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Arbeit macht frei

gennaio 27, 2010 By: Muaddip Category: Miscellanea

Il lavoro rende liberi

Il lavoro rende liberi

Voglio continuare sulla linea dell’anno scorso inserendo foto pesanti per far capire meglio il significato di Olocausto che per molti sembra aver perso significato.
Penso che già la sola foto possa rendere chiaro a chiunque l’orrore di quegli anni della seconda guerra mondiale, ma non basta, bisogna dirlo rendere chiaro quello che vuole dire una carneficina del genere.

Le statistiche parlano di 17 milioni di morti tra il 1938 e il 1945.
Vi rendete conto che è come se in 5 anni l’Italia di oggi perdesse poco meno di 1/3 della propria popolazione?
Lo capite che se ricominciasse oggi in Italia probabilmente una persona su tre che conoscete potrebbe non esserci più tra 5 anni?
Sappiate poi che negli anni trenta la popolazione mondiale era sui 2 miliardi di persone e ora sfiora quasi i 7 miliardi.
Ma vi rendete conto di quello che significa?!

Oggi si parla di giornata della memoria quasi come se nei campi di sterminio vi fossero andati solo degli ebrei ma non è assolutamente vero perché sebbene fossero in gran numero furono solo 1/3 del totale dei morti, il restante si è suddiviso tra Sovietici, Polacchi, dissidenti politici, Slavi, Zingari, disabili, massoni, omosessuali e testimoni di Geova.

Penso sempre che dalla storia si debbano imparare gli errori per evitare di ripeterli, ma quello che vedo oggi mi rattrista profondamente perché la paura, l’intolleranza e il diverso sono temi tornati in auge tra le persone che si riuniscono in schieramenti politici che predicano davanti alle tv e che fomentano atteggiamenti violenti e di repressione.
Non so perché ma mi sembra di essere così vicino al giorno di una nuova emanazione di leggi razziali, ma questa volta loro hanno imparato dalla storia, non le imporranno o quasi sulla popolazione, faranno in modo che sia la stessa popolazione a richiederle a gran voce magari sfruttando metodi democratici come quelli del referendum.
Sarò pessimista come mio solito, ma le cose in Italia non funzionano più come una volta e non sembra che i politici vogliano realmente metterci un freno.
Tanto quelli che alla fine ne pagheranno le conseguenze saremo sempre noi poveri comuni cittadini.

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1 Comments to “Arbeit macht frei”


  1. carlo lesina says:

    se l’uomo imparasse dai suoi errori………….
    abbiamo fatto una seconda guerra mondiale dopo che nella prima abbiamo rovesciato una alleanza e sperato di poter avere una guerra breve per sedere al tavolo con i vincitori, qualcuno ha letto come finì? morte, distruzione e la vittoria mutilata.
    Nella seconda guerra siamo scesi in campo contro il mondo a fianco di un pazzo perchè convinti di una guerra lampo che ci avrebbe fatto sedere al tavolo dei vincitori, qualcuno ricorda come è andata? morte distruzione e una alleanza rovesciata, ancora!
    A leggere parallelamente la storia italiana delle due guerre c’è da rabbrividire, esattamente identiche le promesse e le premesse, identici i risultati, anche se nella prima festeggiamo una vittoria e nella seconda subiamo una cocente sconfitta che abbiamo trasformato nella LIBERAZIONE, grazie a chi ha combattuto fra i partigiani e contro il fascismo.
    Se l’uomo imparasse dai suoi errori …………….

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