Questa volta ho chiesto delucidazioni a Legambiente, dopo averlo già fatto per la Cispadana (video) e la TIA errata, riguardo ad un argomento che ritengo molto sentito e semi sconosciuto che è quello della gestione dei rifiuti a Cento.
Dalla ricostruzione fornitami da Legambiente della storia dei rifiuti centesi dagli anni ’80 ad oggi ne viene fuori un quadro a mio avviso poco rassicurante, raccapricciante, inadeguato e assolutamente non lungimirante.
Riguardo questo argomento questa sera in sala Zarri alle ore 21 (dettagli dell’incontro) si terrà un incontro fra le consulte comunali e la CMV per discutere dell’argomento.
Spero vivamente che venga invitata anche Legambiente per esporre queste problematiche e idee per possibili soluzioni.
LA GESTIONE DEI RIFIUTI A CENTO: UNA STORIA BEN POCO EDIFICANTE.
Due anni fa fece scalpore la denuncia dell’assessore provinciale all’ambiente: “Per i rifiuti Cento è il nostro sud”.
Da allora qualcosa è migliorato ma Cento rimane sempre tra i comuni meno virtuosi della provincia. Le disattenzioni della nostra comunità ai problemi della gestione dei rifiuti e dell’ambiente, viene da lontano e vale la pena di fare la storia di quanto accaduto negli ultimi vent’anni; non per fare un esercizio culturale, ma per meditare come infelici scelte fatte in passato, si ripercuotono in danni ambientali ed economici sulle future generazioni.
Discarica del Morando
All’inizio degli anni ottanta in Via Mussolina, al confine con il comune di San Giovanni in Persiceto, vi era un bellissimo laghetto alimentato da acque sorgive. Aveva preso origine da una cava scavata una decina d’anni prima dalla Cooperativa Fornaciai, allora operante in Via Reno Vecchio. Ancora oggi, sul retro dell’ex casello ferroviario di Morando, dall’altra parte del Canale di Cento rispetto alla discarica, si può ritrovare un’analoga e pregevole zona umida.
Ebbene, venticinque anni fa si fece una discarica in Via Mussolina. Si cominciò con l’accatastare rifiuti nei campi accanto al laghetto. In breve, questa catasta di rifiuti, scivolò, o venne spinta dentro le acque, fino a riempire completamente il lago. Che non era certo piccolo, perché parliamo di un’area di 7 ettari.
È facile intuire il terribile danno ambientale che si causò, ma non finì lì.
Negli anni seguenti l’acqua dal sottosuolo continuò a sgorgare, e, passando attraverso i rifiuti e mescolandosi con l’acqua piovana, diede origine ad un inquinatissimo percolato. Cosa sia stato portato in quella discarica non è più dato sapere, ma chi abita da quelle parti ricorda il via vai di camion anche della Chimiren o di fonderie.
Anni dopo venne costruito un fossato lateralmente alla discarica per raccogliere questo percolato, per poi venire, tramite una pompa, convogliato in una cisterna. Dalla cisterna poi doveva essere smaltito in un’apposita azienda di trattamento liquidi nocivi, ma ben pochi viaggisono stati fatti verso lo smaltimento. Quindi la cisterna traboccava, il percolato ritornava in discarica, riempiva di nuovo il fossato che tracimava nel fosso parallelo, dove, da una chiavica sempre aperta si scaricava direttamente nel Canale di Cento.
Per decenni si è così inquinato il Canale di Cento, una delle risorse più importanti per l’irrigazione del nostro territorio.
Nel gennaio 2005, il circolo locale di Legambiente fece un esposto alla Procura della Repubblica, segnalando il grave stato dell’inquinamento e chiedendo la messa in sicurezza dell’ex discarica.
A tutt’oggi, dopo i sigilli posti, ben poco è stato fatto: sono state eseguite analisi del terreno ed è in studio un piano di caratterizzazione del sito. Al termine di tutte queste verifiche verranno prese decisioni su come intervenire. Saranno spese sicuramente importanti, che graveranno sui figli e nipoti di chi fu tanto imprevidente. Intanto si è inquinato e si continua a farlo. Per ora l’unico cambiamento apportato all’ex discarica è stata la sostituzione della vecchia cisterna con tre nuove. Non se ne capisce la necessità, visto che anch’esse vengono svuotate in maniera meno che saltuaria.
Come si può vedere dall’esposto, in esso vi è anche un riferimento ad un intervento fatto sul sito e che testimonia di come vengano spesi male i soldi dai nostri amministratori.
Nel 1998 l’amministrazione comunale iniziò a piantumare sulla discarica circa 10.000 piante, con l’intento di rinaturalizzare la zona e di farne un parco(?) a disposizione della cittadinanza.
I lavori terminarono nel 2000, ne venne curata la crescita fino a giugno del 2002; dopo di allora non venne effettuato più nessun intervento di cura e manutenzione. Molte piante sono morte e la vegetazione ha oramai soffocato buona parte delle siepi indicanti i sentieri. Il costo fu di quasi 250 milioni di lire, coperti al 60% dalla regione.
Un’ultima chicca: successivamente all’esposto, il circolo Legambiente apprese, in maniera quasi casuale, che l’area della discarica apparteneva alla Coop Costruttori di Argenta. Azienda che era fallita. Insomma, vennero piantate 10.000 piante in casa di un privato.
Discarica di Molino Boschetti 1
Finito di riempire il laghetto del Morando, si cercò un nuovo sito dove mettere i rifiuti. Si fece un accordo per una gestione intercomunale e la discarica venne localizzata nei pressi di Molino Boschetti. Il territorio è quello del comune di Sant’Agostino, anche se molto vicino a Casumaro, lambendo il confine del Comune di Cento. Questa volta la scelta fu più oculata. Venne scavata una gran fossa di circa 10 ettari in un terreno argilloso di ottima impermeabilità. Questa discarica rimase in funzione per circa un decennio dal 1988 al 1997.
Quando si esaurì venne ricoperta con una coltre di terra e così rimase.
A differenza del Morando, qui non vi è acqua sorgiva dal basso, ma l’acqua piovana, penetrando attraverso la terra e raccolta nel catino d’argilla, ammollava i rifiuti ed assieme ad essi putrefaceva, dando origine ad un pericoloso percolato. Si calcola che ora ne ristagnino circa 50.000 metri cubi. Questo percolato, come quello del Morando, avrebbe dovuto essere convogliato in aziende di smaltimento ma, costi molto alti, fece si che il più rimase in discarica. Continua però a piovere ed il catino non può contenere tutto il percolato che si forma, che così fuoriesce e va a riversarsi nell’adiacente Canale di Cento.
In aprile 2006 il circolo di Legambiente segnalò alla Procura della Repubblicail grave danno ambientale e sanitario.
Il problema però non si configura soltanto con l’inquinamento del Canale di Cento. Infatti, il catino d’argilla presenta sicuramente delle lenti porose attraverso cui il percolato arriva nel sottosuolo, inquinando le falde. Ne sono testimonianza i pozzi artesiani del circondario, visibilmente inquinati e già segnalati ad ARPA dal nostro circolo.
Una bomba inquinante quindi, ma come disinnescarla?
Bisogna rimuovere i 50.000 m3 di percolato ed avviarli alla bonifica per poi isolare la bara di rifiuti in modo che non generi nuovo inquinamento. Costo previsto dell’operazione, da 4 a 5 milioni di euro, che la comunità s’appresta a spendere.
Fa veramente rabbia che gli amministratori non abbiano pensato, una volta esaurita la discarica, a metterla in sicurezza: sarebbe bastato fare un dorso di terra, impermeabilizzarlo in modo che l’acqua piovana scorresse e non s’infiltrasse, per poi venire raccolta in fossi perimetrali. Un lavoro di poche centinaia di milioni di lire, invece…
Invece non sono state neppure accantonate le somme per la manutenzione della discarica una volta esaurita: somme che erano già state anticipate dai cittadini pagando i rifiuti.
Discarica di Molino Boschetti 2
La discarica di Molino Boschetti 2 nacque nel 1997 a fianco della prima, e finalmente avemmo una discarica in regola.
Gestita dalla società francese Sita del gruppo Suez, si divide in 6 vasche. Ciascuna vasca è isolata dal terreno con spessi teli di plastica e sul fondo, tubi raccolgono il percolato.
L’inconveniente più significativo di questa discarica è stato il crollo di una parete della vasca n. 6 che ha costretto nel 2006 a portare per mesi i rifiuti dei comuni interessati a Jolanda di Savoia. Oltre al danno ambientale di trasportare più di 10.000 ton. di rifiuti in giro per la provincia, vi è da registrarne i costi superiori di circa 800.000 euro. Un rimpallo di responsabilità tra Sita, che accusava CMV di avere decretato il crollo della parete per le infiltrazioni d’acqua dalla discarica chiusa e la società centese che addebitava l’inconveniente ad imperfezioni costruttive, ha tenuto sospeso questo ed altri pagamenti fino ad un paio di mesi fa. Sappiamo che è intervenuto un accordo extragiudiziale tra le società che contempla anche la gestione post-mortem della discarica da parte di CMV. Non conosciamo per ora i dettagli dell’operazione.
La discarica si è esaurita a fine 2008. Ora i nostri rifiuti vengono portati all’inceneritore di Cassana.
Gestione rifiuti a Cento
Secondo Legambiente i problemi nascono per un equivoco di fondo. Cioè l’avere lasciato, in questi anni, a CMV ogni strategia nel delineare e scegliere come gestire i rifiuti a Cento. Infatti, le amministrazioni Fava-Bregoli hanno pagato un tributo ai poteri forti di CMV lasciandoli liberi di ogni scelta strategica e gestionale. Compito di una società di servizi è invece quello di svolgere, con la massima professionalità ed ai costi minori, quanto gli viene chiesto dall’amministrazione comunale, l’unica che può interpretare il volere dei cittadini. Lasciando invece le scelte a CMV, viene interrotto il rapporto democratico, non potendo il cittadino interfacciarsi con essa. A Cento poi vi è stata l’aggravante che la CMV, oltre a dare prova di grande inefficienza, non ha mai dimostrato alcuna sensibilità ambientale.
Al primo incontro con l’attuale amministrazione sollevammo il problema, invitandola a determinare essa le scelte, ma per ora abbiamo solo visto un cambio e ricambio di poltrone in CMV, senza mai proposte od interventi migliorativi della gestione dei rifiuti, anzi continuando a subire le scelte della società.
Legambiente ritiene che, soltanto una raccolta differenziata porta a porta, possa portare a quei risultati che tanti altri comuni hanno già raggiunto. Con il “porta a porta” si fa del cittadino un coinvolto protagonista, che, pian piano prenderà sempre più coscienza del problema tanto da divenire non solo più attento a differenziare, ma anche a fare meno rifiuti attraverso acquisti più oculati.
L’inceneritore deve rimanere l’ultima opzione. Vi è una bella differenza tra incenerire il quasi 70% dei rifiuti, come è il nostro caso, o soltanto il 30%, come fanno i comuni virtuosi. Infatti, l’inceneritore produce a sua volta rifiuti: in inquinatissime ceneri per circa un 25% del bruciato, da conferire in apposite discariche, ed un 5% in polveri sottili, che inaliamo e che sappiamo quante dolorose tragedie provocano. Lo stesso ordine regionale dei medici evidenzia questi rischi.
Le scelte che sta per fare l’amministrazione comunale non ci convincono. Continuare a riferirsi ai cassonetti stradali per migliorare la raccolta differenziata, e relegando alla sola zona di Via Risorgimento il “porta a porta”, risulta una scelta veramente minimale.
Altro intervento, più volte sollecitato inutilmente da Legambiente all’amministrazione centese e a CMV, è quella dell’istituzione di due centri multiraccolta nelle frazioni. Con a disposizione il solo centro di Via Farini a Cento è facile comprendere le difficoltà di un cittadino delle frazioni ad accedervi, incentivando così i meno bravi a lasciare lungo le strade i rifiuti ingombranti. Al più presto bisognerebbe approntare un centro tra Renazzo, Bevilacqua, Dodici Morelli, Pilastrello e Molino Albergati ed un altro al servizio di Buonacompra, Casumaro, Reno Centese e Alberone.
(n.d.r. 12 Giugno 2009 ore 9.30 aggiunto link a dettagli incontro)


8 commenti
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cbax says:
11 giugno 2009 a 14:16 (UTC 1 ) #
E’ un ottimo riepilogo, utile per affrontare una discussione. Grazie.
…quello che mi preoccupa però è l’indolenza (?) o la scarsa partecipazione/collaborazione dei cittadini: solo a ficcare il naso nei cassonetti “centesi” si vede già una bella differenza (…ricchezze e varietà di rifiuti) rispetto ai cassonetti di paesi vicini come S’Agostino e Pieve (non sono un campanilista).
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Gallo says:
11 giugno 2009 a 15:54 (UTC 1 ) #
Nel ringraziare per questa utilissima relazione, pongo una sola domanda tra le tante:
ma che fine fanno tutti gli esposti presentati alla Procura della Repubblica ? E una domanda conseguente: chi punisce le amministrazioni inadempienti ?
Perchè, che sia ben chiaro, se tutto è lasciato al voto dei cittadini che decretano l’esistenza o meno di una amministrazione, beh questo è assulutamente insufficente, perchè i danni arrecati da certe giunte e da certi sindaci diventano irreparabili. Serve un organo superiore che COSTRINGA le amministrazioni a rispettare le leggi, tutte, soprattutto quelle ambientali.
Penso quindi che non si debba commissariare delle amministrazioni solo per mafia, come qualche volta accade al sud. Ma anche per gravi ed accertati danni ambientali.
Fino a che sarà invece sufficente nascondere la polvere sotto il tappeto, perchè tanto la maggioranza dei cittadini non arriva a conoscenza del problema, penso che avremo ancora per molto gravi danni al territorio e quindi al nostro tenore di vita.
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Lex says:
11 giugno 2009 a 16:04 (UTC 1 ) #
Anche io ci tengo a dire che il post è fatto particolarmente bene, e mi mette a conoscenza di cose del mio territorio che non sapevo… Questo articolo dovrebbe essere letto da tutti i centesi.
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Muaddip says:
12 giugno 2009 a 09:28 (UTC 1 ) #
Ieri sera come vi dicevo c’è stato in sala Zarri un incontro tra CMV e consulte comunali.
Il motivo di tale incontro era spiegare sommariamente il nuovo piano di raccolta differenziata che partirà il prima possibile nelle frazioni, a Cento il problema è più difficile da affrontare, almeno così dicono.
Approfondita e dettagliata la spiegazione di come raccogliere l’umido in appositi bidoni separati e lucchettati.
Ad ogni famiglia verrà dato un raccoglitore da casa per l’umido (si tratta del rifiuto da cucina) e una chiave per aprire il proprio bidone esterno.
Dopo questo la CMV porterà questi rifiuti a sant’agata dove magicamente si creerà il compost.
Chiunque volesse farlo a casa propria dovrebbe comprare un modulo per il compostaggio da CMV (costo di circa 70 euro) o da altra parte e segnalando l’iniziativa si riceverà uno sconto fino al 35% della parte variabile della TIA (sarò fissato ma qualcuno dovrebbe ridarci la TIA).
Si è parlato anche dell’isola ecologica, che non sono quelle per strada ma quella in via Farini a Cento (da non confondersi con la stazione dei municipali lì accanto), che verranno dotate di badge che permetterà di segnarsi e far scontare parte della solita TIA.
Due semplici considerazioni, intanto l’unica isola ecologica è a Cento e quelli delle frazioni che si attacchino, poi è aperta dal lunedì al sabato dalle 8 alle 13, ma dico io vi sembra umano come orario?
A parte il sabato NO per chiunque non sia cassaintegrato, nullafacente, pensionato o non voglia prendersi ore di permesso.
Mi sembra di sognare chiedere che ne so: martedì, venerdì e sabato aperto dalle 8 alle 13 e lunedì, mercoledì e giovedì dalle 14 alle 19?
Se avete problemi di organico datevi una sviluppata e guardatevi attorno, magari vi rendereste conto che ci sono un mare di pensionati che non hanno molto da fare e forse vi darebbero una mano con un semplice incentivo di sconto sulla TIA.
Nella esposizione di CMV si è sempre parlato di un attuale 40% di riciclaggio a Cento, solo che i loro stessi dati mostrati hanno smentito tale affermazione.
Infatti il 40% è relativo all’ultimo mese preso in considerazione, aprile 2009, che è il mese assieme a maggio in cui ogni anno si ricicla di più (vedasi potatura e taglio erba).
Se però guardiamo statisticamente gli anni 2006 (35% aprile e 29% media anno), 2007 (34% a. e 28% m.a.) e 2008 (37 a. e 32% m.a.) che ci sono stati mostrati, ci rendiamo subito conto che ci stanno bugerando e al massimo la media annua 2009, se non cambia nulla, si assesterà sul 35% circa.
Riguardo questo argomento poi ci sono limiti imposti per legge assolutamente non rispettati.
A fine 2006 la percentuale di riciclaggio doveva essere del 35%, a fine 2008 doveva essere del 45% e udite udite a fine 2012 deve essere di ben il 65%.
Oggi noi siamo sotto di quasi 10 punti al limite 2008 e di ben 30 punti al limite 2012.
Come è stato poi fatto notare dagli interventi dei consultori, tra cui uno molto preparato, quei sistemi ora adottati da CMV sono già vecchi e servirebbero solo per incentivare ed educare il cittadino a riciclare in modo ottimale, è stata suggerita anche una forte campagna informativa.
Faccio notare che ad ora tutti i rifiuti sono portati all’inceneritore di Ferrara con una spesa di 96,20 euro a tonnellata (considerate che in media un cittadino al giorno produce 1,5kg e noi centesi siamo in 37mila).
Per un inceneritore, che deve funzionare sempre entro certi valori di temperatura, il riciclaggio è un nemico naturale quindi probabilmente i prezzi verranno ritoccati verso il basso quando il volume di rifiuti da bruciare calerà sensibilmente.
Concludo parlando delle discariche di molino boscheti su cui i consultori di casumaro e buonacompra hanno chiesto spiegazioni vista la riapertura per i rifiuti speciali (altamente pericolosi).
La CMV ha spiegato che stanno valutando nuovi sistemi per mettere i due siti in sicurezza con un ritorno economico.
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Mr.MacMouth says:
12 giugno 2009 a 12:45 (UTC 1 ) #
Ringrazio Muaddip per l’ottimo riassunto sia della situazione attuale (n.d.r. per questo bisogna ringraziare solo legambiente) che dell’incontro di ieri sera.
Credo però che, conoscendo gli italiani in generale ed i centesi in particolare, per una questione come la raccolta differenziata, che in effetti complica un po’ la vita di chi la vuol fare bene NON SI POSSA fare leva sul senso civico, ma solo su una seria incentivazione economica che passi dalla riduzione della TIA.
Senza incentivazione l’unica soluzione è effettuare la raccolta porta-a-porta, che mi sembra il metodo più sensato, valutando se renderla obbligatoria.
Butto lì solo un paio di osservazioni sulla raccolta differenziata a Cento:
1) la CMV non cura ASSOLUTAMENTE una campagna di informazione per l’utente medio, che spieghi bene cosa va messo dove: non si può pretendere che la casalinga abbia una laurea in ingegneria dei materiali e/o si doti di uno spettrometro di massa per decidere se il contenitore che ha in mano è di PET o PVC e dove va messo, e se la carta plastificata va bene nella carta, nella plastica o nei rifiuti generici, e se i contenitori di vetro vanno o meno lavati, e se si può riciclare anche carta “sporca” (es cartoni della pizza con macchie di pomodoro)… e il cartone del latte in tetrapak? Carta? e la vaschetta delle fettine di manzo? Plastica? ecc.
O uno si documenta online e per conto suo (cosa laboriosa e non sempre a portata della casalinga media – arzdoura di un tempo), oppure spesso ci si può trovare di fronte ad enigmi di non facile soluzione, col risultato di buttare roba nella campana sbagliata (magari impedendo o rendendo più complesso il riciclo di tutto il materiale) o di scoraggiarsi e mandare tutti al diavolo.
2) il misterioso “monolito” situato nel parco tra le scuole Pascoli e via XXV aprile: io ci abito di fronte, ma dopo ripetute richieste di spiegazioni (ufficiose) a personale CMV di mia conoscenza mi è stato detto : “lascia perdere, è un casino già ottenere in CMV il tesserino di accesso, se poi sbagli qualcosa nel differenziare, becchi una multa, se differenzi in maniera corretta non hai alcuno sconto sulla TIA”…non so se sia vero, chiedo se qualcuno ne sa più di me, cmq se fosse così il quadro sarebbe desolante: è palese che non venga usato da nessuno!! come posso essere incentivato a differenziare in questo modo?
3) isola ecologica in via Farini: se mettiamo il badge, allora lasciamola aperta anche ad altri orari, pensando ad un sistema semi automatizzato di gestione degli accessi e dello scarico dei rifiuti, lasciando al personale solo la gestione dei depositi di rifiuti più ingombranti e complicati.
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eoamedeo says:
12 giugno 2009 a 17:35 (UTC 1 ) #
Spezzo una piccolissima lancia a favore di CMV, ma nel contempo gliene lancerei una per ogni finestra della nuova sede.
A onor del vero con le ultime bollette è stato inserito un foglio che cerca di spiegare come si deve effettuare la separazione dei rifiuti e cosa va nelle campane. Ma è altrettanto vero che su alcune campane, tipo quelle per la plastica, ci sono ancora gli adesivi con scritto “raccolta contenitori in plastica” e il disegno di flaconi di sapone e bottiglie d’acqua, mentre solo nelle campane posizionate più recentemente sono attaccati adesivi in cui è scritto chiaramente cosa mettere e cosa no (vasetti yogurt, cellophane ecc). Per non parlare poi delle campane del vetro: alcune hanno scritto sopra “raccolta vetro e lattine” e altre “raccolta vetro” e basta. In più su alcune è scritto di non inserire scatolette di tonno o simili, quando, a quanto ne so io, si può tranquillamente separare alluminio (lattine di coca cola) dall’acciaio (scatolette).
Sta di fatto che la raccolta differenziata a Cento è pietosa, ma è altrettanto pietoso il comportamento di quei tanti che lasciano una lavatrice lungo i fossi o davanti al cancello di un ben noto imprenditore centese che raccoglie rottami, facendo la stessa fatica del trasporto fino in via Farini.
L’idea di scontare la Tia è ottima ed è anche la scoperta dell’acqua calda, visto che già a suo tempo segnalai come a Ferrara è stata aperta un’isola ecologica che pesa il veicolo prima e dopo lo scarico dando sconti. E l’ha fatta la tanto criticata Hera.
Qualcuno ha mai chiamato CMV per venire a ritirare oggetti ingombranti? Se li chiami “troppe” volte ti senti rispondere che sono già venuti abbastanza. Ma mi sbaglio o il servizio, pur essendo gratuito, è pagato dai cittadini proprio con la TIA? In questo modo si spinge il cittadino (ignorante) a lasciare i rifiuti lungo la strada.
Il monolite è stata veramente una genialata; proprio ieri ci sono passato davanti in bici e un bel foglio attaccato sullo schermo dice “temporaneamente fuori servizio”. Ridicolo.
In ultimo direi che è abbastanza incredibile verificare che siamo l’unico comune del circondario che non effettua ancora la raccolta differenziata dell’umido (che andrebbe fatta porta a porta, non con cassonetti e lucchetti che nessuno userà mai) e sarei proprio curioso di sapere se CMV non stia in qualche maniera violando leggi europee o italiane.
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indeZènt says:
18 aprile 2010 a 18:59 (UTC 1 ) #
Segnaliamo che finalmente è partita la raccolta differenziata dell’umido nelle frazioni, ben un anno dopo la presentazione del progetto e sei mesi dopo la partenza prevista.
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Muaddip says:
18 aprile 2010 a 19:18 (UTC 1 ) #
Sarebbe ora interessante avere dettagli aggiornati sulla raccolta differenziata, sulle intenzioni di CMV e sulla sensazione dei cittadini nell’utilizzare questa forma di raccolta differenziata.
Il problema della scarsa raccolta differenziata nel comune è impellente visto che siamo l’ultima ruota del carro della provincia e vista la crisi economica potrebbe anche essere un’ottima possibilità per rilanciare delle attività.
Invece non so come mai ma penso che la CMV prediliga la raccolta indistinta e l’incenerimento.
Francamente di avere discariche messe una peggio dell’altra non ne posso più e a volte basterebbe forse avere un filo di lungimiranza per capire che a volte la scelta più azzardata è quella che sul lungo periodo da i maggiori guadagni per tutti.
Sarebbe poi da chiarire questa fantomatica iva applicata alla TIA perché anche qui chi paga è sempre il comune cittadino che ha sempre meno soldi in tasca.
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Discariche di Molino Boschetti: RAB o non RAB? | indeZènt says:
5 aprile 2010 a 15:26 (UTC 1 ) #
[...] questo punto, considerando anche quello che la storia recente ci ha insegnato, ci sembra più che opportuna l’idea che circola di creare un organismo di [...]
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