Il titolo di questo post potrebbe essere tranquillamente la frase di un piazzista che prova a vendere a tutti i costi il nostro Stato.
Ma veniamo al punto, come ci si sente a svegliarsi in un paese in cui ora è palese l’assenza di Democrazia?
Dico questo perché in questi ultimi giorni tutto quello che è successo legato alla storia delle liste non ammesse in Lombardia e nel Lazio è stato giustamente al centro di un forte dibattito.
Per chi si fosse perso qualche pezzo sabato scorso alle 12 era il limite ultimo per consegnare le liste elettorali in vista delle regionali.
Quello che è successo dopo ha dell’incredibile.
Consegna dei moduli oltre il tempo massimo, timbri mancanti, documenti non comprensibili e molto altro.
Ovviamente si parla delle regole alla base della Democrazia e tutelate dalla Costituzione, quelle norme inviolabili che segnano lo spartiacque tra democrazia e autoritarismo e che tutelano il cittadino da soprusi, incompetenza e sotterfugi. Quindi non sono certo ammissibili sconti.
In questo caso chi non ha rispettato queste leggi basilari è stato il PDL.
La colpa è stata subito data ad altri evitando accuratamente di dire che in realtà il tutto era dovuto a ritardi negli accordi sui candidati di lista (posti sicuri visto che avrebbero vinto) e che hanno lasciato solo 2 o 3 giorni a chi doveva raccogliere le 3500 firme minime.
Essendo regole inderogabili e alla base della Democrazia chi doveva controllare non le ha accettate. Giustamente si è fatto ricorso e anche lì non sono state accettate, così l’unica speranza era il TAR che doveva pronunciarsi a riguardo.
Visto che il PDL è al governo e ha capito che tirava brutta aria per i gravi errori che ha commesso ha deciso di fare un Decreto urgente per salvare le sue liste. Inizialmente Napolitano, il nostro presidente per chi non lo sapesse, ha detto che non avrebbe firmato nulla se non ci fosse stato un ampio consenso anche nell’opposizione (PD e UDC erano contrari, per non parlare poi di IdV). Ieri sera invece tutto cambia, con un battito di ciglia il genio ha ribaltato tutto e oggi ci troviamo con un Decreto interpretativo che “aiuterà” il TAR a scegliere a favore ovviamente dell’ammissione delle liste.
Un plauso a Napolitano che con uno scatto da centometrista, che per un ottantenne è un vero e proprio miracolo, ha subito firmato il decreto.
Sul web, unico spazio ancora libero anche se non si sa ancora per quanto, ovviamente la protesta è bella che partita.
Se anche dopo questo non capite che siamo al crollo della Democrazia allora non so che dirvi.
Voglio aggiungere questo testo arrivato poco fa dal consigliere Nalin che invita ad inviarlo alla presidenza della repubblica (notate il minuscolo).
Presidente,
la firma di un decreto interpretativo su una procedura già conclusa è anticostituzionale. Si ricordi della firma di re Umberto per lo stato d’assedio nella Milano di Bava Beccaris e la mancata firma per lo stato d’assedio contro la marcia fascista su Roma da parte di Vittorio Emanuele III: in entrambi i casi gli esiti furono infausti per il popolo italiano, ma alla fine emerge la verità e la giustizia.
Vi lascio qualche interessante articolo da consultare per approfondire l’argomento.



9 commenti
carlo lesina says:
6 marzo 2010 a 18:34 (UTC 1 ) #
Il decreto legge deve avere le caratteristiche di necessità e urgenza.
L’interpretazione autentica ha effetto retroattivo ed è vincolante.
Ci sono elementi palesemente oltre ogni decenza.
Le condizioni di necessità e urgenza non ci sono e male ha fatto il Presidente a firmare il decreto, i profili di incostituzionalità ci sono e se qualcuno che puo’ e deve ha ancora gli attributi, dovrà denunciarli.
Nessuno ha mai chiesto interpretazioni per una legge elettorale, voluta dal centrodestra, che può non piacere e non essere chiara in altri punti, ma come tutte le leggi che fissano scadenze perentorie, dice che entro una tale data e ora è necessario adempiere. Per pagare una multa, per la denuncia dei redditi, per una domanda ad concorso, per ogni pagamento, ci sono scadenze che se non rispettate comportano esclusioni e sanzioni.
Il decreto dovra’ essere convertito in legge. Se avessimo una opposizione che fa il suo dovere potrebbe infilzare la maggioranza in quell’occasione, almeno tentare, presentandosi a ranghi completi, come non è successo per lo scudo fiscale e in altre occasioni.
Sarebbe stato riduttivo fare una elezione senza una parte, purtroppo consistente di liste, ma la colpa non può essere di altri e non può essere motivo di chiamata alle armi come minacciato da un Ministro (del Partito dell’Amore), bastava rinviare e ripresentare le liste con firme e autentiche corrette.
Chi poteve doveva fermare molto tempo fa questo scempio, ci sono persone pubbliche con cariche istituzionali che non hanno uno stipendio da difendere e possono permettersi di dire no, non lo hanno fatto e non lo fanno, dovrei farlo io che ho uno stipendio da difendere e anche affetti personali? Posso farlo solo nelle urne, spero ….. Qualche giornalista e tanti magistrati lo stanno facendo rischiando seriamente la propria incolumità, non lasciamo sole le poche voci che hanno il solo torto di dire la verità.
Siamo un paese di plastica nelle mani di saccenti modellatori che fanno quello che vogliono, ma la plastica si può rompere !!!!
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Muaddip says:
7 marzo 2010 a 15:43 (UTC 1 ) #
Questa frase credo che racchiuda tutto il significato di quanto sta succedendo ora in Italia.
Il presidente Napolitano opera per evitare la violenza
A questo proposito invito a leggere i successivi due articoli per farsi un’idea più ampia. Ci siamo svegliati con un po’ più di paura addosso e un senso di oppressione più forte. Tutto questo non è mai positivo in uno stato civile.
- “Una corruzione della legge che viola uguaglianza e imparzialità” (Repubblica 07/03/2010)
- Liste, la Cei bacchetta il governo “Scorretto cambiare le regole” (Repubblica 07/03/2010)
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Franco Battisodo says:
7 marzo 2010 a 18:25 (UTC 1 ) #
Siamo un paese al quale è rimasta una sola ideologia: i soldi.
Ci possa essere democrazia, non ci possa essere, l’idea è che se sei ricco, comunque riesci a fare quello che ti pare, e quindi la democrazia, l’uguaglianza, le pari opportunità sono inutili.
Ma avete letto sul Venerdì di Repubblica i dialoghi osceni che si fa al telefono la nuova classe media, tutto quel sottobosco di profittatori, scendiletto, puttane, mediatori? Vi siete mai ascoltati una intemerata di un Fabrizio Corona? Le leggi sono forma, e la forma è un ostacolo verso l’obiettivo vero, che è il denaro.
Questa è l’Italia del 2010, baby. Ed è colpa nostra se è così.
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carlo lesina says:
8 marzo 2010 a 21:17 (UTC 1 ) #
2° parte.
La prima parte l’ho scritta di getto, emotivamente. A mente fredda e più informato, il decreto “salvaliste” ha carattere innovativo, ed è anticostituzionale. Questo nelle migliori delle ipotesi per tutte le considerazioni che illustri giuristi e costituzionalisti non proni al potere hanno fatto su quelle poche parti della stampa ancora libere.
Per chi avesse timore che questi vulnus alla democrazia fossero una invenzione di giornalisti comunisti o magistrati sovversivi, basta leggersi qualunque testo di diritto anche delle scuole superiori.
Basterebe avere anche una non ferrea memoria e andare a tutte le volte che alle elezioni sono state escluse delle liste o alle elezioni vinte da una parte e poi rifatte e vinte dalla parte opposta (molise 2000), nessuno ha mai gridato allo scandalo e nessuno sentiva la necessità di ” decreti interpretativi”, perchè nulla era da interpretare, semplicemente da rispettare.
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a says:
8 marzo 2010 a 23:34 (UTC 1 ) #
5 link a wittgenstein in un solo post? Se non hai idee tue nascondilo meglio.
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cbax says:
9 marzo 2010 a 10:22 (UTC 1 ) #
…qualcuno si è perso la conferenza stampa con cui Roberto Maroni ha annunciato il cosiddetto decreto “salvaliste”?
Il testo completo del decreto è disponibile qui:
e la relativa circolare ministeriale cui Maroni ha fatto cenno nella sua conferenza stampa è disponibile qui.
Il testo della circolare ministeriale, che preesisteva a tutti i panini e a tutti gli scioperi della fame, ed è quindi difficilmente tacciabile di partigianeria, al par. 17 (“Compiti delle cancellerie degli Uffici centrali circoscrizionali e dell’Ufficio centrale regionale al momento della presentazione delle liste”) afferma letteralmente: “Il cancelliere non può rifiutarsi di ricevere le liste dei candidati, i relativi allegati e il contrassegno o contrassegni di lista neppure se li ritenga irregolari o se siano presentati tardivamente”.
D’altro canto, il decreto “maroniano” – decreto interpretativo, non ingiuntivo – contro il quale frotte color lilla si preparano a levare alti latrati cogliendo l’ottima occasione per godersi il sole in piazza il prossimo 13 marzo, recita “Il primo comma dell’articolo 9 della legge 17 febbraio 1968, n. 108, si interpreta nel senso che il rispetto dei termini orari di presentazione delle liste si considera assolto quando, entro gli stessi, i delegati incaricati della presentazione delle liste, muniti della prescritta documentazione, abbiano fatto ingresso nei locali del Tribunale”.
E’ pure vero che non ci sarebbe stato bisogno di precisarlo, se i suddetti delegati, una volta fatto ingresso nei famosi locali, si fossero precipitati a consegnare il faldone invece di gingillarsi con tramezzini e coca cola (o, com’è più probabile, scriverebbero i pennivendoli …sull’unico quotidiano vero e autorevole di molti frequentatori del blog…con bianchetto e scolorina).
Ma essendo i baldi portaborse del carrozzone PDL assolutamente certi che i gingillamenti non potevano produrre altro se non l’annotazione del cancelliere, che avrebbe in ogni caso diligentemente ricevuto le liste, come la circolare ministeriale prevedeva, perché avrebbero dovuto affrettarsi?
In altre parole: avevano ragione i radicali, a dire che il sistema era sin dal principio insostenibile e a digiunare per sottolineare la necessità di intervenire sulle sue bizantine volute.
Ma (bizantinismo per bizantinismo) perché impuntarsi a comando, perché non irrigidirsi anche proprio per il rispetto della circolare che il cancelliere di Roma – non l’ormai celebre Milioni, ma il cancelliere – ha disatteso?
Tutto ciò non sminuisce la folle cretineria dei vari burocrati e portaborse del PDL che le hanno provate tutte, ma proprio tutte, per comportarsi alla Tafazzi e darla vinta a PIDDI’ e IDDIVVU’ senza che questi sudassero più di tanto.
(n.d.r. Link sistemati in fase di approvazione)
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Muaddip says:
9 marzo 2010 a 10:53 (UTC 1 ) #
X a
Non capisco la provocazione.
Mi pare ovvio che se uno come Luca Sofri, non certo l’ultimo arrivato, fa un bel lavoro di raccolta informazioni, divulgazione e spiegazione, sia da tenerne in considerazione.
Dobbiamo forse essere in parcondicio come in RAI anche qui? Allora possiamo evitare di scrivere qualsiasi cosa.
X cbax
Capisco la rabbia che si possa avere rendendosi conto che il partito che si appoggia è gestito da gente non proprio sveglia o che ci siano contrasti interni, però le regole sono regole e le date di consegna sono tassative.
Non so, la prossima volta che devo pagare le tasse lo faccio quando mi pare oppure il pagamento del parcheggio o qualsiasi cosa abbia una data tassativa entro la quale la si debba fare.
Questo è il messaggio che è passato i più, che si possa fare quello che si pare tanto non si viene puniti.
Che sia vero che l’esclusione del PDL avrebbe costretto una buona percentuale dei cittadini a votare altro o a non votare questo non lo metto in dubbio, ma gli stessi cittadini dovrebbero a questo punto chiedersi da chi sono rappresentati visto e considerato che chi li dovrebbe rappresentare non è buono nemmeno di essere ligio a certe scadenze.
Tutto il resto sono solo scuse che porti per evitare di rendere più amara quest’ultima pessima figura che ha fatto il PDL e le cui conseguenze di hanno reso un paese meno democratico.
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cbax says:
9 marzo 2010 a 15:48 (UTC 1 ) #
Caro Muaddip,
la rabbia (..diciamo così) è colossale, ma non cerco scuse. E le tasse le pago per tempo.
Volendo fare del sarcasmo, l’amarezza è dovuta alla consapevolezza che il PIDDI’ potrebbe prenderle, stavolta, non più dal partito più grosso (salvando così l’onore) ma dai partitucoli locali nati all’ultimo momento…nemmeno il peggior Franceschini sarebbe stato capace di tanto.
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Muaddip says:
10 marzo 2010 a 14:28 (UTC 1 ) #
Oggi mi sono fatto del male da solo, ho guardato l’intera diretta di Berlusconi a Sky Tg24 in cui tra le tante cose ha detto che la colpa della non consegna delle liste è stata dei radicali e dei giudici.
Faccio notare che uno di questi giudici, solo a causa del decreto interpretativo, è sotto accusa per non aver accettato le firme anche dopo il termine ultimo.
In questa sua conferenza stampa S.B. ricostruisce come sono andate per lui i fatti punto per punto minuto per minuto come se fosse lui il giudice e giuria.
A parte quello è stata azzeccatissima la domanda di un giornalista del Corriere della Sera che fa notare che quelle firme non sono state accettate anche con il Decreto perché mancavano certificazioni e alcune firme non erano state ritenute valide. Berlusconi risponde serafico che tutto quello che loro hanno consegnato era perfettamente conforme.
Che dire… Ha ragione lui cribbio!
X cbax
La penso anche io come te sul possibile risultato del PD e questo dovrebbe far capire molto bene come siamo messi male in sto paese.
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