori dell’ordine (vigili urbani) ed una certa severità nel bloccare schiamazzi, scarso rispetto dei vicini e dell’ambiente, più spazi per ritrovarsi e socializzare (mi piacerebbe per esempio che le piscine di Cento fossero aperte tutto l’anno fino a ora di cena con un bel locale davanti con posti a sedere e musica gradevole).

    Ma la maggior parte dei guai è colpa nostra (genitori, i “grandi” in generale) e della pigrizia o indolenza che si è diffusa: ci accontentiamo di essere “ammirati” o “rispettati” perché abbiamo il SUV, il cellulare, gli occhiali firmatissimi, l’abbronzatura a Gennaio, il tv al plasma…si deve ricominciare da qui.

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  2. Muaddip

    Il discorso è offiamente lungo e complesso soprattutto se si guarda i giovani.
    La caso che invece ho ripostato i coinvolti saranno stati dai 30 anni in su.
    Per dirla breve riguardo i giovani, vivendo molto bene la situazione di alcuni di essi e non essendo poi io così vecchio, posso dire che quello che manca alle nuove generazioni non è la libertà, il bene materiale o la salute.
    Mancano le figure, gli adulti che si fermano a parlare con loro, li ascoltano e provano di capirli, magari ricordandosi a loro volta di quando erano anch’essi giovani.
    I genitori, gli insegnanti e più in generale tutti gli adulti di oggi sono molto diversi da quelli che ci hanno preceduto e che ci hanno educato, ma non è tutto un male, infatti il mondo è notevolmente cambiato da allora, quello però che non va bene è vedere, come dici tu, ragazzi che a 18 anni non sanno già più dove sbattere la testa o non hanno la minima idea di quello che sarà di loro da lì a pochi anni.
    La società sono i giovani, ma i giovani sono l’immagine degli adulti che li hanno cresciuti.
    Per me dobbiamo ritrovare il tempo da dedicare alle giovani generazioni e non sbolognarle ad altri con la speranza che poi qualcuno o qualcosa compia il miracolo.
    Qui chiudo il discorso sui giovani che non è proprio il tema centrale di questo post.

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  3. m4t

    Assolutamente d’accordo con il post e assolutamente concorde con la piccola deviazione fatta nel suo commento da cbax…

    Aggiungo solo una cosa sul discorso giovani, chiedendo anticipatamente scusa ai moderatori per l’ulteriore appendice.
    Quando ero io il teen ager ricordo perfettamente che esisteva in me e in gran parte dei miei coetanei il rispetto per le persone adulte: se arrivavamo al campetto per primi ma i ragazzi grandi volevano giocare, ci si spostava mugugnando ma lo si faceva; se facevamo una cazzata e un signore per strada si fermava a rimproverarci, stavamo zitti e un po’ ci vergognavamo, anche se poi per farci un po’ grandini appena voltava l’angolo ci mettevamo tra di noi a insultarlo un po’… cose così che a mio modo di vedere sono tollerabili…

    Parlavo invece non più tardi di un paio di giorni fa con la mamma di un mio amico che abita vicino alle medie di cento…mi diceva che mentre rincasava un gruppeto di 3 ragazzini probabilmente durante una fuga da scuola (cavolo alle medie io manco sapevo cos’era ‘far fuoco’) stavano ingurgitando birra fumando…beh uno di questi 3 ha tirato una bottigliata a questa mia conoscente e tra un po’ non la manda a terra…quando questa ha provato a dir loro che non era un comportamento da avere la risposta è stata: ‘Vaff…. str….!’ abbastanza eloquente direi…..

    Questo piccolo episodio dice tanto su cosa sta succedendo… poi per l’amor di dio, magari eran solo 3 teppistelli ed è stato solo un caso isolato………

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  4. cbax

    30 anni e più: non parliamo di gente nata negli anni ‘50, ma dei poco lontani anni ‘90. Già allora si avevano le prime avvisaglie di bullismo, ma erano casi sporadici e ben isolati.

    Oggi è anormale trovare un bravo ragazzo o dire “ho conosciuto una brava persona”.

    E questo è molto preoccupante perchè, guardando al futuro, c’è da rabbrividire pensando quali esempi e quale istruzione daranno ai propri figli i 30enni e over di oggi.

    Vabbè, negli anni ‘90 non si trovavano i cellulari nelle patatine, però anche se ci fossero stati, escludo categoricamente che un giovane di quegli anni, l’avrebbero utilizzato per fare le porcate che fanno oggi.

    Io non capisco, fanno a gare a chi fa la c….a più grossa. Più è grossa la c…a e più questo cretino è rispettato.

    E l’Italia di periferia sembra ormai uno Staterello di diritto dove il diritto è un consiglio, una traccia, uno stato d’animo: vi ricordate l’assurda rissa all’autogrill in cui morì colpito da una pallottola vagante un ragazzo? I partecipanti alla rissa (premessa di una inutile disgrazia) non sono stati nemmeno denunciati. E il ragazzo ammazzato, per il solo fatto di essere una vittima, è diventato già un santo, anche se dentro l’auto in cui è morto gli amici suoi non tenevano bandiere e fischietti, ma coltelli, biglie e sassi.

    Quell’Italia che non piace a Muaddip e nemmeno a me rischia di prevalere: migliaia di furbastri con le teste vuote che non fanno nessuno sforzo per riempirsele con qualche valore che non sia …quotato in Borsa. O che vanno a comprare il tricolore perché gioca l’Italia (…l’Italia gioca…ma solo a calcio) e poi lo buttano nel cassonetto perché non saprebbero cosa farsen fino ai prossimi campionati del mondo…

    Vivono nel presente, lottano per un presente di cui non sanno cosa farne, credono nel presente (quello dei giornali che amplificano le stupidaggini, il macabro e il gossip), anneganoil presente in una bottiglia, senza mai provare a indirizzare lo sguardo in avanti. Per la loro immediatezza di vita significa “avere o prendersi tutto” e invece sono allo sbando, spaesati e con valori precari dovuti a controsensi della società in cui viviamo…dove la televisione (mamma, papà e maestro a buon prezzo e con minimo sforzo) mostra principalmente modelli di personaggi idioti e senza un minimo di umanità …
    Se poi, per stare in branco, devono “scimmiottare” line griffate da ubriaconi pirati della strada e cretinetti simili …

    Non sono altro che spugne e specchi, riflettono e assorbono ciò che gli viene dato in pasto…

    Certo che anche noi, che così saggiamente interveniamo stimolati da Muaddip, siamo dei tipi strani:
    • odiamo il modo di fare politica dei nostri onorevoli, ma non facciamo niente per dare un nostro contributo a cambiarla
    • non condividiamo il modo di insegnare dei professori, ma andiamo alle riunioni solo per sentirci dire come sono bravi i nostri figli, per poi trovare giustificazioni se ci dicono che non vanno bene.
    • critichiamo costantemente i nostri figli, dimenticandoci di come eravamo noi alla loro età e senza preoccuparci di ascoltare le loro esigenze.
    • sappiamo tutto prima che accadano le cose per poi sbalordirci di fronte agli scandali
    • evadiamo tutti le tasse per poi chiedere a gran voce maggiori controlli (alzi la mano chi è andato al mercato oggi e ha chiesto con fermezza lo scontrino per quello che ha comprato…)

    In Italia (= anche a Cento) abbiamo creato il “mito del furbo”: quello che evade meglio il fisco, quello che copia all’esame, quello che ruba il parcheggio ad un disabile e cosi’ via.

    Non è che ci stiamo intristendo, impoverendo, imbruttendo e appiattendoci, per pigrizia e indolenza ?
    Non sarebbe meglio se ognuno di noi cominciasse nel suo piccolo a fare qualcosa senza aspettare che la faccia un altro per lui?

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  5. Ritmo125

    In questo caso quoto completamente ciò che dice CBAX

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  6. Muaddip

    Ringrazio l’ufficio stampa che ha rilasciato qualche ufficiale e positivo dato sulla sicurezza comunale.

    Solo un appunto.
    Se fossimo già al punto da dover guardare esclusivamente agli omicidi per sentirci sicuri, per me saremmo già più che messi male.
    Quindi magari fornire qualche altro dato riguardante magari rapine, scippi, furti, liti, vandalismi e così via, non sarebbe stato male e avrebbe fornito un quadro più ampio.
    Ma forse sono io che penso male e già il fatto che ci si uccida di meno dovrebbe farmi gioire (effettivamente è già tanto) dimenticandomi di tutto il resto.

    Serata a casa ottimista.
    “Oggi come è andata la passeggiata col cane caro?”
    “Bene cara, mi hanno solo rapinato.”
    “Sempre meglio della scorsa settimana che ti hanno sfregiato e stuprato perché non avevi i soldi.”
    “Giusto cara, poi sono ancora vivo.”
    “Giusto caro, vedi come è sicuro adesso andare in giro con così pochi omicidi.”

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