Legambiente subito dopo averci fornito una spiegazione dettagliata dell’impatto della cispadana sul nostro territorio, che abbiamo riportato in questo post, ci ha fornito anche qualche filmato che abbiamo ben pensato di montare in un’unico spezzone di poco meno di nove minuti che spiegasse in maniera forse più semplice e diretta, rispetto al testo, come si andrà a collocare l’autostrada Cispadana sul nostro territorio.
Devo però constatare che a mio avviso alcune questioni non sono ben affrontate, come l’aumento dell’inquinamento che non è dovuto all’autostrada o ad un aumento del traffico locale dovuto ad essa, ma ad un aumento incredibile del traffico in transito dovuto a tutti quei veicoli che passeranno vicino a Cento solo per raggiungere altri luoghi più lontani.
Cambiando discorso ricordo che questa sera si terrà l’incontro sul PSC, sinceramente non so se riusciremo ad andarci o ci lasceranno partecipare (visto che non sembra essere pubblico), ma nel caso vi faremo sapere.


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cbax says:
23 aprile 2009 a 08:27 (UTC 1 ) #
..che strano: qua nessuno è intervenuto ancora. Comincio io, pizzicato nelle natiche dall’immarcescibile Muaddip.
Il video è abbastanza ben congegnato e dovrebbe stimolare la curiosità per saperne e capirne di più, pur mettendo insieme argomenti molto “tosti” e con una correlazione forse azzardata.
Ma la sostanza è buona.
Pareri? Mi muovo spesso per andare dall’area centese verso i nodi autostradali o per giri turistici in moto. Il traffico (leggero e pesante) è intenso, le strade tortuose, il traffico lento e rumoroso. Mi piacerebbe vedere più circonvallazioni e strade un po’ più larghe e meno pericolose (fossati, scarsa presenza dei buoni vecchi catarifrangenti, segnalai e indicazioni, ecc.)
La Cispadana è a mio parere inutile, pur essendo ormai inevitabile la sua costruzione (con tutto il giro di interessi dell’indotto ormai consolidato: strade. asfaltature, cavalcavia, raccordi, distributori di benzina, punti di ristoro, concessioni, ecc. ecc.).
Cosa vorrei? Cosa mi piacerebbe?
1) trasporto merci: ci vorrebbe una politica premiante per il trasporto su ferrovia (oltre i 150 km. di tratta diventa competitivo se non economico) con nodi di interscambio. Ma la politica delle stazioni commerciali e di interscambio fuori dai centri abitati e non molto lontani dai centri produttivi doveva iniziare 20-25 anni fa e si sarebbe comunque scontrata con gruppi di pressione e lobby (di qualunque genere). Il sistema ferroviario è vecchio e sottodimensionato (e probabilmente difficile da aggredire senza la reazione a volte scomposta del popolo dei NO)
2) unificazione spinta della tipologia dei mezzi pesanti: container standard per stoccare le merci e non infinite varianti di camion con telo, senza telo, con pianale, scaffalati, ecc. ecc. Poche varianti di camion, poche varianti di “contenitori” significa meno camion e trasporti, prelievo e consegna più veloci e razionali. I produttori di veicoli pesanti e componenti dedicati sorvegliano e fanno lobby per non perdere questo business.
3) razionalizzazione e ammodernamento (allargamento e circonvallazioni)delle vie di comunicazione principale (assi Bologna-Ferrara, Cento-Modena senza passare peri centri abitati, Cento-Carpi e via discorrendo).
Le politiche di ammodernamento e di razionalizzazione dovrebbero essere affidate a persone ed organizzazioni con competenze ed esperienze “dimostrabili” tecniche e manageriali sia a livello locale che provinciale e regionale (se vogliamo che chi vive nel territorio riesca a darne un’impronta vivibile mediando con forti poteri e interessi economici locali): in parole semplici “più ingegneri” e “meno politicanti”.
Magari andando a studiare casi di successo in Italia ed in Europa.
Ma in questo caso sono putroppo abbastanza scettico: per esperienza personale ho docuto prendere atto in alcune occasioni (non mi riferisco a situazioni locali) che la politica e la gente sono più “intrigati” da personaggi e situazioni “attraenti” più politicamente che dal punto di vista tecnico ed organizzativo/manageriale (politiche della mobilità, politiche per lo sviluppo rispettoso dell’ambiente, politche dei flussi insediativi).
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indeZènt | Ridateci la TIA! says:
6 maggio 2009 a 12:20 (UTC 1 ) #
[...] rivolto a legambiente dell’alto ferrarese (avevamo già parlato della cispadana anche con un video) entrando an cor più nel merito di problematiche locali, quello della riscossione della TIA [...]
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