Ieri in Iran c’è stata un dimostrazione davanti all’ambasciata Italiana.
Alcuni media l’anno definita addirittura assalto, ma mi sembra eccessivo visto che cose così capitano anche in Italia ma nessuno dice nulla, vedasi lavoratori dell’Alcoa a Roma. Quindi questo uso di due pesi e due misure è quantomeno assurdo e sproporzionato. Quello che è chiaro è che quanto avvenuto non è certo un fatto positivo per nessuno e assolutamente da non incoraggiare, ma non certo caduto lì dal nulla come vuol far credere Frattini con le sue parole “A Teheran abbiamo visto provocazioni inaudite e gesti assolutamente inconsulti”.
Quel fatto segue di pochi giorni una dichiarazione del presidente del consiglio dei ministri fatta in Israele, contraria perfino ad una dichiarazione dell’ONU sulla faccenda della striscia di Gaza. Ora non entro nel merito di quelle dichiarazioni perché è ovvio che sia stata un’ennesima incomprensione di quello che voleva realmente dire Berlusconi e che è stata strumentalizzata da media faziosi che hanno volutamente interpretato in malo modo le sue parole aggiungendo altra benzina sul fuoco di una situazione, quella iraniana, molto delicata come dimostrano le dichiarazioni di ieri sera di Obama in una conferenza stampa straordinaria.
Questo già da solo dovrebbe far capire che non è stata proprio una provocazione gratuita quella davanti all’ambasciata italiana, ma non è tutto, perché vorrebbe dire vedere solo una parte del bicchiere e fra l’altro molto piccola.
L’Iran sta potenziando i suoi armamenti con test di missili a lunga gettata e sta spingendo notevolmente sull’arricchimento dell’uranio possibile passaggio anche per la realizzazione di ordigni nucleari, quindi abbiamo capito che proprio con un paese buonissimo non abbiamo a che fare.
Anche questo però non basta per vedere tutto il bicchiere poiché non ho ancora parlato delle riserve petrolifere e di gas di cui è ricco l’Iran e che di fatto lo porta ad essere uno dei maggiori produttori come il Venezuela, Iraq o Arabia Saudita. A questo proposito si inserisce nella discussione un elemento economico/politico, l’italianissima ENI con i suoi interessi dettati dal ritorno economico con dichiarazioni, smentite, nuove dichiarazioni e altre smentite.
Ora io non ho la pretesa di avere un quadro della situazione ma sono sicuro che dopo tutte queste considerazioni siamo ad un buon punto per poter tentare di capire tutto quello che c’è realmente dietro gli attriti con l’Iran.
Concludo ricordando che la storia insegna che chi comanda è chi ha il controllo delle risorse naturali ed economiche, non il reale possessore.
Adesso non ci resta che aspettare e vedere se accadrà l’inevitabile anche lì oppure…
feb
10
2010
L’ora dell’Iran
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