Il Muro!
A Gerusalemme i muri non delimitano solamente una casa da quella attigua. Il Muro separa idee, modi di vivere, punti di vista inconciliabili. Divide famiglie, spezza legami, strappa delle vite. Il Muro tra lo stato di Israele ed i territori palestinesi è una lama che si è abbattuta su questa parte del mondo, facendola sanguinare.
Da alcuni anni il governo israeliano sta costruendo una barriera alta 8 metri lungo la “linea verde” che divide Israele dalla Cisgiordania. In realtà essa si dissocia in molti punti da questo limite, acquisendo nella parte israeliana molti territori palestinesi, occupati da coloni di Israele. Dai luoghi più alti di Gerusalemme si può vedere questo lungo serpente bianco che si snoda sulle colline brulle che la circondano, quasi non si nota, avvolgendosi tra i palazzi bianchi e squadrati della periferia. Oltre ad esso vi sono le città a maggioranza araba, al di qua invece vi sono i più ricchi insediamenti ebraici e, capita non raramente, i luoghi di lavoro, le famiglie, i campi di quei palestinesi che, abitando al di là del muro, hanno dovuto abbandonare. E’ estremamente scomodo e difficile per un palestinese muoversi per la sua terra, ora che esiste il muro. Si sentono prigionieri: gli anziani hanno davanti agli occhi come, nel tempo, abbiano via via perso sempre più la propria libertà.
Betlemme (Cisgiordania) e Gerusalemme distano pochi kilometri l’una dall’altra. Partendo dalla prima per raggiungere lo stato di Israele ci si imbatte quasi immediatamente nell’area militarizzata predisposta in corrispondenza del varco nel muro. Alcuni soldati intimano di fermarsi. L’autobus si ferma, l’autista apre ai militari. Le persone presenti sul bus preparano i passaporti, e li tengono in bella vista sulla testa. Entra un soldato con un’arma in mano, un arma piuttosto grande. Lentamente passa in rassegna i documenti. Mi passa accanto, lo guardo in faccia. Dimostra di aver compiuto la maggiore età da poco, pochissimo tempo. Ed è già in mezzo ai civili con un’arma in mano. Siamo a posto, scende. Attendiamo ancora un po’ e ci lasciano passare. Siamo turisti, e ci è capitato solo una volta di passare per questi controlli. Ma gli arabi che devono o vogliono passare quotidianamente per i posti di blocco hanno sicuramente molte più restrizioni, molti più disagi. Quanto possono evitare di sentirsi ospiti indesiderati a casa propria?
Le informazioni che ci giungono riguardanti attacchi kamikaze sono meno frequenti ora. Ma a che prezzo, questo non fa notizia.