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set 22 2011

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Identità


In questi giorni sto provando di seguire tutte le vicessitudini italiane tra giornali, tg e internet. Ho cercato di capire quale sia la nostra identità italiana in questo 150° anniversario di unità e quali siano i problemi che ci ammorbano.
Chiunque non volesse quindi sorbirsi la mia ennesima serie di elucubrazioni può benissimo evitare di leggere il seguito ed evitare di farsi venire un travaso di bile o peggio. Io però gradirei le vostre osservazioni perché probabilmente non ho considerato cose o soppesato male certi ragionamenti.

Quale è quindi il problema italiano? Partiamo prima da cosa non è il vero problema.

  • Il problema non è Berlusconi, che ormai è stato abbandonato da tutti (stanno solo aspettando il momento politico più propizio) perché non porta più i “risultati” di prima ed è chiaro che è in balia dei venti.
  • Il problema non sono i seguaci di Berlusconi, nel PDL e non solo, che pensano che basti pagare qualcuno per ottenere tutto giò che si vuole dalla vita e che i soldi siano l’unico metro di paragone per tutto.
  • Il problema non sono le grida vuote e monotematiche del PD e IdV che chiedono da mesi le stesse cose non rendendosi ancora conto però di chi hanno davanti. Questo denota la loro incapacità politica comprovata essendo lì da più di una decade, quando va bene.
  • Il problema non è la Lega Nord che millanta la secessione anche quando il Presidente della Repubblica gli fa notare che noi siamo Italiani perché c’è una costituzione che ci unisce e che quest’anno ci permette di festeggiare i 150 anni di unità nazionale.
  • Il problema non è Beppe Grillo che dopo 4 anni e passa continua a dire anche lui le stesse cose senza cedere il passo ad altri, lasciare la parola alla democrazia del suo gruppo, parlare non perché gli passa qualcosa in mente ma perché è concordato democraticamente con gli altri. Dovrebbe dare il passo ad altri e lasciare che quello che ha contribuito a creare lo sfrutti come immagine, ma anche lui non cede il passo.
  • Il problema non sono i telegiornali o giornali che lasciano spazio solo alle polemiche inutili fornendo la parola a chi palesemente sta cercando di imbrogliare ancora per un po’ il gioco. Sarà perché sono tutti pagati da qualcuno con interessi politici e quindi è meglio non parlare delle cose serie e di chi prova di tirare fuori la testa dal fango.
  • Il problema non sono gli avventati trader economici che stanno con coscienza sabotando le economie nazionali, di banche e aziende per aumentare ancora di più i loro profitti e guadagni da transazioni non capendo poi che tutto questo gli si sta ritorcendo contro perché altri stanno facendo vere e proprie guerre economiche nelle borse di tutto il mondo
  • Il problema non è nella giustizia sempre più lenta e impossibilitata a svolgere il suo dovere da leggi convulse e da una inutile e laboriosa burocrazia.
  • Il problema non è la sempre più diffusa impossibilità di insegnare da parte delle scuole costrette a seguire metodi e programmi vecchi, con insegnanti demotivati e senza fondi o materiale didattico.
  • Il problema non sono gli studenti che vanno a scuola a scaldare il banco e a fare casino pensando che tanto poi “il papi” gli darà un posto in banca o in altra azienda dove potranno vivere alla grande con il minimo sforzo, oppure pensando che da grandi tanto faranno le veline o i tronisti, ma magari anche i calciatori o le ragazze bunga.
  • Il problema non è più la tv generica, ormai in via di estinzione, sempre più piena di un vuoto culturale e sociale, unicamente in grado di strillare parolacce, versi inconsulti e usare il sesso come arma d’assalto.
  • Il problema non è internet che si sta ampliando sempre più di contenuti inutili e fuorvianti, tanto che i vecchi newsgroup visti ora sembrano dai contenuti culturali sofisticati. Per non parlare poi di Facebook che ora rappresenta l’apoteosi dell’assurdità di interazione collettiva in cui si perde tantissimo tempo a fare nulla di sensato e coerente.
  • Il problema non è la Chiesa Cattolica che in tutto questo bordello, nel vero senso della parola, che sta capitando in Italia se ne guarda bene dal far notare certi principi morali che la dovrebbero caratterizzare e che ne sono un fondamento, perché anche loro hanno i loro interessi economici e politici a non dire certe cose apertamente.
  • Il problema non è l’Islam che viene sfruttato da taluni per imporre il proprio volere sugli altri come se fosse un’arma e non una religione che alla fine nei propri fondamenti professa le stesse di tante altre religioni del mondo.
  • Il problema non sono i Cinesi o gli extra comunitari in generale che vengono da noi sperando di trovare un po’ sto migliore dove vivere sperando di non dover un prezzo troppo alto alla loro ‘cosa nostra’.
  • Il problema non è la Mafia che ormai ha intaccato tutti i settori della nostra vita quotidiana e che anche indirettamente ci controlla nelle nostre scelte e abitudini.

Ma allora il problema reale quale è?

Il problema siamo NOI!!!

Noi che abbiamo accettato tutto questo senza reagire o opporci, tutto per un tozzo di pane raffermo sotto forma di cellulare ultimo modello, auto mega accessoriata e super sborona, vestiti ultra firmati e iper costosi, prendere l’aperitivo tutti i giorni, farsi vedere da tutti nella propria figaggine.
Abbiamo ceduto noi la nostra identità e capacità di ragionamento e comprensione ad un idealizzato “Sogno Americano” per pura vanità ed egoismo, senza pensare alle conseguenze dirette ed indirette che subisce una società che vive in un sistema chiuso come è la nostra Terra. Abbiamo accettato quel pugno di biglie e specchietti, in versione moderna, che ci è stato offerto. Abbiamo iniziato a seguire “la massa” perché era più comodo uniformarsi che far sentire il proprio disagio. Abbiamo fatto tutto questo cedendo un pezzetto di noi stessi alla volta senza quasi accorgercene.
Quello che però non capisco è perché non vogliamo ancora deciderci a fare tabula rasa e ripartire. Quanto altro vogliamo colare a picco prima di ammettere che stiamo affogando?
Più tempo passa e più sarà dura ricreare una società giusta con valori sani e rispetto diffuso.

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5 comments

  1. reply

    Concordo con tutto , in particolare sulla conclusione “il problema siamo noi” e realtiva dissertazione.

    Un solo piccolo inciso:

    -Il problema non e’ la chiesa cattolica che in tutto questo bordello…..

    Ieri Benedetto xvi e’ intervenuto davanti al Bundestag sottolineando che la ragione positivista (cellulari, macchinoni, tv che sembrano cinema) riduce l’ uomo . anzi minaccia la sua umanita’.
    Proseguendo ha poi avvertito che “il successo puo’ essere anche una seduzione e cosi puo aprire la strada alla contraffazione del diritto e alla distruzione della giustizia” .

    Concetti quanto mai attuali ai quali spesso il capo della chiesa fa ricorso (non e’ vero che la chiesa latita nell’ esprimere con forza i suoi dogmi)

    E’ casomai vero il contrario, ne sono la prova gli scranni vuoti del parlamento tedesco di solito scaldati da verdi, rosa ecc polemicamente fattisi di nebbia per la ancestrale posizione della chiesa su temi concernenti la morale (e non solo).

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  2. Muaddip

    Sono contento che su questo post concordiamo in gran parte, perché sovente abbiamo avuto visioni diametralmente opposte.
    Forse è finalmente arrivato il momento di mettersi tutti assieme, ritrovare quel rispetto necessario per mettersi a percorrere assieme una strada che ci porti fuori da tutto questo.
    Il problema forse ora è capire il come.

    Riguardo la chiesa, mi lascio andare a qualche rapida considerazione e domanda perché sicuramente più avanti ci sarà maggiore spazio di discussione a riguardo.
    Perché il Papa vedendo il “bordello” qui in italia non ha sollevato la voce ogni singolo giorno dicendo che è inaccettabile un’uso così becero della donna nella società moderna?
    Perché pretendono di avere “sconti” sulle tasse delle Stato come se fossero cittadini diversi da tutti gli altri?
    Perché professano l’aiuto del bisognoso quando basta andare in piazza san pietro per rendersi conto che girano più soldi lì che in tutte le missioni umanitarie del mondo?
    Perché accettano finanziamenti da chi produce armi invece che non accettarlo?

    Mi sono anche lasciato andare troppo per ora, ma è già chiara la doppia veste di un credo religioso e istituzione che vuole ancora essere stato.
    L’ipocrisia dell’istituzione e delle alte cariche ormai è palese e sotto gli occhi di tutti.
    Infatti il problema non solo le brave persone che conosco e danno il massimo per ottenere buoni risultati credendo nei principi che una bellissima religione come quella Cristiana professa, ma sono le persone che la amministrano che sbagliano di grosso mettendo davanti altre cose.
    E non ditemi che sono uomini e possono sbagliare e quindi vanno perdonati, perché fior fior di farabutti (politici, clericali, …) nel corso dei secoli, su sta cosa del perdono “obbligatorio”, ci hanno marciato senza pagare realmente tutti i danni che hanno arrecato alla comunità.

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  3. reply

    Beh, in giro a recuperare puttane (o cercare quanto meno di farlo) per ora io ho visto solo don Gelmini o don Gallo e molto meno la ex pasionaria Rosy.

    Sconti sulle tasse?
    Organizzare estate ragazzi piuttosto che attivita’ ricreative o formative in parrocchia, strutturare mense per clochard o finanziare missioni in africa in aiuto a derelitti dimenticati da tutti perche’ non fanno fatturato (e’ meglio bombardare Gheddafi stando attenti a non danneggiarne i pozzi di petrolio) ha purtroppo un costo.

    I soldi che girano a s. Pietro non sono mai frutti di rapine o di loschi affari.

    Insomma non mi pare sufficiente mascherarsi da anticlericale per sparare a zero su cattolici che spesso , scusa se te lo dico tamponano falle che uno stato troppo assente fanno finta di non vedere.

    Non mi prendere per becero bigotto (non sono fervente cattolico) ma trovo che troppo spesso sia banale e fuori luogo mettere in mezzo il cattolicesimo e i suoi uomini nel vergognoso odierno bailamme della gestione della cosa pubblica

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  4. Muaddip

    Vedi, io sono invece uno di quelli che in prima persona si è impegnato (ultimamente con mio rammarico non riesco più) duramente in quelle attività da te elencate, che crede fermamente nel dare una risposta a problemi reali impegnandosi da sempre in prima persona.
    Purtroppo però ho potuto vedere comportamenti assurdi e controproducenti che letteralmente ti fanno cascare le braccia, per questo mi permetto di criticare, perché si tratta di un mondo che conosco bene, che mi ha dato tanto e a cui spero di aver dato altrettanto. Vederlo scendere a patti con i propri credo, chiudendo gli occhi a comportamenti di dubbia moralità fatti da quei politici che si professano rappresentanti del popolo, per un proprio tornaconto, non è stato un bell’esempio di quello che professa.
    Come dicevo però non voglio parlarne ora, anche se ti ringrazio perché mi hai lasciato qualche altro spunto su cui approfondire.

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  5. Muaddip

    Un punto a favore di reply, in questa digressione sulla Chiesa, visto che la CEI sembra prendere posizione contro certi comportamenti etici e politici.
    Direi alla buon’ora!
    Forse si sono resi che la loro posizione a riguardo era diventata insostenibile.

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