Alcuni amici, una sera d’inverno.
È un venerdì, ma potrebbe essere un sabato, una domenica, o qualsiasi altro giorno della settimana.
Il ritrovo è a piazzale Bonzagni, da lì si decide cosa fare, dove andare.
Uno di questi, stanco dei soliti locali nei dintorni di Cento e con poca voglia di prendere la macchina per andare lontano, pronuncia una frase che spiazzerà tutti: “dai, andiamo da qualche parte qui a Cento”.
Perplessità, indecisione, terrore. Dove si può andare a Cento, dopo il coprifuoco?
Facendo un rapidissimo conto, i locali che sono aperti dopo le 20 si contano quasi sulle dita di una mano:
- Vino e…
- Cencio
- Shuffle
- Bar Martini
- L’ombra del castello
- Illogical – Rumeria
- Freek
- Un paio di barettini
Dando un’occhiata alla lista (nella quale posso essermi sicuramente dimenticato qualcosa… anzi, in realtà lo spero), vedrete che i primi due sono principalmente ristoranti-osterie che si possono considerare enoteche per l’occasione; dal terzo al quinto sono più che altro bar aperti la sera, il sesto è l’unico pub di Cento e il settimo è un discopub… non propriamente il luogo in cui bere una birra in compagnia, diciamo. L’elenco è poi stato stilato senza considerare l’età media di chi frequenta tali locali e il fatto che in alcuni di essi, buttato un occhio alle macchine parcheggiate davanti, sorge il dubbio che all’entrata ci sia un selezione in base al reddito ISEE.
Ora, se i nostri sei allegri amici vogliono passare una serata in tranquillità, bevendosi una birra attorno a un tavolo mentre fanno quattro chiacchiere e magari non indossano neanche l’abito da sera, a Cento dove vanno?
Se consideriamo il fatto che Pieve, Renazzo, Dosso, Sant’Agostino, Castel d’Argile e pure Volta Reno hanno un locale di questo tipo, tutto ciò appare molto triste.
Ok, sicuramente questo non è un problema che colpisce molti e neanche uno dei principali che affliggono il nostro paese, ma rientra nel discorso più ampio della vitalità di un centro storico di Cento che sembra indossare ormai più i panni di un malato terminale che altro.
Girando per la strada, quella sera, i nostri sei amici non troveranno molto affollamento: portici deserti, qualche macchina che sfreccia per via Guercino suonando il clacson, qualche coppietta che cammina “per vetrine” (ma poche…) e qualche capannello di extracomunitari qua e là.
È un venerdì, ma potrebbe essere un sabato, una domenica, o qualsiasi altro giorno della settimana…
…e per divertirsi, non si può mica sempre andare al consiglio comunale.



11 commenti
Franco Battisodo sloggato says:
22 febbraio 2010 a 21:32 (UTC 1 ) #
Secondo me, è proprio la vita notturna e, più in generale, il vivere la città per strada che stanno finendo sotto terra, a prescindere che sia Cento, Ferrara o Bologna.
La socializzazione avviene sempre più come facciamo noi, davanti ad uno schermo al plasma, Facebook e gli altri social network sono un invito a starsene in casa; se a questo aggiungiamo il freddo, la pioggia (due maroni!) e il costo che ha l’avvicinarsi a determinati locali con una certa frequenza, facciamo 1+1 e abbiamo risolto il problema.
E poi che a Cento dei posti ne abbiamo abbastanza, ecco, manca un punto di ristorazione di livello (ma basta andare a Pieve e risolvi il problema), ma i posti in centro ci sono, se ci confrontiamo con certi paesi dei dintorni (per non parlare delle frazioni…).
E ricordiamoci che comunque, viviamo in un paesone, one finchè vogliamo, costruiscono megacentri commerciali, multisale, entertainment centers (vorrei fare un sondaggio fra la cinnaglia che li frequenta per chiedergli che significa…) ma sempre di paesone si tratta!
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Diago says:
22 febbraio 2010 a 23:37 (UTC 1 ) #
Sinceramente non sono del tutto d’accordo.
Indubbiamente i nuovi media e le nuove tecnologie tendono a creare nuovi “contesti virtuali di aggregazione”, quindi è molto più facile e rapido, anche se sicuramente meno reale, il trovarsi in chat, su Facebook o scriversi un’email piuttosto che vedersi, parlarsi, incontrarsi e via dicendo.
Questo a livello generale, ma a prescindere da questa tendenza generale, anche se si sta più al computer e meno fuori, ci sono momenti in cui si esce, e non si sta davanti a un monitor.
Chiedete quanti giovani stanno in casa il sabato sera. Pochissimi, e sono gli stessi che passano comunque ore ed ore al pc a chattare invece che incontrarsi con gli altri.
Ci sono momenti della settimana in cui si esce, e mentre ci sono luoghi in cui ci sono punti di aggregazione, ce ne sono altri – come Cento, a mio parere – dove questi latitano, che siano pub o centri sportivi (e gli unici che ci sono vogliono tirarli giù, figuriamoci…).
Notare poi che i paesi che ho citato non sono delle metropoli e non sono neanche dei “paesoni”. Sono Volta Reno, non so se rendo il livello.
D’estate i ragazzi si trovano in varie baracchine e pub all’aperto (al Percorso Vita o al Fuego 51, per fare due esempi), ma d’inverno c’è un esodo verso altri lidi, come Renazzo, sempre per esempio.
E non si parla sempre di metropoli, ecco…
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Muaddip says:
23 febbraio 2010 a 12:35 (UTC 1 ) #
Anche io sono convinto che la virtualità data dalla rete sia solo una parte e pure relativamente piccola dell’essere umano (direi per fortuna).
Il bello è proprio trovarsi di persona, ridere, scherzare, svagarsi, altrimenti l’uomo che animale sociale sarebbe?
La rete per me è un ottimo modo per comunicare, discutere ed informare lasciando alle persone la possibilità di scegliere il quando senza doversi accordare per forza con gli altri, ma poi il tutto finisce qui.
Ecco perché penso che a Cento manchi veramente qualcosa nelle serate invernali, un bar o pub aperto dopo le 20, ampio, riscaldato, tranquillo in cui si possa andare per trovarsi, rilassarsi e discutere con gli amici o altri presenti.
Poi sarò io che mi sono rotto di dovere fare sempre dei km per andare in posti simili dovendo per forza prendere la macchina.
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IlMio says:
23 febbraio 2010 a 16:51 (UTC 1 ) #
Esisteva la cara vecchia Caffetteria..ma l’hanno prima chiusa, poi rovinata..purtroppo il centese medio a me sa tanto di fighetto..
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Centesissimo anch'io. says:
23 febbraio 2010 a 21:11 (UTC 1 ) #
Poi come al solito i centesi si lamentano quando vedono un sacco di stranieri in centro… quando proprio i centesi hanno affittato le vecchie case del centro bisognose di ristrutturazione agli stranieri per andarsene ad abitare fuori… questi signori sono sotto casa loro!
Vi do perfettamente ragione sull’inesistente offerta di una città che vuole definirsi turistica, e lascia che alcuni bar chiudano alle 21 e magari siano chiusi la domenica mattina o nei giorni di festa… altro denaro ad ingrassare le casse dei centri commerciali esterni sempre aperti!
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margherita says:
24 febbraio 2010 a 20:35 (UTC 1 ) #
Questo argomento mi sta molto a cuore….i ragazzini dove possono andare?? Non c’è uno straccio di pub decente o luogo adatto a loro…per non parlare delle discoteche! Almenouna volta c’era il big dove ci si poteva andare comodamente per stare un po’ in compagnia. Io ho un figlio di 16 anni e sinceramente gli do ragione quando sta a casa e diendo che non sa dove andare ….perchè alla lunga anche quello che offre il centro commerciale che sappiamo, stanca!!
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Ania says:
24 febbraio 2010 a 22:14 (UTC 1 ) #
Sento la necessità di dire che condivido alla grande i contenuti di questo post! completamente d’accordo con Diago e Muaddip!!
poi mi chiedo, com’è possibile che a Cento l’unico punto di ritrovo serale -spazioso e quant’altro- pensato per i giovani -mah?- sia un centro commerciale??? che tristezza!
adesso finirò per ripetere quello che è già stato detto, però veramente,credo davvero manchi qualcosa al centro di Cento! soprattutto qualcosa per i giovani!! inoltre la vita notturna anche nelle città come Ferrara e Bologna è ancora attiva…è solo il centro di Cento che va sempre più spegnendosi.
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borgattaro says:
25 febbraio 2010 a 14:37 (UTC 1 ) #
Cari concittadini ho passato i 30 e da quando ero ragazzino è sempre la stessa lamentela ” ma non c’è niente”.
Sono assolutamente d’accordo che manchi un pub durante il periodo invernale, ma penso anche che avviare un attività di questo tipo, visto il terreno da battere, richieda un notevole coraggio principalmente perchè la gente esce poco per vari motivi ( pochi soldi, la gente sta in casa sulle chat ecc..), provate a chiederlo a quei esercenti che osano tenere aperto alla sera che aria da neve che tira.
Negli ultimi anni Chi ha provato a fare qualche attività di richiamo in settimana ha fatto dei flop pazzeschi.
Quindi quei sette locali sopracitati sono vuoti durante la settimana e rappresentano la reale depressione che sta affligendo la nazione e il nostro territorio .
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asia says:
26 febbraio 2010 a 06:47 (UTC 1 ) #
dove si può andare a Cento????
ma ci pensa il carnevale …….
saremo in “festa” anche il 7 maggio………..
ecco…… risolto
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Diago says:
27 febbraio 2010 a 17:50 (UTC 1 ) #
@ borgattaro
Sicuramente parti di ciò che dici è vero: non è facile aprire un locale, sostenerne i costi e soprattutto attecchire in una piazza così “difficile” in quanto a coinvolgimento come quella centese.
Però credo che sia anche un gatto che si morde la coda: i locali a Cento non aprono perchè la gente non ci và, ma la gente non ci và anche perchè a Cento di locali non ce ne sono, e quindi si è abituata ad andare e creare un giro altrove.
Se ci guardi, infatti, non è poi così vero che non esca nessuno: i locali della zona sono sempre pieni, il problema di quelli centesi è che magari ci sono troppi locali di un determinato genere (in via Guercino per esempio in 50 metri ci sono 3 bar quasi identici come target di riferimento, che sono anche popolati) e ne mancano di un’altro (appunto quelli aperti la sera).
Dovendo poi fare un’analisi più accurata della lista di 7 locali che ho riportato sopra, se ne salverebbero ancora meno se si considerasse il numero di sere che questi risultano aperti.
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M.u.r.i. says:
15 marzo 2010 a 22:41 (UTC 1 ) #
(n.d.r. Dopo controlli l’indirizzo email non risulta valido. Ne attendiamo uno valido per la pubblicazione.)
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