Lo ammetto, mi piace analizzare le percentuali perché sono tendenzialmente imparziali (di parte al massimo è il modo con cui si usano) e spesso dicono molto di più di quello che sembra.
Il dato che più voglio sottolineare è che a Cento per le europee non sono andati a votare 7529 aventi diritto (7757 per le provinciali) che rappresentano il 27,57% (il 33,5% invece su base nazionale).
A questo poi bisogna aggiungere le schede nulle, bianche e contestate che fanno salire a 8268 (il 30,28%) per le europee e a 11773 (il 42,77% in cui sono compresi anche chi ha votato il solo presidente, 1872) per le provinciali, le persone del nostro comune che non hanno praticamente espresso un giudizio su di un partito in queste elezioni.
Questo dato ci fa capire quanto il centese potrebbe sentirsi abbandonato dalle divisioni locali dei partiti nazionali.
Adesso esaminiamo appunto le differenze locali rispetto a quelle nazionali di quelli che sono ormai i 5 maggiori partiti italiani.
Il PDL nel nostro comune è stato votato dal 33,52% (6382) alle europee e dal 28,40% (4474) alle provinciali rispetto al 35,3% (10807327) su base nazionale, delle persone.
Il PD nel nostro comune è stato votato dal 30,04% (5720) alle europee e dal 30,34% (4779) alle provinciali rispetto al 26,1% (8007854) su base nazionale, delle persone.
La Lega nel nostro comune è stata votata dal 16,63% (3166) alle europee e dal 17,42% (2744) alle provinciali rispetto al 10,2% (3126915) su base nazionale, delle persone.
L’IdV nel nostro comune è stata votata dal 5,82% (1109) alle europee e dal 5,40% (850) alle provinciali rispetto al 8,0% (2452569) su base nazionale, delle persone.
L’UDC nel nostro comune è stato votato dal 5,22% (994) alle europee e dal 5,22% (822) alle provinciali rispetto al 6,5% (1996901) su base nazionale, delle persone.
Tutti i restanti voti a “piccoli” partiti coprono l’8,77% (1670) alle europee e il 13,22% (2085) alle provinciali rispetto al 13,8% (4254199) su base nazionale.
Quello che possiamo desumere da questo è che il PDL è molto instabile e sul locale tendenzialmente meno forte che sul nazionale (forse dovuto al fatto che FI e AN da noi non sono mai andate troppo d’accordo), il PD è stabile e molto più forte nel locale che nel nazionale (non me lo so spiegare), la Lega è fin troppo radicata rispetto al nazionale (il perché di questo è sotto gli occhi di tutti i centesi), l’IdV è sostanzialmente in ombra rispetto al nazionale (sarà forse perché il gruppo locale/provinciale è senza mordente) e l’UDC rimane stabile e anche se un po’ in calo rispetto al nazionale.
Ritornando però al discorso iniziale se aggiungiamo i voti dei “piccoli” partiti a quelli che non hanno espresso giudizio otteniamo che a Cento è presente un 36,39% (9938) alle europee e 50,34% (13858 in cui sono compresi anche chi ha votato il solo presidente, 1872) alle provinciali, di persone non rappresentate da nessuno schieramento politico.
Ripeto che questi a mio avviso sono dati assolutamente allarmanti e che andrebbero affrontati il prima possibile per la democrazia di un paese libero.
Il voto è un diritto dovere di ogni cittadino e la rappresentanza deve essere garantita il più possibile.
Concludo comunicando che per uno 0,2% (440 voti) la Zappaterra non è stata eletta al primo turno in provincia e quindi si andrà al ballottaggio con Malaguti.
I dati sono stati recuperati dai seguenti siti: Nazionali, Provinciali e Comunali.


7 commenti
Gallo says:
9 giugno 2009 a 09:26 (UTC 1 ) #
Proseguo l’ampio ragionamento di Muaddip rimanendo nel solco già da me tracciato ieri con le europee e mi soffermo sull’astensionismo centese, paragonando le attuali provinciali e le politiche di solo 12 mesi fa.
La premessa è che noi centesi siamo i soliti fenomeni, infatti abbiamo espresso più voti per le europee che per le provinciali. Penso in controtendenza rispetto il resto dell’Italia. Ma, si sa: siamo centesi!!
Detto ciò, possiamo dire che il PD alle provinciali ha ricevuto 2331 voti in meno delle politiche del 2008 e il PdL addirittura 2996 in meno. Come per le europee, i voti non sono andati a IdV e Lega perchè hanno rispettivamente guadagnato 65 e 180 preferenze di centesi.
5327 centesi non hanno riconfermato il loro voto ai 2 partiti maggiori PD e PdL.
Se si aggiunge che per la prima volta nella storia democratica si va al ballottaggio in comune e provincia di Ferrara e quindi il centrosinistra non riesce a passare al primo turno in una zona storicamente di sinistra come quella ferrarese, capiamo quale radicale trasformazione deve ancora compiere il PD per quanto riguarda credibilità della classe dirigente e candidati. A Cento la scelta di candidare Orlandini da parte del centrosinistra pesa ancora come un macigno!
Sul fatto che i partiti devono rendersi conto di dover fare non uno ma dieci passi indietro alle prossime comunali centesi, ho già detto ieri e quindi buona riflessione a tutti.
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Muaddip says:
9 giugno 2009 a 10:58 (UTC 1 ) #
Mi è stato fatto notare che il PDL è andato male probabilmente perché in provincia sono stati presentati due candidati che hanno spaccato la destra (Malaguti e Verri).
Io invece ritengo che sia andato male non solo per quello ma per il fatto che molti fedelissimi di AN non hanno accettato di essere accomunati a FI e si sono riversati quindi su quella che loro pensano essere l’unica alternativa, la Lega, dando un voto “contro”.
Infine poi è ovvio che il PD a Cento sia ancora “forte” solo e soltanto perché l’IdV è poco reattiva rispetto ad altri luoghi italiani.
Quello che più rimane sotto gli occhi di tutti è l’ennesimo buco nell’acqua dei partiti di centro sinistra che in provincia hanno candidato la semisconosciuta, poco preparate e assolutamente poco reattiva Zappaterra che non è riuscita, anche se di pochi voti a non vincere al primo turno la provincia nella terra di Franceschini.
Penso quindi che tutti i partiti abbiano molto su cui riflettere da questi risultati perché nessuno, per un motivo o per l’altro, ne esce vincitore davanti alla popolazione.
Loro, i partiti, però ne escono sicuramente molto vincitori visti gli incassi che si portano in saccoccia.
Un totale di 251 milioni di euro che si spartiranno i 5 partiti che hanno superato il 4% alle europee.
Per renderci meglio conto della cifra forse è meglio paragonarla con alcune spese della finanziaria 2009 come la costruzione asili nido, le politiche giovanili e le pari opportunità che assieme raggiungono solo la cifra di 210 milioni di euro.
Segnalo anche che la percentuale di votanti all’Aquila è stata solo del 27%.
Scegliete tra i seguenti perché:
- Erano tutti al mare.
- Non trovavano più il cedolino per votare.
- Si sono sentiti presi per il culo, abbandonati e con ben altri problemi che andare a votare per uno stato che li usa per propaganda.
(n.d.r. Ultimo capoverso aggiunto il 09/06/2009 alle 17.05)
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Franco Battisodo sloggato says:
9 giugno 2009 a 22:03 (UTC 1 ) #
Se una bella cioppa di centesi e di italiani non è andata a votare, secondo me più che un problema puro di democrazia è un problema di partiti che nonostante la colonizzazione di ogni mezzo mediatico o quasi, non riescono a dare a molte persone niente che giustifichi il tempo perso per mettere una crocetta su un pezzo di carta.
E a questo va aggiunto, e qui si va sul problema democratico, la rassegnazione di molti che se ne stanno a casa, perchè il fatto che essi possano esprimere un voto diverso dalla maggioranza, non frega a nessuno; la maggioranza va avanti imperterrita senza curarsi delle istanze di coloro che la pensano in un modo diverso, e che devono attaccarsi al tram aspettando un Godot che passerà nel 2011 o peggio, nel 2013.
La maggioranza che fa quello che vuole, e la minoranza che subisce, non è democrazia, anche se la maggioranza è stata eletta dal voto popolare. E’ la dittatura della maggioranza. Che lascia pure che dopo 4 o 5 anni si torni a votare, ma intanto nel periodo che sono in sella, fanno quello che gli pare. E se qualcuno ha qualcosa da dire, ripassi fra qualche anno e speri di pescare il boero con dentro il bigliettino con su scritto “hai vinto”
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IlMio says:
10 giugno 2009 a 08:18 (UTC 1 ) #
E se qualcuno è stato a casa, ma se fosse andato a votare avrebbe espresso un voto pro maggioranza? Questi non possono esistere? Quali sono le istanze dell’opposizione al momento? Il fatto che Berlusconi non ha la libertà di farsi i cavoli suoi nella sua vita privata? Non capisco..la campagna elettorale della sinistra è stata Noemi Letizia e Franceschini che ha suggerito di non votare Berlusconi per non aumentare il suo potere..proposte? Non ne ho sentite..ed evidentemente molti che votavano a sinistra si sono rotti della politica del voto contro, attuata dai tempi di Prodi ormai.
E secondo me a L’Aquila, dove ha stravinto il PDL semplicemente la gente è impegnata a fare ben altro che andare a votare, ma questo non vuol dire che si senta abbandonata, dato che chi ha votato ha votato in massa il governo attuale.
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Gallo says:
10 giugno 2009 a 08:40 (UTC 1 ) #
Non trovate anche voi assordante questo silenzio dei politici centesi su quanto è stato sino ad ora scritto su questo blog a proposito dell’astensionismo a Cento e in Italia ?
Gli interventi, anche se non numerosi, sono stati sino ad ora molto duri e impietosi nei confronti dei partiti. E i politici cosa fanno ? Ci danno ragione o il loro silenzio è da interpretare come una sorta di “è meglio lasciarli dire, perchè tanto…”.
O è una tattica per non scoprirsi con la coda di paglia ?
O sono tutti concentrati nel dare gli ultimi “aggiustamenti” all’ormai imminente PSC dove finalmente si parla di terreni da edificare e non di politica, Europa o di altre facezie simili ?
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cbax says:
10 giugno 2009 a 10:18 (UTC 1 ) #
Forse il silenzio dei “politici” centesi (se per questi vogliamo intendere chi è in maggioranza o …ha la presunzione di elencarsi tra questi) può essere interpretato in vari modi:
1) la vittoria del centodestra era scontata, voto più o voto meno tra Lega Nord e PDL. Voti ne sono andati persi o sprecati, ma il risultato alla fine era quello atteso.
2) è indiscutibile il disappunto per la scelta tattica di dividersi tra la lista di Verri e di Malaguti: la somma dei voti perlomeno avrebbe provocato una colica alla Zappaterra, anche se alla fine il DNA emiliano salverà la candidata…nonostante tutto e indipendentemente da quello che si lascia e quello che sarà (cioè la stessa zuppa color pomodoro).
3) ci sono rapporti di forza (?) da definire tra i politici locali o quelli che tali vorranno presentarsi (il brodo PDL-Lega e Rinascita in prima periferia è perennemente e in lenta bollitura…) in prospettiva 2010.
4) le liste civiche hanno preso una brutta scoppola, ma all’orizzonte vedo profilarsi NOI CENTO, che ha già avuto una sorta di “omologazione” sulle pagine di Cento Oggi…(per chi vuole leggerne tra le righe)
Per le percentuali ed i voti lascio i calcoli ai soliti sensali. Da parte mia ho fatto l’esercizio dei pesi e delle misure in un altro blog “non gradito” in questo ambito e quindi evito di tediarvi.
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Muaddip says:
10 giugno 2009 a 11:20 (UTC 1 ) #
X IlMio
Da un semplice ragionamento logico penso che chi non vada a votare non lo faccia per tre semplici ragioni.
La prima è il totale disinteresse verso la politica, la seconda è il fatto di non trovarsi rappresentato da nessuno schieramento e la terza è una più semplice impossibilità fisica di farlo.
Nel primo caso il problema è l’ignoranza (non è un’offesa) di non capire che la politica influenza direttamente le nostre vite e quindi noi non andando a votare ci disinteressiamo di noi stessi.
Nel secondo caso invece la questione è più difficile, se non impossibile, da quantificare ma ritengo che una buona parte siano persone che si siano stancate di questo modo di fare politica dei partiti e quindi siano essi stessi più vicini ad un pensiero liberale e democratico della società.
Berlusconi non è libero di farsi i cavoli suoi perché non è più una persona privata da una ventina d’anni, per il suo stesso modo di fare, ma io non contesto quello che fa nella sua vita privata, contesto il fatto che cambia continuamente versione e idee per seguire le sue necessità del momento (l’ultima è il no assoluto al referendum mentre tre giorni fa diceva il si obbligato).
La campagna elettorale poi non c’è stata da nessuna parte, non sono state fatte proposte concrete ma solo chiacchere da bar e se anche hanno detto qualcosa quel qualcosa è stato sommerso dalla marea di schifezze che sono state messe ad arte per distogliere l’attenzione.
Ovviamente quello di cui non ti sei reso è stato il fatto che il mio commento era una chiara provocazione (vedasi l’aquila dove è ovvio che abbiano ben altro a cui pensare, ma che tutti sembrano dimenticarsi) per sollecitare determinate reazioni standard.
Questo conferma ancor di più quanto l’Italia si stia dividendo in due creando un rischio democratico elevato, ma non voglio essere allarmista, la mia è solo una considerazione analizzando i passati storici del nostro paese degli ultimi 150 anni.
X Gallo
Come penso di aver già detto, i politici seguono bene quello che viene scritto (per copiarne idee e mosse) ma non intervengono per una semplice ragione.
Tutto quello che dicono rimanendo qui scritto potrà essere loro rinfacciato in caso non rispettino le loro parole.
Questo crea ovviamente apprensione, per non dire paura, nell’interagire perché non possono controllare come fanno di solito.
A tal proposito segnalo il post di Grillo in cui giustamente gongolandosi sottolinea l’ingresso delle liste a cinque stelle in vari comuni (notizia non divulgata da nessun media tradizionale) e la moltitudine di idee copiate e o rubate da altre classiche liste per cercare di cavalcare l’onda del cambiamento inquinandola con la vecchia ideologia politica che ancora oggi ci troviamo sul groppone.
Ad oggi l’Italia va a due velocità e nessuno sembra volersene rendere effettivamente conto.
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