
Anche se la notizia non è proprio recentissima vorrei segnalare quanto accade nella scuola italiana.
Da quando la Gelmini è Ministro dell’istruzione pubblica si sono susseguite decine di proteste contro i tagli, le modifiche, le ristrutturazioni che il Ministero ha operato sulla scuola pubblica.
Non le riporto perché ritengo siano conosciute e ormai da mesi circa una settimana si e l’altra no c’è qualche manifestazione in atenei o di professori in pubblica piazza tanto da dover rendere superfluo spiegare le motivazioni.
Visto che questi professori rilasciavano interviste e dicevano quello che pensavano di queste modifiche istituzionali senza remore e problemi ecco il ministero correre al riparo con una circolare, la 489/ris (27/04/2010) dell’ufficio scolastico regionale per l’Emilia Romagna.
Ovviamente il contenuto della circolare è di ricordare a questi insegnati o presidi chi è che gli paga lo stipendio.
Se consideriamo che questa notizia, che ha già avuto certe reazioni (link alternativo) da parte del corpo insegnante, è caduta proprio nella stessa settimana in cui il PresCon ha citato, in un suo discorso all’OSCE, una frase di Mussolini, non c’è sicuramente molto da stare tranquilli.
Sembra proprio che chi ci governa stia sempre più perdendo il controllo e la fiducia dei suoi cittadini e debba quindi ricorrere a mezzi che, se addirittura non sono già oltre, sono sempre più estremistici.
Che l’istruzione pubblica abbia dei problemi e debba essere migliorata lo sanno tutti, che ci sia crisi anche, ma bisogna comunque pensare di avere a che fare con persone vere, reali e non con semplici numeri da poter gestire a proprio uso e consumo come se nulla fosse.
Come in tutte le cose ci vuole la volontà di capirsi e venirsi incontro prima di tutto.
mag
29
2010
Libertà nella scuola
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