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gen
14
2010

Minzolini ti scrivo…

Ad Hammamet di Paolo Rossi

Caro Minzolini,
Ieri sera ti ho visto bello tronfio che dal tuo TG1 ti ergevi a profondo conoscitore e riabilitatore postumo della figura di Craxi.
So che non sei nuovo a certe uscite (vorresti che mi fossi assuefatto ad esse vero?), ma perché proprio non riesci ad essere quella figura di garanzia che il tuo ruolo impone, come direttore del Tg1 se non lo avessi capito, verso tutti i cittadini italiani per cui tu dovresti fare servizio pubblico?
Poi non ti meravigliare se certe persone se la prendono e te lo dicono in faccia.
So che il tuo è un lavoro duro, ma se non ce la fai ad essere come un Enzo Biagi o un Indro Montanelli, puoi sempre dimetterti che nessuno se la prende.
Ovviamente il video in alto è la mia risposta alle tue affermazioni nei confronti di quel “brav’uomo” di Craxi.

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7 commenti

  1. Vale says:

    concordo con te, dovrebbe solamente dimettersi, è grazie a Bottino Craxi che il debito pubblico italiano è così alto ed il Tg1 che fa? lo santifica.
    mi sembra di vivere un incubo.
    oggi guardavo 8e 1/2 su La7 dove si parlava di chi ha paura di internet, come ospite c’era Riotta, non potete immaginare le stronzate dette pur di difendere in Grande Nano!
    bisogna spegnere la Tv ed accendere il PC……e se possibile non pagare il canone Rai…finanziare personaggi del genere è proprio squallido!

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  2. luca says:

    Egregio Signor Presidente,

    ho deciso di indirizzare a Lei alcune brevi considerazioni prima di lasciare il mio seggio in Parlamento compiendo l’atto conclusivo di porre fine alla mia vita.

    E’ indubbio che stiamo vivendo mesi che segneranno un cambiamento radicale sul modo di essere nel nostro paese, della sua democrazia, delle istituzioni che ne sono l’espressione. Al centro sta la crisi dei partiti (di tutti i partiti) che devono modificare sostanza e natura del loro ruolo. Eppure non è giusto che ciò avvenga attraverso un processo sommario e violento, per cui la ruota della fortuna assegna a singoli il compito delle “decimazioni” in uso presso alcuni eserciti, e per alcuni versi mi pare di ritrovarvi dei collegamenti. Né mi è estranea la convinzione che forze oscure coltivano disegni che nulla hanno a che fare con il rinnovamento e la “pulizia”. Un grande velo di ipocrisia (condivisa da tutti) ha coperto per lunghi anni i modi di vita dei partiti e i loro sistemi di finanziamento. C’è una cultura tutta italiana nel definire regole e leggi che si sa non potranno essere rispettate, muovendo dalla tacita intesa che insieme si definiranno solidarietà nel costruire le procedure e i comportamenti che violano queste regole.

    Mi rendo conto che spesso non è facile la distinzione tra quanti hanno accettato di adeguarsi a procedure legalmente scorrette in una logica di partito e quanti invece ne hanno fatto strumento di interessi personali. Rimane comunque la necessità di distinguere, ancora prima sul piano morale che su quello legale. Né mi pare giusto che una vicenda tanto importante e delicata si consumi quotidianamente sulla base di cronache giornalistiche e televisive, a cui è consentito di distruggere immagine e dignità personale di uomini solo riportando dichiarazioni e affermazioni di altri. Mi rendo conto che esiste un diritto d’informazione, ma esistono anche i diritti delle persone e delle loro famiglie. A ciò si aggiunge la propensione allo sciaccallaggio di soggetti politici che, ricercando un utile meschino, dimenticano di essere stati per molti versi protagonisti di un sistema rispetto al quale oggi si ergono a censori. Non credo che questo nostro Paese costruirà il futuro che si merita coltivando un clima da “pogrom” nei confronti della classe politica, i cui limiti sono noti, ma che pure ha fatto dell’Italia uno dei Paesi più liberi dove i cittadini hanno potuto non solo esprimere le proprie idee, ma operare per realizzare positivamente le proprie capacità e competenze. Io ho iniziato giovanissimo, a solo 17 anni, la mia militanza politica nel Psi. Ricordo ancora con passione tante battaglie politiche e ideali, ma ho commesso un errore accettando il “sistema”, ritenendo che ricevere contributi e sostegni per il partito si giustificasse in un contesto dove questo era prassi comune, ne mi è mai accaduto di chiedere e tanto meno pretendere. Mai e poi mai ho pattuito tangenti, né ho operato direttamente o indirettamente perché procedure amministrative seguissero percorsi impropri e scorretti, che risultassero in contraddizione di “ladro” oggi così diffusa. Non lo accetto, nella serena coscienza di non aver mai personalmente approfittato di una lira. Ma quando la parola è flebile, non resta che il gesto. Mi auguro solo che questo possa contribuire a una riflessione più seria e giusta, a scelte e decisioni di una democrazia matura che deve tutelarsi. Mi auguro soprattutto che possa servire a evitare che altri nelle mie stesse condizioni abbiano a patire le sofferenze morali che ho vissuto in queste settimane, a evitare processi sommari (in piazza o in televisione) che trasformano un’informazione di garanzia in una preventiva sentenza di condanna. Con stima.

    Sergio Moroni

    (giovane deputato bresciano, raggiunto da alcuni avvisi di garanzia per il suo presunto coinvolgimento in vicende di finanziamenti irregolari al PSI negli anni in cui ne era stato Commissario e, successivamente, segretario regionale , poneva fine ai suoi giorni con un colpo di fucile il 2 sett 1992)

    (n.d.r. Link all’articolo aggiunto in fase di approvazione)

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  3. Lex says:

    Questa lettera viene direttamente da quella generazione che per fare politica accettava qualche compromesso sporcandosi le mani, ma il loro fine era fare politica (da non confondere però con chi si arricchiva personalmente, quelli sicuramente non meritano rispetto). Oggi purtroppo accade l’opposto, gente senza scrupoli che ha scoperto che il modo migliore per sporcarsi le mani è buttarsi in politica, e il fine è diventato fare i propri interessi.

    Trovo illuminanti due passaggi:

    “Né mi è estranea la convinzione che forze oscure coltivano disegni che nulla hanno a che fare con il rinnovamento e la “pulizia”.”
    Chissà chi sono queste forze che dagli anni di tangentopoli ne sono uscite rafforzate… Partiti che prima non c’erano e dal giorno dopo potevano vantare su un elettorato allo sbando che non sapeva a chi rivolgersi. Guardiamo chi in quegli anni soffiava sul fuoco del populismo, gli stessi che oggi rinnegano quei processi e quei giorni.

    “C’è una cultura tutta italiana nel definire regole e leggi che si sa non potranno essere rispettate, muovendo dalla tacita intesa che insieme si definiranno solidarietà nel costruire le procedure e i comportamenti che violano queste regole.”
    Questo l’ho denunciato diverse volte anche io, con un paragone lo chiamo “modello 50 all’ora”, da quelle strade in cui tale è il limite di velocità ma se veramente tutti lo rispettassero sarebbero intasate 24/7. E infatti mettere un limite di velocità in Italia vuol dire mettere un’idea della velocità approssimativa che si deve fare in quella strada. Allo stesso modo sono tante le leggi che poi in realtà devono essere “interpretate” per poter vivere normalmente. Questa è l’Italia.

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  4. carlo lesina says:

    Spegnere la tv e accendere il pc!! giustissimo. Se sempre più persone leggono e pensano i servi ostaggi non hanno scampo.
    Consiglio la lettura dell’articolo di oggi sul Fatto di Travaglio, parla di Cick e Minzo, come erano, cosa dicevano non tanto tempo fa.
    Da quando esce il Fatto ci sono pezzi quotidiani di giornalismo semplicemente fantastici. Qualcuno si è finalmente preso la briga di onorare Biagi e Montanelli.

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  5. luca says:

    non posso che condividere il pensiero di lex

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  6. re play says:

    x Carlo Lesina.

    Prescindiamo un attimo dall’ argomento del post (ci sarebbe da disutere per lustri).
    Muaddip punta il dito su Minzolini e sul suo tentativo di riabilitare Bettino. A suffragio, consigli di di leggere attentamente il vangelo di Travaglio, unico portatore sano di verita! (“pezzi quotididiani di giornalismo semplicemente fantastici”)!?!? .
    Dal livore ideologico di Travagllio non trasparira’ mai un giudizio sereno e imparziale.
    Citarlo come fonte di salomonica certezza e’ una bestemmia.

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  7. cbax says:

    ..e il Presidente Napolitano non lo citano?
    Eppure non è di parte…è sempre stato di sinistra…

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