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Archive for the ‘Interviste Possibili’

Intervista a Ferfilò

novembre 13, 2009 By: Diago Category: Interviste Possibili

Logo di Ferfilò

Logo di Ferfilò

Una sera d’inverno, alcuni contadini, la luce di una lanterna, il calore di una stalla. Un tempo, “fare filò” era questo. In quella stalla, mentre le donne cucivano e gli uomini riparavano gli attrezzi, ci si scambiava opinioni, si chiacchierava, si raccontavano storie ai bambini. Si creavano così rapporti sociali.
Oggi, Ferfilò è un’associazione fondata esclusivamente da giovani, che nel nostro territorio sta mano a mano facendo sempre più sentire la propria voce, la propria presenza. I tempi chiaramente sono cambiati, ma gli obiettivi sono più o meno gli stessi di un tempo: mettere in contatto persone, rispondere ai loro bisogni. In poche parole, diventare un punto di riferimento, in questo caso per i giovani, ed aiutarli a realizzare i propri sogni, le proprie idee.

IndeZènt ha intervistato Ferfilò. (continua…)

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Domande a Luca Sofri

ottobre 22, 2009 By: indeZènt Category: Interviste Possibili

Video delle domande a Luca Sofri

Durante il Festival di Internazionale abbiamo avuto la possibilità di rivolgere alcune domande anche a Luca Sofri, noto giornalista e blogger sul suo Wittgenstein.
Ecco i testi delle domande rivolte a Luca Sofri:
(continua…)

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Domande a Concita De Gregorio

ottobre 20, 2009 By: indeZènt Category: Interviste Possibili

Video delle domande a Concita De Gregorio

Durante il Festival di Internazionale abbiamo avuto la possibilità di rivolgere alcune domande anche a Concita De Gregorio, la direttrice del quotidiano l’Unità.
Vorremmo far notare che è proprio di oggi la notizia che l’Italia secondo Reporters sans frontières è al 49° posto su 175 paesi esaminati al mondo come libertà di stampa (calo di 9 posizioni dal 2007).
Ecco i testi delle domande rivolte a Concita De Gregorio:
(continua…)

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Domande a Giovanni De Mauro

ottobre 18, 2009 By: indeZènt Category: Interviste Possibili

Video delle domande a Giovanni De Mauro

Durante il Festival di Internazionale abbiamo avuto la possibilità di rivolgere alcune domande a Giovanni De Mauro, il direttore della rivista Internazionale.
Ecco i testi delle domande:
(continua…)

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Cento rifiuti

giugno 11, 2009 By: Muaddip Category: Interviste Possibili

Riciclaggio a Cento

27% di riciclaggio a Cento nel 2007

Questa volta ho chiesto delucidazioni a Legambiente, dopo averlo già fatto per la Cispadana (video) e la TIA errata, riguardo ad un argomento che ritengo molto sentito e semi sconosciuto che è quello della gestione dei rifiuti a Cento.
Dalla ricostruzione fornitami da Legambiente della storia dei rifiuti centesi dagli anni ‘80 ad oggi ne viene fuori un quadro a mio avviso poco rassicurante, raccapricciante, inadeguato e assolutamente non lungimirante.
Riguardo questo argomento questa sera in sala Zarri alle ore 21 (dettagli dell’incontro) si terrà un incontro fra le consulte comunali e la CMV per discutere dell’argomento.
Spero vivamente che venga invitata anche Legambiente per esporre queste problematiche e idee per possibili soluzioni.

LA GESTIONE DEI RIFIUTI A CENTO: UNA STORIA BEN POCO EDIFICANTE.
Due anni fa fece scalpore la denuncia dell’assessore provinciale all’ambiente: “Per i rifiuti Cento è il nostro sud”.
Da allora qualcosa è migliorato ma Cento rimane sempre tra i comuni meno virtuosi della provincia. Le disattenzioni della nostra comunità ai problemi della gestione dei rifiuti e dell’ambiente, viene da lontano e vale la pena di fare la storia di quanto accaduto negli ultimi vent’anni; non per fare un esercizio culturale, ma per meditare come infelici scelte fatte in passato, si ripercuotono in danni ambientali ed economici sulle future generazioni.
Discarica del Morando
All’inizio degli anni ottanta in Via Mussolina, al confine con il comune di San Giovanni in Persiceto, vi era un bellissimo laghetto alimentato da acque sorgive. Aveva preso origine da una cava scavata una decina d’anni prima dalla Cooperativa Fornaciai, allora operante in Via Reno Vecchio. Ancora oggi, sul retro dell’ex casello ferroviario di Morando, dall’altra parte del Canale di Cento rispetto alla discarica, si può ritrovare un’analoga e pregevole zona umida.
Ebbene, venticinque anni fa si fece una discarica in Via Mussolina. Si cominciò con l’accatastare rifiuti nei campi accanto al laghetto. In breve, questa catasta di rifiuti, scivolò, o venne spinta dentro le acque, fino a riempire completamente il lago. Che non era certo piccolo, perché parliamo di un’area di 7 ettari.
È facile intuire il terribile danno ambientale che si causò, ma non finì lì.
Negli anni seguenti l’acqua dal sottosuolo continuò a sgorgare, e, passando attraverso i rifiuti e mescolandosi con l’acqua piovana, diede origine ad un inquinatissimo percolato. Cosa sia stato portato in quella discarica non è più dato sapere, ma chi abita da quelle parti ricorda il via vai di camion anche della Chimiren o di fonderie.
Anni dopo venne costruito un (continua…)

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Ridateci la TIA!

aprile 30, 2009 By: Muaddip Category: Interviste Possibili

E noi pedaliamo!

E noi pedaliamo!

Con questo post vogliamo continuare la serie di domande che abbiamo rivolto a legambiente dell’alto ferrarese (avevamo già parlato della cispadana anche con un video) entrando an cor più nel merito di problematiche locali, quello della riscossione della TIA (Tariffa Igiene Ambientale) avenuta negli ultimi anni.
Visto che l’argomento è molto delicato e con questo abbiamo sentito solo la campana di legambiente saremo disponibili ad ospitare eventuali repliche o chiarimenti (in appositi post) sia da parte di CMV che del comune di Cento.

In questi ultimi tempi ho sentito varie voci riguardanti una riscossione errata della TIA che in questi ultimi anni avrebbe portato ad una richiesta di circa 2 milioni di euro, a tutta la cittadinanza, in più rispetto al dovuto.
Potrebbe darci maggiori dettagli riguardo a questa situazione così da chiarire come stanno veramente le cose?

Vediamo di spiegare quanto accaduto:
L’11 novembre 2002 la giunta centese decise di passare da TARSU a TIA. Cosa significano queste sigle? La TARSU è l’acronimo che indica la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, e pagata dai centesi fino alla fine del 2002. La TIA (Tariffa Igiene Ambientale), voluta dalla Legge Ronchi del 1997, è la tariffa che viene fatta pagare ai cittadini (per i centesi dal 2003) per la raccolta e la gestione dei rifiuti. Un passaggio importante quindi! Con la TIA si consuntivano tutti i costi sostenuti per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti (solo questi ovviamente) e si ribaltano sui cittadini che dovrebbero pagare in base a quanti rifiuti producono, in modo che il cittadino virtuoso che differenzia di più, venga premiato con una tariffa più contenuta. Ho scritto dovrebbero, perché in realtà, pagando in base alla grandezza dell’appartamento ed al numero di cittadini che vi abitano, non si tiene conto se questi sono bravi o meno bravi nel produrre e gestire i rifiuti. E’ un dibattito ed una situazione in evoluzione.
Con la delibera del consiglio comunale n. 133 del 20 dicembre 2004 si stabiliva di affidare, con effetto immediato, alla propria società CMV SERVIZI SRL i servizi di tutela ambientale dei parchi e giardini di Cento e Renazzo, di disinfezione, di dezanzarizzazione, di derattizzazione e di sgombero neve.
Quindi dal 2005 il comune di Cento non spendeva più soldi per pagare le varie ditte per questi servizi, ma doveva spenderli pagando la CMV per quanto affidatogli. Ovviamente utilizzando la fiscalità generale.
Invece…
(continua…)

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Referenda – Cui prodest?

aprile 23, 2009 By: Lex Category: Interviste Possibili

Si, No, Forse

Si, No, Forse

Nei giorni passati si è tanto parlato di referendum. Le discussioni che ci sono giunte dai media, però, sono state per lo più sulla data e sul costo. Per entrare nel merito, e scoprire di cosa si tratta, ho posto alcune domande ai consiglieri comunali della Lega. Ho scelto di porre queste domande a loro perché è il loro partito che, a volte anche in modo plateale, a livello nazionale si è messo di traverso per osteggiare il referendum e sono stati tra i primi che ho sentito entrare nei dettagli dei vari punti del referendum (mettendomi quindi la pulce nell’orecchio). Risponde Magagna Lorenzo:

Tre quesiti referendari: I primi due (primo, secondo) prevedono uno spostamento del premio di maggioranza dalla “coalizione di liste” alla “singola lista” che ottiene più seggi. Vengono, inoltre, innalzate le soglie di sbarramento (fissate al 4% e 8% per Camera e Senato). Dico bene? Cosa comportano questi due cambiamenti?

Partiamo dalle soglie di sbarramento, mi sembra che uno sbarramento sia necessario per non disperdere voti in tanti partitini dello 0.000 e qualcosa. Magari uniformarli al 4%,l’8% mi sembra eccessivo. A questa parte nulla in contrario.
Il problema è il premio di maggioranza alla lista singola, perché parlando dei costi del referendum nessuno ha spiegato alla gente a cosa si può andare incontro.
Mettiamo per ipotesi che i partiti non si accorpino in 2 unici schieramenti (cosa più che probabile in Italia) e si presentino in ordine sparso alle votazioni. Il partito che ha preso più voti, prenda il 20% , con il premio di maggioranza riuscirebbe ad avere il 55% dei parlamentari .
Vi sembra una cosa corretta e democratica? A me assolutamente no. In più se trovano l’accordo con un altro 20% di parlamentari può andare a cambiare la costituzione senza passare da un referendum con appena il 40% dei consensi dei cittadini, con forti rischi di instaurare una nuova dittatura. Vi sembra democratico? A me no.

Il terzo abroga sia alla Camera che al Senato la facoltà di candidature multiple. Non è come avere le preferenze, ma evita comunque certi giochetti da parte dei partiti. Giusto?

Il terzo quesito è come dite voi. Da me è condiviso totalmente.

Pensate che questo referendum (in caso di successo del SI) apporterà miglioramenti al “porcellum”?

Il cosiddetto “porcellum” può essere sicuramente migliorato, ma non con questo referendum che porterebbe a rischio il senso stesso della democrazia.

Calderoli ha fatto un accostamento tra la legge elettorale che ne deriverebbe e la legge Acerbo, siamo davvero a questo punto?

La legge Acerbo grosso modo era questa :
“Tale legge prevedeva l’adozione del sistema maggioritario plurinominale all’interno di un collegio unico nazionale. Ogni lista poteva presentare un numero di candidati pari ai due terzi dei seggi in palio (si noti come, per assurdo, tale meccanismo fu spacciato per democratico in quanto garantiva di converso alle minoranze un terzo dei seggi dell’assise parlamentare, anche nel caso fossero scese al di sotto del 33% dei suffragi), cioè 356 su 535, e la lista che avesse ottenuto la maggioranza con una percentuale superiore al 25% dei voti avrebbe eletto in blocco tutti i suoi candidati. I restanti 179 scranni sarebbero invece andati alle liste rimaste in minoranza, che se li sarebbero suddivisi fra loro sulla base della vecchia normativa proporzionale del 1919 .”
Con gli scenari che ho elencato prima trovo molti punti di affinità e rischio.

Sempre Calderoli dice che dietro a questa movimentazione ci sono interessi legati a rimborsi elettorali. Sarebbe ironico se facendo due conti si scoprisse che se il referendum salta lo stato ci guadagna. Ma è davvero una mera questione economica? Voi vi siete fatti un’idea di chi possa trarre vantaggio dalla riuscita di questo referendum? E chi invece ne uscirà indebolito?

Personalmente credo la questione economica sia solo un pretesto perché da dati ufficiali ho mi risulta che il risparmio da un accorpamento in unica data con le europee sia di 70-80 milioni al massimo e non i 400sbandierati da più parti.
Da questo referendum con la vittoria del si’ ,ne uscirebbero avvantaggiati sicuramente il PD e il PDL, essendo al momento i 2 partiti che possono aspirare a vincere delle consultazioni elettorali da soli e accaparrarsi il premio di maggioranza.
Ne uscirebbe indebolita l’essenza stessa della democrazia.

La polemica sull’election day è stata molto pressante. Si è scoperto che la democrazia costa. In un altro contesto sarebbe stato possibile accorpare referendum ed elezioni?

In nessun contesto si potrebbe accorpare referendum ed elezioni per il semplice motivo che c’è una legge costituzionale che vieta l’accorpamento di referendum a elezioni di carattere politico proprio per evitare che la consultazione politica possa alterare in qualche modo il risultato referendario,proprio per questo dal 1946 ad oggi non si sono mai svolti referendum lo stesso giorno di altre elezioni.

Ai commenti dei lettori qualsiasi ulteriore approfondimento o analisi dell’argomento.

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