«

»

ott 03 2009

Print this Articolo

Piove, governo ladro

Alluvione a Cento

Il numero delle vittime della frana che ha colpito il messinese ha raggiunto quota 18, quando mi appresto a scrivere questo post. Diciotto vittime, una decina di dispersi e numerosi sfollati, e numeri destinati sicuramente a salire. Pioggia torrenziale, abusivismo e cementificazione le principali cause della tragedia, e probabilmente la prima di queste non è nemmeno la principale: quando si costruiscono case in una fiumara e si tagliano alberi sui versanti delle colline, facendo così mancare la stabilità del terreno data dal reticolo di radici, per costruire altre abitazioni, beh, c’è solo da scommettere su quando quel “qualcosa” accadrà.
Navigando sul sito del Corriere, l’occhio mi cade su un articolo che titola “Legambiente: Disastro annunciato. In media in Italia 7 morti al mese”.
Qualcosa mi torna vagamente alla memoria, e diventa lampante quando comincio a leggere l’articolo. Parla di un’indagine condotta da Legambiente nel 2008 denominata “Ecosistema, rischio geologico 2008. Operazioni fiumi”. Era un documento che tempo fa avevo scaricato da internet e che già a suo tempo mi aveva stupito, per non dire scandalizzato.

Tale indagine prevedeva l’invio a tutti i Comuni italiani di un questionario che conteneva domande riguardanti la gestione del territorio rispetto al rischio idrogeologico, la pianificazione di situazioni d’emergenza, l’informazione e l’addestramento della popolazione e delle forze operative.
In base alle risposte date dai Comuni, venivano attribuiti dei punteggi, e dalla somma dei punteggi ne era stata ricavata una graduatoria del grado di virtuosità dei Comuni italiani in materia di pianificazione e prevenzione del rischio idrogeologico.

Come si collega quest’indagine alla tragedia della provincia di Messina?
Le zone colpite erano tra quelle più in basso in graduatoria: voti bassi derivati dalla presenza di interi quartieri in zone a rischio idrogeologico e dall’assenza di piani d’emergenza, di informazione, di esercitazioni e di qualsiasi tipo di provvedimento a riguardo.
Come si collega quest’indagine a Cento?
Per il fatto che se il Comune di Scaletta Zanclea, uno di quelli colpiti dalla tragedia, si trova a 10 posizioni dal fanalino di coda (l’ordine va chiaramente dai Comuni più virtuosi a quelli più insufficienti), Cento è in terz’ultima posizione!

Ecco perché dico che questo documento mi aveva sconvolto.
Nonostante avessi sempre visto la nostra situazione come problematica, visti gli allagamenti ripetuti e continuativi nel tempo, non avevo mai sospettato che in fatto di pianificazione e prevenzione fossimo così in basso.
Ora, chiaramente questa classifica non deve farci pensare che da un momento all’altro a Cento si possa verificare una frana come quella del messinese con fiumi di fango che abbattono le case, visto che il nostro territorio non presenta il problema frane, ma dimostra sicuramente come a fronte di un’eccessiva cementificazione, che spesso colpisce zone ad elevato rischio idrogeologico, a Cento non vengano presi adeguanti provvedimenti per prevenire allagamenti ed eventualmente per affrontarli nel migliore dei modi qualora dovessero comunque accadere.
Insomma, a parità di precipitazioni, tra tutti i Comuni italiani noi siamo praticamente quelli che sono meno in grado di affrontare un’emergenza, e tra quelli maggiormente esposti al problema.

Tralasciando la sicurezza, che comunque rimane indubbiamente la prima preoccupazione, speravo almeno, per l’immagine del nostro Comune, che questo vergognoso risultato fosse passato in sordina. Quando però, continuando a leggere l’articolo sul sito del Corriere, ho visto “Fanno peggio Città Sant’Angelo (Pescara), San Vito al Tagliamento (Pordenone), Cento (Ferrara)… beh, sarei voluto sprofondare.
Almeno ora non ci conosceranno solo per il Carnevale.

L’indagine di Legambiente afferma che “in primo luogo, i Comuni hanno un ruolo determinante nelle scelte sulla pianificazione urbanistica del territorio e si possono ritenere, quindi, elemento strategico nella mitigazione del rischio idrogeologico; in secondo luogo i sindaci sono, come stabilisce la legge, la prima autorità di protezione civile”.

E ancora: “Le amministrazioni comunali possono intervenire per contrastare il rischio idrogeologico
essenzialmente in due diversi settori :

  • nelle attività ordinarie legate alle gestione del territorio, quali la pianificazione urbanistica, gli interventi di delocalizzazione di abitazioni e di altri fabbricati dalle aree a rischio, l’adeguamento alle norme di salvaguardia dettate dai Piani di bacino e la corretta manutenzione delle sponde e delle opere idrauliche
  • nella redazione dei piani di emergenza – che devono essere aggiornati e conosciuti dalla popolazione, perché sappia esattamente cosa fare e dove andare in caso di emergenza – nonché nell’organizzazione locale di protezione civile, al fine di garantire soccorsi tempestivi ed efficaci in caso di alluvione o frana”

Mi tocca quindi scomodare le parole del Presidente Napolitano, che riferendosi alla tragedia della provincia di Messina sembra invece aver commentato la situazione centese:

«O c’è un piano serio che piuttosto che in opere faraoniche investa sulla sicurezza in questo paese o si potranno avere altre sciagure» .
Forse, un salto a Finale Emilia, terzo Comune in classifica con punteggio di 10/10 e non troppo distante da noi non farebbe male, alla nostra amministrazione…

Permanent link to this article: http://www.indezent.org/2009/10/03/piove-governo-ladro/

5 comments

  1. umbe

    Terrificante! non significherà che Cento possa essere colpita da una frana, ma significa che non siamo per nulla pronti ad affrontare una situazione di pericolo derivante dal Reno, speriamo che in tal caso ci aiutino i comuni virtuosi dei dintorni.

    Cosa pensi di questo intervento? Thumb up 0 Thumb down 0

  2. giuseppe

    Il re è nudo.

    da qui a spodestarlo, ne deve passare molta di acqua sotto i ponti…. ma è già un buon inizio.

    Ciao,
    Giuseppe.

    Cosa pensi di questo intervento? Thumb up 0 Thumb down 0

  3. Diago

    @ giuseppe

    Speriamo che di acqua sotto i ponti ne passi poca invece… in tutti i sensi ;)

    Cosa pensi di questo intervento? Thumb up 0 Thumb down 0

  4. Lex

    “Almeno ora non ci conosceranno solo per il Carnevale.”

    Cento? Ah si, quella che è terz’ultima nel rapporto di Legambiente08 su ecosistema e rischio idro-geologico. :-(

    Scherzi a parte. Speriamo che quella frase sul corriere non sia servita solo a far diventare rossi noi, ma abbia fatto drizzare le antenne anche a chi poi deve prendere le decisioni nel nostro comune.

    Cosa pensi di questo intervento? Thumb up 0 Thumb down 0

  5. Franco Battisodo sloggato

    Grazie per l’informazione, immaginavo che sotto questo profilo non fossimo sistemati bene, ma mai avrei pensato che fossimo messi così. E il problema è che in Italia, i problemi emergono solo dopo che sono successe le tragedie. Spero che, visto che abbiamo anche un assessore coinvolto con la protezione civile, questo faccia opera di sensibilizzazione presso il sindaco (…) e i colleghi, per iniziare a mettere le mani avanti e fare prevenzione.

    Cosa pensi di questo intervento? Thumb up 0 Thumb down 0

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


:

Puoi usare i seguenti tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>


Inviando il proprio commento si accetta quanto descritto nel nostro disclaimer.