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	<title>indeZènt &#187; Mondo</title>
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	<description>La cultura, il mondo, la politica italiana e locale discusse da Centesi</description>
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		<title>Io sto con Emergency</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 09:38:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lex</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Frattini e La Russa, cioè coloro che rispettivamente attuano la politica estera dell’esecutivo e il massimo rappresentante in ambito militare prendono le distanze dagli operatori di Emergency arrestati che, ricordiamo, prima di tutto sono cittadini italiani in un contesto di guerra (o di missione di pace, che per quanto possa sembrare assurdo ne è diventato un sinonimo). Cosa vuol dire questo?
Partiamo dal principio.
Cos’è Emergency: “Emergency è un&#8217;associazione italiana indipendente e neutrale, nata per offrire assistenza medico-chirurgica gratuita e di elevata qualità alle vittime civili delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà.”
Cos’è successo due giorni fa?
Sabato 10 aprile militari afgani e dell’ISAF (coalizione internazionale guidata dalla NATO e della quale fanno parte tra gli altri quasi 3000 soldati italiani) hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale. Tra questi ci sono i tre cittadini italiani Matteo Dell&#8217;Aira, Marco Garatti e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm1.static.flickr.com/221/455945252_3c3ac34b28_o.gif"><img src="/dati/uploads/2010/04/100413.jpg" alt="" title="100413" width="380" height="311" class="aligncenter size-full wp-image-2493" /></a>Frattini e La Russa, cioè coloro che rispettivamente attuano la politica estera dell’esecutivo e il massimo rappresentante in ambito militare <strong>prendono le distanze dagli operatori di Emergency arrestati</strong> che, ricordiamo, prima di tutto sono cittadini italiani in un contesto di <strong>guerra</strong> (o di <em>missione di pace</em>, che per quanto possa sembrare assurdo ne è diventato un sinonimo). Cosa vuol dire questo?</p>
<p>Partiamo dal principio.<br />
Cos’è Emergency: <em>“Emergency è un&#8217;associazione italiana indipendente e neutrale, nata per offrire assistenza medico-chirurgica gratuita e di elevata qualità alle vittime civili delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà.”</em></p>
<p>Cos’è successo due giorni fa?<br />
Sabato 10 aprile militari afgani e dell’<a href=http://it.wikipedia.org/wiki/International_Security_Assistance_Force>ISAF</a> (coalizione internazionale guidata dalla NATO e della quale fanno parte tra gli altri quasi 3000 soldati italiani) hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale. Tra questi ci sono i tre cittadini italiani <strong>Matteo Dell&#8217;Aira</strong>, <strong>Marco Garatti</strong> e <strong>Matteo Pagani</strong>. L’accusa: aver cospirato al fine di uccidere il governatore della regione dello Helmand per conto dei Talebani, che avrebbero pagato ai killer (gli operatori di Emergency) 500 mila dollari qualora l’attentato fosse andato a buon fine.</p>
<p><strong>La storia ha dell’incredibile</strong> per diversi aspetti:</p>
<ul>
<li>Perché in un primo momento l’<strong>ISAF ha smentito di aver preso parte all&#8217;azione</strong>. Ma in un video diffuso dall&#8217;Associated Press sono mostrati chiaramente militari britannici del contingente Nato che circondano l&#8217;edificio e prendono parte alla perquisizione dei locali, costringendo il personale a identificarsi. O come dice il generale Fabio Mini, ex capo del contingente Nato in Kosovo parlando di una <a href=http://www.asca.it/news-EMERGENCY__GEN__MINI__VENDETTA_POLITICA_CONTRO_L_ASSOCIAZIONE-908653-ORA-.html>VENDETTA POLITICA CONTRO L&#8217;ASSOCIAZIONE</a>: <em>“Una soffiata, la perquisizione, una scatola di esplosivo, una pistola, due bombe a mano attive e quattro inattive, gli agenti dei servizi che si portano dietro le telecamere, qualche soldato e poliziotto afgano e un paio di para&#8217; inglesi che si dirigono a colpo sicuro in una sala e fra decine di scatoloni individuano subito quelli sospetti&#8230; ”</em>
</li>
<li>Perché i tre arrestati (un medico, un infermiere ed un addetto alla logistica) erano anche reporter di <a href=http://it.peacereporter.net/articolo/21245/Emergency%3A+%22Guerra+a+un+ospedale%22.>PeaceReporter</a> e documentavano (o più correttamente denunciavano come in questo articolo dal titolo <a href=http://it.peacereporter.net/articolo/20260/Vergogna><em>“Vergogna”</em></a> o in quest’altro <a href=http://it.peacereporter.net/articolo/20472/%27%27Lasciateci+in+pace%27%27>“Lasciateci in pace”</a>) gli orrori della <em>“missione di pace”</em>.
</li>
<li>Perché la cnn online riferisce che i tre sarebbero accusati anche di aver ucciso l’interprete del giornalista Mastrogiacomo nel 2007 (quando nessuno dei tre era in Afghanistan). Mentre il Times se ne esce dicendo addirittura che questi avrebbero confessato (poi smentito). E ad oggi nessuno (non i famigliari, non la farnesina) si è ancora potuto mettere in contatto con loro. E ricordiamoci che non sono ostaggi dei terribili talebani, ma sono stati arrestati dalla coalizione di cui l’Italia fa parte!
</li>
</ul>
<p>Ma tornando a come il nostro governo sta gestendo la vicenda, dal 2006 Emergency è riconosciuta come Ong partner delle Nazioni Unite &#8211; Dipartimento della Pubblica Informazione. E non si capisce quindi la prima <a href=http://www.liquida.it/notizie/2010/04/10/8883360/helmand-emergency-gino-strada/>dichiarazione del ministro Frattini</a> che afferma che <em>&#8220;queste persone arrestate operavano per una <strong>struttura non legata alla cooperazione</strong>&#8220;</em> (che è un po&#8217; delegittimare il ruolo di Emergency e prendere le distanze da cittadini italiani che invece Frattini dovrebbe difendere). Ma ancora più grave, a mio avviso, la seconda affermazione: <em>“il governo italiano ribadisce la linea di assoluto rigore contro qualsiasi attività di sostegno diretto o indiretto al terrorismo”</em> che in linea di principio è una sacrosanta verità, ma in questo contesto suona più come un prendere le distanze dai propri cittadini. Suona come un <em>“se riuscite a strappargli una confessione sono tutti vostri!”</em>. E a me non è piaciuta neanche un po’.</p>
<p>E poi c&#8217;è La Russa. Il ministro era pronto a <a href=http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/10/LaRussa-Times-Afghanistan.shtml?uuid=73b02eb6-b976-11de-8e82-7af95a44f68d>denunciare il Times</a> quando questi citando agenti dell&#8217;intelligence Usa e alti ufficiali della Nato parlavano delle <a href=http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/10/Afghanistan-mazzette-italiane-talebani-Times.shtml?uuid=e6bccf72-b962-11de-8e82-7af95a44f68d>mazzette che gli italiani pagavano ai talebani</a>. Ora, invece, prende tutt’altra posizione in una situazione che, mi sento di condividere l’idea di Gino Strada, ha del grottesco. La Russa afferma: <em>“Può sempre succedere di avere accanto, inconsapevolmente, degli infiltrati. Nel passato e&#8217; accaduto tante volte. E&#8217; successo al Pci con le Br e al Msi con i Nar”</em>&#8230; aggiunge: <em>“Strada dovrebbe evitare di accusare il governo Afghano, di gridare al complotto della Nato e di tirare dentro il governo italiano che non è stato informato di questa operazione. Sarebbe più saggio se, in attesa di sapere come sono andate le cose, <strong>prendesse intanto le distanze dai suoi collaboratori</strong>”</em>.<br />
Parole assurde che si commentano da sole, prendesse La Russa le distanze dai suoi colleghi con processi in corso, in attesa di sapere come finiscono! Rendo l’idea?.</p>
<p>E dunque, vista la posizione dei ministri, non mi stupisce neanche la dichiarazione di Gino Strada che dice: <em>“spero che non c’entri il governo italiano”</em>. E rincara con un <em><strong>&#8220;L&#8217;Italia, con più di tremila soldati, fa parte delle forze della coalizione ed OGNI GIORNO paghiamo DUE MILIONI di euro per proteggere il governo afghano che ha arrestato, o meglio rapito, personale medico. Se fossi un politico ci farei sopra una bella riflessione”</strong></em>.</p>
<p>Mi scuso per eventuali inesattezze e se non sono riuscito a riportare tutte le fonti e altre parti che potessero risultare utili alla visione d’insieme. Come si può sperimentare di persona, il web è stracolmo di informazioni (più o meno accurate) sulla vicenda (vicenda che speriamo non passi sotto silenzio).</p>
<p><em>(n.d.r. Post scritto prima delle <a href="http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE63B02I20100412" target="_blank">dichiarazioni di Frattini</a> che correggono quanto aveva lasciato capire)</em></p>
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		<title>Interessi Libici</title>
		<link>http://www.indezent.it/2010/02/18/interessi-libici/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 13:56:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Muaddip</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Sulla cartina

La Svizzera, secondo fonti libiche, qualche giorno fa avrebbe vietato l&#8217;ingresso sul suo territorio a 188 tra i quali Gheddafi.
Potrei giusto trovare una mezza dozzina di motivazioni sul perché tenersi lontano quel brav&#8217;uomo e i suoi compari, quindi diciamo che capisco le motivazioni degli Svizzeri.
Ricordo però che la Svizzera è da poco entrata nell&#8217;area Shengen di libero scambio di merci e persone con cui la Libia ha degli accordi di agevolazione.
La Libia per presunta rappresaglia ha vietato l&#8217;ingresso sul suo territorio a tutti gli europei.
E voi giustamente vi starete domandando: &#8220;E a noi che ce frega? Mica vogliamo andare in quello scatolone di sabbia.&#8221;
Effettivamente avete tutte le ragioni per dirmelo ma non pensate che la storia sia tutta qui, perché a questo punto il nostro grande Frattini, paladino dei deboli e degli oppressi, attacca duramente la Svizzera chiedendo l&#8217;abolizione di questa lista nera.
Perché però questa si forte richiesta alla ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 390px;"><a href="http://www.ilcassetto.it/altreimg/LIBIA.jpg"><img src="/dati/uploads/2010/02/100218.jpg" alt="" title="La Libia" width="380" height="350" class="alignnone size-full wp-image-2254" /></a>
<p class="wp-caption-text">Sulla cartina</p>
</div>
<p>La Svizzera, secondo fonti libiche, qualche giorno fa avrebbe <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/02/15/news/libia_visti_schengen-2307744/" target="_blank">vietato l&#8217;ingresso sul suo territorio</a> a 188 tra i quali Gheddafi.<br />
Potrei giusto trovare una mezza dozzina di motivazioni sul perché tenersi lontano quel brav&#8217;uomo e i suoi compari, quindi diciamo che capisco le motivazioni degli Svizzeri.<br />
Ricordo però che la Svizzera è da poco entrata nel<a href="it.wikipedia.org/wiki/Accordi_di_Schengen" target="_blank">l&#8217;area Shengen</a> di libero scambio di merci e persone con cui la Libia ha degli accordi di agevolazione.<br />
La Libia per presunta rappresaglia ha vietato l&#8217;ingresso sul suo territorio a tutti gli europei.<br />
E voi giustamente vi starete domandando: &#8220;E a noi che ce frega? Mica vogliamo andare in quello scatolone di sabbia.&#8221;<br />
<span id="more-2253"></span>Effettivamente avete tutte le ragioni per dirmelo ma non pensate che la storia sia tutta qui, perché a questo punto il nostro grande Frattini, paladino dei deboli e degli oppressi, <a href="http://www.corriere.it/esteri/10_febbraio_17/frattini-malta-libia-svizzera_05593c74-1bb8-11df-9bdf-00144f02aabe.shtml" target="_blank">attacca duramente la Svizzera</a> chiedendo l&#8217;abolizione di questa lista nera.<br />
Perché però questa si forte richiesta alla Svizzera in favore della Libia, a cui si è aggiunta anche Malta?<br />
Allora non vi ricordate proprio nulla.<br />
Sei mesi fa il siur Gheddafi è venuto in Italia per firmare un <a href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/esteri/libia-italia/berlusconi-gheddafi/berlusconi-gheddafi.html" target="_blank">accordo sull&#8217;immigrazione</a> clandestina in cui la libia si impegnava a fare da &#8220;raccoglitore&#8221; per questi immigrati senza dimora che arrivavano in Italia.<br />
Riguardo questo argomento vi consiglio di guardarvi <a href="/forum/topic.php?id=86">Come un Uomo sulla Terra</a> che è un film documentario che espone realmente come stanno le cose per gli immigrati clandestini che arrivano in Italia.<br />
Ma non è finita qui, perché lo stato Italiano sborsa alla Libia un bel gruzzoletto di euro come rimborso, dire molto tardivo, sull&#8217;occupazione di cent&#8217;anni orsono. Detto fra noi per me si tratta di una bella mazzetta per fare in modo che non arrivino più barconi, ma non ditelo troppo in giro.<br />
Purtroppo non ci si è resi conto che nel nostro paese, dove per fortuna abbiamo o almeno dovremmo avere rispetto per le persone, quei profughi possono funzionare benissimo come arma per ottenere vantaggi economici se chi li manda non ha problemi a trattarli come animali da macello.<br />
Però non sta nemmeno tutto qui il problema infatti la Libia ha in mente un <a href="http://africa.blog.ilsole24ore.com/2010/02/la-libia-prepara-piano-di-sviluppo-da-130-miliardi-di-dollari.html" target="_blank">piano di sviluppo economico</a> da 130 miliardi di dollari che sicuramente fa gola a molti imprenditori o pseudo tali e se poi ci mettiamo la <a href="http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE49H03D20081018" target="_blank">presenza della banca libica</a> in banche italiane come Unicredit o altre società e il fatto che la stessa <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2010/02/Banca-centrale-libica.shtml" target="_blank">banca libica ha deciso di aprirsi</a> a due gruppi stranieri che vogliono consorziarsi&#8230;<br />
Credo che si sia già ricavato un bel quadretto, non trovate?<br />
Ancora una volta però non è finita qui, infatti il buon Putin ha deciso di firmare un <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2010/01/putin-russia-libia-maxi-fornitura.shtml" target="_blank">contratto con la Libia</a> per un investimento militare non da poco, ben 1,3 miliardi di euro.<br />
Ora ho proprio finito di tracciare le linee, ditemi voi se quello che ne emerge è positivo o no. Io sono parecchio stanco di tutta questa ipocrisia e interesse personale e mi trovo, forse stranamente, concorde con il Papa nel definire questi <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_febbraio_18/papa-rubare-mentire_08f6ebc2-1c7d-11df-beab-00144f02aabe.shtml" target="_blank">comportamenti non Umani</a> con la U maiuscola.</p>
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		<title>L&#8217;ora dell&#8217;Iran</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 13:38:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Muaddip</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Davanti all&#8217;ambasciata

Ieri in Iran c&#8217;è stata un dimostrazione davanti all&#8217;ambasciata Italiana.
Alcuni media l&#8217;anno definita addirittura assalto, ma mi sembra eccessivo visto che cose così capitano anche in Italia ma nessuno dice nulla, vedasi lavoratori dell&#8217;Alcoa a Roma. Quindi questo uso di due pesi e due misure è quantomeno assurdo e sproporzionato. Quello che è chiaro è che quanto avvenuto non è certo un fatto positivo per nessuno e assolutamente da non incoraggiare, ma non certo caduto lì dal nulla come vuol far credere Frattini con le sue parole &#8220;A Teheran abbiamo visto provocazioni inaudite e gesti assolutamente inconsulti&#8221;.
Quel fatto segue di pochi giorni una dichiarazione del presidente del consiglio dei ministri fatta in Israele, contraria perfino ad una dichiarazione dell&#8217;ONU sulla faccenda della striscia di Gaza. Ora non entro nel merito di quelle dichiarazioni perché è ovvio che sia stata un&#8217;ennesima incomprensione di quello che voleva realmente dire Berlusconi e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 390px;"><a href="http://www.romagnanoi.it/lavoce_common/multimedia/27/812/__TFMF_lp3nyk55sra5cnygjv53ce3t_2b759b22-9db0-4638-82c9-9eb86003e87a_0___Selected.jpg"><img src="/dati/uploads/2010/02/100210.jpg" alt="" title="Davanti all'ambasciata" width="380" height="156" class="alignnone size-full wp-image-2222" /></a>
<p class="wp-caption-text">Davanti all&#8217;ambasciata</p>
</div>
<p>Ieri in Iran c&#8217;è stata un <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/02/09/news/teheran_ambasciata_italiana-2235180/" target="_blank">dimostrazione davanti all&#8217;ambasciata</a> Italiana.<br />
Alcuni media l&#8217;anno definita addirittura assalto, ma mi sembra eccessivo visto che cose così capitano anche in Italia ma nessuno dice nulla, vedasi <a href="http://www.youtube.com/watch?v=RsVM3_gCIgg" target="_blank">lavoratori dell&#8217;Alcoa a Roma</a>. Quindi questo uso di due pesi e due misure è quantomeno assurdo e sproporzionato. Quello che è chiaro è che <strong>quanto avvenuto non è certo un fatto positivo per nessuno e assolutamente da non incoraggiare</strong>, ma non certo caduto lì dal nulla come vuol far credere <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/02/10/visualizza_new.html_1701711240.html" target="_blank">Frattini con le sue parole</a> &#8220;A Teheran abbiamo visto provocazioni inaudite e gesti assolutamente inconsulti&#8221;.<br />
Quel fatto segue di pochi giorni una <a href="http://www.corriere.it/esteri/10_febbraio_04/stampa-israele-berlusconi_a9431530-118b-11df-806e-00144f02aabe.shtml" target="_blank">dichiarazione del presidente del consiglio</a> dei ministri fatta in Israele, <span id="more-2220"></span>contraria perfino ad una dichiarazione dell&#8217;ONU sulla faccenda della striscia di Gaza. Ora non entro nel merito di quelle dichiarazioni perché è ovvio che sia stata un&#8217;ennesima incomprensione di quello che voleva realmente dire Berlusconi e che è stata strumentalizzata da media faziosi che hanno volutamente interpretato in malo modo le sue parole aggiungendo altra benzina sul fuoco di una situazione, quella iraniana, molto delicata come dimostrano le <a href="http://www.corriere.it/esteri/10_febbraio_09/obama-sanzioni-iran_562344e8-15ae-11df-82f4-00144f02aabe.shtml" target="_blank">dichiarazioni di ieri sera di Obama</a> in una conferenza stampa straordinaria.<br />
Questo già da solo dovrebbe far capire che non è stata proprio una provocazione gratuita quella davanti all&#8217;ambasciata italiana, ma non è tutto, perché vorrebbe dire vedere solo una parte del bicchiere e fra l&#8217;altro molto piccola.<br />
L&#8217;Iran sta potenziando i suoi armamenti con test di missili a lunga gettata e sta spingendo notevolmente sull&#8217;arricchimento dell&#8217;uranio possibile passaggio anche per la realizzazione di ordigni nucleari, quindi abbiamo capito che proprio con un paese buonissimo non abbiamo a che fare.<br />
Anche questo però non basta per vedere tutto il bicchiere poiché non ho ancora parlato delle riserve petrolifere e di gas di cui è ricco l&#8217;Iran e che di fatto lo porta ad essere uno dei maggiori produttori come il Venezuela, Iraq o Arabia Saudita. A questo proposito si inserisce nella discussione un elemento economico/politico, l&#8217;italianissima ENI con i suoi interessi dettati dal ritorno economico con <a href="http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&#038;file=article&#038;sid=7642" target="_blank">dichiarazioni, smentite</a>, <a href="http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/116293/eni_via_dalliran_tanto_non_conviene" target="_blank">nuove dichiarazioni</a> e <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/02/03/visualizza_new.html_1680354811.html" target="_blank">altre smentite</a>.<br />
Ora io non ho la pretesa di avere un quadro della situazione ma sono sicuro che dopo tutte queste considerazioni siamo ad un buon punto per poter tentare di capire tutto quello che c&#8217;è realmente dietro gli attriti con l&#8217;Iran.<br />
Concludo ricordando che la storia insegna che chi comanda è chi ha il controllo delle risorse naturali ed economiche, non il reale possessore.<br />
Adesso non ci resta che aspettare e vedere se accadrà l&#8217;inevitabile anche lì oppure&#8230;</p>
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		<title>I muri vanno giù</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 20:58:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ritmo125</dc:creator>
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Il muro alla porta di Brandeburgo

&#8220;Di muri ce ne sono sempre stati ma questo, per fortuna, ha segnato una svolta epocale e ha liberato metà Europa, che era stata confinata nel vecchio recinto dell&#8217;ateismo e del totalitarismo&#8221; questo è quello che ha affermato Berlusconi. Una grande giornata quella del nove novembre 1989. Finalmente cadeva il muro di Berlino, simbolo della divisione dell&#8217;Europa e del mondo in due blocchi quello Comunista (allora Silvio il Comunismo è morto, politicamente parlando, allora Silvio perchè non hai detto Comunismo quando ti riempi la bocca di questa parola di continuo?) e quello Occidentale, basato sul capitalismo, il libero mercato e le sue favole di &#8220;sorti magnifiche e progressive&#8221; di leopardiana memoria.
A vent&#8217;anni esatti dalla caduta dell&#8217;orrendo muro mi interrogo sulle conseguenze di quella svolta storica e mi chiedo se in effetti una massiccia dose di capitalismo in un mondo corrotto all&#8217;inverosimile come quello di oltre ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 390px;"><a href="http://www.80mania.it/Avvenimenti/images/muro%20di%20berlino.jpg" target="_blank"><img src="/dati/thumb/091109.jpg" alt="Il muro alla porta di Brandeburgo" width="380"></a>
<p class="wp-caption-text" style="text-align: center;">Il muro alla porta di Brandeburgo</p>
</div>
<p>&#8220;Di muri ce ne sono sempre stati ma questo, per fortuna, ha segnato una svolta epocale e ha liberato metà Europa, che era stata confinata nel vecchio recinto dell&#8217;ateismo e del totalitarismo&#8221; questo è quello che ha affermato Berlusconi. Una grande giornata quella del nove novembre 1989. Finalmente cadeva il muro di Berlino, simbolo della divisione dell&#8217;Europa e del mondo in due blocchi quello Comunista (allora Silvio il Comunismo è morto, politicamente parlando, allora Silvio perchè non hai detto Comunismo quando ti riempi la bocca di questa parola di continuo?) e quello Occidentale, basato sul capitalismo, il libero mercato e le sue favole di &#8220;sorti magnifiche e progressive&#8221; di leopardiana memoria.<br />
A vent&#8217;anni esatti dalla caduta dell&#8217;orrendo muro mi interrogo <span id="more-1944"></span>sulle conseguenze di quella svolta storica e mi chiedo se in effetti una massiccia dose di capitalismo in un mondo corrotto all&#8217;inverosimile come quello di oltre cortina non abbia fatto altro che generare mostri peggiori di quelli precedenti. La storia certo non si fa con i &#8220;se&#8221;. Ma se il muro non fosse caduto? se il Wojtyla, Valesa, Gorbacev e altri non avessero proceduto sulla strada che conosciamo come sarebbe andata la storia?<br />
Beh..forse avremmo ancora film di James Bond decenti&#8230;  ;P<br />
Avremmo un assurdo mondo di là dal muro dove avresti dovuto aspettare 10 anni per comprare una automobile..<br />
Forse avremmo meno badanti, meno cinesi, forse la Cina sarebbe stata più ridimensionata e non sarebbe cresciuta al ritmo del 10% annuo. Forse gli Stati Uniti non avrebbero sentito la necessità di fare due guerre in Iraq e di inseguire i talebani per l&#8217;Afghanistan, visto che ci avrebbero pensato i Russi..<br />
Forse saremmo già tutti morti, carbonizzati da una bella guerra atomica, spauracchio post bellico che adesso sembra svanito..ed invece non lo è..<br />
Forse non sapremmo che razza di persona è Putin, e tuttavia è stato trattato come capo di uno stato democratico.<br />
Quello che per me è una certezza invece è che l&#8217;assoluto squallore, l&#8217;arretrata macchina sovietica, il marciume della sua corruzione, la ferocia della sua repressione non sono migliorate molto, hanno solo mutato volto, patinandosi, sotto la luce al neon di una pubblicità della Cocacola o di un televisore al plasma. In Cecenia però c&#8217;è la guerra, i giornalisti vengono ancora uccisi (leggi Anna Stepanovna Politkovskaj) e anzi, a dirla tutta i nostri goveranti, quelli di là dal muro, gli illuminati profeti della democrazia, tante volte copiano pure gesti e movenze.<br />
<strong>E allora i muri cosa cadono a fare? Forse solo per mescolare meglio il fango.</strong><br />
Buonanotte e buona fortuna a tutti</p>
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		<title>Un paradiso in bancarotta</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 18:59:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Muaddip</dc:creator>
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Geyser islandese

Tutti conoscevano l&#8217;Islanda per la sua natura, il suo freddo, le sue risorse geotermiche e la pochissima popolazione.
Ora però verrà ricordato anche per uno dei più grandi crack economici probabilmente secondo solo a quello Argentino.
L&#8217;Islanda è quindi stata presa ad esempio internazionale per quello che non si dovrebbe mai fare a livello politico ed economico in un paese moderno.
Ecco spiegato il perché di quest&#8217;incontro organizzato al Festival di Internazionale, moderato da Concita De Gregorio e a cui hanno partecipato Alda Sigmundsdottir (scrittrice, blogger e giornalista islandese che scrive anche per The Guardian), Andri Snaer Magnason (scrittore islandese impegnato attivamente contro lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali del suo paese) e Rebecca Solnit (scrittrice statunitense autrice di &#8220;Un paradiso all&#8217;inferno&#8221; che tratta della capacità dell&#8217;essere umano colpito da catastrofi, sia naturali che non, di risollevarsi).
Ma cosa ha portato l&#8217;Islanda a passare da essere un paese di pescatori e di gran ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 390px;"><a href="http://www.terrediitinerari.it/imgviaggi/Islanda_geyser.jpg" target="_blank"><img src="http://www.indezent.it/dati/thumb/091005.jpg" alt="Geyser islandese" width="380"></a>
<p class="wp-caption-text" style="text-align: center;">Geyser islandese</p>
</div>
<p>Tutti conoscevano <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Islanda" target="_blank">l&#8217;Islanda</a> per la sua natura, il suo freddo, le sue risorse geotermiche e la pochissima popolazione.<br />
Ora però verrà ricordato anche per uno dei più grandi crack economici probabilmente secondo solo a quello Argentino.<br />
L&#8217;Islanda è quindi stata presa ad esempio internazionale per quello che non si dovrebbe mai fare a livello politico ed economico in un paese moderno.<br />
Ecco spiegato il perché di quest&#8217;incontro organizzato al <a href="http://festival.internazionale.it/" target="_blank">Festival di Internazionale</a>, moderato da Concita De Gregorio e a cui hanno partecipato Alda Sigmundsdottir (scrittrice, <a href="http://icelandweatherreport.com/" target="_blank">blogger</a> e giornalista islandese che scrive anche per The Guardian), Andri Snaer Magnason (scrittore islandese impegnato attivamente contro lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali del suo paese) e Rebecca Solnit (scrittrice statunitense autrice di &#8220;Un paradiso all&#8217;inferno&#8221; che tratta della capacità dell&#8217;essere umano colpito da catastrofi, sia naturali che non, di risollevarsi).<br />
Ma cosa ha portato l&#8217;Islanda a passare da essere un paese di pescatori e di gran risorse naturali a quello di essere in bancarotta?<br />
<span id="more-1842"></span>Tutto è iniziato nel 2002 quando viene eletto un governo che sulla carta sembrava conservatore e che invece si è rivelato esserlo molto poco.<br />
In quattro anni vengono avviati piani per raddoppiare la produzione elettrica dello stato. Questo è stato un forte richiamo per le compagnie costruttrici straniere, tra cui l&#8217;Impregilo, che hanno portato un&#8217;incredibile ricchezza nel paese facendo diventare gli islandesi molto ricchi in brevissimo tempo e con un tasso di disoccupazione dell&#8217;uno per cento. Questo però ha portato anche enormi perdite naturali a causa delle dighe e dei molti altri interventi infrastrutturali. Contemporaneamente a tutto questo però lo stato decide di privatizzare totalmente le banche islandesi che vengono però messe in mano a finanzieri poco esperti. Già nel 2006 si sono avute le prime avvisaglie di possibili crisi, ma sono state tamponate finché nel 2008 in una sola settimana tutto il sistema non è crollato costringendo il governo a chiedere aiuto al Fondo Monetario Internazionale.<br />
Praticamente il loro sistema economico si stava basando su di una ricchezza fittizia non supportata da quella reale.<br />
Ora però vorrei riportare la premessa iniziale sul neo colonialismo fatta da Magnason che non è però specifica dell&#8217;Islanda.<br />
Questo neo colonialismo non si basa più su di uno stato che ne sottomette un altro, ma di multinazionali che sfruttano le risorse per il proprio interesse.<br />
Ci sono molti paesi poveri al mondo ma pieni di risorse naturali che farebbero gola alle multinazionali ma che non vogliono svendersi ad esse, allora chiedono un prestito al fondo monetario internazionale che lo elargisce senza troppi problemi, ma qui iniziano i veri problemi.<br />
A questo punto le multinazionali arrivano in quei paesi portando la tecnologia necessaria per sfruttare le risorse e costruire strutture seguendo le direttive del governo. Contemporaneamente però prende piede la corruzione governativa che, soprattutto nei paesi africani, inizia a sperperare il denaro del FMI per accontentare i pochissimi fortunati. A questo punto l&#8217;FMI richiede indietro soldi che lo stato ha sperperato e il gioco è fatto, per pagare l&#8217;FMI deve svendere le proprie risorse alle multinazionali perdendo di fatto il controllo.<br />
Si è parlato anche dell&#8217;approvazione del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_Lisbona" target="_blank">trattato di Lisbona</a> da parte dell&#8217;<a href="http://www.corriere.it/esteri/09_ottobre_03/irlanda-referendum-trattato-lisbona_3e2465f8-aff5-11de-8f2f-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Irlanda del 3 Ottobre</a>, come conseguenza di quanto avvenuto in Islanda. Praticamente un modo per preservarsi sfruttando gli altri paesi membri dell&#8217;UE per reggere meglio eventuali scossoni.<br />
Si è anche parlato di come la popolazione reagisce a questi eventi catastrofici ed è emerso che dopo un&#8217;iniziale sorpresa perché non ci si aspettava minimamente quell&#8217;evento ci si mette subito all&#8217;opera nel tentativo di riportare tutto alla normalità.<br />
Purtroppo però sono andato via proprio in questo punto dell&#8217;intervento e non sono quindi riuscito a sentire eventuali sfumature ed esempi riguardo la parte emotiva della catastrofe.</p>
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		<title>Settant&#8217;anni da allora&#8230;</title>
		<link>http://www.indezent.it/2009/09/01/settantanni-da-allora/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 17:31:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Muaddip</dc:creator>
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&#8220;La violenza è l&#8217;ultimo rifugio degli incapaci.&#8221; (Isaac Asimov)

Era il primo settembre del 1939 quando alle 04.45 l&#8217;esercito della Germania nazista comandata da Hitler mise il primo piede sul suolo polacco.
Non si conosce il nome del soldato che per primo entrò nel secondo grande conflitto mondiale, però si conoscono perfettamente i nomi di tutti i morti e dispersi di quel conflitto che terminò nell&#8217;estate del 1945.

Settant&#8217;anni, un&#8217;intera vita umana, gli anziani che hanno vissuto quei giorni e possono raccontarlo lucidamente sono sempre meno ogni anno che passa. Le vere sofferenze e traumi sopportati da uomini come noi verranno presto dimenticati e relegati a freddi e poco emotivi libri di storia o immagini che seppur vere stanno assumendo sempre più i contorni sfumati del passato di un mondo lontano e quasi dimenticato.
Ricordare vuole dire trasmettere non solo i fatti ma anche le emozioni alle future generazioni che dovranno cercare di farsene ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 390px;"><a href="http://www.isarteromadue.com/2007-2008/berlino/IMMAGINI/hitler1.jpg" target="_blank"><img src="/dati/thumb/090901.jpg" alt="La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci" width="380"></a>
<p class="wp-caption-text" style="text-align: center;"><em>&#8220;La violenza è l&#8217;ultimo rifugio degli incapaci.&#8221;</em> (<a href="http://it.wikiquote.org/wiki/Violenza" target="_blank">Isaac Asimov</a>)</p>
</div>
<p>Era il primo settembre del 1939 quando alle 04.45 l&#8217;esercito della Germania nazista comandata da Hitler mise il primo piede sul suolo polacco.<br />
Non si conosce il nome del soldato che per primo entrò nel secondo grande conflitto mondiale, però si conoscono perfettamente i nomi di tutti i morti e dispersi di quel conflitto che terminò nell&#8217;estate del 1945.<br />
<span id="more-1730"></span><br />
Settant&#8217;anni, un&#8217;intera vita umana, gli anziani che hanno vissuto quei giorni e possono raccontarlo lucidamente sono sempre meno ogni anno che passa. Le vere sofferenze e traumi sopportati da uomini come noi verranno presto dimenticati e relegati a freddi e poco emotivi libri di storia o immagini che seppur vere stanno assumendo sempre più i contorni sfumati del passato di un mondo lontano e quasi dimenticato.<br />
<strong>Ricordare vuole dire trasmettere non solo i fatti ma anche le emozioni alle future generazioni</strong> che dovranno cercare di farsene carico il più a lungo possibile evitando il ripetersi di situazioni tanto tragiche e disumane. </p>
<p>Gli storici tendono a dare la maggior colpa di quel conflitto alle misure economiche troppo repressive date a Germania e Austria perdenti del primo conflitto mondiale.<br />
Io invece la penso in parte diversamente e dico che la colpa è da trovarsi nell&#8217;ignoranza, nell&#8217;indifferenza generale delle persone e nella presa del potere di personaggi carismatici, con falso populismo e dettati da sete di potere personale.<br />
Se doveste magari ravvedere in tutto questo delle somiglianza con i tempi attuali consolatevi pensando che in ogni epoca umana vi sono sempre stati e vi saranno sempre personaggi così arroganti, menefreghisti, egocentrici e dittatoriali da poter pensare di essere incredibilmente superiori agli altri.<br />
In quel caso gli uomini così dispotici furono ben tre: Hitler (Nazista), Mussolini (Fascista) e Hirohito (Imperialista).<br />
Non sono da considerare unici responsabili poiché rappresentavano solo la punta della piramide di una struttura di <strong>persone</strong> identiche a loro, <strong>piene di bassi istinti e pessimi valori che hanno condannato a morte più volte migliaia di persone solo perché di religione diversa, di gusti sessuali diversi, di razza diversa o anche solo perché li ostacolavano nei loro intenti</strong>.</p>
<p>Oggi sono passati settant&#8217;anni da allora&#8230;<br />
<strong>Ricordiamo</strong> cosa non dobbiamo mai più diventare noi esseri umani.</p>
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		<title>Passi in Palestina &#8211; Il muro</title>
		<link>http://www.indezent.it/2009/08/17/passi-in-palestina-il-muro/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 08:43:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lebster</dc:creator>
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Il Muro!

A Gerusalemme i muri non delimitano solamente una casa da quella attigua. Il Muro separa idee, modi di vivere, punti di vista inconciliabili. Divide famiglie, spezza legami, strappa delle vite. Il Muro tra lo stato di Israele ed i territori palestinesi è una lama che si è abbattuta su questa parte del mondo, facendola sanguinare.
Da alcuni anni il governo israeliano sta costruendo una barriera alta 8 metri lungo la &#8220;linea verde&#8221; che divide Israele dalla Cisgiordania. In realtà essa si dissocia in molti punti da questo limite, acquisendo nella parte israeliana molti territori palestinesi, occupati da coloni di Israele. Dai luoghi più alti di Gerusalemme si può vedere questo lungo serpente bianco che si snoda sulle colline brulle che la circondano, quasi non si nota, avvolgendosi tra i palazzi bianchi e squadrati della periferia. Oltre ad esso vi sono le città a maggioranza araba, al di qua invece vi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 390px;"><a href="http://www.flickr.com/photos/indezent/3830265143/" target="_blank"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2531/3830265143_621abe9f58.jpg" alt="Il Muro!" width="380"></a>
<p class="wp-caption-text" style="text-align: center;">Il Muro!</p>
</div>
<p>A Gerusalemme i muri non delimitano solamente una casa da quella attigua. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barriera_di_separazione_israeliana">Il Muro</a> separa idee, modi di vivere, punti di vista inconciliabili. Divide famiglie, spezza legami, strappa delle vite. Il Muro tra lo stato di Israele ed i territori palestinesi è una lama che si è abbattuta su questa parte del mondo, facendola sanguinare.</p>
<p>Da alcuni anni il governo israeliano sta costruendo una barriera alta 8 metri lungo la &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linea_Verde_(Israele)">linea verde</a>&#8221; che divide Israele dalla Cisgiordania. In realtà essa si dissocia in molti punti da questo limite, acquisendo nella parte israeliana molti territori palestinesi, occupati da coloni di Israele. Dai luoghi più alti di Gerusalemme si può vedere questo lungo serpente bianco che si snoda sulle colline brulle che la circondano, quasi non si nota, avvolgendosi tra i palazzi bianchi e squadrati della periferia. Oltre ad esso vi sono le città a maggioranza araba, al di qua invece vi sono i più ricchi insediamenti ebraici e, capita non raramente, i luoghi di lavoro, le famiglie, i campi di quei palestinesi che, abitando al di là del muro, hanno dovuto abbandonare. E&#8217; estremamente scomodo e difficile per un palestinese muoversi per la sua terra, ora che esiste il muro. Si sentono prigionieri: gli anziani hanno davanti agli occhi come, nel tempo, abbiano via via perso sempre più la propria libertà.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Betlemme">Betlemme</a> (Cisgiordania) e Gerusalemme distano pochi kilometri l&#8217;una dall&#8217;altra. Partendo dalla prima per raggiungere lo stato di Israele ci si imbatte quasi immediatamente nell&#8217;area militarizzata predisposta in corrispondenza del varco nel muro. Alcuni soldati intimano di fermarsi. L&#8217;autobus si ferma, l&#8217;autista apre ai militari. Le persone presenti sul bus preparano i passaporti, e li tengono in bella vista sulla testa. Entra un soldato con un&#8217;arma in mano, un arma piuttosto grande. Lentamente passa in rassegna i documenti. Mi passa accanto, lo guardo in faccia. Dimostra di aver compiuto la maggiore età da poco, pochissimo tempo. Ed è già in mezzo ai civili con un&#8217;arma in mano. Siamo a posto, scende. Attendiamo ancora un po&#8217; e ci lasciano passare. Siamo turisti, e ci è capitato solo una volta di passare per questi controlli. Ma gli arabi che devono o vogliono passare quotidianamente per i posti di blocco hanno sicuramente molte più restrizioni, molti più disagi. Quanto possono evitare di sentirsi ospiti indesiderati a casa propria?</p>
<p>Le informazioni che ci giungono riguardanti attacchi kamikaze sono meno frequenti ora. Ma a che prezzo, questo non fa notizia.</p>
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		<title>Whois Democracy</title>
		<link>http://www.indezent.it/2009/08/07/whois-democracy/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 16:16:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Muaddip</dc:creator>
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“Yes We Can!”

Non so come mai ma io la democrazia me la sono sempre immaginata come una bella signora ormai attempata che passa le sue giornate a snocciolare parle ai suoi nipotini.
Ora invece la vedo più come una bella ragazza di cera esposta al Madame Tussaud.
Il perché è semplice a dirsi, è un mera utopia che si può solo ammirare ma non toccare relamente poiché non è viva.
Questa volta non parlo dell&#8217;Italia ma degli USA e come ben sapete io non sono molto amante dell&#8217;egemonia di quello stato sul resto del mondo, però quasi un&#8217;anno fa qualcosa è cambiato, è stato eletto Obama sulla scia del cambiamento.
Una decisione coraggiosa per un paese, scegliere la speranza anziché la paura, che però sembra essere già dimenticata.
Dico già dimenticata perché la paura sembra aver già ripreso il sopravvento, una macchina da milioni di dollari si è messa in moto per demonizzare il Presidente ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 300px;"><a href="http://arcmusic.files.wordpress.com/2008/10/obama-hope.jpg" target="_blank"><img src="/dati/thumb/090807.jpg" alt="Hope" width="290"></a>
<p class="wp-caption-text" style="text-align: center;"><em>“Yes We Can!”</em></p>
</div>
<p>Non so come mai ma io la democrazia me la sono sempre immaginata come una bella signora ormai attempata che passa le sue giornate a snocciolare parle ai suoi nipotini.<br />
Ora invece la vedo più come una bella ragazza di cera esposta al Madame Tussaud.<br />
Il perché è semplice a dirsi, è un mera utopia che si può solo ammirare ma non toccare relamente poiché non è viva.</p>
<p>Questa volta non parlo dell&#8217;Italia ma degli USA e come ben sapete io non sono molto amante dell&#8217;egemonia di quello stato sul resto del mondo, però quasi un&#8217;anno fa qualcosa è cambiato, è stato eletto Obama sulla scia del cambiamento.<br />
Una decisione coraggiosa per un paese, <strong>scegliere la speranza anziché la paura</strong>, che però sembra essere già dimenticata.<br />
Dico già dimenticata perché la paura sembra aver già ripreso il sopravvento, una <a href="http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/esteri/obama-presidenza-9/obama-lobby-sanita/obama-lobby-sanita.html?ref=search" target="_blank">macchina da milioni di dollari</a> si è messa in moto per <a href="http://www.corriere.it/esteri/09_agosto_03/barack_obama_manifesto_joker_los_angeles_29ee166c-8064-11de-bb07-00144f02aabc.shtml" target="_blank">demonizzare</a> il Presidente Obama e farlo crollare sotto la sua idea di dare una <a href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/esteri/obama-presidenza-10/obama-presidenza-10/obama-presidenza-10.html" target="_blank">assistenza sanitaria pubblica</a>.<br />
Per capire come stanno negli USA dal punto di vista sanitario suggerisco la visione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sicko" target="_blank">Sicko di Michael Moore</a> (io come persona aventa ancora passaporto italiano mi sento fortunato da quel punto di vista).<br />
Questo ha fatto esplodere le lobby farmaceutiche e assicurative che subito hanno risposto con quello che sapevano fare meglio, propaganda.<br />
Quella propaganda che vuole solo mettere paura e confusione nella gente, che non fa capire e che dice sempre tutto e il contrario di tutto.<br />
Sono arrivati perfino a dire che con quella legge si vuole approvare l&#8217;eutanasia così gli anziani non saranno lasciati morire invece di essere aiutati (cosa assolutamente falsa e assurda poiché è proprio per l&#8217;esatto contrario che si vuole fare quella legge), e si è proseguito dicendo anche che Obama <a href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/esteri/obama-presidenza-10/autogol-birther/autogol-birther.html" target="_blank">non è un cittadino degli USA</a> (e ovviamente nessuno se ne sarebbe accorto prima).<br />
Stranamente poi <a href="http://www.corriere.it/esteri/09_agosto_03/olimpio_alqaeda_obama_defa8d78-804c-11de-bb07-00144f02aabc.shtml" target="_blank">si fa risentire Al Qaeda</a>, lo fa sempre in momenti in cui gli USA sono molto tesi internamente, dicendo che Obama vende solo illusioni.<br />
Anche il più stupido sa che ogni buon politico in campagna elettorale deve vendere un sogno, ma non è solo quello che deve fare, deve anche dare prova di poterlo sostenere e Obama questo lo ha ampiamente dimostrato con i suoi modi di fare seriamente politica.</p>
<p>Ora forse molti si domanderanno come mai ho deciso di parlare di questo personaggio e non dei tanti fatti più &#8220;Italiani&#8221; di questi ultimi giorni.<br />
I motivi sono sostanzialmente tre:<br />
- La speranza che ha dato Obama non deve essere affossata dalla paura e interessi di pochi, va coltivata da ogni singolo individuo che ambisce al miglioramento;<br />
- Quello che accade negli USA alla fine ci tocca anche a noi, sebbene negli ultimi dieci, quindici anni questa onda di reflusso abbia perso notevole vigore;<br />
- Il solito paragone con la disastrata Italia che dal punto di vista democratico&#8230; <em>credo di aver visto l&#8217;ultima volta la signora Democrazia fare un lavoro a ore, ma forse mi confondo&#8230;</em> è ormai ridotta ad una semplice <a href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/eni-gas/turchia-berlusconi/turchia-berlusconi.html" target="_blank">macchietta comica</a> per il resto del mondo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Spinta al cambiamento</title>
		<link>http://www.indezent.it/2009/06/07/spinta-al-cambiamento/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 08:24:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Muaddip</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Sorry for Silvio

Io ho sempre visto in malo modo gli U.S.A. perché hanno sempre fatto uso di metodi &#8220;ambigui&#8221; per ottenere determinati risultati nel mondo che facessero volgere le situazioni a loro favore.
Da un lato però li invidio e ammiro profondamente perché in casi particolari riescono a trarre veramente tanta forza dalla loro eterogeneità dandosi una forte spinta per risalire la scivolosa china che avevano percorso.
Questo è avvenuto sei mesi fa quando dopo otto anni di &#8216;vinca il più forte&#8217; si è passati, forse per compensazione, ad un più umano e solidale &#8217;siamo tutti sulla stessa barca&#8217;.
Il come sia stato possibile è dovuto all&#8217;impostazione democratica degli stati uniti, per certi versi molto discutibile, che riesce a dare forti cambiamenti orientati direttamente dalla base della piramide.
Qualche giorno fa Obama ha fatto un discorso sulla situazione mediorientale (Inglese &#8211; Italiano) che non credo abbia precedenti negli ultimi quarantanni (probabilmente vuole morire giovane).
Obama ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 330px;"><a href="http://img188.imageshack.us/img188/6673/sorry4silvio.jpg" target="_blank"><img src="/dati/thumb/090607.jpg" alt="Sorry for Silvio" width="320"></a>
<p class="wp-caption-text">Sorry for Silvio</p>
</div>
<p>Io ho sempre visto in malo modo gli U.S.A. perché hanno sempre fatto uso di metodi &#8220;ambigui&#8221; per ottenere determinati risultati nel mondo che facessero volgere le situazioni a loro favore.<br />
Da un lato però li invidio e ammiro profondamente perché in casi particolari riescono a trarre veramente tanta forza dalla loro eterogeneità dandosi una forte spinta per risalire la scivolosa china che avevano percorso.<br />
Questo è avvenuto sei mesi fa quando dopo otto anni di &#8216;vinca il più forte&#8217; si è passati, forse per compensazione, ad un più umano e solidale &#8217;siamo tutti sulla stessa barca&#8217;.<br />
Il come sia stato possibile è dovuto all&#8217;impostazione democratica degli stati uniti, per certi versi molto discutibile, che riesce a dare forti cambiamenti orientati direttamente dalla base della piramide.<br />
Qualche giorno fa Obama ha fatto un discorso sulla situazione mediorientale (<a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/esteri/obama-presidenza-8/discorso-inglese/discorso-inglese.html" terget="_blank">Inglese</a> &#8211; <a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/esteri/obama-presidenza-8/discorso-italiano/discorso-italiano.html" terget="_blank">Italiano</a>) che non credo abbia precedenti negli ultimi quarantanni (probabilmente vuole morire giovane).<br />
Obama non ha ancora fatto molto di quello che aveva promesso e alcune sue decisioni sono discutibili, come non fare indagini su Guantanamo ma chiuderlo e basta, però ha il merito forse più grande che è quello di aver ricominciato a fare politica e non propaganda, di usare parole semplici e di non nascondersi dietro ad un capello (i suoi stanno sempre più rapidamente diventando bianchi), ridando così alla gente quella speranza e quella serenità per poter affrontare le situazioni molto difficili che si stanno presentando.<br />
In Italia basterebbe questo tipo di atteggiamento per rilanciare una situazione politica disastrosa in cui tutta la classe politica non vuole rinnovare e anzi vuole mantenere tutto come è sempre stato, sotto rigidi controlli di organizzazioni non democratiche che si chiamano partiti e di organizzazioni trasversali che potrebbero essere tranquillamente definite massoniche.<br />
Cosa porterebbe quindi la <strong>spinta al cambiamento</strong> anche in Italia?<br />
Internet? La gente? La miseria? Forze straniere?<br />
Forse un insieme di tutto quello e anche altro.<br />
Intanto il nostro paese in queste elezioni europee, attualmente in corso e in cui <strong>ieri è andato a votare solo il 18% degli aventi diritti al voto</strong>, è sembrato bloccato in un medioevo politico e culturale senza via d&#8217;uscita in cui l&#8217;unico che ci sta rimettendo è sempre il solito semplice singolo individuo.<br />
<strong>A quando un Obama italiano?</strong><br />
Bella domanda vero e dire che ce né sicuramente più d&#8217;uno solo che non ha la possibilità di farsi sentire.</p>
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		<title>Passi in Palestina &#8211; primo acchìto</title>
		<link>http://www.indezent.it/2009/03/24/passi-in-palestina-primo-acchito/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 08:14:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lebster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[palestina]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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Sono atterrato in Israele con la presunzione di chi, disilluso dalle notizie edulcorate dalle televisioni, sperava di capire meglio che cos&#8217;è realmente questo famoso-famigerato conflitto israelo-palestinese. Non sono un israeliano, non sono un militare, non un palestinese o un giornalista di guerra. Nemmeno un volontario della croce rossa, bensì un semplice turista, curioso, attento ma tutelato dalla consapevolezza di appartenere ad un altro mondo. Ed un mondo diverso da quello che mi attendevo mi si è parato innanzi. Sono partito da Roma diretto a Tel Aviv pochi giorni dopo l&#8217;inizio del conflitto a Gaza: non ero per niente tranquillo, ma sono partito comunque. &#8220;Ci terremo lontani dalle zone calde&#8221; dicevano i miei accompagnatori, ma io non potevo non pensare che ci recavamo in ua nazione in guerra. In più riecheggiavano ancora in me le minacce di ritorsioni da parte di Hamas, sotto forma di uomini-bomba pronti a colpire nelle zone ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://img510.imageshack.us/img510/5593/img1069kx6.jpg" target="_blank"><img src="/dati/thumb/090324.jpg" border="0" alt="" width="380" /></a></p>
<p>Sono atterrato in Israele con la presunzione di chi, disilluso dalle notizie edulcorate dalle televisioni, sperava di capire meglio che cos&#8217;è realmente questo famoso-famigerato conflitto israelo-palestinese. Non sono un israeliano, non sono un militare, non un palestinese o un giornalista di guerra. Nemmeno un volontario della croce rossa, bensì un semplice turista, curioso, attento ma tutelato dalla consapevolezza di appartenere ad un altro mondo. Ed un mondo diverso da quello che mi attendevo mi si è parato innanzi. Sono partito da Roma diretto a Tel Aviv pochi giorni dopo l&#8217;inizio del conflitto a Gaza: non ero per niente tranquillo, ma sono partito comunque. &#8220;Ci terremo lontani dalle zone calde&#8221; dicevano i miei accompagnatori, ma io non potevo non pensare che ci recavamo in ua nazione in guerra. In più riecheggiavano ancora in me le minacce di ritorsioni da parte di Hamas, sotto forma di uomini-bomba pronti a colpire nelle zone forse meno sospette. In situazioni come quelle pensi istintivamente a te stesso, speri che il conflitto si svolga e finisca laddove è nato, per non venirti a disturbare. Cosa c&#8217;entro poi, io?</p>
<p>In tutto il periodo che sono stato in Israele sono <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/01/Gaza-attacco-Israele-morti.shtml?uuid=16d00476-da8a-11dd-b8b1-8767c53f1fd8&amp;DocRulesView=Libero">morte 500 persone</a> nel conflitto. La domanda e la mia mente si sono finalmente rivolte a questi: cosa c&#8217;entravano loro? Che colpe avevano le centinaia di bambini, uomini e donne che sono stati uccisi? Chi chiederà e chi farà giustizia per i loro assassinii?</p>
<p>A Nazareth, Betlemme, Gerusalemme come in tutti i restanti posti da noi visitati non abbiamo sentito il benché minimo eco della guerra. Se non avessimo raccolto informazioni dai media esteri probabilmente non avremmo nemmeno intuito lo svolgersi di tale conflitto. Gerusalemme vecchia in particolare è malcelatamente massicciamente presidiata dall&#8217;esercito israeliano, composto per lo più da ragazzi estremamente giovani che pattugliano indolentemente i vicoli della città vecchia armati fino ai denti. All&#8217;inizio ti senti sicuro, ma col tempo il gran numero di controlli unitamente agli sguardi adolescenti e duri dei militari mi hanno iniettato un senso di inusuale apprensione. Tutto sembrava sotto controllo, tutto sembrava quieto. &#8220;Non era questa la terra in cui per decenni si sono scannati, si sono odiati per avere la meglio sul nemico?&#8221; mi domandavo. Com&#8217;era possibile che in una terra così, la Palestina, seppur nei percorsi più turistici non si notasse la benchè minima traccia di ciò che è stato e che è ancora in atto? Solo scattando la foto che apre questo post ho sentito la voce di chi soffre sotto una pace armata.</p>
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