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mar 01 2011

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Una triste domenica di carnevale


In questi giorni numerosi camperisti stanno sfogando sul web (123) la rabbia e la frustrazione scaturite dal trattamento riservato loro dagli organizzatori del carnevale di Cento durante la terza giornata della kermesse. Dalle loro testimonianze emerge una situazione tutt’altro che divertente: gradisco dare risalto ad un commento di un utente del blog – Virgilio – che in maniera chiara ci rende edotti di ciò che hanno dovuto subire.

Desidero portare a conoscenza di quanti interessati della pessima organizzazione del Carnevale di Cento, almeno per quanto accaduto domenica 27 febbraio.
L’evento ha richiamato a Cento circa 400 camper per un totale di non meno di 1500 camperisti (era stato pubblicizzato come “11° raduno internazionale dei camperisti”). Purtroppo gli spazi riservati ai camper (a parte l’ inadeguato, per altro, piazzale F.lli Govoni dove già al venerdì sera non c’erano spazi sufficienti) erano i parcheggi lungo le strade della città fin dietro al Cimitero ed oltre, con tutte le conseguenze del caso. L’accoglienza è stata inadeguata nonostante la buona volontà dei ragazzi addetti alla bisogna. Ma il peggio è arrivato alla domenica quando, data la pioggia, non si è tenuta la sfilata dei carri per la quale si erano mossi tutti quei camperisti. Nessuno si è premurato di avvisare che la sfilata non si sarebbe tenuta, ed anzi si è continuato a staccare i biglietti di ingresso assicurando che la sfilata ci sarebbe stata. (Si è saputo poi da alcuni addetti all’ordine pubblico che fin dalla mattina l’organizzazioen sapeva che l’evento non si sarebbe tenuto, salvo lo spettacolo in piazza, peraltro di modesta qualità).
Le rimostranze dei camperisti che a ragione chiedevano il rimborso del biglietto si sono scontrate con un muro di imbarazzante silenzio da parte dei botteghini (impossibilitati a rimborsare a quanti avevano staccato il tagliando al ricevimento camper, peraltro chiuso) e di un non meglio identificato addetto che non ha saputo dare adeguate spiegazioni su come ottenere il rimborso.
Dopo un lungo ed acceso conciliabolo è stata fornita l’informazione che il rimborso sarebbe avvenuto in tale via Risorgimento al n. 38. Il problema che gli addetti alle casse non sapevano dove si trovasse tale via (men che meno ovviamente i camperisti) e solo i vigili urbani, all’uopo interpellati, hanno potuto fornire l’informazione che via Risorgimento 38 si trovava a circa 2 km di distanza. Erano le 16 e 30 e molti camperisti dovevano affrontare lunghe percorrenze per il rientro a casa con la pioggia e la neve che cadeva abbondante in Appenino, con la conseguenza che solo un ridotto numero si avventurava a chiedere il rimborso che, tra l’altro, avveniva col contagocce, stante la burocrazia imposta dall’organizzazione: un solo camperista per volta, al quale veniva controllato il biglietto, verificata la sua autenticità, preso nota delle sue generalità, emesso un documento di rimborso, fatto sottoscrivere lo stesso e poi rimborsato. Morale della favola dopo un’ora solo una trentina di persone erano state rimborsate. Fortunatamente alcuni di loro avevano raccolto i biglietti di altri camperisti per cui i tagliandi rimborsati saranno risultati in numero elevato ma non certo superiore al 10/15% rispetto ai biglietti venduti agli stessi.
In conclusione sconsiglio vivamente questo Carnevale per quanto, forse giustamente, osannato per la bellezza dei carri, ma decisamente negativo per l’organizzazione, almeno in questa occasione. Molto meglio manifestazioni analoghe in altre Regioni (esempio Fano) dove l’accoglienza è stata ottima, così come lo spettacolo dei carri e l’organizzazione. Tra l’altro non si paga il biglietto di ingresso! Occasione per spendere da parte dei camperisti ce ne sono comunque (Musei, Teatri, Mercato, Negozi, Ristoranti). Il ritorno per la città è comunque assicurato!
Chi ha davvero a cuore l’economia ed il turismo di una città sa come deve agire!
Cordiali saluti.
PS Che bruttura quella splendida piazza Guercino nascosta alla vista da quelle réclame accecanti.

Ora in molti accusano l’organizzazione del carnevale di pensare solamente al guadagno: pochi hanno gradito il gesto di dover pagare il biglietto per assistere ad uno spettacolo immeritevole del titolo di “carnevale d’Europa”… Nemmeno l’aver scelto di rimborsare (con le suddette modalità) gli spettatori sembra aver placato le polemiche…

Forse il Patron ha sbagliato i suoi conti: se avesse scelto di non far pagare fin da subito il biglietto accogliendo gratuitamente le persone accorse al carnevale avrebbe forse perso qualche euro, ma avrebbe evitato di perdere con essi anche il buon nome e la credibilità della manifestazione. I camperisti si sono già disseminati ai quattro venti portando la loro testimonianza nelle varie direzioni…

Continua intanto la nostra raccolta firme online per cercare di evitare anche di questi problemi.

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3 comments

  1. Muaddip

    Ringrazio Virgilio per averci riportato la sua testimonianza che spero venga presa in forte considerazione da chi ha ancora dei dubbi sull’efficienza della macchina carnevalesca centese.
    Il bello è però che oggi Manservisi piange su tutti i giornali locali dicendo che non è colpa sua, lui e Ambotta avevano deciso che la giornata si sarebbe svolta regolarmente ma che i carristi non volevano. Ha pure affermato che a Viareggio si sarebbe fatta senza problemi e che per rispetto dei vari turisti ha voluto comunque provare a fare un mini carnevale in modo da accontentarli.
    Manservisi le posso dire francamente una cosa?
    Almeno stia zitto!
    Se veramente teneva ai turisti non gli avrebbe fatti pagare fino all’ultimo e avrebbe sospeso da subito, come giusto viste le rimostranze dei carristi e la pioggia che continuava a scendere, la giornata o almeno come detto nel post da Lebster, avrebbe potuto far entrare le persone gratis a godersi almeno quel mini carnevale.
    Invece no!
    Lei ha voluto fare comunque cassa e ora pretende pure che le tegole in testa ce le prendiamo solo noi cittadini che con l’organizzazione non centriamo nulla?
    No, mi spiace sig. Manservisi ma io come cittadino non accetto minimamente le sue critiche che servono solo a scaricare le colpe su chi non centra nulla.
    Ora vorrei concludere, sperando che non si sia offeso visto che non era mia intenzione, ribadendo che per me lei può tranquillamente continuare ad organizzare il carnevale di Cento, perché le do atto di averlo fatto crescere notevolmente, ma è indubbio che ci sia assolutamente bisogno di cambiare rotta su certi modi di agire.

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  2. Franco Battisodo

    Io sarei molto curioso se qualcuno che ne sa di più di me in materia, mi quantificasse, anche in termini approssimativi, la ricaduta e il beneficio economico che il carnevale ha nei confronti di Cento. Se poi questo qualcuno volesse anche darci un’idea del costo alla comunità dello stesso, riusciremmo a fare quattro conti e capire se un megacarnevale (….) come questo porta realmente benefici alla città, o se i benefici sono solo per chi organizza (se le società carnevalesche ottengono vantaggi, con il mazzo che si fanno tutto l’anno, non ho nulla da ridire)

    Cosa pensi di questo intervento? Thumb up 7 Thumb down 1

  3. Tartufo

    Quello che è accaduto domenica è semplicemente scandaloso, sin dalla mattina si era capito subito che non era il caso di fare nulla, e se i carristi non ritengono sia il caso di portare fuori i carri, direi che bisogna ascoltare loro anzichè Manservisi. C’è poco da fare: nonostante sia un importante patrimonio pubblico, il carnevale continua ad essere gestito come un’azienda privata con regole poco chiare e con la minima trasparenza, fino ad arrivare al paradosso di far pagare 15 € il biglietto di ingresso, un’assurda esagerazione! Mi piacerebbe sapere se c’è modo di vedere i bilanci del carnevale per farci un’idea di quanto viene incassato con i biglietti, quanto con gli sponsor, e quanto e come viene speso cosi da poterci fare un’idea ed eventualmente proporre dei cambiamenti. Personalmente poi sogno un carnevale dove il carro vincitore sia eletto dal pubblico e non scelto da una giuria nominata dal sindaco di turno

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