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Cultura internet oggi
In questi ultimi due anni finalmente internet ha subito un boom anche qui in Italia sebbene in misura ugualmente minore rispetto al resto del mondo (siamo da qualche anno un paese in cui la libertà d’informazione è sempre più paragonabile a quella di un paese del terzo mondo).
Questo boom di internet ha portato tanti cambiamenti alcuni positivi e altri negativi.
Io personalmente sento la rete un po’ più stretta rispetto a qualche anno fa, ma non è questo il punto, dove si mangia in due si può mangiare anche in tre e così via.
Il punto è quanto sta avvenendo oggi nella rete.
Io personalmente uso internet da casa dalla fine del vecchio millennio, da quando Tiscali decise di far pagare solo la telefonata locale per navigare massimo a 56k (prima c’era un canone annuale oltre al costo della chiamata).
Ormai da all’ora sono passati più di dieci anni in cui ho visto la rete crescere, evolversi e mutare in varie forme e servizi.
Si è passati dal tutto libero, al tutto un po’ meno libero, al servizio a pagamento o gratuito ma con grandi limitazioni per poi ora ritornare a concedere migliori servizi a costi irrisori o addirittura gratis.
Il problema di oggi però è la libertà dell’utente che per certi versi viene limitata e oppressa fortemente da chi concede il servizio.
L’ultimo caso è quello di Facebook (dove peraltro indeZènt ha un suo gruppo) da cui non è possibile disiscriversi se non creando un nuovo utente o in cui i nostri dati vengono archiviati all’infinito alla faccia della privacy.
Però quello che fa riflettere è come facebook (ma non è l’unico) possa fare quello che gli pare senza fornire spiegazioni all’utente.
Il caso di Vittorio Zambardino (giornalista di Repubblica) avvenuto il primo maggio è emblematico e da molto da pensare riguardo a quanto in realtà internet sia libera solo finché il fornitore del servizio lo riterrà opportuno (maggiori spiegazioni su Punto Informatico).
Il bello della rete però è sempre stato l’incredibile varietà di scelte disponibili sullo stesso argomento e fino ad ora l’utente della rete ha sempre tenuto il coltello dalla parte del manico perché in questi casi si muoveva unito mettendo in seria difficoltà il fornitore del servizio che si vedeva immancabilmente calare gli introiti diretti o indiretti e doveva scendere a compromessi per non perdere tutto.
Il problema è che oggi questa cultura di unità, solidarietà, libertà e scelta sta venendo meno in chi naviga in internet forse perché la grande marea di nuovi arrivi nella rete ha fatto si che gran parte di quella cultura si diluisse eccessivamente.
Come abbiamo accennato il problema non è solo facebook ma più diffuso, anche youtube (dove indeZènt ha un canale tutto suo), dove sembra che ormai l’utente sia colpevole fino a prova contraria e non innocente fino a prova contraria.
Lo testimoniano le vicende di Attivissimo e ByoBlu in cui oltre al non fornire spiegazioni si sono tenuti comportamenti oltre il limite del buon senso, della privacy e del rispetto dei propri utenti.
Come abbiamo detto prima di servizi simili a Facebook o a YouTube internet ne è stato sempre pieno, ne è pieno e ne sarà sempre pieno, quindi ricordatevi che morto un papa se ne fa un altro, e ricordatevi ancora più fermamente che su internet a differenza del resto del mondo chi ha il coltello dalla parte del manico sono gli utenti e non i fornitori del servizio.
Cerchiamo quindi di non svendere questo grande punto di forza dell’utente della rete.
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