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apr
04
2009

Cispadana questa sconosciuta

Con questo post vorremmo iniziare una serie di interventi riguardanti problematiche locali trattate da qualcuno che si interessa in prima persona e in maniera apolitica.
La scelta è quindi ricaduta su Legambiente circolo dell’alto ferrarese che ringraziamo per la disponibilità dataci riguardo l’argomento di questo primo post, l’autostrada cispadana, e quelli futuri che andremo poi a trattare.

Intanto per chi non sapesse cosa è o cosa fa Legambiente riporto queste righe esplicative fornite da Albano Gozzi che ha provveduto ad inoltrarci anche tutte le altre considerazioni.
Legambiente, nata nel 1980, è oggi l’associazione ambientalista italiana più diffusa sul territorio. 115.000 volontari sono impegnati per migliorare la vivibilità dell’ambiente, per garantire la salute della collettività, per un mondo diverso, più giusto e felice. L’organizzazione è quella dei circoli, di cui il nostro “Alto Ferrarese” è uno dei tre sul territorio della nostra provincia. Non esistendo una struttura provinciale, ciascun circolo deve legittimare la propria esistenza instaurando un rapporto molto stretto col proprio territorio.
Noi, oltre alle pratiche quasi quotidiane nella denuncia di abusi come incendi, discariche abusive, tagli inopinati di piante ci stiamo interessando ai grandi problemi del nostro territorio, abitato da cittadini non molto virtuosi: raccolta differenziata dei rifiuti, gestione discariche, non corretta applicazione tariffa TIA, autostrada Cispadana, scarichi delle acque e relativi sistemi fognanti e depurativi, corretta applicazione del nuovo regolamento del verde pubblico e privato…Abbiamo dovuto in alcuni casi rivolgerci alla Procura della Repubblica, come per le ex discariche di Morando e Molino Boschetti 1 o ultimamente per la bonifica dell’area ex Siram a Bondeno. Abbiamo terminato da poco un ciclo di sensibilizzazione ambientale presso il Liceo di Cento. Ci s’incontra almeno una volta al mese (primo mercoledì) nella sede di Via Degasperi, 14 a Cento. Per contatti albilola@alice.it

Dopo questa breve introduzione esplicativa vorrei passare finalmente alla cispadana che inizialmente è concepita come superstrada e da qualche anno invece è stata elevata al rango di autostrada. Visto e considerato che ancora non è finita, se non iniziata vorrei che informasse meglio i nostri lettori riguardo l’impatto che questa dorsale viaria potrebbe avere sul territorio Centese.
- Autostrada Cispadana: premesse.
L’autostrada Cispadana, decisa dalla regione a metà del 2006, prevede di collegare l’A22 del Brennero nei pressi di Reggiolo, al casello Ferrara sud sull’A13 Bologna-Padova per un percorso di circa 67 Km. Si sovrapporrà all’attuale strada Cispadana e attraverserà il territorio centese nei pressi di Buonacompra, paese che verrà inglobato nell’area di pertinenza autostradale. A Pilastrello vi sarà uno dei tre caselli previsti.
Il costo dell’opera è stimato in 1 miliardo e 100 milioni di euro, di cui circa il 68% a carico dei privati con la così detta finanza di progetto (project-financing). Il privato recupererà i costi tramite la riscossione dei pedaggi, avendo in concessione l’opera per un periodo non inferiore ai 50 anni.
Scopo dichiarato dell’autostrada è quello di far convergere il traffico dal porto di Ravenna al Nord Europa. Si raccorderà con Ravenna con la trasformazione dell’attuale superstrada Ferrara-Mare in autostrada e con la realizzazione dell’autostrada E55 da Ravenna a Mestre che si collegherà alla Ferrara-Mare. È previsto un traffico giornaliero fino a oltre 45.000 veicoli.

- Partecipazione democratica.
Il nostro circolo di Legambiente si è opposto da subito alla realizzazione della Cispadana con interventi presso le istituzioni e promuovendo manifestazioni pubbliche (alcune con il WWF) a Cento, Sant’Agostino, Ferrara, Buonacompra e Pilastrello. Nella nostra provincia sono state fatte soltanto altre quattro presentazioni pubbliche: due del Partito Democratico, entrambe senza contradditorio e con relatori tutti entusiasti dell’autostrada, una dall’amministrazione di Sant’Agostino per lamentarsi delle scarse informazioni istituzionali ed una dalla Società Naturalisti Ferraresi. Nessuna manifestazione informativa è stata fatta dalle amministrazioni ferraresi a differenza di quelle modenesi che ne hanno realizzate moltissime. Noi stessi per avere le carte del progetto di massima, negataci dall’amministrazione provinciale ferrarese, abbiamo dovuto rivolgerci al sindaco di Finale Emilia con immediata soddisfazione.

Si può riassumere il nostro dissenso in tre motivi.
- L’autostrada Cispadana non risolve i nostri problemi viari.
Lo stato della viabilità dell’alto ferrarese è indecente! Il problema non è avere un’autostrada che ci passi accanto, ma quello di raggiungere le autostrade esistenti. Per andare a Milano ci vuole più tempo a raggiungere Modena, che da Modena a Milano. Per raggiungere i capoluoghi di provincia limitrofi al centese o le autostrade esistenti, bisogna procedere a passo d’uomo attraversando tutti i paesi, inquinandoli enormemente. Occorrerebbero quindi nuove strade che, senza attraversare i paesi, ci facessero raggiungere più direttamente i punti sensibili. L’esempio è proprio il pezzetto di strada Cispadana esistente: ci permette di raggiungere Ferrara senza più attraversare Sant’Agostino e San Carlo e alleggerendo Mirabello e Poggio Renatico. Con l’autostrada, che cancellerà questo tratto sovrapponendosi ad esso, perderemo anche questo piccolo sollievo.

- L’autostrada Cispadana aggrava i problemi ambientali e sanitari.
E’ noto a tutti che, la pianura padana in cui viviamo è uno dei luoghi più inquinati del mondo. Cliccando in rete “ossido di azoto” ci si può rendere conto di quanto è colorato in rosso il nostro territorio. Questa alta concentrazione è provocata in gran parte dal consumo di combustibili fossili per i trasporti. Dovremmo tutti impegnarci a rendere più pallida quella colorazione e non ad accentuarla ampliando il trasporto su gomma. Anche perché dovremmo tutti sentire l’impegno a rispettare quei parametri che portano ad una riduzione dell’effetto serra e quindi ad un attenuamento del surriscaldamento del pianeta, dando così alle future generazioni prospettive meno inquietanti.
Ovviamente per le grandi tratte nazionali ed europee si dovrebbe optare per il traffico ferroviario con rendimenti molto superiori al traffico su gomma.
Quella macchia rossa in cui viviamo immersi, ha poi degli effetti devastanti sulla nostra salute, in particolare nel ferrarese.
La rivista Epidemiologia & Prevenzione pubblicava il rapporto “I tumori in Italia 2006” da cui si ricavava che Ferrara è prima tra le città italiane sia per il tasso di incidenza che di mortalità per il tumore al colon-retto. Siamo primi anche per il tumore del colon, della mammella, per quelli della cute non melanomatosi (primi per i maschi, secondi per le donne) e della tiroide. E per tante altre tipologie Ferrara occupa comunque le parti più alte della griglia: siamo secondi per il tumore della colecisti negli uomini, secondi anche per quello al polmone, terzi per quello ai tessuti molli.
Ovviamente non tutte queste neoplasie sono riconducibili all’inquinamento atmosferico. Altre cause concorrono a determinarle: il polo chimico di Ferrara, il grave inquinamento delle acque o l’uso scriteriato degli anticrittogamici in agricoltura. Non può comunque essere negato che il massiccio incremento dell’inquinamento prodotto dall’autostrada aggraverà una situazione già difficile.

- L’autostrada Cispadana contrasta con il progetto europeo dei trasporti.
La pianificazione europea, onde poter disporre di trasporti ecocompatibili, soprattutto per quanto riguarda le emissioni di gas a effetto serra, sta rafforzando la competitività del trasporto ferroviario, soprattutto sulle lunghe distanze.
Sono due le grandi direttrici europee ferroviarie che possono interessare la nostra regione: l’asse Verona-Monaco e l’estensione del Corridoio 5 Venezia-Kiev, tramite la Transpadana che lo collegherebbe a Verona, Milano, Torino, Lione.
Percorsi ferroviari che risultano marginali alla nostra regione e che potenzieranno il porto di Trieste inserito nel Corridoio 5. La decisione di fare un asse Cispadano su gomma e non su ferrovia come collegamento all’Europa, e quindi il non inserimento in questa rete, risulta non solo ambientalmente molto dannoso, ma anche anacronistico rispetto agli sviluppi dei futuri mercati.

(n.d.r. Segnaliamo questo nuovo post in cui è presente un video esplicativo. Nota aggiunta il 20 Aprile alle 18.50)

Permanent link to this article: http://www.indezent.org/2009/04/04/cispadana-questa-sconosciuta/

11 commenti

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  1. giulius says:

    avrei qualche dubbio sul fatto che venga definita LEGAMBIENTE associazione “apolitica” visto che tutto ciò che proviene da sx non viene quasi mai criticato.

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  2. Muaddip says:

    Se per te l’unico modo per screditare quanto dice e riporta legambiente è dire che non è apolitica, mi sa che le tue argomentazioni sono veramente poche e scadenti, infatti proprio riguardo la cispadana e per quello che ne so, la sinistra di ferrara è favorevole ad averla come autostrada, quindi legambiente dice cose contrarie a quello che piacerebbe alla sinistra.
    Detto questo direi che Cento non ha per ora bisogno di una cispadana ma di una rete viabile migliore e di più rapido scorrimento in modo da far favorire il normale traffico viario da e per le grandi città di ferrara, modena e bologna.
    Altrimenti tra qualche anno, più di 10 sicuro, ci troveremo a pagare un pedaggio al solo scopo di andare a ferrara.

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  3. Nicola Fabbri says:

    Queste sono le emissioni di NOx in emilia romagna:

    (n.d.r. Link sistemato in fase di moderazione)

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  4. Muaddip says:

    Non sarebbe male avere qualche dato in più relativo all’immagine che hai linkato, per esempio data delle misurazioni e livello di pericolosità solo per citarne alcuni.
    Lo stesso sarebbe interessante averlo anche sull’immagine fornitaci da legambiente.

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  5. Franco Battisodo sloggato says:

    Sono d’accordo sul fatto che la Cispadana non risolverà una beata fava. Il problema principale di Cento, se parliamo di viabilità, è il collegamento alla A1. Per andare a Modena, alla mattina, il tempo che si impiega da Cento non è mai inferiore a 1 ora. Dico, 1 ora per farsi 35 km. Per andare a Bologna le cose vanno leggermente meglio; dico leggermente, perchè nel trappolone dei semafori pievesi, i poveri pendolari ci lasciano qualcosa come 34 ore ogni anno. Dico, 1 giorno e mezzo all’anno passato in un giro di semafori cervellotico, pericolosissimo perchè ti lascia fermo in mezzo ad un incrocio con le auto che ti arrivano di fianco, e che cambia ritmi ogni due per tre perchè evidentemente c’è chi si lamenta e allora un giorno danno un colpo al cerchio, e uno alla botte.
    Il problema è che passati i due ponti, dei centesi non frega niente a nessuno. Si va in un’altra provincia, dove badano a fare gli interessi dei propri cittadini (e il dedalo di ZTL fra Pieve e Argile ne è la dimostrazione).
    Ora la mia domanda è: cosa fanno i nostri politici per ridurre il disagio nostro e delle nostre aziende? L’isolamento stradale di Cento è una metafora ben riuscita dell’isolamento politico di tutte le amministrazioni che si sono succedute, e della loro incapacità di trovare sponde non solo nelle provincie limitrofe, ma anche nella nostra.

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  6. Nicola Fabbri says:

    Non entrerei nel dettaglio su quanto sono pericolosi gli NOx piuttosto che gli HC (idrocarburi incombusti) o il particolato che viene scaricato dalle auto, quanto ad una semplice considerazione. Se una macchina impiega un ora per passare Cento-Pieve grazie ai semafori intelligentemente sincronizzati per bloccare la circolazione invece che agevolarla, (piccola polemica con il comune di Pieve che non ha capito ancora che 2 semafori consecutivi non si tarano cosi) significa che per tutto questo tempo vengono emesse sostanze più o meno dannose, cosa che non accadrebbe se evidentemente impiegassi 4 o 5 minuti ai 90-100 km/h che è la velocità ideale per un veicolo per essere nella curva di minor consumo, quindi è evidente che se ci si potesse muovere tutti sempre a questa velocità si diminuirebbe l’inquinamento.
    Imbottigliando i veicoli si ottiene quindi l’effetto opposto.
    In austria ad esempio nei tratti dove vogliono “rispettare” l’ambiente, impongono il limite dei 90…
    Da noi l’ente gestore strade fa apposta a piazzare un 70 50 90 30 90 proprio per far aumentare le emissioni e per consentire agli autovelox di funzionare.
    I dati rilevati comunque sono valori medi e sono comunque variabili in funzione delle condizioni atmosferiche che possono ostacolare lo smaltimento.

    Per la ZTL tra Pieve ed Argile mi auguro che quando sarà ora di asfaltare paghino esclusivamente i frontisti e non il comune, dato che il privilegio che gli è stato concesso di poter transitare solo loro davanti a casa, magari potessimo fare tutti cosi, una bella ZTL per ognuno! Un conto è un senso unico per evitare l’incrocio fra 2 veicoli in una strada stretta, ma l’accesso ai soli residenti è secondo me un abuso, dato che limita l’accesso a proprietà pubbliche.

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  7. Franco Battisodo sloggato says:

    Giustissimo il rilievo di Nicola sulle emissioni. Io aggiungo che la pessima sincronizzazione di quei semafori provoca situazioni di estremo pericolo, con auto che arrivano strombazzando da Cento verso S. Pietro, e le macchine che vanno verso Cento ancora in mezzo all’incrocio.
    La ZTL è chiaramente vessatoria perchè non ha nessuna ragione di essere. Non sono strade private (o almeno non è indicato da nessuna parte) e quindi, da cittadino che paga le tasse, credo di avere il pieno diritto di passarci. Ma i comuni di Argile e Pieve preferiscono intubare tutto sulla provinciale, tappando ogni possibile alternativa. E favorendo allegramente l’inquinamento di cui sopra.
    Sarebbe interessante se qualcuno dalla specchiata amministrazione di là dal ponte ci spiegasse la logica perversa di quei due incroci, nei quali ci lasciamo 33 ore all’anno.

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  8. Nicola Fabbri says:

    La logica è semplice, favorire le situazioni di stress al fine di far funzionare al meglio il sistema di rilevamento del passaggio veicoli a semaforo rosso… passare per quei semafori senza rischiare una multa è quasi impossibile nelle situazioni di punta.
    Il municipio ringrazia per l’obolo che gli automobilisti lasciano.
    I cittadini si respirano in cambio le emissioni di tutti quelli che per 2 o 3 volte consecutive accelerano e si fermano per incanalarsi nelle corsie che sono rigorosamente impegnate per tutto il tempo in cui il semaforo è verde, e si svuotano quando oramai è rosso e se prosegui paghi dazio.

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  9. Max says:

    la ZTL ha anche un’altra logica……quella di alleggerire il traffico davanti alla casa di qualcuno vicino alla giunta….

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  10. Comitato Intercomunale Salute Ambiente says:

    Visitate il blog del Comitato Intercomunale “Fuori l’Autostrada dai Centri Abitati”

    (n.d.r. Link sistemato in fase di approvazione)

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  11. albarto says:

    (n.d.r. L’email non ci risulta valida. Contattateci per ripristinare il commento.)

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  1. indeZènt | Ridateci la TIA! says:

    [...] serie di domande che abbiamo rivolto a legambiente dell’alto ferrarese (avevamo già parlato della cispadana anche con un video) entrando an cor più nel merito di problematiche locali, quello della [...]

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