“Di muri ce ne sono sempre stati ma questo, per fortuna, ha segnato una svolta epocale e ha liberato metà Europa, che era stata confinata nel vecchio recinto dell’ateismo e del totalitarismo” questo è quello che ha affermato Berlusconi. Una grande giornata quella del nove novembre 1989. Finalmente cadeva il muro di Berlino, simbolo della divisione dell’Europa e del mondo in due blocchi quello Comunista (allora Silvio il Comunismo è morto, politicamente parlando, allora Silvio perchè non hai detto Comunismo quando ti riempi la bocca di questa parola di continuo?) e quello Occidentale, basato sul capitalismo, il libero mercato e le sue favole di “sorti magnifiche e progressive” di leopardiana memoria.
A vent’anni esatti dalla caduta dell’orrendo muro mi interrogo sulle conseguenze di quella svolta storica e mi chiedo se in effetti una massiccia dose di capitalismo in un mondo corrotto all’inverosimile come quello di oltre cortina non abbia fatto altro che generare mostri peggiori di quelli precedenti. La storia certo non si fa con i “se”. Ma se il muro non fosse caduto? se il Wojtyla, Valesa, Gorbacev e altri non avessero proceduto sulla strada che conosciamo come sarebbe andata la storia?
Beh..forse avremmo ancora film di James Bond decenti… ;P
Avremmo un assurdo mondo di là dal muro dove avresti dovuto aspettare 10 anni per comprare una automobile..
Forse avremmo meno badanti, meno cinesi, forse la Cina sarebbe stata più ridimensionata e non sarebbe cresciuta al ritmo del 10% annuo. Forse gli Stati Uniti non avrebbero sentito la necessità di fare due guerre in Iraq e di inseguire i talebani per l’Afghanistan, visto che ci avrebbero pensato i Russi..
Forse saremmo già tutti morti, carbonizzati da una bella guerra atomica, spauracchio post bellico che adesso sembra svanito..ed invece non lo è..
Forse non sapremmo che razza di persona è Putin, e tuttavia è stato trattato come capo di uno stato democratico.
Quello che per me è una certezza invece è che l’assoluto squallore, l’arretrata macchina sovietica, il marciume della sua corruzione, la ferocia della sua repressione non sono migliorate molto, hanno solo mutato volto, patinandosi, sotto la luce al neon di una pubblicità della Cocacola o di un televisore al plasma. In Cecenia però c’è la guerra, i giornalisti vengono ancora uccisi (leggi Anna Stepanovna Politkovskaj) e anzi, a dirla tutta i nostri goveranti, quelli di là dal muro, gli illuminati profeti della democrazia, tante volte copiano pure gesti e movenze.
E allora i muri cosa cadono a fare? Forse solo per mescolare meglio il fango.
Buonanotte e buona fortuna a tutti
nov
09
2009
I muri vanno giù
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11 commenti
Muaddip says:
10 novembre 2009 a 09:56 (UTC 1 ) #
Io penso che la caduta di quel muro abbia significato veramente qualcosa di importante e sia stato un grande bivio per l’umanità.
In quel momento forse si sarebbe potuto veramente cambiare il nostro futuro ed evitare di diventare quello che siamo ora.
Non mi piace accostare quel giorno alla politica nostrana ma è chiaro che se siamo qui ora in questa situazione lo dobbiamo alle pessime scelte politiche fatte da allora.
Ieri sera ho visto Marco Paolini su La7 nella sua rappresentazione “Miserabili” e ha detto a mio avviso una cosa giustissima quando ha fatto notare che il muro non è caduto perché lo ha deciso la politica, ma perché le grandi compagnie multinazionali dovevano trovare assolutamente nuovi mercati.
Il capitalismo sfrenato ha quindi perso ogni limite e si è infilato ovunque corrompendo il sistema sovietico e creando un paese ora profondamente diviso tra ricchi e poveri. Lo stesso capitalismo sfrenato poi ha corrotto ulteriormente l’occidente ed ha avuto una grave crisi l’anno scorso vedendo bruciare miliardi di dollari e milioni di posti di lavoro.
Il punto è che il capitalismo sfrenato non ha capito la lezione e sta già tutto ritornando come prima nelle borse e banche che si sono fagocitati un’incredibile quantità di fondi pubblici per il risanamento. Ora però la disoccupazione è alle stelle e la ricchezza non piove più verso le masse così in tutto il mondo il divario fra ricchi e poveri aumenta sempre di più portando i poveri alla miseria.
Chi comanda oggi non sono più i politici ma gli interessi economici di pochi che spesso sono anche sconosciuti e questo è un grande rischio.
Vent’anni fa il mondo poteva veramente cambiare in meglio per tutti ma ora visto gli errori dovremo faticare molto.
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cbax says:
10 novembre 2009 a 10:43 (UTC 1 ) #
…insomma ci siamo persi un’occasione grande: abbattuto il muro, eravamo NOI che dovevamo passare dall’altra parte e non il viceversa.
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Muaddip says:
10 novembre 2009 a 11:30 (UTC 1 ) #
Credevo fosse chiaro ma come sempre sono troppo ottimista.
Quando cade un muro non esiste più chi stava di là o chi stava di qua, ma esiste solo un gruppo di persone che finalmente e giustamente riunite devono trovare il modo di convivere pacificamente tentando di ritrovare una giusta strada da percorrere.
Come ho detto poco sopra la strada non sarebbe dovuta essere nessuna delle due vecchie allora presenti, ma una nuova che fosse allo stesso tempo un’insieme ed una evoluzione delle precedenti.
Purtroppo, come è stato detto nel post e nel mio precedente intervento, si è sbagliato clamorosamente e ora ci troviamo a dover faticare molto di più per costruire questa nuova strada, sempre ammesso che si voglia costruire una nuova strada per non rimanere in questo cul de sac.
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Ritmo125 says:
10 novembre 2009 a 14:24 (UTC 1 ) #
Don’t feed the troll
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cbax says:
11 novembre 2009 a 13:09 (UTC 1 ) #
Provo un grande senso di affetto “ma anche” di cordoglio per Ritmo125: egli mestamente celebra in questi giorni il ventennale dell’eutanasia del PCI: il “suicidio assistito” (perchè tale fu, anzichè la “Grande Svolta” come si cercò di descriverlo…) venne eseguito presso la storica sede della Bolognina dal grandissimo Occhetto.
L’operazione, nell’aria da mesi, precedette, seppur di poco, il crollo del Muro e il disfacimento dei Paesi del blocco sovietico (fino a quel momento oggetto di dotte e ammirate dissertazioni dei vari Amendola, Napolitano ecc. dalle pagine di Rinascita).
(***)
Condoglianze, sentite e divertite.
(n.d.r. Intervento parzialmente moderato)
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Ritmo125 says:
19 novembre 2009 a 11:39 (UTC 1 ) #
Per me puoi fare tutte le “condoglianze divertite” a chi vuoi. Le condoglianze si fanno in genere quando muore una persona. non quando collassa un partito per mano di una manica di incapaci cui la storia ha già dato lo spazio che meritavano
Ciò detto aggiungo anche che la caduta del Muro, a me personalmente non ha giovato, ma immagino abbia giovato agli imprenditori italiano che del businnes nell’est Europa hanno fatto un credo, cosicchè pari passo alla loro “delocalizzazione” molti italiani hanno perso e perderanno il posto di lavoro. E questo non è bello. Vogliamo fare anche a loro le condoglianze? facciamogliele. Fagliele tu Cbax. Vai davanti alle fabbriche che chiudono qui per aprire in Romania a spiegare i mali del comunismo. e se torni intero sappimi dire
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cbax says:
20 novembre 2009 a 08:25 (UTC 1 ) #
…non occorre: possiamo sapere tutto da un paio di specialisti sodali dell’attuale minoranza. De Benedetti e Della Valle.
Loro hanno tracciato la strada…senza particolari preoccupazioni o rimostranze da parte della Triplice.
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Muaddip says:
20 novembre 2009 a 12:54 (UTC 1 ) #
Non riesci proprio a vedere che è stato il sistema capitalistico esasperato fatto da imprenditori, da qualunque parte poi dicano di schierarsi, che ha creato tutto questo?
Un Berlusconi, un Agnelli e tanti altri più piccoli e/o semisconosciuti imprenditori invece non centrano nulla vero?
Se pensi che il problema stia solo e sempre da una parte, quella opposta alla tua, la tua visione non può che essere limitata.
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cbax says:
20 novembre 2009 a 16:58 (UTC 1 ) #
Solita solfa: non essendo allineato, non posso essere credibile (cioè degno di …credito, da come reagiscono i soliti noti).
La delocalizzazione è frutto di più fattori, tra i quali la disonestà di alcuni imprenditori (dediti al profitto immediato e non a rendere competitiva e innovativa cioè solida e duratura l’azienda), l’ossessiva burocratizzazione, una tassazione sempre più complessa, il reciproco disprezzo (in guanti bianchi) di politici improvvisatisi manager, istituzioni e imprenditoria.
Ma sono argomenti forse troppo complessi da affrontare. Meglio (e più appagante) sparare a mitraglia sul padrone, anzi su un ben definito tipo di padrone (sublimato in zio Scilvio) ricordando i bei vecchi tempi… quali tempi non è poi dato sapere.
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Ritmo125 says:
21 novembre 2009 a 13:26 (UTC 1 ) #
Non sono qui a ricordare i bei vecchi tempi (quali poi?)
Anzi una buona volta mi trovo d’accordo con le ultime cose che hai detto, dimostrando che quando vuoi puoi dire anche cose sensate, fuori dalla orrida claque filo governativa. Incredibile, la cancelleria del partito insegna a pensare con la propria testa?mah..non c’è più religione, che intervenga qualcuno!
PS: dei due quello non allineato sono io.
PPS: apri gli occhi, la sinistra è morta e stramorta. I comunisti li vedete solo te, Silvio e Iva Zanicchi.
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cbax says:
21 novembre 2009 a 21:25 (UTC 1 ) #
..anche con l’IVA te la prendi, adesso? Non è che sei un artigiano evasore e reazionario?
Di cose sensate ce n’è a mucchi, ma il discorso non inizia mai quando si parte con il preciso obiettivo di dare la colpa a qualcuno, sempre, a prescindere e soprattutto se non si esprime o pensa nello stesso modo….
Questo vale per le questioni economiche, sociali, locali: ci si schiera, si dichiara, si declama, si descrive non il problema ma l’interpretazione di esso (che quindi diventa preconcetto e dopo poche battute pregiudizio).
Ma non si trova (o non conviene trovare) una soluzione perchè non è del problema che si discute, ma della sua interpretazione. E’ una battaglia sicura, perchè non si suda, non provoca nè morti nè feriti.
Un caso a mio vedere esemplare, che diventerà cronaca storica di Cento, è la tenzone del PIESSECCI (roba da far impallidire l’esimio autore della Secchia Rapita).
Di fronte a tali atteggiamenti, una strada è provocare con ironia, far contraddire e, alla prima esitazione, cercare di far pensare (per pochi attimi, per carità) con la propria testa. Roba fina, che di là dal muro proava alla fucilazione.
TEppure talvolta funziona, più raramente fa mettere insieme persone dalle idee (scusa, dovevo scrivere ideologie) a “fare” e non a “disfare”.
Difficile, vero?
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