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gen
11
2010

Impotenti per una notte

La povera volpe

La povera volpe

Era un Sabato come tanti. Mentre tornavamo a casa verso le 2-3 di notte sulla provinciale che porta a Finale da Casumaro, qualche centinaia di metri dopo la piazza e il comando faccio una brusca scartata. In mezzo alla strada un animale immobile. Mi fermo e andiamo a vedere… una volpe tanto bella quanto sofferente. Senza pensarci troppo la spostiamo giù dalla strada, sulla pista ciclabile e solo allora può cominciare la nostra lunga notte di impotenza.

Aveva appena preso una botta da una macchina e come era evidente, nessuno si era fermato. Cosa vuoi mai, oggi è già una grazia se uno si ferma dopo aver tirato sotto un cristiano… figuriamoci una bestia.
Una volta ho visto morire un gatto dopo aver preso una botta da una macchina. Perdeva un sacco di liquido dalla bocca e dal naso. Era chiaro che non ce l’avrebbe fatta. Questa volta, invece, era diverso. La poverina aveva solo un po’ di sangue dal naso. Il respiro affannoso le gonfiava ritmicamente la pancina. Ogni tanto, forse spaventata dalla nostra presenza, sicuramente desiderosa di allontanarsi da quel posto, si alzava sulle zampine per poi ricrollare a terra.

Bisogna fare qualcosa! Che persone siamo diventate se riusciamo a guardare morire una povera creatura senza provare a fare qualcosa.
Le proviamo tutte.
Chiamiamo il 112! “Ok, vedo cosa possiamo fare. Vi richiamiamo tra un po’”. Dopo un po’: “Mi dispiace, ho sentito in giro non possiamo farci niente, potreste caricarla in baule e portarla domattina da un veterinario”. Proposta scartata.

Se cercassimo una clinica veterinaria? Ecco qua, di turno c’è la clinica veterinaria estense. “Pronto? Una volpe?!? Sento dal nostro responsabile e poi vi richiamo”… Ok, li richiamo io perché non si fanno più vivi: “No, guardi sono animali selvatici che potrebbero portare rabbia o altre malattie e non possiamo accoglierli, mi dispiace”.

Chi chiamiamo adesso? La Forestale, boia! Al 1515, loro sapranno cosa fare! Giusto! E invece? Mi risponde un ragazzo “No, guarda, noi non possiamo farci niente, al massimo ti do il numero del veterinario che ha le reperibilità.” Mi aspettavo qualcosina di più dalla forestale, lo ammetto. Vabbè proviamo con questo veterinario… Ha la reperibilità, e allora perché il cellulare è staccato?

Ho il cellulare di Barbara di ENPA e provo anche con lei, ormai sono più delle tre di notte e mi dispiace chiamarla, però mi dispiace anche non provare tutte le possibili soluzioni, purtroppo l’orario gioca il suo ruolo e non riesco a parlarle (mi scuso ancora per la chiamata in piena notte).

Niente. Sarà un’ora che siamo qui. Ormai sembra anche che non respiri più, è già da un po’ che non cerca di alzarsi in piedi, che abbia rinunciato a lottare e si sia lasciata andare? Noi non sappiamo più cosa fare e mista alla rassegnazione, l’ira. Milioni spesi per le pubblicità progresso sull’abbandono degli animali, punizioni esemplari contro chi maltratta un cane e poi? La volpe merita meno rispetto di un cane? Probabilmente se un cacciatore le spara si prende una bella multa, se invece è lì che sta rischiando di morire non si sa chi la debba aiutare. Possibile poi che non ci sia una procedura a conoscenza delle forze dell’ordine per queste situazioni? Quando lepri, volpi, fagiani, ricci… saranno scomparsi, non si porrà più il problema.

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7 commenti

  1. josergio says:

    (n.d.r. Intervento rimosso su richiesta dell’autore)

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  2. marco tosi says:

    la volpe,il riccio,il fagiano,la lepre,non soffrono ne più ne meno dei maiali,delle mucche dei cavalli,dei polli ecc ecc quando vanno al macello.
    la differenza è che la volpe l’hai vista morire lentamente davanti ai tui occhi.
    peraltro la volpe è a sua volta un carnivoro che mangia altri animali e molte volte i carnivori quando mangiano non si curano che la preda sia mortissima prima di cominciare a masticarla,non lo fanno per crudeltà,lo fanno perchè è la natura,si vive e si muore tutti i giorni,miliardi di esseri viventi muoiono ogni giorno per nutrirne altri,è così e non si evita.
    ovvio che l’essere umani ci ha arrogato il diritto del dispiacere che in natura non esiste.
    pensaci domani mentre mangi il pollo
    e se sei vegetariano il regionamento puro non cambia,per mangiare devi mutilare o uccidere un altro essere vivente.
    buon appetito

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  3. luca says:

    il post più che sulla povera bestiola morta, che pultroppo dispiace (anche se come magra consolazione posso dirti che in questo momento le volpi sono in sovrannumero da quel che sò), penso però faccia maggiormente riflettere su come in italia pur avendo migliaia di enti/associzioni/albi/dipendenti/società pubbliche ecc che possono mettere parola su tutto e su tutti esercitando il loro peso politico/lobby in ogni legge/finanziaria, nella quasi totalità dei casi non esiste mai un responabile di una cosa.
    eppure sono convinto che se domani ci fosse da dividere qualcosa o metter parola su una decisione anche non economica, be allora nessuno di quei soggetti si farebbe indietro.

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  4. Lex says:

    Infatti è proprio quello che volevo evidenziare. Possibile che una cosa del genere non sia di competenza di nessuno? Che non ci sia niente da fare se non tirare dritto?

    Per marco tosi: Vegetariano io?!? Guarda che infatti dopo ce la siamo mangiata! Cruda! E’ così che va il mondo… L’unica è stata l’impossibilità di frollare bene la carne, ma per fortuna le volpi hanno una coda che sembra fatta apposta per tenerle mentre le sbatacchi di qua e di là. GNAM
    (n.d.r. Chiariamo, per chi non lo riesca a capire, che questo intervento è ironico)

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  5. Muaddip says:

    (***)

    X marco tosi
    Mi spiace che tu abbia totalmente frainteso il senso del post.

    X luca
    Il punto è proprio quello ed è estendibile a molti altri ambiti italiani. Non si sa chi è a fare cosa e come bisogna intervenire. La burocrazia è immensa e indecifrabile.
    Basti pensare che per esempio l’Italia è l’unico paese europeo a non aver ancora operativo su tutto il territorio il numero unico di emergenza europeo sebbene sia dal 1991 che l’unione europea ha chiesto di crearlo.

    (n.d.r. Parte eliminata vista l’eliminazione dell’intervento a cui si rispondeva)

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  6. marco tosi says:

    x Muaddip :non ho frainteso il post,ho capito l’impotenza davanti alle istituzioni,ma ho preferito commentare l’impotenza rispetto alla morte e alla natura.

    poi potremmo parlare per anni del perchè in italia niente funziona mai come dovrebbe.
    di solito quando qualcuno dei miei amici stranieri mi chiede perchè l’italia è messa così,rispondo”perchè è piena di italiani”
    (***)

    (n.d.r. Intervento parzialmente moderato. Chiariamo che l’intervento poco sopra di Lex era ironico.)

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  7. Lex says:

    Riporto qui la parte inerente al post dell’intervento di Barbara di ENPA sul forum:

    “Ciao a tutti. Non mi sono assolutamente dimenticata di interessarmi per il caso VOLPE sollevato tempo fa sul blog. Io mi sono mossa praticamente subito, e mi spiace che quella notte il mio tel abbia suonato con il silenziatore, perchè fra l’altro stavo lavorando a pc per cui potevo guardare altre soluzioni, MA NONOSTANTE LE MIE PRESSIONI non ho ancora ricevuto risposte CHIARE e inequivocabili. Ho interpellato l’ordine dei medici veterinari per sapere se è lecito o meno soccorrere volpi incidentate ma non mi hanno risposto. Forse non hanno ricevuto la mia e-mail? Ho chiesto alla Provincia ma le risposte sono state finora nebbiose, ho chiesto a qualche veterinario e secondo loro non ci sono direttive contrarie, sempre che uno si accolli di pagare le spese. Sto facendo l’ultimo tentativo e sono solita portare a casa risposte. Si tratta solo di tempo. Non appena l’avrò la riporterò sul forum. Preciso però che purtroppo la volpe rientra nei piani di contenimento… ma non è un buon motivo per lasciarla agonizzare senza potere nemmeno effettuare l’eutanasia. E’ anche vero che potrebbe essere portatrice di rabbia ma se trattata a dovere e con le dovute precauzioni, non è un motivo per non prestarle soccorso. Anche i cani possono essere poratori di rabbia. Sicchè, andiamo in fondo e vediamo.
    [...]“

    E la ringrazio, come sempre, per il suo interessamento.

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