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Incontro con Giovanni Favia

febbraio 27, 2010 By: indeZènt Category: Politica Italiana

L’invito

Dopo tante interviste e discussioni fatte su questo blog, ci si è presentata l’opportunità di fare qualcosa di utile in termini di partecipazione alla vita politica. Abbiamo quindi pensato di non limitarci alla sola rete ma di organizzare un incontro faccia a faccia, aperto a tutti, con uno dei candidati presidente alla regione.

No, non si tratta della Bernini e nemmeno di Errani, ma di Giovanni Favia, giovane candidato presidente alla regione Emilia Romagna per il movimento a 5 stelle.

Non potevamo trattare questa opportunità alla stregua di eventi passati e abbiamo deciso di estendere la “chiacchierata” con Favia a tutti quelli che ci seguono (continua…)

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Movimento a 5 stelle

gennaio 29, 2010 By: Vale Category: Politica Italiana

Il logo

Il logo

Giorno 16 gennaio 2010, con la presenza di circa 2000 persone, è stata presentata a Bologna la nascita del “Movimento a 5 stelle Emilia Romagna Beppe Grillo.it” dando inizio alla raccolta firme(ne servono 20000) per la presentazione delle lista alle prossime elezioni regionali che si terranno in Marzo. A presentare è stato Grillo che dopo aver fatto un’introduzione sul programma e sul non statuto ha lasciato parola ai vari candidati per la Regione.

Credo sia giusto che il Movimento abbia la possibilità di concorrere alla corsa per le regionali in quanto, a mio modesto parere, è l’unica (continua…)

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Vince la Zappaterra senza quorum

giugno 22, 2009 By: Muaddip Category: Cento Comune

Andiamo a Zappare

Andiamo a Zappare

Alla provincia ha vinto la Zappaterra con il 57,64% e una percentuale di votanti del 53,3%. Direi che con questo risultato tutti possono essere contenti.
Perché dico così?
Semplice, la sinistra potrà continuare sulla sua solita strada (ma ancora per quanto?) e la destra potrà continuare ad attaccare nei soliti modi.
Però, e questa volta c’è un però grande come l’intero complesso bennet e white park, Cento non ha raggiunto il quorum.
Badate bene che non parlo del quorum per il referendum, ma del ballottaggio provinciale in cui si è raggiunto un misero 41,65% dei votanti centesi aventi diritto.
Io comunque non son d’accordo con chi ha disertato le urne, il voto è un dovere, ma in questo caso si è dato così un segnale forte, chiaro e limpido che i cittadini centesi mandano alla loro provincia e comune.
Cento si sente abbandonata e allo sbando.
Così interpreto i risultati e forse il tempo degli interessi di pochi è giunto al termine, la gente si è stancata, vuole chiarezza, sicurezza e essere presa in considerazione.
Come reagiranno i partiti a tutto questo non lo so, ma quello di cui sono certo è che dovranno farlo alla svelta e la reazione dovrà essere forte e decisa, una vera svolta.
Spero che non si provi a riempire il vuoto con liste civiche perché in grossi comuni come Cento si sono rivelate fallimentari sul lungo periodo, vedasi ApC.
Almeno è quello che auguro per il futuro, ma sinceramente non so cosa potrà accadere visto che credo di non aver mai assistito a qualcosa di così profondo come quanto è emerso da queste elezioni nel nostro comune.
Parlando in numeri a Cento ha vinto Malaguti con soli 55 voti di vantaggio sulla Zappaterra, ma ricordiamoci che questa sua maggioranza relativa nel nostro comune rappresenta solo un quinto degli aventi diritto al voto.

Ma guardiamoci un po’ intorno…

  • Il referendum in italia non ha sortito effetti (solo il 23-24% di votanti) come ormai succede dal 1995 eccezion fatta per quello costituzionale del 2006.
    Considerando poi che in quel referendum del ‘95 molte scelte sono state disattese dai politici, possiamo ben capire la poca presa che il referendum ha sulla gente.
    La politica lo ha delegittimato in tutti i modi possibili.
  • Nel comune di Ferrara ha vinto Tagliani (cen.sin.) con il 56,83% dei voti e il 62,5% di votanti.
    Forse prevedibile nella roccaforte di Franceschini, ma il risultato è stato comunque sofferto e non privo di problemi. Non so sinceramente quanto questo centro sinistra possa tirare avanti a campare.
  • Nel comune di Bologna ha vinto Delbono (cen.sin.) con il 60,68% dei voti e il 62% di votanti.
    Anche nella sempre rossa Bologna il candidato vincitore è quello di sinistra, sebbene la discutibile gestione passata di Cofferati.
  • Nella provincia di Milano ha vinto Podestà (cen.des.) con il 50,21% dei voti e il 45% di votanti (circa 4500 voti di differenza).
    Vittoria veramente risicata dovuta probabilmente al forte astensionismo che ha fatto cambiare casacca alla provincia di Milano.

I dati sono stati recuperati dai seguenti siti: Provinciali, Comunali e Cento.

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Lettera a un elettore mai nato

giugno 19, 2009 By: Diago Category: Politica Italiana

Code elettorali

Code elettorali

Tu. Si, proprio tu, sto parlando con te.
Tu, che hai ancora la scheda elettorale illibata, spoglia da qualsiasi timbro.
Ma anche tu, che una volta arrivato di fronte alla tua sezione, ti sei messo in fila al seggio con meno gente, pensando di poter scegliere la coda come fossi alla cassa della Coop.
O tu, che una volta prese le schede elettorali ti sei stupito, credendo che ce ne fosse solo una, e invece te ne sei trovato in mano due.
Tu, che appena dentro la cabina elettorale ti sei affacciato, tra la tensione di scrutatori, segretario e presidente, chiedendo come dovevi votare, e “per cosa si votava”.
E magari sempre tu, che due giorni dopo, di fronte alla notizia scoperta per caso che saresti dovuto tornare a votare la settimana seguente perché “c’è il ballottaggio”, hai risposto “eh, che bello! Cos’è? Una festa?”. Chissà, forse, una volta scoperto che le “liste” non erano per l’ingresso alla serata, ci sei pure rimasto male.
Ecco. Tu, proprio tu, sei un elettore mai nato.

E guarda che è non è difficile esserlo, sei in buona compagnia.
Perché per essere un elettore mai nato non è necessario non essere mai andato a votare.
È un elettore mai nato anche chi a votare ci va’, e magari ci va’ ogni volta, ma senza sapere per che cosa si vota, o senza sapere per chi vota, per che idee vota, per che programma vota.
Mettendo una croce per qualcuno così, a sentimento, per abitudine, seguendo un consiglio, o ancor peggio una moda.
Ecco, questa lettera è dedicata proprio a te.

Dovresti provare a presentarti in un seggio elettorale in uno di quegli orari assurdi, non quelli con più ressa, come dalle 10 alle 12 o dopo le 18 della domenica, ma quegli orari come le 6.50 del mattino, quando il seggio non è ancora aperto, o le 14.
È in questi orari che vedi chi del voto ha veramente capito il significato.

Gli anziani.
Arrivano alla spicciolata, sulle loro bici vecchie, ma sempre curate, o a piedi, con il passo un po’ incerto, magari appoggiandosi ad un bastone. E pensare che “armi e bastoni” non potrebbero neanche essere portati dentro ad un seggio elettorale. Che facciamo, glieli facciamo lasciare fuori?!
Sono vestiti eleganti, con giacca e cravatta, e tengono il loro cappello stretto in mano. Ti danno del lei, chiunque tu sia. Perché anche se sei solo uno scrutatore, in quel momento rappresenti lo Stato. E per loro, lo Stato, quello con la “esse” maiuscola, ha ancora un senso.
Si infilano gli occhiali, quelli con le montature pesanti all’inverosimile e le lenti ormai opache dal tempo, ed entrano nella cabina. E lì fanno il loro dovere.
Perché per loro il voto, più che un diritto è un dovere. Anzi, è IL dovere, di onorare un diritto che hanno conquistato con il sudore.

E se la tua tessera elettorale è vuota, o è piena di timbri, ma in realtà è come non ci fossero, è perché forse quel voto non lo hai veramente mai sentito, perché non te lo sei dovuto guadagnare, sudare, non hai faticato per averlo, non te lo sei conquistato.
Di fatica non ne hai mai fatta, non hai mai sperimentato come fosse non votare, subire senza fiatare tutte le decisioni che venivano dall’alto, da un alto che per giunta magari non avevi neanche scelto tu.

Quindi, forse è il caso di trovare altre motivazioni che spingano alla fatica del voto.
Ed è strano pensare come sia facile trovarne per fare più di un’ora di coda ogni domenica d’estate per andare ai Lidi, e non le si trovi per un voto che ci prende mezz’ora all’anno.

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Provinciali e Referendum

giugno 14, 2009 By: Muaddip Category: Politica Italiana

Le nostre previsioni

Le nostre previsioni

A parte la scommessa di come finiranno queste provinciali, la prossima domenica si andrà a votare nuovamente.
In primis si voterà per i ballottaggi e poi per i tre quesiti referendari.
Come si può vedere dalla nostra previsione il cambiamento è abbastanza forte ma non così eccessivo come si potrebbe pensare.
Intanto a Cento ci sarà il ballottaggio tra la Zappaterra (centro) e Malaguti (destra) nella terra di Franceschini, sarebbe un bello smacco una sconfitta peraltro non eccessivamente probabile.
In questi giorni dovrebbero arrivare, almeno io lo spero, le loro risposte (se sono già arrivate me le sono perse) alla “provocazione” di NoiCento riguardo la zona sportiva di via Lavinino Santa Liberata.
Anche se come ho già detto non sono totalmente d’accordo con questa scelta non posso che essere contento del fatto che in queste provinciali si provi di focalizzare il punto anche su Cento totalmente trascurato da tutti (andando poi un po’ fuori argomento viste le ultime uscite sulla stampa del movimento NoiCento credo proprio che stia arrivando sempre più il momento del mio “io ve l’avevo detto”).
Adesso veniamo invece al referendum con i suoi tre quesiti (ne avevamo già parlato).
Il primo (scheda verde viola) è relativo alla camera e tratta lo spostamento di maggioranza dalla coalizione di liste alla singola lista assieme all’innalzamento dello sbarramento dal 4 all’8%.
Tanto per migliorare la legge elettorale definita porcellum se passasse questo quesito il premio di maggioranza verrebbe dato al singolo partito e non più solo alla coalizione.
Giusto per intenderci un partito con solo il 33% potrebbe avere il 51% dei parlamentari governando il paese con solo un terzo dei consensi.
Inoltre in questa scheda si prevede anche all’innalzamento dello sbarramento dal 4% all’8%.
Tanto per fare un paragone con i risultati delle ultime elezioni se passasse questo quesito referendario gli unici partiti che si siederebbero in parlamento sarebbero solo PDL, PD, Lega e IdV ma quest’ultimo solo per pochissimo e con il rischio di uscire.
Questo creerebbe la condizione che una percentuale di cittadini oscillante dal 13% al 25% non sarebbe rappresentata da nessuno in parlamento.
Il secondo (scheda bianca beige scuro) identico al primo solo che è riferito al senato.
Mi domando cosa succederebbe se dovesse passarne uno e non l’altro.
Il terzo (scheda rossa verde chiaro) quesito vuole eliminare la possibilità delle candidature in più circoscrizioni.
Così si verrebbero ad eliminare i pluri candidati, come nell’ultima elezione europea dove “qualcuno” era candidato, non potendo nemmeno essere eletto, capolista in tutte e sei le circoscrizioni.
In questo modo un candidato avrebbe una sola possibilità di essere eletto eliminando, o solo diminuendo, così chi pensa che la politica sia sedersi su di una poltrona e basta.
Sabato 20 e domenica 21 siete quindi tutti invitati ad andare a votare e ad esprimere la vostra opinione.
Io come sempre ci andrò e ho le idee molto chiare su come bisognerà votare e ricordo che i quesiti referendari sono abrogativi.
Staremo poi a vedere dopo i risultati se le mie, nostre e vostre idee, previsioni e speranze saranno rispettate o meno.

(n.d.r. Modificati colori schede referendum secondo indicazioni Ministero Interno)

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Diamo i numeri centesi

giugno 08, 2009 By: Muaddip Category: Politica Italiana

Diamo i numeri

Diamo i numeri

Lo ammetto, mi piace analizzare le percentuali perché sono tendenzialmente imparziali (di parte al massimo è il modo con cui si usano) e spesso dicono molto di più di quello che sembra.
Il dato che più voglio sottolineare è che a Cento per le europee non sono andati a votare 7529 aventi diritto (7757 per le provinciali) che rappresentano il 27,57% (il 33,5% invece su base nazionale).
A questo poi bisogna aggiungere le schede nulle, bianche e contestate che fanno salire a 8268 (il 30,28%) per le europee e a 11773 (il 42,77% in cui sono compresi anche chi ha votato il solo presidente, 1872) per le provinciali, le persone del nostro comune che non hanno praticamente espresso un giudizio su di un partito in queste elezioni.
Questo dato ci fa capire quanto il centese potrebbe sentirsi abbandonato dalle divisioni locali dei partiti nazionali.
Adesso esaminiamo appunto le differenze locali rispetto a quelle nazionali di quelli che sono ormai i 5 maggiori partiti italiani.

Il PDL nel nostro comune è stato votato dal 33,52% (6382) alle europee e dal 28,40% (4474) alle provinciali rispetto al 35,3% (10807327) su base nazionale, delle persone.

Il PD nel nostro comune è stato votato dal 30,04% (5720) alle europee e dal 30,34% (4779) alle provinciali rispetto al 26,1% (8007854) su base nazionale, delle persone.

La Lega nel nostro comune è stata votata dal 16,63% (3166) alle europee e dal 17,42% (2744) alle provinciali rispetto al 10,2% (3126915) su base nazionale, delle persone.

L’IdV nel nostro comune è stata votata dal 5,82% (1109) alle europee e dal 5,40% (850) alle provinciali rispetto al 8,0% (2452569) su base nazionale, delle persone.

L’UDC nel nostro comune è stato votato dal 5,22% (994) alle europee e dal 5,22% (822) alle provinciali rispetto al 6,5% (1996901) su base nazionale, delle persone.

Tutti i restanti voti a “piccoli” partiti coprono l’8,77% (1670) alle europee e il 13,22% (2085) alle provinciali rispetto al 13,8% (4254199) su base nazionale.
Quello che possiamo desumere da questo è che il PDL è molto instabile e sul locale tendenzialmente meno forte che sul nazionale (forse dovuto al fatto che FI e AN da noi non sono mai andate troppo d’accordo), il PD è stabile e molto più forte nel locale che nel nazionale (non me lo so spiegare), la Lega è fin troppo radicata rispetto al nazionale (il perché di questo è sotto gli occhi di tutti i centesi), l’IdV è sostanzialmente in ombra rispetto al nazionale (sarà forse perché il gruppo locale/provinciale è senza mordente) e l’UDC rimane stabile e anche se un po’ in calo rispetto al nazionale.
Ritornando però al discorso iniziale se aggiungiamo i voti dei “piccoli” partiti a quelli che non hanno espresso giudizio otteniamo che a Cento è presente un 36,39% (9938) alle europee e 50,34% (13858 in cui sono compresi anche chi ha votato il solo presidente, 1872) alle provinciali, di persone non rappresentate da nessuno schieramento politico.
Ripeto che questi a mio avviso sono dati assolutamente allarmanti e che andrebbero affrontati il prima possibile per la democrazia di un paese libero.
Il voto è un diritto dovere di ogni cittadino e la rappresentanza deve essere garantita il più possibile.

Concludo comunicando che per uno 0,2% (440 voti) la Zappaterra non è stata eletta al primo turno in provincia e quindi si andrà al ballottaggio con Malaguti.

I dati sono stati recuperati dai seguenti siti: Nazionali, Provinciali e Comunali.

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Spinta al cambiamento

giugno 07, 2009 By: Muaddip Category: Mondo

Sorry for Silvio

Sorry for Silvio

Io ho sempre visto in malo modo gli U.S.A. perché hanno sempre fatto uso di metodi “ambigui” per ottenere determinati risultati nel mondo che facessero volgere le situazioni a loro favore.
Da un lato però li invidio e ammiro profondamente perché in casi particolari riescono a trarre veramente tanta forza dalla loro eterogeneità dandosi una forte spinta per risalire la scivolosa china che avevano percorso.
Questo è avvenuto sei mesi fa quando dopo otto anni di ‘vinca il più forte’ si è passati, forse per compensazione, ad un più umano e solidale ’siamo tutti sulla stessa barca’.
Il come sia stato possibile è dovuto all’impostazione democratica degli stati uniti, per certi versi molto discutibile, che riesce a dare forti cambiamenti orientati direttamente dalla base della piramide.
Qualche giorno fa Obama ha fatto un discorso sulla situazione mediorientale (IngleseItaliano) che non credo abbia precedenti negli ultimi quarantanni (probabilmente vuole morire giovane).
Obama non ha ancora fatto molto di quello che aveva promesso e alcune sue decisioni sono discutibili, come non fare indagini su Guantanamo ma chiuderlo e basta, però ha il merito forse più grande che è quello di aver ricominciato a fare politica e non propaganda, di usare parole semplici e di non nascondersi dietro ad un capello (i suoi stanno sempre più rapidamente diventando bianchi), ridando così alla gente quella speranza e quella serenità per poter affrontare le situazioni molto difficili che si stanno presentando.
In Italia basterebbe questo tipo di atteggiamento per rilanciare una situazione politica disastrosa in cui tutta la classe politica non vuole rinnovare e anzi vuole mantenere tutto come è sempre stato, sotto rigidi controlli di organizzazioni non democratiche che si chiamano partiti e di organizzazioni trasversali che potrebbero essere tranquillamente definite massoniche.
Cosa porterebbe quindi la spinta al cambiamento anche in Italia?
Internet? La gente? La miseria? Forze straniere?
Forse un insieme di tutto quello e anche altro.
Intanto il nostro paese in queste elezioni europee, attualmente in corso e in cui ieri è andato a votare solo il 18% degli aventi diritti al voto, è sembrato bloccato in un medioevo politico e culturale senza via d’uscita in cui l’unico che ci sta rimettendo è sempre il solito semplice singolo individuo.
A quando un Obama italiano?
Bella domanda vero e dire che ce né sicuramente più d’uno solo che non ha la possibilità di farsi sentire.

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