Riforma Gelmini?
Dopo incredibili problemi che ci hanno perseguitato nel montaggio e nel caricamento di questi filmati siamo finalmente riusciti a renderli disponibili.
Lo sappiamo, abbiamo già fatto domande a Mauro Borsarini, ma a chi dovevamo andare a chiedere riguardo la riforma scolastica?
Ad un politico o ad un ministro che non ha esperienza dei disagi, problemi e bisogni della scuola se non per sentito dire?
Non aggiungo altro, perché i filmati parlano da soli.
Spero solo che a breve le insegnanti e maestre (linkerò direttamente nel post i loro commenti) che ci leggono inseriscano i loro commenti ed esperienze, così da poter far vedere a chi non vive direttamente quel mondo cosa realmente ci sia dietro questa modifica, perché a mio avviso di riforma non si può parlare, della scuola Italiana.
- Una maestra triste (27 Ottobre 2008)
- Figlio di una maestra (30 Ottobre 2008)
Colgo l’occasione per ringraziare nuovamente Mauro Borsarini per la disponibilità che ci ha offerto e anche Lex che mi ha sopportato in questo fine settimana frenetico per la realizzazione di questi filmati.













Lavoro nella Scuola Primaria e mi ritrovo ad avere “le mani in pasta” tutti i giorni. Vedo la “Riforma Gelmini” come un grosso passo indietro nella Scuola, ma non un piccolo passo, ma un passo che distrugge la Buona Scuola, quella per cui noi insegnanti lottiamo tutti i giorni, in cui non solo lavoriamo per uno stipendio che è tra i più bassi d’Europa, ma facciamo ore e ore in “volontariato” senza riconoscimento economico e, purtroppo, ormai senza nemmeno un “riconoscimento morale”.
Il discorso più importante credo sia quel che riguarda il “maestro unico”. Prima di tutto mi chiedo in che Stato vide la signora Ministra, visto che nella Scuola Primaria il 99%, se non forse più, delle insegnanti sono donne. Questo è solo uno dei tanti punti che mi porta a pensare che sta mettendo mano e stravolgendo un campo di cui non solo non ha esperienza diretta, ma di cui non sa nulla e del quale non vuole minimamente ascoltare i diretti interessati, chi ci lavora e sa come vanno le cose.
Ci sono diversi motivi per cui una “maestra unica” al giorno d’oggi non ha senso. Un tempo bastava una sola insegnante perché i saperi passati dalla scuola erano i classici “leggere, scrivere e far di conto”, i genitori impartivano tutti gli altri insegnamenti, le madri lavoravano in casa, i bambini passavano più tempo con le famiglie.
Oggi non è più pensabile un modello di scuola “solo al mattino”. Nella maggior parte delle coppie lavorano entrambi i genitori e quindi hanno bisogno di una scuola che tenga i bambini più a lungo. Non è pensabile che siano gli insegnanti a tenerli 8 ore al giorno: questo perché il lavoro dell’insegnante è un lavoro impegnativo e stressante, naturalmente anche bello, ma richiede molta responsabilità e capacità di attenzione. E ricordiamo che abbiamo a che fare con bambini, che hanno il diritto di tutta l’attenzione e la passione che possiamo mettere nel nostro lavoro.
Un altro punto da non sottovalutare è proprio quello della cultura di oggi. In tutto il mondo si va verso una specializzazione dell’insegnamento anche nella Scuola Primaria (in pratica come quella che oggi si dà nelle scuole secondarie), dove ogni insegnante è specializzato e insegna l’ambito disciplinare in cui è specializzato. Questo perché oggi non ci si può più limitare al “leggere, scrivere e far di conto”. Oggi c’è l’intercultura, Internet, l’educazione sessuale, l’ecologia, il gioco, ecc., tutte parti importantissime dell’educazione dei bambini di oggi (adulti di domani) che un tempo erano impartite dalle famiglie, che oggi, nel bene e nel male, non sono spesso più in grado di fornire.
“Figura di riferimento”? Assicuro che i miei attuali alunni che hanno più di una maestra di figure di riferimento ne hanno più di una: e questo non può essere altro che un bene, dato che viviamo in una società dove la pluralità di punti di vista e la tolleranza sono, almeno per ora, un punto di forza e una ricchezza. Tutti i bambini (tranne purtroppo rari tristi casi) hanno già una mamma. Non hanno bisogno di una mamma anche a scuola. Lì ci sono le maestre, che insegnano, aiutano, fanno giocare, insegnano anche come si mangia a tavola in compagnia. Ma non ci sostituiamo ai genitori, perché non siamo le madri dei bambini che ci sono in classe: siamo le loro insegnanti e siamo punti di riferimento come maestre, anche e soprattutto se siamo in quattro, cinque o sei.
Il nostro lavoro di “team” (di *squadra*) da anni comprende anche la possibilità di confrontarsi sugli alunni, di aiutarli a crescere, di dare una possibilità con le compresenze (già eliminate in gran parte dalla Moratti) di aiutare chi resta indietro e permettere di valorizzare chi riesce a far di più. Eliminare il team di docenti significa non dare la possibilità di confronto, di aiuto e di pluralità di punti di vista che oggi è più che mai importante.
Poiché è risaputo che la Scuola Primaria Italiana è una delle migliori in Europa e, direi, anche nel mondo, dove i bambini non solo imparano, ma vanno anche volentieri (e ci sono tanti bambini che amano venire a scuola), mi chiedo il perché di questa riforma, se non sia semplicemente per risparmiare sui fondi alla scuola e soprattutto per rovinare la scuola pubblica e impedirle di funzionare bene come ora.
–Una Maestra molto triste, pur fiera di essere una Maestra.
1Complimenti alla Gelmini!
2Non posso che essere arrabbiato per il fatto che questo governo non ascolta nemmeno una voce differente dalla propria.
Narcisista!
A proposito di maestro unico non penso che la pluralità di insegnanti sia sempre un bene nè per l’apprendimento nè per la psicologia del bambino.
3Spesso gli insegnanti si “nascondono” dietro un “tanto lo farà l’altra maestra” e non fanno tutto quello che potrebbero per l’insegnamento dell’alunno.
E’ vero che il sapere di più insegnanti dovrebbe aumentare le conoscenze degli alunni, ma non sempre è un sapere effettivo, competente, professionale.
Forse è meglio il sapere della maestra unica che conosce meglio i suoi alunni e che li frequenta per tutta la giornata scolastica. Sarà poi compito dei direttori di circolo (e dei genitori stessi) controllare il lavoro di una sola figura di riferimento.
Unico problema (e non da poco): l’orario continuato nelle scuole che hanno lezione anche al pomeriggio si rende improponibile per le maestre che vorrebbero un orario più flessibile: ma quante mamme non maestre lavorano fino alle 17 ed oltre !
Una mamma.
@Manuela
Peccato solo che le graduatorie internazionali e gli studi pedagogici smentiscano le sue teorie.
Con tutto il rispetto le dico che ovviamente occorre sempre rispettare le opinioni di tutti ma, senza competenze specifiche sulla materia, hanno ben poco valore: sarebbe come avere l’arroganza di spiegare ad uno psicologo il modo migliore per trattare i propri pazienti, o ad un ingegnere come costruire un bel ponte. Questo è quello che avverto, la tendenza a diventare tutti “tuttologi”, senza ascoltare i veri esperti (perché l’hanno studiata) della materia.
Sul paragone fra le mamme che lavorano fino alle 17 e oltre e le maestre le voglio ricordare che il lavoro di una maestra non si esaurisce con le ore di lezione ma continua anche a casa, con la correzione e preparazioni dei compiti e delle successive lezioni. Fare il paragone con un operaio o un impiegato ,che una volta marcato il cartellino è a posto fino al giorno, non credo sia utile a nessuno.
4per me bisogna fare dei distingui, perchè un conto sono le maestre che hanno 24 ore e un conto sono i professori con 18 ore.
5io sono figlio di una maestra, e sinceramente le ore che ho fatto dalla baby sitter le so solo io, forse mia madre non aveva tutta quella flessibilità o magari non lo era negli orari in cui ero fuori da scuola.
comunque senza il “tempo pieno” non ci saranno più molte mamme che lavorano fino alle 17, anche se forse la nostra cara vecchia emilia romagna ci metterà le risorse per garantire lostesso il tempo pieno, visto che qui da noi le mamme lavorano.
Cara mamma Manuela,le giuro che io non passerei 3 anni della mia vita a laurearmi,per andare a insegnare oggi, con ste mamme iper protettrici dei figli super mega viziati, in cui a casa l’unico modo che hanno per tenerli calmi è attaccarli ai videogiochi o alla tv, il tutto per 1300 euro, in classi dove l’educazione è un optional.
che ci siano cose da migliorare penso sia logico, che ci siano margini per razzionalizzare i costi ancora più logico,che si possa trovare il modo per aumentare l’orario di lavoro in alcune fasce,mi sembra giusto ma sparare così su tutte le maestre, che in modo coraggioso ogni giorno entrano in classi in cui io non durei un ora, be ci vuole una bella faccia tosta, in più così si tagliano le gambe a chi oggi non ha sprecato anzi ha migliorato e razzionalizzato, mentre magari in alcune regioni meridionali si buttavano via i soldi.(basta ricordare il caso citato dalla voce.net in cui al sud pur avendo lo stesso numero di disabili del nord, ci sono il 50% di insegnanti di sostegno in più)perchè non sono andati a tagliare questi sprechi che sappiamo tutti non essere in regioni come l’emilia romagna dove vengono dall’estero a prenderci a modello.
Poi è giusto dire che questa non è una riforma, perchè non c’è un progetto pedagogico dietro ma è solo un modo per tagliare la spesa. Da universitario, posso solo dire che abbiamo buttato nel cestino 300 milioni di euro in tre mesi(più ne spenderemo un miliardo di ammortizzatori,senza contare quelli spesi negli ultimi 10 anni) per Alitalia una compagnia stracotta che doveva fallire, su cui meno del 10% degli italiani ha mai volato(solo perchè a qualcuno piaceva fosse italiana,mentre ogni giorno migliaglia di aziende vendono vendute a stranieri), e non si trovano i soldi per l’unica cosa che ci può tirare fuori da questa me..da che già ci arriva al collo.
Ma lo sapete o no che nel centese e limitrofi le aziende in cassa integrazione sono già oltre la decina?, e tagliamo soldi e opportunità all’universtità unico strumento per far ripartire questo paese.
Oggi un nostro nobile professore prima d’iniziare la solita lezione ci ha detto:” non ho fatto sciopero perchè da contratto verrei pagato lostesso e in più darei solo un disservizio a voi utenti dell’università, in più da professore ordinario(=posto fisso a vita) potrei anche fregarmene, ma sappiate che sono molto triste per voi, per il vostro futuro e per questa università che tra qualche anno con un turnover del 20% (visto il numero di prof vecchi presenti) non saprà come andare materialmente avanti,anche se io non sono a difesa dell’esistente,penso che tagliare a tutti nella stessa maniera è sbagliato tanto quanto dare a tutti nella stessa maniera,se vi piace quello che fate il mio consiglio è di andare all’estero, ma con questo non voglio deprimervi, perciò riprendiamo la lezione”.
Ma la cosa che mi fa più rabbia dei 1,4 miliardi di euro tagliati è che tutto ciò in campagna elettorale (cioè meno di 6 mesi fa) non è stato detto, però a quanto pare fa parte del programma, come al soltio in italia si fanno campagne elettorali POCO SERIE in maniera trasversale tra entrambi gli schieramenti.
Malgrado tutto dio benedica l’emilia romagna che speriamo ci salvi da questa deriva tutta italiana, in cui giornali che ricevono milioni di euro di finanziamenti pubblici parlano di studenti Idioti e maestri di idiozie(libero di oggi)
Qualche commento da parte di chi non è …dall’altra parte. Leggendo il “famigerato” decreto legge “Gelmini” si potrebbe anche constatare che:
TEMPO PIENO Con l’introduzione del maestro unico e l’eliminazione delle “compresenze” si libereranno più maestri per aumentare il tempo pieno
Con la media di 21 alunni per classe, in cinque anni 82.950 alunni in più avranno il tempo pieno.
Con l’introduzione del maestro unico e l’eliminazione delle compresenze si libereranno più maestri per aumentare il tempo pieno: aumento il numero alunni con il tempo pieno e aumento il numero di classi con il tempo pieno.
Qualcuno (la sinistra?) dice o fa dire che nelle scuole elementari verrà abolito o diminuito il tempo pieno. E’ assolutamente falso.
E’ vero invece che con il maestro prevalente e l’eliminazione delle compresenze (cioè due insegnanti per una stessa ora di lezione) ci saranno più maestri per aumentare il tempo pieno.
Quindi: già dal 2009-2010, 49.350 ragazzi in più usufruiranno del tempo pieno. In cinque anni 3.950 classi avranno il tempo pieno.
NUMERO DEGLI ALUNNI
Qualcuno (la sinistra?) dice o fa dire: gli alunni saranno 30 per classe. Assolutamente falso
Gli alunni saranno in media 18 per classe e potranno arrivare al massimo a 26 per classe.
Qualcuno (la sinistra?) dice o fa dire che con il maestro prevalente non sarà più approfondito l’inglese e diminuirà la qualità dell’insegnamento.
Invece la realtà è che al maestro prevalente saranno affiancati un insegnante di inglese e uno di religione.
E per di più occorre osservare che in tutti i Paesi d’Europa esiste il maestro prevalente.
L’anomalia dei tre maestri è solo italiana.
E quando fu introdotta….la sinistra si schierò con la stessa veemenza di oggi per impedire la riforma dei tre insegnanti.
Lo studio delle lingue alle elementari non subisce alcuna variazione
Alle medie lo studio delle lingue, se richiesto dalle famiglie, sarà potenziato a 5 ore settimanali (3 ore di inglese + 2 ore di una seconda lingua comunitaria sostituita dall’inglese se richiesto dalle famiglie)
Qualcuno (la sinistra?) dice o fa dire che verranno licenziati 87.000 insegnanti: falso!
Non ci sarà nessun licenziamento. Si razionalizza il numero degli insegnanti rispetto al fabbisogno, non assumendone ulteriori.
E’ vero invece che in Italia c’è un docente ogni 9 alunni, in Europa uno ogni 13.
E’ vero anche che in Italia nella scuola ci sono 1 milione e 350.000 dipendenti e sono troppi.
Qualcuno (la sinistra?) dice o fa dire che diminuiscono gli insegnanti per i diversamente abili.
Al contrario, la realtà è che gli insegnanti di sostegno sono oggi 93.000 e rimarranno 93.000 anche in futuro.
Qualcuno (la sinistra?) dice o fa dire che chiuderanno le scuole di montagna: falso!
Perché nessuna scuola sarà chiusa. Sarà invece unificato il personale amministrativo con un unico preside e un unico segretario per due scuole vicine (come previsto precedentemente dal governo di centrosinistra)
Qualcuno (la sinistra?) dice o fa dire che si viene bocciati con il 7 in condotta: falso.
Vero: solo in casi assolutamente gravi (come il teppismo, il bullismo, la violenza all’interno della stessa scuola) si può essere bocciati con il 5 in condotta, ma perché questo possa essere possibile ci dovrà essere il consenso e il via libera del consiglio di istituto e di quello di classe.
SPENDO DUE PAROLE (eh! eh!) SULL’UNIVERSITA’ ITALIANA: QUELLO CHE LA SINISTRA NON DICE
L’università italiana (con molti più istituti universitari) produce meno laureati di Cile, Messico, Argentina…
Non c’è un’università italiana nell’elenco delle migliori 150 del mondo (dati CEE)
Ci sono 37 corsi di laurea con 1 solo studente (pagate voi, io, tutti…)
27 facoltà non superano i 15 iscritti
Ci sono 5 università importanti con buchi di bilancio enormi (e sono i luoghi dove …oplà…si protesta maggiormente). Ne citiamo qualcuna a caso? Siena, Firenze, Pisa, Camerino, Urbino…altre potete aggiungerle voi.
Si sono moltiplicate cattedre e posti per professori senza tener conto delle reali esigenze dei ragazzi, aumentando la spesa (a carico dello Stato, cioè voi, io, tutti) in maniera inaccettabile
4 università hanno generato 320 sedi distaccate in posti…diciamo così… non strategici.
In Italia abbiamo
- 5500 (cinquemilacinquecento) corsi di laurea, in Europa la metà (e gli studenti di almeno 1500 corsi di laurea breve, semibreve , lunghetta, facoltativa, alternativa non sanno che il loro diploma di laurea non avrà alcun valore perché non esistono equivalenti in Europa). Qualcuno dinmentica che nel 2001 i corsi di laurea in Italia erano 2444.
- 170.000 materie insegnate rispetto alle 90.000 della media europea
Negli ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma… i promossi sono stati 26.000. Nel 99,3% dei casi sono stati promossi (e stipendiati poco, così così, molto) senza posti fisicamente disponibili, facendo aumentare i costi di 300 milioni di euro
I ragazzi sono sottoposti ad un carico di ore di lezione triplo rispetto alla media europea per trovare giustificazione a corsi fatti solo per dare cattedre
La sinistra non dice che L’università italiana è ridotta malissimo e non c’è trasparenza nei bilanci
Il Governo al contrario vorrebbe/dovrebbe conoscere tutti i bilanci delle università e intende avviare controlli in almneo 5 di queste con buchi in bilancio (Siena, Firenze, Pisa, Camerino, Urbino…direte “per forza, vogliono bastonare quelli di un’area tendenzialmente vicina ad un certo profilo politico-culturale”).
Gli universitari bruciano in piazza un decreto che riguarda la scuola e non c’entra niente con l’università: i primi decreti sono stati emanati solo in questa settimana…
..a proprosito, anch’io insegno all’università.
Ciao belli !
6Ciao cbax!
In gran parte sono d’accordo con ciò che dici, in particolar modo la parte finale sulle Università…
Però quando scrivi:
‘Qualcuno (la sinistra?) dice o fa dire che verranno licenziati 87.000 insegnanti: falso!
Non ci sarà nessun licenziamento. Si razionalizza il numero degli insegnanti rispetto al fabbisogno, non assumendone ulteriori.’
Mi vien subito da pensare: e tutti i ragazzi/e che stanno finendo le scuole superiori o le università per diventare un giorno maestri o professori? Chi gli andrà a dire che non troveranno uno straccio di lavoro perchè le assunzioni sono bloccate? Tra l’altro i tempi sono cambiati molto in fretta e c’è bisogno di linfa nuova in materie che fino a qualche anno fa neppure esistevano (inglese, informatica) o slanci nuovi da persone che sono di almeno 20/30 anni più contemporanei rispetto agli alunni a cui si insegna. La mia maestra delle elementari è stata bravissima e la ringrazierò in eterno per come ha lavorato con me ed i miei compagni, ma se avessi un figlio in età da elementari vorrei che la sua maestra fosse una persona che gli possa insegnare materie grazie alle quali sarà un giorno preparato al mondo che verrà, dove la conoscenza dell’inglese e l’uso del computer sarà fondamentale. E per favore, non mi venite a dire che le maestre sessantenni posson fare dei corsi di aggiornamento per PC e inglese…! E intanto dei trent’enni preparati che sono cresciuti con questi nuovi dictat imposti dalla globalizzazione, finiranno a vendere McToast o Coca cole medie di fianco al Bennet…
Aggiungo:
‘E per di più occorre osservare che in tutti i Paesi d’Europa esiste il maestro prevalente.
L’anomalia dei tre maestri è solo italiana.’
Ciò che non dici e forse semplicemente non sai (anche se sarebbe bastato ascoltare le parole del preside dell’Itis, si deve premere su quel triangolo bianco al centro dell’immagine) è che in Europa tutti ci invidiano l’organizzazione della scuola elementare. Studi europei condotti sulla qualità dell’insegnamento nei vari paesi ha stabilito che la scuola primaria italiana è una delle migliori d’Europa….il disastro avviene purtroppo quando si passa alle scuole medie inferiori e superiori.
7@cbax
>Qualche commento da parte di chi non è …dall’altra parte.
Eh? Da quale parte? La solita diceria per cui chi critica Berlusconi e il suo governo è di sinistra va sfatata ed ha stufato. Lo dico pubblicamente, io ne sono un esempio, e ce ne sono tanti. Essere antiberlusconiani non comporta necessariamente essere di sinistra.
>TEMPO PIENO Con l’introduzione del maestro unico e l’eliminazione delle
>“compresenze” si libereranno più maestri per aumentare il tempo pieno
Non è vero: anzichè 3 maestri per 3 classi (a rotazione) ci saranno un maestro per il 70% delle ore ed altri due per il 15% a testa, i quali dovranno gestire due classi anzichè tre, e per molte più ore (tempo pieno) classi composte da un numero di studenti superiore a quello attuale, con diminuzione della qualità dell’insegnamento.
>NUMERO DEGLI ALUNNI
>Qualcuno (la sinistra?) dice o fa dire: gli alunni saranno 30 per classe.
>Assolutamente falso
>Gli alunni saranno in media 18 per classe e potranno arrivare al massimo a
>26 per classe.
Dato falsissimo. Il 18 è il numero minimo, valido per le scuole dei centri montani ed isolati, il numero massimo accettabile sarà 31, e la media, quella sì, è stata calcolata presunta in 26, un numero abnorme.
>Qualcuno (la sinistra?) dice o fa dire che con il maestro prevalente non
>sarà più approfondito l’inglese e diminuirà la qualità dell’insegnamento.
>Invece la realtà è che al maestro prevalente saranno affiancati un
>insegnante di inglese e uno di religione.
Appunto. Uno di religione, santa miseria. Allucinante e ridicolo spreco di tempo e soldi.
>E per di più occorre osservare che in tutti i Paesi d’Europa esiste il
>maestro prevalente.
>L’anomalia dei tre maestri è solo italiana.
Anomalia? Questa è clamorosa. Dopo la riforma scolastica che ha portato le elementari italiane ai tre maestri e tutto il resto, siamo stati insigniti di una lode inusitata: eravamo diventati una delle migliori tre scuole elementari d’Europa. Ce la invidiavano in tutto il mondo (a differenza di medie, superiori e università). E noi andiamo a toccare il meccanismo perfetto. Da pazzi.
>Qualcuno (la sinistra?) dice o fa dire che verranno licenziati 87.000
>insegnanti: falso!
>Non ci sarà nessun licenziamento. Si razionalizza il numero degli
>insegnanti rispetto al fabbisogno, non assumendone ulteriori
Nopn assumendone decine di migliaia, cioè tutti i precari che erano in attesa dell’assunzione, che è praticamente come licenziarli, perchè quelle decine di migliaia non rientravano nel calcolo della percentuale di disoccupati in Italia!
>E’ vero invece che in Italia c’è un docente ogni 9 alunni, in Europa uno
>ogni 13.
>E’ vero anche che in Italia nella scuola ci sono 1 milione e 350.000
>dipendenti e sono troppi.
E questo chi lo dice? In base a quali calcoli strampalati? Ma se bastano appena… Ah già, meglio stanziare soldi per le banche anzichè per la scuola. Che mentalità assurda.
>Qualcuno (la sinistra?) dice o fa dire che chiuderanno le scuole di
>montagna: falso!
>Perché nessuna scuola sarà chiusa. Sarà invece unificato il personale
>amministrativo con un unico preside e un unico segretario per due scuole
>vicine
Madò quante balle vergognose, per contestarle tutte ci vorrebbe un mese, ne smentisco solo una perchè tu non meriti tanto sforzo.
http://www.valtaro.it/riforma_gelmini/index.htm
Se saranno confermati i valori pubblicati sul decreto Gelmini, se saranno applicati alla lettera, la Valtaro perderà undici scuole, undici plessi scolastici, undici presìdi sociali, senza nessuna discussione. Insieme a qualche centinaio di posti di lavoro.
Nella nostra zona, rimanendo tali le cose, saranno chiuse le strutture di Santa Maria del Taro, di Isola di Compiano, di Tarsogno, di Anzola, di Albareto, di Valmozzola, di Ghiare di Berceto, di Berceto, di Moromorola, di Selva, di Solignano. Forse, situazioni come Albareto e Berceto, con l’accorpamento di scuole primarie (elementari) e secondarie di primo grado (medie), potranno stare in piedi. Ci ridurremo quindi, nella migliore delle ipotesi, ad avere quattro poli, chiudendo tutte le strutture piccole. Una vera mazzata per zone poco servite come Santa Maria, Anzola e Tarsogno. Le famiglie di Santa Maria si vedranno costrette a portare e a riprendere i bimbi, di sei o sette anni, tutti i giorni, con ogni clima, a Bedonia o a Chiavari. Decine di chilometri di trasferimento quotidiano, in piena montagna.
>..a proprosito, anch’io insegno all’università.
Poveri studenti. -_-
8La cosa che mi preoccupa di più è l’assoluta mancanza di un progetto pedagogico che avrebbe dovuto precedere una riforma degna ti tale nome. L’unico driver sembra essere un indiscriminato taglio delle risorse, comprensibile in tempi di ristrettezza economiche, ma estremamente pericoloso in termini di futuro del paese. L’ottica cieca di corto periodo non ci aiuterà certo ad uscire da una stagnazione culturale in cui sguazziamo da lungo tempo.
Purtroppo un paese che non produce sapere e cultura è destinato a rimanere al palo in un modo dove innovazione e sapere sono una delle fonti primarie della economia reale.
La scelta di intervenire sulla scuola elementare ripropone un modello di gestione della scuola che in Italia, da entrambi gli schieramenti, è stato lungamente considerato accettabile: la scuola non è un motore di sviluppo del paese.
Avrebbe avuto senso maggiore intervenire sui punti “molli” del sistema scolastico italiano: medie e superiori, queste si disastrose in termini di risultati. Il discorso sulla università, per quanto urgente e doveroso, è difficile da fare senza vedere cosa si deciderà. Sprechi e ricerca sono i punti dolenti, ma anche la triste gestione delle cattedre e la assoluta mancanza di criteri qualitativi rende il tutto difficile da gestire.
Volendo parlare di riforma scolastica avrebbe avuto senso procedere calcolando da un lato le risorse impiegate in termini di investimento\risultato e quindi procedere ad una razionalizzazione che avesse come cardine un discorso pedagogico. Dove si vuole arrivare? A cosa serve la scuola? Cosa e come vogliamo insegnare? Come misuriamo i risultati?
Il “tempo pieno” risponde ad esigenze pedagogiche, sociali o ad entrambe?
Quali sono le ricadute sociali della chiusura di centri scolastici piccoli? Quali previsioni di abbandono scolastico sono state fatte? (l’abbandono scolastico è una realtà, e andrebbe citata in una riforma che preveda la modifica delle strutture, cosi come la percentuale agghiacciante di analfabetismo di ritorno italiana).
Ho una figlia di 5 anni, una moglie straniera e sono figlio di una insegnante elementare, una di quelle fannullone che andava a scuola con la febbre perché considerava importante il suo contributo nelle classi dove operava.
Sono francamente preoccupato di cosa troverà mia figlia nel suo\nostro futuro scolastico. Davo per scontato che dovrò coprire i buchi che medie e superiori lasceranno dal punto di vista della formazione, adesso temo dovrò intervenire anche sul alto della formazione delle scuole elementari.
Chiederò supporto al quella fannullona di mia madre, anche in termini di strumenti pedagogici in quanto insegnare alle elementari è ben diverso che insegnare in altre fasce di età.
Sapevo già che dovrò complementare informatica (i cui programmi sono abbastanza deliranti) e inglese (ma già sono fortunato, mia figlia parla 3 lingue), storia e letteratura, il resto lo scoprirò, temo, “riforma” facendo.
Poveri studenti, poveri genitori
9Lo sai cbax che mi fa sempre piacere leggerti, i tuoi commenti, creano sempre quel non so che che non può mancare in una discussione politica e sociale fatta da italiani.
Come già ti ho detto tante volte, non sarebbe male riportare link da dove hai preso tali informazioni e dati, se possibile, perché lasciate così non hanno molto senso, infatti io che ho letto il testo della riforma non ho trovato nulla di quanto tu hai riportato, ma io non sono uno specialista a riguardo e può essermi scappato.
Quello che però vorrei dirti è che per me una riforma scolastica, soprattutto dalle media all’università va fatta, ma così è assurda e ingiustificabile.
Ora però non voglio andare oltre perché ritengo che Mauro Borsarini nel video che abbiamo girato esprima perfettamente questo concetto e lui certamente non è come ne, è il preside di un istituto superiore fra l’altro del nostro territorio.
Concludo facendo notare come dopo una certa età sarebbe meglio smetterla di fare politica (o almeno avere il buon gusto di tacere) anche se senatori a vita. Certe uscite se le potrebbe risparmiare il buon vecchio Cossiga.
10mha… riforma gelmini… riforma? io continuo a non vederla io vedo solo tagli e niente più! sono forse diventato orbo?
11Segnalo questa notizia, di una maestra picchiata a Taranto in pubblico e davanti alla figlia da due mamme di sue alunne, per far capire che siamo in un paese ormai incivile in cui la gente sta perdendo la testa.
12Ma vi sembra un atteggiamento da tenere?
Io non ho parole, sono profondamente disgustato.
carissimi amici,
intervengo raramente (non telecomandato dal bravissmo e pazientissimo Muaddip) e cerco (come dice Muaddip) di dare qualche scossone: questo sito serve a confrontarci e ci aiuta a capire situazioni e fatti.
Ho un mio mdo di interpretare le cose, ma evito (o almeno cerco di trattenermi) dall’offendere.
A tale proposito cito il commento (Poveri studenti. -_-) dell’esimio Hytok, dal quale prendo spunto per alcune considerazioni.
Per sua conoscenza:
1) insegno per UNIFE – Ingegneria meccanica (ogni anno ripresento titoli, professionalità, precedenti esperienze e vengo giudicato da una commissione di docenti per essere confermato: lo ritengo giusto e necessario)
2) racconto e spiego agli studenti (oltre a nozioni molto specialistiche) cosa li aspetta nel mondo del lavoro e quali e quante prospettive possono trovare con le loro capacità, la loro preparazione, lo studio attento e motivato (materie che l’università in genere non offre)
3) I poveri studenti sono talmente annoiati e disgustati dalle mie capacità didattiche da fermarsi ad ascoltare, chiedere ed informarsi anche per una o più ore dopo il termine della lezione effettiva (le mie lezioni durano dalle 3 alle 4 ore , roba da stroncare un rinoceronte)
4) in questo modo insegnano (orrore) altri che si preoccupano di formare e far crescere gli studenti per diventare manager del proprio futuro e delle aziende, società, organizzazioni dove andranno a dare il loro contributo (se ne avranno le capacità e la voglia). Non perdono tempo a sgolarsi in piazza su temi e programmi di riforma che NON SONO STATI ANCORA DECISI….
Tutto questo non è “riforma Gelmini”, che nulla ha che fare con l’università e tantomeno è una riforma della didattica, ma di struttura e di costi.
La riforma dell’università parte adesso. E non sembra questa gran porcheria, se l’associazione dei Rettori (delle università statati) ha già anticipato un parere “non sfavorevole” (sentenza politically correct, ma che quel buontempone di Epifani sembra non condividere, in qualità di profondo intenditore dell’Istruzione) sui primi contenuti presentati dalla strega Gelmini e dai suoi accoliti.
Precari: ho una sorella insegnante di lingue alle medie e superiori, precaria da oltre 12 anni. Bene: è entrata in ruolo coprendo il posto di un’insegnante che è andato in pensione. Un mese fa. A seguito del “terremoto Gelmini”.
Culo? O effetto delle razionalizzazioni del decreto e della effettiva necessità di assumere del direttore didattico/preside di quella scuola?
per m4T che dice
“Mi vien subito da pensare: e tutti i ragazzi/e che stanno finendo le scuole superiori o le università per diventare un giorno maestri o professori? Chi gli andrà a dire che non troveranno uno straccio di lavoro perchè le assunzioni sono bloccate? ”
Condivido la preoccupazione. Ma constato che tutti questi ragazzi (ed i loro genitori) sapevano ieri, un anno fa, 5 anni fa, 10 anni fa, 15 anni fa che la scuola (in generale) aveva tali e tante difficoltà economiche da dover sfruttare e cavalcare il fenomeno del precariato (decine di migliaia di insegnanti bravi e meno bravi). E’ colpa dellla strega Gelmini?
13Forse si dovrebbe tornare a discutere in famiglia (e nella scuola) per capire quali sono gli studi e la preparazione utili per trovare una collocazione nel mondo del lavoro. E organizzarsi di conseguenza, amnzichè sperare che succeda qualcosa o che ci pensi qualcun’altro.
Mi scuso con cbax per essermi fatto scappare in fase di moderazione quel commento, da lei forse ritenuto offensivo, di hytok.
14Vorrei sottolineare che qui non è in discussione la sua esperienza e bravura come insegnante, anche io ho avuto insegnati che la pensavano in maniera molto diversa da me ma non per questo li ritengo o ho ritenuti non validi ad insegnarmi, anzi erano pure molto bravi.
Quello che si vorrebbe capire qui è l’impatto di questa “riforma” scolastica nel nostro locale e sulle future generazioni.
A tal proposito segnalo questo articolo di Repubblica in cui la Gelmini dice:”Capisco i giovani ma solo cambiando c’è futuro”.
I programmi non saranno ancora stati APPROVATI, che non è nemmeno del tutto vero, ma se la gente non dice nulla non penso che li cambierebbero di loro iniziativa.
Concludo ripetendo che questa riforma non fa altro che impoverire le scuole e salvaguardare vecchie strutture di gestione. La riforma va fatta, ma va pensata sotto più punti di vista ecco perché mi trovo fortemente concorde con quello che ha detto Borsarini.
Confermo: (***) Sono preoccupato per loro da ciò che possono assorbire, nelle pause fra una lezione ben insegnata e l’altra, nello scambio umano con un insegnante che palesemente mente sapendo di mentire. (***)
PS: e certo, bisognerebbe protestare quando ormai il provvedimento è immodificabile e sancito sulla Gazzetta Ufficiale, no? Allucinante.
(n.d.r. Intervento parzialmente moderato)
15Caro Hytok, sei tosto (eufemismo per “ostinato”) e coerente (eufemismo…).
Nelle pause spiego :
- cosa si ottiene se si studia o si cazzeggia e si sbadiglia
- che la professionalità e l’impegno devono essere moderati e guidati da etica e morale (un ingegnere può progettare cose buone e cose dannose, chiedere il giusto o affondare le mani nel portafoglio della gente)
-che ci si deve impegnare a diventare un leader: solo così si può creare benessere piuttosto che disagi alla società o al contesto in cui vive
- che chiedere e cercare un lavoro non significa umiliarsi e piegarsi a ricatti e condizionamenti
- che si deve essere orgogliosi delle properie capacità e competenze
- che il minimo obiettivo che ci si deve porre è lasciare un segno e un mondo (anche piccolo, come diceva il Guareschi) migliore di quello che si è trovato.
Oltre naturalmente ad aprire gli occhi su quali e quanti aspetti del lavoro di tecnico o ingegnere ci si può realizzare.
Uguale: tecnica e società, algoritmi e rispetto degli altri, impegno nello studio e e contributo a migliorare la società.
(***)
Tornando al fatto: riformare un sistema scolastico dalla A alla Z è difficile, sarà difficile e si faranno inevitabilmente anche molti sbagli (che richiederanno buona volontà e interventi non facili per porvi rimedio). Ma si doveva iniziare, nel rispetto di chi studia, di chi lavora e di chi paga le tasse per avere un sistema di istruzione credibile ed efficace.
Se poi Hytok ed altri insistono a far parte delle truppe del “NO a prescindere” (sembra un club più organizzato, ramificato e potente di una Loggia Massonica…), non resta che prenderne atto, cercare di svestirne qualche adirata protesta per identificarvi qualche utile suggerimento e tirare dritto.
Perchè? Perchè ce n’è bisogno.
(n.d.r. Intervento parzialmente moderato.)
16Scusate se mi intrometto ma chiederei di limitare la discussione all’argomento e non alla propria vita privata poiché non ci si conosce veramente e soprattutto non è quello l’argomento di discussione.
17Con questo vorrei evitare possibili flame, tanto avete entrambi avuto pienamente la possibilità di dire la vostra.
Vorrei fare solo una mia considerazione se posso, non tutti possono diventare leader per un semplice motivo logico, altrimenti saremmo tutti leader alla pari.
Io vedo questo anziché insegnare a diventare leader insegnare a migliorarsi continuamente e ad apprezzare quello che si ha e di è senza volere o esigere sempre di più prevaricando il prossimo ad ogni costo.
Lo stesso penso valga anche sul lasciare un segno in questo mondo, che non vuole certo dire apparire sui libri di storia a tutti i costi, semplicemente fare qualcosa per la comunità o società che rimanga apprezzato e che la migliori e senza l’obbligo di cercare fama, fortuna e gloria.
Per il resto quello che hai detto cbax è perfettamente condivisibile e credo che pure hytok e molti altri la pensino allo stesso modo.
@Muaddip: stai sragionando? Io dovrei essere d’accordo con cbax che di me scrive:
“tecnica e società, algoritmi e rispetto degli altri, impegno nello studio e e contributo a migliorare la società (***)”
Già mi sono sorpreso che tu non abbia sforbiciato come hai fatto con il mio commento, ma a questo punto sarà meglio che abbandoni il thread e, in futuro, eviti di commentare gente (***) come questo cbax, su questo blog.
(n.d.r. Intervento modificato in riferimento a moderazione sfuggita in commento precedente.)
18..chi di asterichi ferisce..di asterischi perisce.
Torniamo al tema: quanti di voi hanno figli all’università?
19Quanti di loro frequentano corsi dai contenuti fantasiosi e che non hanno equivalenti corsi accademici in Europa?
Quanti frequentano corsi con esami e materie che non sono comuni in altre università italiane e quindi è di fatto quasi impossibile cambiare sede senza dover fare esami integrativi?
E’ di queste cose (e di molte altre) CHE UNA BUONA RIFORMA UNIVERSITARIA dovrebbe occuparsi.
Vi pare giusto che il 18 “politico” sia accessibile a tutti (somari in prima battuta) con il totale disprezzo e irrisione di chi studia con impegno, fatica ed un grave peso economico sulla famiglia?
E’ di queste ed altre cose che si dovrebbe parlare, manifestare, proporre idee.
Senza gridare contro (talvolta ho la sensazione che gli urlatori siano sempre e solo quelli che poi non fanno nulla per cambiare le cose: io urlo e tu metti a posto…)
Ok cbax, ti ripeto di indicarmi esattamente i punti di questa riforma in cui vengono toccati questi argomenti e nel modo da te espresso.
20Perché io sono concorde sul fatto che l’università vada fortemente rivista e il “baronato” buttato fuori a calci, con corsi il più possibile simili tra università e con una vera e propria utilità.
Il problema è che questa riforma non lo fa nel modo che dici tu, infatti i “baroni” non vengono minimamente toccati essendo già fissi, di ruolo e inamovibili.
Il punto focale però oltre all’università è la scuola primaria e secondaria e queste due crolleranno inesorabilmente verso valori inaccettabili per una società civile e in via disviluppo sia culturale che economico come si vorrebbe fosse l’italia.
Ti lascio con questo articolo de la stampa.
Caro Muaddip,
la “riforma” dell’università è ancora in divenire e dovrebbe essere discussa. modificata, elaborata in Parlamento da tutti i partecipanti all’arco costituzionale.
Non chiedermi quindi “i punti”, piuttosto alcuni contenuti.
Faccio prima un …passo indietro.
Credo sia chiaro a tutti noi che è improprio parlare di “riforma” Gelmini riferendoci alla legge 133 (ed altre norme ad essa collegate): riforma indica un progetto, una serie di misure che tendano a costruire un modello di scuola, di istruzione conforme alle proprie idee.
E’ vero che la 133 interviene attuando una compressione della spesa (in parallelo ai decreti legge =finanziaria).
Per esempio prevede un blocco del turnover dei docenti universitari. Una conseguenza (magari brutale) è che su cinque professori che andranno in pensione nei prossimi anni, solo uno verrà assunto per sostituirli.
Però va subito aggiunto, che la misura in questione avrà effetto – questo, prevede la 133 – solo fino al 2012. Quindi si tratta di un freno alle nuove assunzioni, che ha carattere transitorio: anche gli aspetti negativi dovrebbero affliggerci per un periodo relativamente breve.
Dai primi anni Novanta ad oggi, gli studenti universitari sono aumentati – in valore assoluto – del 7%; mentre il numero dei professori è aumentato del 25%.
Il numero dei docenti è cresciuto a dismisura (più di tre volte quello degli studenti), spesso solo per dare lavoro – come spesso avviene in Italia – agli amici, e agli amici degli amici.
Se ciò non fosse vero, non si riuscirebbero a spiegare alcune cose: nelle nostre università sono stati messi al bando 13.232 posti da associato (quindi da professore di seconda fascia; quindi concorsi per ricercatori). Se sono stati banditi concorsi per 12.232 posti da professore associato, ne saranno state assunte 12.232”.
E invece no! Il numero di coloro che sono divenuti professori associati, nel corso degli ultimi sette anni, è pari a 26.000.
Cioè le nostre università regalano stipendi da professore associato, a 13.768 persone, prive di una cattedra (universitaria), e prive di studenti, costando “soltanto” (si fa per dire) 300 milioni di euro.
Sempre per ragioni clientelari, sempre per dare lavoro agli amici e agli amici degli amici (tutto a spese nostre e a spese degli studenti), dal 2001 ad oggi, i corsi di laurea sono passati da 2.444 a 5.500 (la colpa ed i meritati calcioni nel popò dovrebbero essere salomonicamente divisi tra destra e sinistra).
Si arriva a situazioni assolutamente comiche come la disastrata università di Firenze (terra rossa…mi scppa da dire) dove esiste un corso di laurea in Scienze delle Religioni, che vanta addirittura ZERO iscritti. Così come esiste il corso di laurea in Scienze Pedagogiche, che di iscritti ne ha addirittura UNO.
Nello stesso tempo si permette il lusso di possedere 40 ettari di terreno, in località San Casciano Val di Pesaro, per produrre vino, olio extravergine e grappa.
Ad Arezzo esiste un corso di laurea in Storia dell’Antichità, frequentato da ben 3 iscritti. Per non parlare, poi, di quello in Società, Culture e Istituzioni d’Europa, che è affollatissimo: 7 immatricolati.
Ora, tenuto conto dei molteplici corsi di laurea inutili, creati solo per dare posti di lavoro ad amici e parenti; e tenuto conto del fatto che molti di essi abbiano un seguito modestissimo, non vi pare ragionevole limitare nuove assunzioni – come prevede la legge 133 – fino al 2012? Non vi pare ragionevole sostituire solo un professore ogni cinque che andranno in pensione? Non vi pare giusto ridurre gli sprechi che, in parte lo si è dimostrato (e ancora se ne parlerà), sono uno scandalo che urla vendetta?
La ratio della norma, è proprio questa: contenere gli sprechi, adeguare il numero dei professori all’effettiva popolazione universitaria complessiva.
Inoltre, il capitolo sprechi ben si lega ad un’altra questione, che è alla base delle proteste degli studenti: i tagli al Fondo di finanziamento ordinario (FFO, in gergo).
Partiamo dai numeri: nel 2009 si taglieranno soltanto – e ribadisco soltanto – 63,5 milioni di euro; nel 2013 si arriverà a tagliare 455 milioni di euro.
Nessuno (?) ricorda la “limatura” voluta da Fabio Mussi (87 milioni di euro tolti alla ricerca per darli agli autotrasportatori che protestavano contro il caro gasolio. Scelta condizionata dall’allora ministro dell’Economia, Padoa Schioppa)
Guido Trombetti – Presidente della conferenza dei Rettori – all’epoca dei fatti, parlava di un importo ben più consistente (26 luglio 2006):200 milioni di euro di tagli, a partire dal 2007
La conferenza dei rettori era furiosa, credo occuparono qualcosina, qualche stanzino e un paio di sgabuzzini, ma siccome il ministero dell’università era in piena crisi per beghe interne, malattia… del ministro ed era evidente l’impossibilità di applicazioni delle circolari… si aspettò il crollo (del governo…).
La protesta di queste settimane è stata “cavalcata” anche da quelli che subiranno perdite: i “baroni”. Quelli che, ordinari a tempo pieno, lavorano 3 ore al giorno, arrivando in alcuni casi a guadagnare fino a 10.000 euro al mese (pagati da tutti noi).
Quelli che, nelle Università, assumono figli, nipoti e parenti vari. E le cifre lo documentano in modo impietoso. Si definiscono “percentuali o tassi di omonimia”.
A Medicina, il “tasso di omonimia” non è mai inferiore al 20%. In alcune università del Sud Italia, invece, arriva addirittura al 40%.
A La Sapienza di Roma, il 20% dei prof ha lo stesso cognome (sono parenti!).
Alla Cattolica di Roma, invece, la percentuale è del 15%.
Alla Statale di Milano, la percentuale di prof con lo stesso cognome è pari all’11,8%.
Alla Federico II di Napoli, l’omonimia arriva al 23,5%. Alla Seconda Università (sempre di Napoli), invece, la percentuale sale al 27,5%.
A Messina, i prof con lo stesso cognome sono il 33%.
A Bologna sono il 17,2%. A Padova sono il 3,7%. Alla Università Tor Vergata di Roma, sono il 13%. All’Università di Torino sono il 13,6%.
E per cosa altro si protesta?
Perchè si teme la privatizzazione che non ci sarà, per il tramite delle Fondazioni che già esistono?
Perchè non esiste un sitema “critico” e razionale per applicare i tagli selettivamente?
Mi pare di ricordare che: a Repubblica, questa estate, la Gelmini dichiarò di voler approntare un sistema meritocratico per dividere i tagli e stabilire nel 2009 un Fondo di Finanziamento Straordinario che consentirà alle università migliori (tipo quelle del consorzio Aquis) di recuperare parte dei fondi tagliati. Perché di questo non si parla mai?
Il Finanziamento pubblico all’università non è una misura “socialista”, ma equa e necessaria a fare in modo che possano studiare anche i meno abbienti (contrariamente agli striscioni che abbiamo visto nei cortei dell’”ONDA”). Solo che quando è usata male (come in Italia), serve soltanto a finanziare l’università ai ricchi con i soldi dei poveri: infatti solo l’8% del di quel quinto di italiani con redditi vicini alla soglia della povertà accede all’università, contro il 13% degli USA.
L’unica certezza (ma qualcuno non lo dice e non lo disse in corteo o in piazza) è che nei prossimi mesi si svolgeranno nuovi concorsi per 2.000 posti di ricercatore e 4.000 posti di professore ordinario e associato, ai quali seguiranno, entro breve, altri 1.000 posti di ricercatore. In tutto 7.000 posti, più del 10% dei docenti oggi di ruolo.
I 4.000 posti di professore saranno semplicemente promozioni di persone che sono dentro l’università. Le promozioni avverranno secondo le vecchie regole, cioè con concorsi finti.
I 3.000 concorsi per ricercatore assicureranno un posto a vita ad altrettanti dottorandi che lamentano la loro condizione di precari. In tutte le università del mondo ad un certo punto si ottiene un posto a vita, ma ciò avviene solo dopo aver dimostrato ripetutamente di saper conseguire risultati (R-I-S-U-L-T-A-T-I)nella ricerca.
..e queste erano le lagne e le proteste che, con toni e sfumature diverse, tutti noi più o meno condividiamo.
Che fare? Quali proposte? Che riforma?
Per rimettersi in pari con il taglio dei finanziamenti : via i corsi di laurea inutili, via gli insegnamenti seguiti da 5 persone, via le succursali di facoltà create in zone economicamente non strategiche, via dipartimenti doppioni di dipartimenti (esemplare il caso di Lettere alla Sapienza). Cosa ci fanno 4 corsi di laurea in agraria in Emilia-Romagna? Ne bastano 2, via gli altri
Ridurre il numero di professori: mettendo a livello di Corso di Laurea un tetto massimo al rapporto tra il numero di professori e numero di studenti e, quindi, costringere solo i corsi di Laurea che sforano ad adeguarsi bloccando il turnover.
La difficoltà è stabilire come e incaricare chi per decidere tagli e ottimizzazioni, applicando (in senso positivo) la meritocrazia nel mettere su piani diversi un corso di Laurea su un qualche dialetto della Mongolia (con un iscritto), tanto per dire, ed enti di ricerca il cui alto livello è riconosciuto in tutto il mondo (qualche volta anche più che in Italia)
Gli investimenti nella ricerca: siamo o no d’accordo che l’Italia è tra gli ultimi paesi “sviluppati”. La percentuale del PIL investita è circa la metà di Francia e Germania, circa 1/3 di quella del Giappone e USA. ecc.
Purtroppo 80- 90% dei fondi vengono usati per pagare il personale: resta il 10-20% per la ricerca (indifferenziata). In che settori dobbiamo investire più risorse? Lo lasciamo decidere ai battibecchi destra-sinistra? Quali criteri hanno adottato Francia, Germania, Spagna, ecc. ?
Ipotesi delle Fondazioni.
Non può essere sufficiente una pregiudiziale ideologica per contestare il senso di questa possibile riforma. Perché se in un articolato di legge, da una parte si taglia ma dall’altra si crea una opportunità in più per procacciarsi denaro, forse si pareggia la situazione.
Forse si mettono gli Atenei nella condizione di procacciarsi – quelli più meritevoli, ovviamente; quelli di qualità – denaro da parte dei privati.
E ci sono già le fondazioni !!!! Non ci credete? Non funzionano? Ecco qua:
Fondazione Politecnico di Milano. Fondazione Università di Venezia. Fondazione Università di Salerno. Fondazione dell’Università degli studi dell’Aquila. Fondazione Università IULM Università di Modena e Reggio Emilia Fondazione Marco Biagi. Università di Bologna, è costituita in forma di Fondazione (Alma Mater)
..e voi, che idee avete da proporre?
21Ora ho una domanda, ok al blocco del turnover, ma chi mi promette poi la meritocrazia?
Nel senso che ormai quelli sono dentro e se non vanno di loro volontà in pensione, che dovremmo pagare comunque noi, non c’è molto da fare.
Io mi domando come sia stato possibile assumere più di 26mila docenti quando i posti erano poco più di 12mila, i colpevoli dovrebbero pagare di tasca loro quelle maggiorazioni.
Proposta?
Solo una. Creare una commissione superparties, magari estera, che in massimo 6 mesi verifichi i corsi di ogni università ed individui quelli con poche frequentazioni e doppioni di altri.
Poi dopo si rimettono in gioco tutte le cattedre tramite concorsi che tengano conto di vari fattori, come l’anzianità, i risultati e così via, in maniera il più possibilmente meritocratica.
Credo che a questo punto si debba rifare lo stesso con i posti da ricercatore e la situazione dovrebbe essere notevolmente migliorata.
Rimane sempre il fatto che però il problema che a me ora preme maggiormente è quello della scuola primaria di cui i giornali sembrano essersi dimenticati.
22Quello rimane un grande affronto alle possibilità di apprendimento di ogni singolo individuo.
Muaddip, nel messaggio prima del tuo, nonostante la lunghezza, si fa finta di dimenticare i pesantissimi tagli alle università pubbliche, tagli di quasi 100 milioni di euro l’anno, roba che fra pochi anni potrebbero mancare perfino i soldi per gli stipendi degli insegnanti. Leggi qua.
23MUaddip, l’idea è condivisibile.
Il pericolo è che succeda la solita storia: chi controlla è il controllato, chi giudica è il giudicando.
A mio parere si dovrebbe avere una commissione mista (Ministero, Conferenza dei Rettori e delegato della Commissione Europea) che imposti i criteri di selezione-razionalizzazione (in ottivca europea) ed imposti i gruppi di “verifica” in modo tale che riescano a redarre il “capitolato” per ciascuna sede universitaria nell’arco di 90-120 giorni.
I tagli si DEVONO fare. Per rimettere in moto e in tono la bestia, bisogna prima affamarla: i tagli avranno anche questo effetto.
I soldi non mancano e non mancheranno, se gli stipendiati sono dipendenti statali (lo stipendio è certo e garantito, salvo che uno non commetta reati o illeciti). I soldi potrebbero mancare alle università private: quelle di qualità non dovrebbero avere difficoltà a trovare fondi e finanziamenti (come fondazioni) da aziende e sponsor (rischio: finanzia più volentieri chi vuole “pilotare” i corsi di studio pro domo sua…)
Hytoc, basta (***): metti giù due idee anche tu.
E magari anche gli altri potrebbero aiuterci.
Qua sennò va a finire che tra Muaddip e cbax mettiamo in piedi un’università per conto nostro, con uno statuto di 3 righe…
(n.d.r. Intervento parzialmente moderato. Non per offese ma per evitare la prosecuzione del flame)
24Il solito metodo alla Emilio Fede, quello di storpiare i nomi degli interlocutori: (***)
(n.d.r. Intervento parzialmente moderato. Non per offese ma per evitare la prosecuzione del flame)
25Chiedo venia: non intendevo storpiare i nomi di chicchessia: la fretta di scrivere mi ha fatto schiacciare qiualche tasto a casaccio !
26Dai, Hytok, metti giù le tue idee…sennò faccio uno sterile monologo.