A breve (in questo comunicato CMV si parlava proprio di Aprile 2010) dovrebbero iniziare i lavori per la realizzazione della terza discarica di Molino Boschetti (qui una foto aerea con evidenziate le prime due discariche).
Perché una nuova discarica? Il motivo principale è che servono soldi per la messa in sicurezza della più vecchia discarica del sito, soldi che saranno assicurati dalle 240 mila tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi provenienti dalle industrie e destinati a riempire la nuova discarica. Alcuni potrebbero pensare che è come scavare un nuovo buco da cui ricavare la terra per riempirne un altro, ma tant’è… speriamo almeno che in futuro per chiudere l’ultimo “buco” non se ne debba fare ancora un altro (che, con l’andazzo attuale, fra 15 anni non vorrei finisse per ospitare rifiuti nucleari pericolosi in comodi fusti arancione da 30 litri ciascuno, con sconto alla cassa).
Ricordiamo ai lettori meno attenti e assidui (insomma, a tutti i non masochisti… :P) che l’intervento di messa in sicurezza della prima discarica è più che necessario ed atteso da molto (troppo) tempo. Bisogna assolutamente raccogliere e smaltire i 50.000 m³ di percolato che si sono prodotti nel corso di anni di incuria e che hanno già inquinato l’adiacente Canale di Cento (di cui abbiamo una bellissima cartolina) e le falde acquifere del sottosuolo.
A questo punto, considerando anche quello che la storia recente ci ha insegnato, ci sembra più che opportuna l’idea che circola di creare un organismo di garanzia con il compito di controllare tutte le attività che si avvieranno nei prossimi mesi all’interno del sito di Molino Boschetti, con la concreta speranza, almeno questa volta, di non assistere all’ennesimo disastro ambientale e spreco di soldi.
Ma come e da chi sarà composto?
La proposta del PD è contenuta in un ordine del giorno (scarica in formato DOC) che ufficialmente recepisce le richieste del Comitato “AGD – Abbiamo Già Dato”, presentato dal consigliere provinciale Marcella Cariani (già anche consigliere comunale) e approvato nel Consiglio Provinciale del 16/12/2009. Tale ordine del giorno chiede, fra le altre cose, di affidare la vigilanza dell’impianto ad un Comitato sul modello di un RAB, acronimo di Residential Advisory Board (traducibile in italiano come Consiglio Consultivo della Comunità Locale). Il modello di RAB indicato è quello di Ferrara, costituito per vigilare sull’inceneritore di Cassana. L’esatta composizione di un particolare RAB è variabile e definita dal proprio regolamento, ma è sempre un misto di pubblico (rappresentanti dei cittadini) e privato (rappresentanti dell’impresa proprietaria dell’impianto che il RAB deve controllare). Ad esempio, nel caso del RAB di Ferrara, come si può leggere nel relativo regolamento (scarica in formato PDF), la parte pubblica è costituita da 3 consiglieri del Consiglio della Circoscrizione Zona Nord Ovest e da 6 cittadini eletti direttamente dalla cittadinanza durante un’assemblea pubblica, mentre la parte privata è costituita da 3 rappresentanti di Hera, l’azienda proprietaria dell’inceneritore. Non ci è ancora dato sapere invece quale sarebbe la composizione esatta del RAB che dovrebbe vigilare sul sito di Molino Boschetti, in quanto nell’ordine del giorno di cui sopra non viene specificato, ma non vi è dubbio che comprenderebbe alcuni rappresentanti di CMV, in quanto azienda proprietaria della discarica.
Un’altra proposta, alternativa a quella del PD, arriva dal Circolo Alto Ferrarese di Legambiente. Questa proposta vuole essere un tentativo per fare un controllo più imparziale sulle discariche limitando l’intromissione dell’azienda e dei partiti. Legambiente ha quindi già presentato a Fabrizio Toselli, sindaco di Sant’Agostino (sul cui territorio, lo ricordiamo, si trova il sito di Molino Boschetti), la bozza di un regolamento per l’istituzione di un Comitato di Garanzia formato da rappresentanti dell’amministrazione comunale e provinciale, ARPA, ASL e dalle associazioni e comitati ambientalisti del territorio (Circolo Alto Ferrarese di Legambiente, Circolo Alto Ferrarese del WWF, Comitato “AGD – Abbiamo Già Dato” ed eventuali altre associazioni).
Personalmente, mi trovo fortemente d’accordo con Legambiente quando esprime il concetto che il controllato (nel nostro caso, CMV) non possa anche fare parte del controllore (l’organismo di garanzia). D’altra parte, mi sfugge come la composizione proposta da Legambiente possa risultare migliore sul piano dell’indipendenza operativa dai partiti di volta in volta alla potere. Questo perché, secondo la bozza in nostro possesso e al contrario di quanto accade nei RAB, non è prevista nessuna forma di partecipazione diretta dei cittadini nell’elezione dei componenti del Comitato di Garanzia, che sarebbero invece tutti direttamente nominati dal Consiglio Comunale di Sant’Agostino. Per quanto detto, credo che in questo caso l’ideale sarebbe proprio il classico prendere il buono di entrambe le proposte ed istituire un comitato che non veda al proprio interno rappresentanti di CMV ma che preveda, per almeno una parte dei suoi componenti, l’elezione diretta da parte della cittadinanza interessata tramite assemblea pubblica.
E voi, cosa ne pensate?
P.S.
Mentre realizzavo questo post, non ho potuto fare a meno di notare l’estrema facilità di accesso a tutti gli atti della provincia, liberamente visionabili e scaricabili tramite l’apposito Albo telematico, senza necessità di alcuna richiesta di accesso formale. Sono disponibili inoltre le registrazioni audio/video e le trascrizioni di tutte le sedute consiliari degli ultimi anni. Qui, ad esempio, è possibile scaricare il PDF con la discussione (da pagina 125) dell’ordine del giorno del PD di cui si parla nell’articolo. Per contro, a Cento non sono nemmeno disponibili gli ordini del giorno approvati (vedi esempio). Non serve che vi dica dove voglio andare a parare, vero?



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rosanera says:
6 aprile 2010 a 13:38 (UTC 1 ) #
Sì, anche io penso che chi controlla non possa in alcun caso essere il controllato perché ci troveremmo in una situazione di conflitto di interessi. Per quello che riguarda poi la presenza in questo RAB di rappresentanti nominati dal Consiglio Comunale di Sant’Agistino, sono anche io del parere che di questi tempi non possiamo permetterci di fidarci troppo dei politici. Anche io propenderei per una elezione diretta da parte dei cittadini riuniti in assemplea pubblica. Non so però se questa cosa é possibile sulla base dei regolamenti o addirittura dello Statuto di Sant’Agostino o forse della legge.
rosanera
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Albano Gozzi says:
6 aprile 2010 a 20:09 (UTC 1 ) #
Stimolante la nota di XFox (RAB o non RAB?), che merita alcune precisazioni da parte del Circolo Alto Ferrarese di Legambiente.
Innanzitutto è importante avere la consapevolezza del disastro ambientale che la discarica Molino Boschetti 1 ha provocato e continua ad alimentare. Non vi sono solo i versamenti di percolato nel Canale di Cento, ma vi è anche un inquinamento sotterraneo su un’area molto vasta. Basta prelevare l’acqua con un secchio dai pozzi nei cortili delle abitazioni rurali circostanti, per rendersi conto della gravità della situazione. Anche l’Arpa, a cui abbiamo più volte segnalato problematicità, non può che constatare che, fino a che la discarica non sarà messa in sicurezza, i problemi permarranno e si aggraveranno.
Partendo da questo degrado e consapevoli che le risorse per la bonifica non saranno mai trovate dagli enti locali, siamo arrivati ad accettare l’ipotesi di recepire questi fondi tramite l’attivazione di una terza discarica per rifiuti speciali, ben rendendoci conto dei pericoli che su di essa incomberanno.
Però, sulle responsabilità di una situazione tanto degenerata è bene spendere qualche commento.
Quando nel 1998 la discarica si esaurì sarebbe bastato poco per limitarne i danni. Era sufficiente creare con della terra una schiena d’asino e impermeabilizzarla tramite fogli di plastica. Le piogge sarebbero scivolate sulla bombatura e raccolte in fossi perimetrali. Invece, l’acqua pluviale è penetrata attraverso lo strato di terra e, mischiandosi ai rifiuti, ha dato origine a quella notevole quantità di percolato che ora ci ritroviamo, che tracima nel Canale di Cento e che s’incunea nel sottosuolo. Non sono in grado di valutare esattamente quanto sarebbe costato un intervento di questo tipo, ma non più di qualche centinaio di milioni di lire. Ora invece la comunità dovrà spendere 5 milioni di euro e tenersi una nuova discarica ed un territorio molto compromesso.
Le responsabilità delle giunte centesi Fava/Bregoli per non aver fatto nulla per evitare il disastro, sono palesi. Talmente evidenti che ci sarebbe da chiedervi i danni.
Responsabilità anche dell’amministrazione di Sant’Agostino e della provincia di Ferrara. La prima per non avere intimato al Comune di Cento, proprietario della discarica, di metterla in sicurezza. La seconda di non avere fatto, in questi dieci anni, la diffida che ha fatto ora.
Di fatto, una politica latitante ed indifferente ai gravi problemi ambientali che si stavano accumulando, e che ci costringe ora ad accettare una grande discarica di rifiuti speciali con i potenziali rischi che vi gravitano attorno. Quelli delle Ecomafie. Un tema molto approfondito da Legambiente.
Alcune settimane fa, al termine di una trasmissione di Geo&Geo, la conduttrice, intervistando un ufficiale dei carabinieri ecologici, gli chiese se negli ultimi tempi erano mutati gli obiettivi e gli interessi delle ecomafie. L’ufficiale rispose che sì, erano mutati, e che ora si orientavano verso le discariche di rifiuti speciali.
Introdurre in maniera illegale rifiuti nocivi in queste discariche, rappresenta attualmente l’interesse maggiore delle ecomafie. L’ufficiale auspicava anche che tutti i cittadini si facessero vigili ed attuassero un attento controllo attorno a queste discariche.
È facile immaginare che un’attenta criminalità organizzata sta già pensando come utilizzare anche la nostra discarica.
Quindi vi è bisogno del più incisivo e coinvolgente dei riscontri. CMV promette di mettere in atto i più efficienti sistemi di controllo. I cittadini, sapendo che i controlli possono essere anche costosi, dovranno fare in modo che la società di servizio non li rallenti, con una costante pressione sulla società.
E poi c’è da verificare come viene fatta l’opera di bonifica e come viene realizzato e quale impatto avrà sul territorio l’impianto sperimentale di trattamento dei rifiuti tramite elettrolisi, che verrà a breve installato.
Legambiente ha pensato che, per essere efficiente, un organo di controllo di cittadini debba tenere ben fermi due principi.
Il primo ci porta ad affermare che noi non ci sederemo, assieme a CMV, in un organismo con la finalità di controllare il lavoro di CMV. Controllanti e controllato dovranno trovarsi su fronti contrapposti. E questo non per sfiducia nella società di servizi, ma perché sappiamo che gli accertamenti sono più incisivi in maniera proporzionale alla consistenza dell’intervento economico, e che CMV è un’azienda che sta ancora cercando una sua efficienza aziendale.
Prendere come esempio il RAB di Cassana, come citato nella delibera presentata dal PD ed approvata in consiglio provinciale, significa non sapere come questo RAB sia condizionato da Hera. Noi questo lo sappiamo bene, perché il circolo ferrarese di Legambiente ci ha spiegato come ha funzionato e come la sua autonomia da Hera si è andata via via assottigliando. Chi non potesse avere notizie dirette, può sempre verificarlo sul sito internet del RAB di Cassana e si renderà conto di come esso sia diventato fiore all’occhiello di Hera.
Noi, circolo di Legambiente dell’Alto Ferrarese, affermiamo in maniera categorica che non diventeremo mai fiore all’occhiello di CMV. Se altri vorranno farlo, lo facciano pure, ma non con la nostra connivenza.
L’altro punto fermo per noi è che, a questo comitato di controllo e garanzia, debbano prendervi parte le associazioni locali più presenti, indipendenti e attive. Come Legambiente, ma non solo.
Se invece ci rifacciamo al RAB di Cassana, vediamo che i membri vengono eletti direttamente dall’assemblea dei cittadini. Mi rendo bene conto quanto possa essere impopolare chiedere una nomina di secondo grado in questo momento politico, in cui si utilizza la parola popolo, ed il popolo, anche per proporre l’elezione delle massime cariche dello stato. Poi, ci accorgiamo(?) che i cittadini non possono neppure scegliere i propri rappresentanti in parlamento, perché lo fanno le segreterie dei partiti al loro posto.
La stessa cosa avverrebbe con il RAB modello Cassana. I partiti saprebbero indirizzare bene i voti verso le proprie persone di fiducia. Il piccolo circolo locale di Legambiente, attivo da anni sul problema discariche, con esposti alla Procura della Repubblica fatti diversi anni prima di chi sembra scoprire il problema soltanto ora, non riuscirebbe mai a fare eleggere un proprio rappresentante nel consiglio.
Noi l’abbiamo fatto notare al PD centese, che nell’intento di tranquillizzarci ci ha promesso la nomina di un nostro candidato. Ma sta proprio in questo la differenza tra la nostra proposta e la loro. Noi non vogliamo un rappresentante per bontà loro, dei partiti, da eleggere e revocare a seconda del loro giudizio. Noi vogliamo un rappresentante per il volontariato attivo sul territorio, che abbia la libertà ed autonomia di rispondere soltanto ai soci dell’associazione che rappresenta.
L’esempio del RAB di Cassana contrasta con questo assunto.
È per questo che abbiamo proposto un comitato di garanzia che recepisca i due principi sopra esposti. Per il resto è un regolamento tutto da discutere e migliorare. Ha già cominciato il WWF Alto Ferrarese con delle note, ed anche il sindaco di Sant’Agostino, Toselli, ha proposto modifiche condivisibili.
L’importante è quindi non solo fare presto perché i problemi incombono, ma di farlo nella maniera più incisiva possibile.
Albano Gozzi per il Circolo Alto Ferrarese di Legambiente.
Ecco la bozza di regolamento proposta dal circolo di Legambiente
(n.d.r. Bozza trasferita sul forum per alleggerire la lettura e facilitare la discussione)
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Muaddip says:
7 aprile 2010 a 16:14 (UTC 1 ) #
Finalmente ho avuto modo di farmi un’idea su questa faccenda di Molino Boschetti.
Posso dire quindi che per me un RAB è non adatta ad un controllo reale poiché è molto manipolabile sia dall’azienda che viene controllata che dai politici di turno che vi inserirebbero persone di fiducia.
Devo quindi convenire con Gozzi nel dire che è meglio cercare una forma alternativa, più diretta e trasparente, per controllare quanto avviene in quelle discariche.
Il punto è proprio che bisogna controllare quell’area altrimenti si rischia un aggravarsi della situazione o trovarsi con una situazione disastrosa, come quello della discarica del Morando per esempio, di cui non si conoscono le reali entità poiché non si sa nulla di nulla su quello che è stato realemtne fatto.
Quindi spero vivamente che il comune, proprietario del 84% di CMV, solleciti rapidamente dei chiarimenti e trovi strade più condivise dalla popolazione.
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indeZènt says:
7 aprile 2010 a 19:18 (UTC 1 ) #
Segnaliamo che oggi il comune di Cento si è sentito in dovere di fare alcune precisazioni (vedi comunicato) riguardo la storia che ha portato alla situazione della discarica di Molino Boschetti e ai provvedimenti adottati ora per rimediare al danno.
Ricordiamo anche che noi avevamo già trattato questa e altre successioni di eventi circa un anno fa.
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Piero Lodi says:
9 aprile 2010 a 11:50 (UTC 1 ) #
A volte ci si spaventa per le parole e si perdono di vista i concetti. RAB o BAR poco importa. L’importante è che venga costituito uno strumento partecipato per il controllo ed il monitoraggio sull’area e sulle discariche, attive o esaurite. Mi è però impossibile non commentare l’ultima affermazione di Muaddip “un RAB è non adatta ad un controllo reale poiché è molto manipolabile sia dall’azienda che viene controllata che dai politici di turno che vi inserirebbero persone di fiducia”. Come sono certo sapete tutti l’esperienza dei Rab viene dall’europa centrale e settentrionale che da tempo ha sviluppato meccanismi per fare partecipare anche i cittadini al controllo su temi caldi o scottanti. Cosa vuole dire che il RAB sarebbe manipolabile dall’azienda? Si pensa forse di tenere l’azienda fuori dal comitato, per essere sicuri che non lo manipolerà? Il problema non è mai lo strumento, ma semmai chi lo usa o, in questo caso, ne fa parte. Se si pensasse di escludere l’azienda per paura di manipolazoni, allora un comitato c’è già: si chiama AGD e non è certo manipolabile. Si vuole evitare l’elezione dei componenti perchè si teme il ruolo dei partiti? Perchè si ha paura della gente? Ragioniamo per assurdo: se i partiti fossero quella massa informe di male assoluto che a volte viene rappresentata, magari anche con quella capacità organizzativa eccezionale che gli si riconosce quando si pensa che potrebero inserire ovunque “persone di fiducia” (non è ben chiaro per fare cosa). Quanta fatica credete farebbero ad inserire persone difiducia nelle associazioni? Il tema vero, a mio modo di vedere, è che bisogna creare uno strumento il più ufficiale e legittimato possibile. In questo la presenza dell’azienda e delle amministrazioni è fondamentale. Pensate ai Comitati consultivi misti dell’Asl. In quel caso hanno un nome diverso ma hanno la filosofia del RAB… Quanto ai partiti, sono una risorsa non un “nemico. Se sul tema discarica qualcosa si è mosso è certamente perchè alcun partiti hanno lavorato. I partiti esistono per operare per il territorio, esattamente come i movimenti e le associazioni. Non è mai il nome il problema è la stessa cosa del RAB o del BAR, sono le persone che fanno la differenza….
Piero Lodi
Segretario comunale PD Cento
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Muaddip says:
9 aprile 2010 a 12:22 (UTC 1 ) #
Intanto ripeto che è semplicemente una mia personale opinione che vale come quella di chiunque altro.
Alla domanda se si vuole tenere fuori l’azienda dal comitato la mia risposta è si punto. Il motivo è sempre che chi viene controllato non può anche controllare.
Probabilmente il RAB è uno strumento affidabilissimo nel nord europa, dove è nato ed è presente una certa cultura, ma qui siamo in Italia, il paese del facciamo un po’ come c… ci pare, e con questo dovrei aver già detto tutto.
Il punto poi non è tenere fuori la gente, anzi è proprio per coinvolgerla e dare spazio a chi si impegna veramente (come certe associazioni di volontari del territorio) che dico di tenere da parte i partiti. Personalmente mi sono un po’ stancato di vedere doppi, tripli incarichi e nomine senza consultazioni, fatte in maniera arbitraria.
Dico bene neo consigliere del patrimonio agli studi di Cento?
Quello che dico poi è per me emblematico e chiarissimo nei risultati delle elezioni alle quali 1/3 dei cittadini non è andato a votare e un 7% ha votato un movimento neonato pur di non votare i soliti noti.
Su una cosa non posso però che darle ragione, sono proprio le persone a fare la differenza.
(Ore 20.25)
Mi son dimenticato di dire un’altra cosa.
Visto che l’esempio è stato fatto sul RAB di Cassana, ho preso l’esempio da quello, ma visto che ho capito che il regolamento del RAB lo si può adattare di volta in volta a seconda delle finalità che si vogliono dare al RAB, forse è possibile venirsi tutti in contro, partiti, associazioni e cittadini, in modo da ottenere un qualcosa di più condiviso e che lascia il giusto spazio a tutti.
Questo non toglie che non trovo giusta la presenza dell’azienda controllata e soprattutto che sia essa a finanziare il RAB.
(n.d.r. Intervento modificato dopo la pubblicazione)
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XFox says:
12 aprile 2010 a 17:27 (UTC 1 ) #
Segnalo che, grazie all’estrema disponibilità del Sig. Daniele Canazza del Servizio Sistemi Informativi, Telematica, e-government della Provincia di Ferrara, è ora online anche la registrazione audio/video della seduta del 16/12/2009, inizialmente mancante a causa di un problema sopravvenuto nel processo automatico di conversione e pubblicazione delle registrazioni. A questo link quindi potete ora ascoltare la presentazione e discussione dell’ordine del giorno del PD di cui si parla nel post.
Riguardo alla questione del RAB/Comitato di Garanzia, rimango non convinto della “pericolosità” di un’elezione diretta tramite assemblea pubblica di (almeno) alcuni membri del comitato, su modello (da quanto mi hanno riferito) di quanto avviene per il Comitato Allagati di Cento. Poi non escludo che possa essere una buonissima idea anche riservare di diritto dei posti alle associazioni ambientaliste. Ringrazio poi chi ha fatto notare che il RAB di Cassana è finanziato direttamente da Hera: un motivo in più per dubitare dell’effettiva indipendenza ed efficacia di un controllore di cui fa parte anche il controllato.
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giuseppe says:
2 giugno 2010 a 14:31 (UTC 1 ) #
Quando i cittadini contavano qualcosa, ciò era garantito dal loro libero organizzarsi in Partiti (con la P maiuscola).
La messa in discussione dei partiti e la loro sostituzione di fatto con associazioni, ha rotto un equilibrio di poteri tra pubblico e privato, favorendo quest’ultimo.
Un tempo, anche un piccolo partito poteva opporsi efficacemente ad atti di aperta violazione dell’interesse pubblico fatti in nome di interessi squisitamente privati.
Oggi, non c’è nè associazione nè partito, di qualunque dimensione, che possa opporsi con efficacia a simili abusi.
Per il semplice motivo che manca la trasparenza, e il potere del controllante sul controllato.
Gli amministratori pubblici erano concepiti come volontari al servizio del cittadino, che aveva la sovranità (la sovranità appartiene al popolo …. recitava la Costituzione).
Oggi invece si nega l’acesso a documenti che dovrebbero essere pubblici, si replica alle critiche con le querele, come se gli atti pubblici di un amministratore attenessero alla sua sfera personale. E’ questo lapsus che illumina a giorno la scena. Oggi chi governa, ad ogni livello, non svolge un servizio, ma sempre più spesso pretende di comandare. E spesso non rappresenta gli elettori che lo hanno materialmente votato, ma coloro che gli hanno consentito, con risorse economiche, appoggi, campagne vere e proprie, di raccogliere quei voti.
Perciò sottoscrivo che il controllante deve essere diverso dal controllato, ma aggiungo che al controllante (qualunque cittadino comune comunque organizzato) deve anche essere dato potere di vagliare atti, bilanci, progetti, e congruità degli stessi proposti e non impoosti dal controllato al popolo inquinato.
Se il comitato, RAB, Associazione o come caspita lo vogliamo chiamare, non avrà questi poteri, di fatto sarà solo una foglia di fico o al più uno strumento di lotta politica per lasciare il cerino in mano all’avversario. E il popolo inquinato in realtà non lo rappresenterà nessuno.
Se sono vere le cifre esposte da CMV per la messa in sicurezza della discarica N°1, la spesa (incredibile nella sua enormità) assorbirebbe da sola almeno 3 anni di già esose bollette.
Come pensano di farvi fronte? Con nuovi inproponibili aumenti?
Se si volessero indennizzare (la salute non si monetizza) i casumaresi come propone AGD , dove si scaricherebbero i costi? Sempre sulle bollette, già insostenibili, di tutti i centesi?
Ecco che tirano fuori il coniglio dal cappello: “facciamo la terza discarica che coi proventi dei rifiuti speciali pagherà le altre due”.
Ma siamo pazzi?
Storicamente, in ogni comune d’italia, la raccolta dei rifiuti è stata un servizio in perdita e non bastano le bollette d’oro a pagarne i costi.
Da sempre erano altre voci di bilancio a sostenerli: tipicamente i proventi della vendita del gas.
Ma anche questo si vuole privatizzare, offrendo a partner privati l’opportunità di fare profitti coi soldi dei cittadini e che a questi invece dovrebbero tornare sotto la forma appunto dei servizi di CMV a costo zero. Invece si cerca di scaricare sui cittadini i costi di un servizio in perdita per definizione.
Già la CMV è un mostro che non doveva esistere. Non contenti, si insiste sulla solita strada della Privatizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite.
Calpestando tutti i cittadini, tutti depredati e parte pure inquinati.
E se ha ragione Albano, nei suoi timori: tra un po’ anche mafizzati.
Riprendiamoci la parola prima che sia troppo tardi.
Nel 2011 abbiamo una grande occasione. Non sprechiamola.
Votiamo un sindaco che neghi oggi e domani la sua firma alle discariche.
Votiamo un sindaco che diriga nella sua veste di socio di maggioranza la politica di CMV nell’interesse dei cittadini.
Votiamo un sindaco che per estrazione culturale, per pratica politica, per competenza tecnica, e non ultimo per spirito di servizio sappia gestire il territorio con rispetto dell’ambiente e delle persone che ci vivono.
Non un ambientalista dell’ultima ora, non un demagogo sia pure simpatico, ma di scarsa competenza come Grillo, ma qualcuno che queste cose le sostiene con coerenza da sempre:
Un Comunista.
Ciao,
Giuseppe.
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M says:
15 maggio 2011 a 11:53 (UTC 1 ) #
(n.d.r. Intervento moderato. Indirizzo email non valido. Approvato dopo le 15 del 16 Maggio a causa del “silenzio” elettorale)
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25 anni non bastano? | indeZènt says:
11 maggio 2010 a 23:43 (UTC 1 ) #
[...] Di questo argomento, tra l’altro, ci siamo già occupati poco più di un mese fa con questo post che, nel caso non l’abbiate già fatto, vi consiglio di leggere per un breve riassunto del [...]
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