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ott 02 2009

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Citizen journalism

David Randall

David Randall

L’informazione nell’era di youtube

Prima di incominciare con l’esposizione dell’incontro vorrei sottolineare l’ottima organizzazione del festival di Internazionale che ha messo a disposizione una traduzione simultanea e altre sale in cui era possibile visionare l’incontro che veniva trasmesso in diretta e già con l’audio del traduttore.

Breve introduzione del direttore di Internazionele, Giovanni De Mauro, che spiega che quest’anno è stato dato l’accredito come fosse stampa anche ad un limitato numero di blog. Il motivo di questa scelta è stato dettato da due fattori, il primo perché i blog hanno sempre dato forte risalto all’evento facendo interventi molto tecnici e approfonditi e secondo perché spesso quegli eventi erano snobbati dalla stampa tradizionale, quindi non aveva senso continuare a riservare tutta quell’attenzione ai media tradizionali.

L’oratore dell’incontro è stato David Randall, senior editor dell’Indipendent of Sunday.
Si è subito entrati nel vivo dell’argomento dicendo che un citizen journalist non vuole imitare un giornalista, ma vuole raccontare cose e situazioni, spesso locali o che conoscono bene per svariati motivi, ma che non vengono citati dai media tradizionali.
Un citizen journalist è anche chi si trova per caso nel posto giusto al momento giusto per poter riprendere documentare un evento improvviso e inaspettato, a tal proposito cita Sapruda e il suo video amatoriale riguaardante la morte di Kennedy nel ’63.
Per far capire meglio quello che intende porta all’attenzione una serie di filmati, presenti tutti su facebook nel gruppo di Internazionale, realizzati da blogger in maniera amatoriale con il solo scopo di informarsi e informare su di un determinato evento, sia esso poco conosciuto, come l’acrilamide, l’inquinamento di una certa area, la vita di pastori lo stesso giorno in cui in america prestava giuramento un presidente nero e in italia veniva un malore in diretta televisiva ad andreotti.
Dopo questo conclude con alcune considerazioni anche spinto da domande dal pubblico.
I mass media tradizionali diverranno sempre più dei semplici centri di scrematura della notizia, facendo risaltare solo quelle più importanti per tutti. Sosriene che il citizen journalism sia democratico e spinto dalla buona volonta della gente di voler appunto informare. Alla domanda su quanto però tutto questo possa essere credibile agli occhi di un lettore la sua risposta è semplice e diretta, non lo si può sapere, ma ricorda non si può comunque esserlo nemmeno dei media tradizionali ed è solo grazie alla fiducia che sono riusciti ad instaurare nel tempo con i loro lettori, lo stesso vale quindi anche verso i citizen journalist. Fattore molto importante nel determinare questa fiducia è l’attenzione del lettore che non deve prendere tutto per buono ma porsi delle semplici domande, come: Sembra verosimile? Si lega all’esperienza acquisita? Posso verificare le fonti?

Concludendo si è trattato di un incontro molto interessante che ha analizzato sia in positivo che negativo il fenomeno ormai datato del citizen journalism che è stato amplificato dalle incredibili possibilità offerte dalla rete in questo ultimo decennio.
Ricordo infine che domani 3 Ottobre si svolgeranno manifestazione in favore della libertà di stampa nel nostro paese.

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