
Finalmente ho trovato un po’ di tempo per informarmi meglio su questo problema.
Tutto è cominciato con il decreto legge n.135 del 25 settembre 2009 ai più noto come decreto Ronchi, ora legge, in cui si parla di un adeguamento alle normative europee e ci si è infilato dentro anche la privatizzazione delle aziende municipalizzate e del servizio acqua.
Ho trovato un’interessante analisi, forse non troppo di parte, a questo link per chi fosse interessato. In sunto però viene privatizzato il servizio idrico che è sempre stato gestito direttamente dallo stato.
A questo punto la suddivisione delle parti è abbastanza netta, c’è chi dice che lo spreco e la bassa manutenzione delle linee idriche (sprechiamo grandi quantità di acqua a causa di perdite) necessiti di interventi ampi e strutturali e questo può venire solo da privati intenzionati ad investire per trarne profitto, mentre dall’altra parte c’è chi ribatte che dando in mano ad un privato la gestione il costo potrebbe aumentare significativamente per l’utente finale poiché una società per definizione deve fare profitti.
Devo ammettere di aver schematizzato molto ma sono sostanzialmente le due posizioni base su cui si è sviluppata la diatriba.
Io personalmente ritengo l’accesso all’acqua un diritto fondamentale (un uomo può sopravvivere senza mangiare per una settimana, ma solo 3 giorni senza bere) e non penso la si possa privatizzare, come per altro la sanità e l’istruzione, quindi sono contrario a questa Legge Ronchi e sono contento che si stiano raccogliendo le firme necessarie per fare dei referendum che vadano a modificare tale legge.
A questo proporsito un referendum è proposto da IdV assieme ad altri due (nucleare e legittimo impedimento) e si limita a depennare dalla legge la possibilità che sia privatizzata l’acqua lasciando invariate le altre privatizzazioni, e tre referendum sono proposti da Acqua Bene Comune e supportati in Emilia Romagna dal Movimento a 5 Stelle. Questi ultimi tre contengono modifiche abbastanza corpose alla legge e consiglio quindi di leggerseli bene direttamente sul sito di Acqua Bene Comune.
Da quello che ho capito questo sabato e questa domenica, sia l’IdV che il Movimento a 5 Stelle saranno in piazza a Cento per raccogliere le firme di chi fosse interessato a supportare tali referendum.
Non fatevi scappare l’occasione.
Segnalo anche che qualche mese fa il problema dell’acqua pubblica è stato sollevato pure nel consiglio comunale del nostro comune e vi consiglio di recuperare quello che si è detto anche in quella sede.


8 commenti
Movimento 5 stelle Cento says:
14 maggio 2010 a 22:54 (UTC 1 ) #
purtroppo per problemi tecnici il MoVimento non riuscirà a fare i banchetti questo week end, aspettiamo che ci consegnino i moduli per la raccolta.
chiediamo scusa sperando di poter essere pronti a raccogliere le firme nel prossimo fine settimana.
in ogni caso si faranno i banchetti informativi in piazza sabato pomeriggio dalle 16.
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Italia dei Valori di Cento says:
15 maggio 2010 a 22:06 (UTC 1 ) #
Purtroppo l’inserimento delle coordinate dei banchetti nel sito referendario dell’Italia dei Valori è stato fatto un po’ coi piedi: in pratica sembra che siano stati inserite e compaiano nell’elenco tutte le date per cui è stata richiesta l’autorizzazione ad occupare il suolo pubblico e non i giorni effettivi in cui è programmato il banchetto. Anche oggi, ad esempio, secondo il sito ufficiale alle 9:00 a Cento ci sarebbe dovuto essere il banchetto per la raccolta firme ma nessuno aveva comunicato a Ferrara tale data. Per informazioni più accurate invitiamo tutti gli interessati a controllare le date sul sito dell’Italia dei Valori di Ferrara.
Purtroppo oggi non è stato possibile tenere il banchetto, sia per il previsto brutto tempo e sia per impegni personali degli iscritti. (***).
(n.d.r. Parzialmente moderato)
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Muaddip says:
16 maggio 2010 a 00:50 (UTC 1 ) #
Dopo questo bellissimo esempio di politica nostrana, facciamo un plauso alle organizzazioni e al maltempo, spero si parli nel dettaglio del problema dell’acqua pubblica visto che è un qualcosa che tocca tutti molto direttamente.
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patrizia says:
17 maggio 2010 a 17:49 (UTC 1 ) #
mi hanno detto che bisogna stare molto attenti a quale raccolta firme si aderisce nel senso che sia il PD che l’IDV non sono totalmente contrari al referendum ma solo in parte. Quindi bisogna stare attenti a ciò che si firma. Mi sembra poi che le associazioni locali si stiano mettendo d’accordo per uscire tutti assieme con un unico modulo, che sarebbe quello ufficiale di “acqua bene comune”. Qualcuno ne sa di più e meglio?
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Muaddip says:
17 maggio 2010 a 18:35 (UTC 1 ) #
Devo fare qualche precisazione a quanto dice patrizia perché potrebbero venirsi a creare delle incomprensioni.
- Il PD non raccoglie alcuna firma per il referendum, almeno non fino a questo momento.
- L’IdV ha un suo referendum sull’acqua, più altri, come ho spiegato nel post.
- Acqua Bene Comune ha chiesto chi fosse disponibile a raccogliere le firme sul territorio, che fosse associazione o partito.
A proposito di quest’ultimo punto mi è sorta una domanda.
Come mai il comitato acqua sta prendendo tempo per far partire la raccolta a Cento visto che i 5 stelle hanno già dato la loro disponibilità a livello regionale a raccogliere le firme?
Quando avrete la risposta avrete capito ancora meglio come mai l’Italia sia in questa bellissima situazione politica.
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Raffaele Colavecchi says:
18 maggio 2010 a 16:06 (UTC 1 ) #
Ciao a tutti,
in quanto delegato dell’IdV nel Comitato Acqua Pubblica di Ferrara, mio malgrado tra due fuochi incrociati, posso dare le risposte alle vostre domande.
Prima pero’ ringrazio ed integro il post di Mauddip dicendo che il tutto nasce con la legge Galli alla meta’ degli anni 90 quando i servizi pubblici locali posso diventare delle societa’ di capitali per reperire soldi sul mercato. In seguito, alcune di queste divengono anche misto pubblico privato, con quotazione in borsa, per via di una legge che lo permette per quei servizi pubblici “di rilevanza economica”. Nella legge di definizione della rilevanza economica vengono anche definiti i criteri di assegnamento dei servizi tramite delle autorita’ gestite dal pubblico, per l’acqua se ne occupa ATO (Autorita’ Terriotoriale Ottimale). Sempre nella stessa legge viene definito un particolare economico molto strano, tutto italiano, le tariffe dell’acqua devono essere aumentate per consentire agli investitori il ritorno economico sul capitale investito. In pratica l’azienda che gestisce l’acqua ci guadagna per legge il 7% all’anno sul capitale investito. Un vero affare per gli azionisti di Hera, Enia, ecc…
Dopo tutta questa tiritera, molto stringata, ecco che finisce il preambolo al post perche’ il decreto Ronchi impone, a seguito delle vecchie leggi, una forzata privatizzazione di quelle societa’ (pubblico < 30%) che hanno ricevuto i servizi pubblici (non solo acqua) in affidamento, diversamente devono rimetterli a gara e poi chissa' chi comprera' i servizi.
Come porre rimedio a questo? Due soluzioni.
La prima e' fare un referendum per segare il decreto ronchi ed ecco il primo quesito del Forum Nazionale dei Movimenti per l'Acqua che differisce da quello dell'IdV per il solo fatto che abroga in toto questo decreto mentre l'IdV abroga solo la parte legata all'acqua, lascia intatto il decreto per gli altri servizi pubblici.
La seconda e' fare in modo che il servizio idrico del comune sia ritenuto "privo di rilevanza economica". Questa semplice dicitura nello statuto comunale, grazie ad un sentenza della corte costituzionale, leva dalle mani dei privati la gestione dell'acqua e permette al comune di continuare, o ricominciare, a gestire il servizio idrico integrato come una societa' o un ente o un consorzio TUTTO pubblico.
Cosa riguardano allora gli altri due referendum del Forum?
Uno elimina l'obbligo di guadagno del capitale investito nella procedura di definizione delle tariffe, evita quindi che ci sia un guadagno obbligato dalla gestione dell'acqua. L'altro scardina ed abroga la procedura di assegnamento del Servizio Idrico Integrato da parte di ATO. Certo, non impedisce che vi sia una societa privata a gestirlo ma di certo non potrebbe piu' averlo in futuro. Qui la questione si complica perche' si creerebbe un vuoto legislativo sulle logiche e procedure di assegnamento.
Ma il vuoto non spaventa perche' l'obiettivo e fare in modo che il parlamento discuta, e magari approvi, un disegno di legge di iniziativa popolare che il Forum Nazionale dei Movimenti per l'Acqua ha indetto con raccolta firme nel 2007. Attualmente, come anche nel precedente governo Prodiano, giace a far muffa nonostante il relatore fosse ed e' un parlamentare dell'IdV.
Come mai il movimento 5 stelle non ha i moduli? Chiedete a Tavolazzi.
Il mio consiglio?
Firmate TUTTO quel che vi capita sotto mano che riguardi l'acqua, ogni iniziativa popolare e' degna di nota e merita l'attenzione dei cittadini. Gli fara' bene muovere le chiappe ed andare a votare per riprendersi l'acqua, se fallira' il quorum almeno potremo dire ai nostri figli che ci abbiamo provato.
Un saluto.
Raffa!
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Muaddip says:
20 maggio 2010 a 12:34 (UTC 1 ) #
Riguardo al discorso acqua vorrei segnalare quest’intervista a Lester Brown che mi sembra molto mirata a quello che ci si prospetta nei prossimi anni, con l’acqua che diventerà un bene ancora più fondamentale.
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paolo says:
28 maggio 2010 a 12:09 (UTC 1 ) #
In Lombardia invece il PD sta facendo una forte battaglia contro la Legge Ronchi predisponendo banchetti e mobilitando più gente possibile, trovo interessante il Commento del Consigliere Prina del PD che in Consiglio Regionale sta facendo la “Capa Tanta” a Formigoni su questo scempio… Dopo l’acqua l’aria?
(n.d.r. Link sistemato in approvazione)
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