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Italia contro gli italiani

febbraio 04, 2010 By: Muaddip Category: Politica Italiana

La protesta

La protesta

Oggi qualcosa si è definitivamente rotto nel nostro paese.
La decisione del consiglio dei ministri di procedere contro le regioni che hanno già vietato la nascita sul loro territorio di centrali nucleari è un qualcosa che non si era mai visto.
Non voglio parlare del problema della reintroduzione del nucleare in italia già discusso in questo blog (Miopia nucleare; Terapia nucleare) e non voglio nemmeno parlare della costituzionalità o meno della decisione delle regioni, anche se i leghisti che tanto millantano il federalismo e che ora sono al governo forse qualche domandina in più dovrebbero farsela con se stessi, ma della decisione del governo di andare contro la chiara decisione degli italiani obbligandoli a subirsi il nucleare.
Ora ci si potrebbe domandare giustamente, ma chi è che comanda? Noi cittadini o loro politicanti?
La risposta parrebbe banale ma non lo è nemmeno un po’, poiché implicherebbe alcune considerazioni che renderebbero di fatto questo stato non più democratico visto che le regole vengono tirate in ballo solo quando e come fa comodo a chi sta sugli scranni del potere.
Penso che per capirlo non ci sia bisogno nemmeno di tanti esempi poiché è di proprio oggi la notizia che lo “scudo” alle alte cariche sa da fare, è solo questione di tempo.
Altro esempio poi è anche la notizia, sempre di oggi, che le elezioni a Bologna non si hanno da fare (due mesi e più dalle dimissioni) perché nessun partito, sia di destra che di sinistra sapeva che fare e si sarebbe rischiato troppo di perdere quei posti così preziosi che ci si era tanto prodigati ad afferrare.
Questa è la politica… e gli italiani?
Non stanno più a guardare, stanno perdendo lavoro, potere di acquisto, salute, tranquillità e ora sono diventati un branco di indecisi, il 35%, stanchi di questo sistema di fare politica e stanchi di continuare a non vedere mai dei risultati concreti sulla propria pelle.
L’Italia è contro gli italiani, ma quando è successo che queste due facce della stessa medaglia si siano separate?

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8 Comments to “Italia contro gli italiani”


  1. Franco Battisodo sloggato says:

    I politici dicono di essere al di sopra di ogni giudizio perchè sono stati eletti dal popolo, quindi finchè il popolo li elegge, fanno quello che il loro popolo vuole, no?
    Sarebbe interessante sentire i commenti di sicuri elettori del PdL quali i maggiorenti e notabili centesi, se il loro governo decidesse di piantare una centrale nucleare a lato del campo da golf, ad esempio, visto che andando verso Argile c’è del posto. Sono sicuro che plaudirebbero all’opera modernizzatrice. Plaudirebbero?

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  2. Quello che non mi piace è che si è arrivati alla democrazia assolutistica.
    Il senso è che chi viene eletto si crede non un’emanazione diretta del popolo ma un qualcosa di più, un prescelto in grado di decidere quello che vuole unilateralmente per la successiva legislatura.
    Insomma a me questo sembra sbagliato e mi domando se effettivamente a tutti vada bene che altri decidano al loro posto senza mai prenderli in considerazione.
    Poi c’è il problema dell’opposizione che se riuscisse a fare l’opposizione sarebbe un miracolo, poi c’è il problema dell’informazione, poi c’è il problema del disinteresse…
    Però a me questa situazione di eterno conflitto inizia a stancarmi e non ditemi che si risolverebbe lasciando fare a chi governa perché non è così che si vive in una democrazia.
    Voi non vi rendete conto quanto mi costa dirlo, perché non era certo un bel paese nemmeno quello, ma forse si stava meglio quando si pensava di stare peggio piuttosto che questa becerità (non so nemmeno se si possa dire così).

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  3. carlo lesina says:

    concordo con muaddip.
    Cominciamo però con smetterla di credere a quello che ci propinano.
    In Italia, dal 1948 in poi, il Capo del Governo non viene eletto, ma viene proposto da una coalizione che vincendo le elezioni ha il diritto di candidare qualcuno, chiunque, anche non il leader, a Capo del Governo.
    La situazione di oggi non fa eccezione: il Capo del Governo non è eletto dal popolo, la coalizione che ha vinto ha ottenuto la maggioranza dei voti fra coloro che hanno espresso un voto.

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  4. Centesissimo says:

    Insomma, si stava meglio quando si stava peggio…

    (***)

    Centesissimo

    (n.d.r. Intervento parzialmente moderato. Inutilmente provocatorio e fuori argomento.)

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  5. Franco Battisodo sloggato says:

    Oltre a quanto scrive Carlo Lesina, ricordo anche che da dopo che la destra ha cambiato la legge elettorale, oltre al presidente del consiglio il popolo non elegge nemmeno i deputati e i senatori. L’unica scelta che abbiamo è quella della squadra per la quale tifare: ma i giocatori non li scegliamo noi.

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  6. Concordo con Franco Battisodo e Carlo Lesina : entrambi si riferiscono infatti non solo alle ultime “ma anche” alle penultime elezioni, vinte da una variopinta coalizione guidata da un gioviale signore (Prodi) mai eletto e quindi nemmeno deputato…
    Il grande aplomb e la profonda educazione che caratterizzava tale coalizione furono tali da non provocare la benchè minima protesta sul sistema elettorale (identico all’attuale) da parte dei sostenitori dell’Ulivo, IDV, RC, PDRC, Verdi, ecc.ecc.

    Si stava uguale…?

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  7. cbax non esaltarti ma quando dici cose valide, anche se non quel pizzico di malizia, non posso darti torto.
    La legge elettorale è stata cambiata l’ultima volta nel 2005/2006 dal penultimo governo di centro destra e prima delle elezioni vinte dal centro sinistra che sebbene abbia brontolato per lo schifo di legge elettorale in un anno e mezzo non ha fatto nulla per cambiarla.
    Il fatto è che son 60 anni e passa che il popolo elegge partiti e non le persone, che scelgono i partiti, e questo per me ha da cambiare perché non penso che molti politici sia di uno schieramento che dell’altro sarebbero lì se la gente avesse avuto scelta.
    Penso sia ora di cambiare questo modo di fare soprattutto perché si è capito che permette dei giochi “sporchi” di potere.

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  8. E’ un dato (purtroppo assodato) che i partiti “convenzionali” (e quindi più “robusti” e resistenti alle intemperie della politica) scelgano candidati e ruoli dall’interno.

    Le poche eccezioni si verificano talvolta solo per la politica locale (= elezioni comunali) dove le liste civiche riescono a prevalere (perchè c’è della brava gente che si propone oppure ci sono lobby locali che le sostengono oppure i partiti “convenzionali” propongono alleanze e compromessi per restare nel giro, ecc.).

    E’ anche un dato che gli elettori siano allo stesso tempo (e in proporzioni diverse in base alla coscienza politica, alle ideologie in cui si riconoscono, alle aspettative, ai pregiudizi, ecc.) stufi, diffidenti, indolenti, ignari, distratti, ecc.

    E’ colpa di tutti (nostra in quanto cittadini ed elettori, loro in quanto partiti che sono diventati quasi delle corporazioni, nessuno escluso).

    Il gioco parte dai primi anni cinquanta: livello culturale e alfabetizzazione bassa, società da ricostruire, bisogni primari ed essenziali da soddisfare erano tali che i partiti proponevano e gli elettori, un po’ intimoriti e un po’ ossequiosi, votavano.

    La società si è evoluta? Cerrrrrrrrrto: votiamo moltissimo per il GF, per i sondaggi in tivvù, grattiamo schedine e andiamo a “votare” tutte le sante settimane dal tabaccaio i numeri del lotto…

    Non è facile proporre o proporsi in politica: al di là di ideologie o teorie più o meno strumentali e strumentalizzate, ci si trova e ci si troverà sempre di fronte a compromessi, condizionamenti, accordi.

    La difficoltà è identificare, trovare gente preparata (culturalmente, professionalmente e anche politicamente) e disponibile ad impegnarsi per “il bene comune” (o almeno per il…meno peggio per tutti), consapevole che strada facendo sarà costretta a decisioni a volte non condivisibili, se non discutibili e certamente contestate.

    I politici come un La Pira (indimenticato sindaco di Firenze) sono rarissimi…
    Anche a trovarne qualcuno, ci sarebbe il problema di come e quanto remunerarlo (chi rinuncerebbe a stipendi importanti in cambio di arrabbiature, stress, tempo libero praticamente azzerato, prospettive quasi inesistenti di vedersi rieleggere?)

    Ecco perchè il “sistema” attuale regge abbastanza bene, sostenuto e puntellato da destra e sinistra. E’ autoreferenziario ed ha un istinto di sopravvivenza formidabile.

    Per cambiarlo si deve partire di nuovo dal “locale” e da una migliore coscienza, dignità ed impegno dei cittadini (mentre invece…vedo che le polemicuzze del carnevale sono le stesse di uno, due, “n” anni fa e vedo anche che la gente continua ad abbandonare immondizie per strada…)

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