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set
01
2009

Settant’anni da allora…

La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci

“La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci.” (Isaac Asimov)

Era il primo settembre del 1939 quando alle 04.45 l’esercito della Germania nazista comandata da Hitler mise il primo piede sul suolo polacco.
Non si conosce il nome del soldato che per primo entrò nel secondo grande conflitto mondiale, però si conoscono perfettamente i nomi di tutti i morti e dispersi di quel conflitto che terminò nell’estate del 1945.

Settant’anni, un’intera vita umana, gli anziani che hanno vissuto quei giorni e possono raccontarlo lucidamente sono sempre meno ogni anno che passa. Le vere sofferenze e traumi sopportati da uomini come noi verranno presto dimenticati e relegati a freddi e poco emotivi libri di storia o immagini che seppur vere stanno assumendo sempre più i contorni sfumati del passato di un mondo lontano e quasi dimenticato.
Ricordare vuole dire trasmettere non solo i fatti ma anche le emozioni alle future generazioni che dovranno cercare di farsene carico il più a lungo possibile evitando il ripetersi di situazioni tanto tragiche e disumane.

Gli storici tendono a dare la maggior colpa di quel conflitto alle misure economiche troppo repressive date a Germania e Austria perdenti del primo conflitto mondiale.
Io invece la penso in parte diversamente e dico che la colpa è da trovarsi nell’ignoranza, nell’indifferenza generale delle persone e nella presa del potere di personaggi carismatici, con falso populismo e dettati da sete di potere personale.
Se doveste magari ravvedere in tutto questo delle somiglianza con i tempi attuali consolatevi pensando che in ogni epoca umana vi sono sempre stati e vi saranno sempre personaggi così arroganti, menefreghisti, egocentrici e dittatoriali da poter pensare di essere incredibilmente superiori agli altri.
In quel caso gli uomini così dispotici furono ben tre: Hitler (Nazista), Mussolini (Fascista) e Hirohito (Imperialista).
Non sono da considerare unici responsabili poiché rappresentavano solo la punta della piramide di una struttura di persone identiche a loro, piene di bassi istinti e pessimi valori che hanno condannato a morte più volte migliaia di persone solo perché di religione diversa, di gusti sessuali diversi, di razza diversa o anche solo perché li ostacolavano nei loro intenti.

Oggi sono passati settant’anni da allora…
Ricordiamo cosa non dobbiamo mai più diventare noi esseri umani.

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5 commenti

  1. Hytok says:

    Mi viene un pensiero da brividi: se Musso non fosse entrato in guerra… oggi staremmo ancora sotto il regime fascista.

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  2. Franco Battisodo sloggato says:

    Se Musso non fosse entrato in guerra, forse avremmo fatto la fine della Spagna, ovvero campo di allenamento dei bombardamenti nazisti (Gernika), qualche lanciato che se ne sarebbe andato a combattere con i nazisti, ma sostanziale non belligeranza. Ma non va dimenticato che Franco era molto più scaltro e intelligente, e molto meglio consigliato di Mussolini. E per questo, riuscì a morìre nel suo letto.

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  3. Gallo says:

    Il pensiero da brividi di Hytok è lo stesso che mi è sorto più volte alla luce degli avvenimenti scaturiti dalla discesa in campo del Cavaliere. E mi sono dato una risposta, chiaramente teorica: penso che non saremmo ancora sotto il fascismo ma l’innamoramento degli italiani nei confronti di Mussolini sarebbe durato molto più a lungo.
    Abbinando la figura personale e NON storica di Mussolini a quella del Cavaliere, c’è appunto da chiedersi cosa deve succedere per far capire agli italiani di che pasta sono fatti certi personaggi politici.

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  4. cbax says:

    …basta minacciare gli italiani di essere governati per sempre da un gruppo composto da (in ordine puramente casuale) Veltroni, D’Alema, Rutelli, Prodi, Bertinotti, Vendola, Casarini, Sircana, Padoa Schioppa, Luxuria, Fassino, Di Pietro e loro figli e figliocci.
    E la frittata è fatta! yahoo!

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  5. Muaddip says:

    Il tuo discorso non farebbe una piega, solo che mi giro a destra, poiché la sinistra non esiste più, e mi trovo personaggi ancora più fortemente ambigui che ogni giorno danno prova di quanto di più sbagliato si può fare.
    Se ci mettiamo che i partiti tendono all’autoconservazione e tendono ad escludere tutte le voci che portano rinnovamento…
    Si capisce poi perché la gente lentamente smette di turarsi il naso votando il meno peggio e l’astensione al voto sia sempre in aumento elezione dopo elezione.
    La soluzione?
    Purtroppo siamo in momenti difficili e di decadenza.

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