«

»

dic
11
2009

L’Italia invertebrata

John Foot; Paul Ginsborg; Marc Lazar; Gad Lerner.

John Foot; Paul Ginsborg; Marc Lazar; Gad Lerner.

Si conclude  con questo articolo la serie di post dedicati al festival 2009 di Internazionale che si è svolto a Ferrara ad inizio ottobre.  La conferenza di cui parlerò aveva come tema “L’Italia invertebrata – La crisi della sinistra ed il successo di Berlusconi”; in un teatro pieno di gente tre conosciuti professori europei hanno espresso il loro pensiero concernente la visione della politica italiana presso le nazioni a noi attigue. Essi sono:

- John Foot, storico inglese, professore di storia contemporanea al dipartimento di Italiano all’University college di Londra;

- Paul Ginsborg, storico britannico naturalizzato italiano, insegnate di storia dell’Europa comtemporanea all’università di Firenze;

- Marc Lazar, storico e sociologo francese, professore di storia e sociologia politica alla facoltà di scienze politiche di Parigi ed alla Luis-Guido Carli di Roma.

Moderava la conferenza il noto presentatore televisivo Gad Lerner.

La conversazione tra i suddetti si è dipanata su differenti fronti per cercare di capire quali sono state le ragioni storiche, sociali e politiche che hanno portato all’ascesa di Silvio Berlusconi ed il parallelo crollo di consensi e di fiducia della sinistra italiana. Esporrò in seguito una sintesi degli interventi:

Jhon Foot – a causa delle tinte forti che hanno da sempre caratterizzato la figura di Silvio Berlusconi e che ultimamente hanno assunto toni sempre più accentuati e controversi all’estero ed in particolare nella sua nazione l’immagine dell’Italia sta perdendo sempre più credibilità, i dipartimenti di italiano si stanno svuotando. Un presidente del consiglio al centro di scandali sessuali e giudiziari dona una pessima immagine al paese che amministra. L’Italia è cambiata molto nell’ultimo secolo, e molto velocemente. Da contadini ed artigiani gli italiani sono divenuti in poco tempo una massa di lavoratori il cui scopo primario è il profitto individuale. Berlusconi, da sempre uno degli uomini più ricchi di Italia, ha incarnato alla perfezione questa ricerca del profitto, per cui si può considerare un frutto di questa logica di arricchimento, stimato, ammirato e per questo votato. Forse la poca insistenza della sinistra italiana sull’importanza della solidarietà civile ha fatto sì che tale proposito fosse quello perdente, e trascinasse con sé gli avversari della logica dominante. Come ricorda Nanni Moretti, la sinistra ha sempre perso; già negli anni ’40 e ’50 si scrivevano libri sulla crisi della sinistra, la quale, secondo Foot, dimentica il passato nel costruire il suo avvenire. Al contrario Berlusconi rielabora e migliora i metodi di propaganda ed esaltazione mediatica che Craxi attuò negli anni precedenti alla discesa in campo del cavaliere.

Paul Ginsborg – Il 69% degli italiani hanno come principale fonte di informazione la televisione. Il maggiore telegiornale nazionale è diretto da un ex dipendente di Berlusconi, Augusto Minzolini. E’ in atto una rivoluzione culturale: gli italiani stanno ricevendo una versione della realtà indirizzata e di parte. Al contrario il mondo partecipativo non ha voce a livello mediatico e politico. Per quanto riguarda l’afflusso di extracomunitari la parte cattolica della società non accetterà un inasprimento delle leggi sull’immigrazione; in Italia è in atto un grosso cambiamento dato dall’aumentata multietnicità: l’ultima generazione è ormai abituata a vivere con il “diverso” nelle classi, nei momenti di svago… La differenza che più il centrosinistra italiano deve mostrare rispetto alla destra è il comportamento nei confronti di questo argomento, l’atteggiamento nei confronti della diversità. Il peso del passato nella classe politica è tremendo: la nostra nazione è vecchia, anche demograficamente. I politici odierni rappresentano una cappa gerontocratica che intasa il rinnovamento. Nemmeno in Europa la sinistra è capace di scardinare questa attitudine e rinvigorire l’interesse per la politica.

Marc Lazar – L’Italia vive uno scontro acceso tra l’ascesa del leader mediatico e tra la volontà di rinnovamento e di democrazia partecipativa, più silenziosa ma non per questo inesistente. La recente storia italiana è fortemente condizionata dall’accelerato rinnovamento che la nostra nazione ha subito nel dopoguerra: l’Italia sotto molti aspetti ha fatto in cinquant’anni ciò che Francia ed Inghilterra hanno compiuto in 150 anni di storia. Al giorno d’oggi in Francia c’è una maggiore maturità sul tema della diversità. In Italia le acque si stanno comunque muovendo, basti pensare che il 15% dei matrimoni celebrati è “misto”. Bisogna aggiungere alcune note al tema del controllo dei media: anche nei paesi totalitari l’informazione è controllata, ma questo non vieta alle persone di cercare informazioni non pilotate. In più in un recente passato Romano Prodi ha battuto ripetutamente Berlusconi alle elezioni politiche, e non si può certo dire che Prodi fosse telegenico. La sinistra trascura il dibatto sull’eredità del passato. È un’eredità pesante quella del PCI. Il PD sembra incapace di fare una vera e propria battaglia su laicità e diritti. L’introduzione delle primarie è un’invenzione ammirata e studiata a livello europeo. Lo smarrimento della sinistra italiana è comune a tutta la sinistra europea: si tratta di crisi d’identità, sociologica, c’è difficoltà a parlare ai giovani, ai precari… La destra è unita, ha un leader indiscusso e potente, punta tutto su determinati valori che stanno a cuore alla gente.

Gad Lerner moderando ha espresso alcuni concetti forti riguardanti il presidente del consiglio: il nostro è un leader seduttore, dopo un’estate di scandali Berlusconi usava ripetere che la maggior parte degli italiani voleva essere come lui. Il suo è un fenomeno di populismo mediatico che forse abbiamo anticipato rispetto agli altri paesi europei. La critica che Lerner lanciò nei confronti delle veline di “Striscia la notizia” rientra in una logica tipica di Berlusconi. Il cavaliere, gli hanno detto come battuta, ha fatto i soldi e come i medici, con i soldi si è comprato lo stato. La sinistra italiana si sente perennemente all’inseguimento di una società in cui però alcune battaglie che le competono sono impopolari.

Altri post riguardanti il festival 2009 di Internazionale:

Ed uno a riguardo del festival 2008:

Permanent link to this article: http://www.indezent.org/2009/12/11/litalia-invertebrata/

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato!


:

Puoi usare i seguenti tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>


Inviando il proprio commento si accetta quanto descritto nel nostro disclaimer.