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	<title>indeZènt &#187; Libertà</title>
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	<description>La cultura, il mondo, la politica italiana e locale discusse da Centesi</description>
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		<title>Manifestanti in crisi</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 13:37:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lex</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riporto da Liberarchia la testimonianza di un centese che Sabato scorso era a Roma e che avevamo precedentemente contattato perché scrivesse della manifestazione, qualunque piega avesse preso: Per capire e analizzare i fatti del 15 Ottobre è necessario, come per &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.indezent.org/2011/10/19/manifestanti-in-crisi/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3639" class="wp-caption aligncenter" style="width: 250px"><a href="http://it.peacereporter.net/upload/5/58/582/5829/58290.jpg" target="_blank"><img src="/dati/uploads/2011/10/58290-240x320.jpg" alt="Gesù @ #occupywallstreet" title="Gesù @ #occupywallstreet" width="240" height="320" class="size-large wp-image-3639" /></a><p class="wp-caption-text">Manifestare in modo creativo</p></div>
<p>Riporto da <a href="http://www.liberarchia.net" title="Liberarchia.net" target="_blank">Liberarchia</a> la testimonianza di un centese che Sabato scorso era a Roma e che avevamo precedentemente contattato perché scrivesse della manifestazione, <strong>qualunque piega avesse preso</strong>:</p>
<blockquote><p>Per capire e analizzare i fatti del <strong>15 Ottobre</strong> è necessario, come per ogni movimento di questo tipo, partire da quello che è stato il percorso europeo e italiano che ci ha condotto fino a questa giornata all’ insegna dell’ <strong>indignazione</strong>.<br />
Un indignazione lanciata da lontano, da quella <strong>Plaza de Puerta del Sol</strong> di Madrid dove a Maggio il popolo spagnolo presidiò le strade per quasi un mese dichiarando la propria opposizione ad una situazione globale di crisi politica ed economica.</p>
<p>A muovere la moltitudine era infatti l’ indignazione verso un mondo istituzionale ormai assoggettato da quello finanziario, verso una linea guida di politica europea e mondiale volta più agli interessi di pochi che al <strong>99%</strong> della popolazione.<br />
Naturale poi che una rivendicazione di così ampio respiro abbia trovato consensi e repliche in tantissimi altri Paesi, in ognuno dei quali si sono poi evidenziati vari problemi specifici del territorio.</p>
<p>In Italia, per l’ appunto, l’ attenzione verso questa iniziativa venne colta da una vastissima piazza di collettivi, movimenti, sindacati e anche partiti; e questa diversità fu uno degli elementi più significativi di tutto lo svolgersi degli eventi.<br />
Come usciti dalla metropolitana di <strong>stazione Termini</strong> già era evidente una partecipazione davvero massiccia di cittadini di ogni età, ogni estrazione sociale e ogni tipo di appartenenza politica, seppur accomunati da un senso di frustrazione per questo mondo alla deriva.</p>
<p>Ora che non mi si fraintenda, è certamente un aspetto positivo il fatto che tante realtà diverse abbiano trovato ognuna un motivo per scendere nelle strade a denunciare un meccanismo sociale e politico fallito, ma ad essere insoddisfacente era la <strong>diversità nella proposta di alternativa</strong> che ogni realtà proponeva.<br />
Una delle peculiarità del movimento spagnolo originale era una totale indifferenza nei confronti di una soluzione istituzionale alla crisi, quando <strong>istituzionali sono state le cause</strong> della crisi stessa.</p>
<p>Per la prima volta dopo tanto tempo in quelle piazze si metteva al centro del discorso la partecipazione del cittadino stesso nelle dinamiche sociali, si proponevano piccoli modelli di <strong>democrazia diretta</strong> quali assemblee cittadine, discussioni aperte, e si dichiarava apertamente che, almeno per ora, non vi era fiducia riposta nell’ alternanza partitica che altro non era che alternanza di individui mossi da dinamiche poco differenti.</p>
<p>Questo aspetto, innovativo e se vogliamo anche un pò sperimentale, <strong>noi l’ abbiamo perso</strong>; un pò vuoi per il nostro cieco anti-berlusconismo che ci spaccia film porno per pagine di politica, un pò per la nostra miopia che aumenta man mano ci spostiamo dai temi sociali ai quali siamo più abituati.<br />
E il risultato altro non è stata che una macedonia di voci in cui a grida reclamanti una vera alternativa si mescolavano gli slogan propagandistici dell’ ultimo aspirante sovrano illuminato pronto a spodestare la il tiranno per prendergli il posto.</p>
<p>Queste differenze di obiettivi e visioni globali hanno portato ovviamente ad una diversità di metodo e di politiche della piazza, ed è qui che giungiamo al <strong>nodo della matassa</strong>.</p>
<p>Sembrerà infatti strano che dopo trenta righe o più non abbia ancora parlato dell’ unica cosa a cui telegiornali e radio hanno dedicato spazio.<br />
Personalmente non ho visto gli scontri di <strong>Piazza San Giovanni</strong>.</p>
<p>Poco dopo essere arrivati a stazione Termini ed esserci immessi nel corteo con lo spezzone degli universitari sono giunte le notizie delle prime macchine bruciate e le due banche sfondate.</p>
<p>Logica è stata una prima deviazione del corteo, per evitare le prime zone rosse.</p>
<p>Poco dopo le risse di Piazza San Giovanni (che ricordo doveva essere la meta finale di tutto il percorso stabilito) si sono aggravate, portando alla chiusura della piazza da parte delle forze dell’ ordine.<br />
A questo punto era chiaro che l’ intero resto del corteo, la cui coda era ancora prossima a stazione Termini data la lunghezza, non poteva più accedere alla piazza, e anzi si sarebbe tenuto alla larga da questa.</p>
<p>Dunque la stragrande maggior parte dei partecipanti non ha assistito a nessun segno degli scontri, se non alla visione di una costante colonna di <strong>fumo nero</strong> che saliva dalla città, <strong>ma che nulla aveva a che vedere con un elezione mancata</strong>.</p>
<p>Per di più, il corteo ha preso la decisione di volgere al termine, indirizzandosi verso la stazione della metropolitana per <strong>porre termine alla passeggiata</strong>.<br />
Ora, premesso che l’ analisi dei fatti è tutt’ altro che banale, non si può certo evitare di condannare le azioni di chi, mossi da chissà quali istinti, ha deciso di opporsi al debito pubblico sfasciando macchine a caso o lanciando estintori nel vuoto.</p>
<p>Il rischio che si corre però, e che i media tutti sono ben felici di aggravarci, è cadere in piatte discussioni di violenza o non violenza dalle quali speravamo di esserci sollevati.<br />
Il <strong>vero danno</strong> della giornata del 15 Ottobre è che ha fatto tornare la discussione della protesta ad un alternativa tra la violenza immotivata che spacca le vetrine e una manifestazione che debba essere una sfilata carnevalesca per le strade dela città.</p>
<p>Negli ultimi anni invece, e in particolare quest’ ultimo, abbiamo assistito ad eventi e a modalità di proteste che avevano riscattato quell’ idea di <strong>conflitto consensuale</strong> ormai riconosciuta da gran parte della cittadinanza.<br />
Basti pensare ai movimenti di <strong>Val di Susa</strong>, quando anche famiglie ed anziani si sono trovati sotto i lacrimogeni per smantellare un cantiere nocivo che non aveva alcun permesso popolare, o agli avvenimenti dell’ ultimo <strong>14 dicembre</strong>, quando gli studenti infuocarono Roma in quel fatidico giorno della fiducia strappata dal portafoglio, che fece bollire il sangue di ogni italiano onesto.</p>
<p>Oppure per restare in questi ultimi mesi possiamo guardare alla <strong>Grecia</strong>, Paese spiazzato in ogni senso, ma che ha saputo dare risposte concrete con le occupazioni delle sedi ministeriali da parte degli impiegati stessi o il boicottaggio dei telegiornali serali da parte degli studenti che hanno invaso gli studi televisivi.</p>
<p>Ecco perchè quei giovani, quei balordi che hanno preso a sassate i muri sabato a Roma hanno danneggiato tutti noi, in primis ogni cittadino che era nel corteo e che non ha potuto esibire la propria indignazione nella piazza di tutti, e infine anche ognuno che si sia mobilitato in questi anni per costruire <strong>un’ idea critica del conflitto costruttivo</strong>.<br />
In una situazione così complessa, inutile ribadire che i media ufficiali di ogni stampo e di ogni provenienza hanno fatto e stanno facendo di tutto per alimentare un senso di smarrimento, diffidenza e confusione come solo l’ <strong>informazione violenta</strong> sa fare.<br />
Verso l’ imbrunire, mentre procedevamo verso la stazione Piramide, la mia mente mi riportava a quella piazza, quell’ altra piazza, nella Spagna primaverile, dove cittadini decisi a distruggere il sistema imbracciavano le armi che sono la cultura, la discussione e la critica; dove <strong>orti urbani</strong> di violenza inaudita mostravano sin dalle radici il desiderio di boicottare l’ intero mondo economico attuale; dove la partecipazione, con la sua furia devastatrice portava la consapevolezza di un modello sociale del tutto nuovo.<br />
Nella mia, o meglio nella nostra natura, c’ è perfortuna l’ istinto a pensare a come ci muoveremo il giorno dopo, a come domani sistemeremo gli errori di oggi diventando più attivi di ieri; ma inutile negare che d’ ora in poi, quando penserò a come sia messo male questo paese <strong>non mi riferirò solo a quell’ 1% che è chiuso dentro al palazzo.</strong></p></blockquote>
<p>Le domande, i dubbi e le perplessità del &#8220;giorno dopo&#8221; sono diverse. Pongo alcune questioni che nel post non vengono affrontate e spero di far sviluppare nei commenti una discussione che sia costruttiva o almeno chiarificatrice (ormai le idee dovrebbero essersi fissate e l&#8217;emotività calata, quindi non diamo di matto). Ecco le mie domande all&#8217;autore del post, ma che valgono anche per chiunque altro fosse a Roma a manifestare:</p>
<p><em>Dal post risulta che la soluzione al &#8220;problema&#8221; non fosse chiara (sicuramente almeno non condivisa fra le varie anime presenti in piazza). Non è che forse oltre alla soluzione è il problema stesso a non essere &#8220;chiaro&#8221;? Com&#8217;è possibile che Mario Draghi solidarizzi a più riprese con i manifestanti con frasi tipo: &#8220;Siamo arrabbiati noi contro la crisi, figuriamoci loro&#8230;&#8221;! Quanti secondo te erano in piazza con cognizione? Perché, diciamolo, le ragioni di questa manifestazione non erano chiare a chi bruciava auto o spaccava madonne, ma non erano chiare neanche a chi aveva bandiere di partiti, di sindacati, di movimenti &#8220;strani&#8221;, a chi usava slogan di 40 anni fa o ingiuriava Berlusconi, a chi sputava a Pannella e a chi sperava in una scampagnata che si concludesse la sera stessa con tutti a letto contenti della bella &#8220;gita&#8221;.<br />
Chi c&#8217;era di troppo in piazza o, piuttosto, chi mancava? In quanti erano veramente pronti ad occupare una piazza (tenda e zaino come minimo)?<br />
L&#8217;Italia col fallimento di Sabato è rimasta indietro rispetto alle altre nazioni che hanno manifestato. Ormai siamo fuori dalla #rivoluzione che sta avvenendo o abbiamo ancora la possibilità di fare qualcosa?</em></p>
<p><a href="http://www.liberarchia.net/blog/?p=285" title="Liberarchia on #15O" target="_blank">Il post</a> sul blog <a href="http://www.liberarchia.net" title="Liberarchia" target="_blank">liberarchia.net</a></p>
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		<title>Les naufragés de la rèvolution</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 18:49:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lebster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Miscellanea]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dell'uomo]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dailymotion.com/video/xidx3v_les-naufrages-de-la-revolution-1-3_news#rel-page-2" target="_blank"><img src="/dati/uploads/2011/09/111011.jpg" alt="" title="111011" width="380" height="253" class="aligncenter size-full wp-image-3616" /></a><br />
Sappiamo che la condizione di un immigrato è tutt&#8217;altro che facile, vediamo con i nostri occhi le difficoltà e le privazioni che deve sopportare nella vita di tutti i giorni. Sono accanto a noi ne vediamo la presenza, vediamo il loro presente. Ma qual era la loro vita, prima? Cosa hanno lasciato? Cosa hanno dovuto attraversare per venire qui?<br />
Il mare, si può rispondere. E nel pronunciare una parola così breve si sente stridere il contrasto con la sua grandezza, nella semplicità del dire si scopre l&#8217;immensa difficoltà del fare, tra cui il mare si frappone.<br />
Il documentario &#8220;<a href="http://www.dailymotion.com/video/xidx3v_les-naufrages-de-la-revolution-1-3_news#rel-page-2" target="_blank">Les naufragés de la rèvolution</a>&#8221; vuole dare risposta a quest&#8217;ultimo interrogativo, narrando il viaggio di un gruppo di tunisini che dalle coste del loro paese sono salpati per tentare di raggiungere incolumi le sponde dell&#8217;isola di Lampedusa. Da un continente all&#8217;altro una telecamera segue gli spostamenti di un gruppo di africani che fugge da una nazione in rivolta, alla ricerca di un posto libero in cui poter vivere, esprimersi, lavorare.<br />
E&#8217; emozionante vedere le immagini della scialuppa stipata non più da lontano, in pochi minuti di servizio da telegiornale ma lunghi momenti vissuti dall&#8217;interno, tra loro, e sentire i loro discorsi, capire cosa pensano, cosa vogliono, da cosa scappano ed in cosa sperano. Uomini, non più numeri associati ai quotidiani sbarchi nei Tg.<br />
Dove, se non ad <a href="http://www.internazionale.it/festival/" target="_blank">internazionale</a>, si poteva assistere a tutto ciò?</p>
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		<title>Per la Libertà dell&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 13:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Muaddip</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[Alla fine ho deciso di dire la mia, perché non ce la faccio più a stare zitto e vedere questo paese non solo andare a picco ma praticamente uccidersi da solo senza fare nulla. L&#8217;argomento del momento è senza dubbio &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.indezent.org/2011/10/06/per-la-liberta-dellitalia/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011" target="_blank"><img src="/dati/uploads/2011/10/111006.jpg" alt="" title="111006" width="380" height="280" class="aligncenter size-full wp-image-3609" /></a><br />
Alla fine ho deciso di dire la mia, perché non ce la faccio più a stare zitto e vedere questo paese non solo andare a picco ma praticamente uccidersi da solo senza fare nulla.<br />
L&#8217;argomento del momento è senza dubbio l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011" target="_blank">auto chiusura di Wikipedia</a> <em>[*]</em> anticipata da quella <a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Nonciclopedia:Sospensione_del_servizio" target="_blank">di Nonciclopedia</a> (una wiki satirica) viste le azioni del sempre meno grande Vasco Rossi (ora ha ritirato la querela).<br />
Tutto questo perché in Italia l&#8217;unico problema per la classe politica è quello che la gente scrive su internet, senza il suo controllo e le sue imposizioni, e che dei giudici potrebbero acquisire da loro, e i giornalisti divulgare, da loro intercettazioni telefoniche o ambientali.<br />
Chi se ne frega se l&#8217;economia italiana sta andando a picco, se sempre più giovani italiani se ne vanno all&#8217;estero o se la Fiat, seguita da altre aziende, vuole avere la possibilità di schiavizzare i suoi dipendenti, come fanno già altri con contratti co.co.pro.fagi, ed esce pure da Confindustria per essere più libera di farlo. Ma non voglio ripetermi, ho <a href="/2011/09/22/identita/">già scritto un post</a> a riguardo solo qualche settimana fa, andatevelo a rileggere.</p>
<p>Il punto è la Libertà che in Italia ormai si è talmente ristretta che pure una formica è più grande. Tanto per dirla tutta il presidente e fondatore di Wikipedia, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jimmy_Wales" target="_blank">Jimmy Wales</a>, pensa che questa legge italiana sia &#8220;<a href="http://twitter.com/#!/jimmy_wales/status/121339407059001344" target="_blank">idiota</a>&#8221;<br />
 e se notate la pagina di protesta è stata già tradotta in 9 lingue diverse per far si che la nostra ignoranza e idiozia sia resa nota a tutti nel mondo.<br />
In tutto questo caos emergono poi frange politiche dell&#8217;opposizione (e non solo) che per farsi grandi dicono che faranno una serie di emendamenti per proteggere Wikipedia da questa legge. Ma allora non volete capire che il punto del problema! <strong>IL PROBLEMA è la libertà di TUTTI !!!</strong><br />
La parte assurda &#8211; si c&#8217;è ancora qualcosa di peggio &#8211; è l&#8217;uscita di alcuni giornalisti che si sono <a href="http://www.iltempo.it/politica/2011/10/05/1290705-wikipedia_protesta_meglio_treccani.shtml" target="_blank">felicitati della possibile chiusura</a> di Wikipedia non capendo minimamente che quel DDL riguarderà anche il loro lavoro che fra l&#8217;altro è pure uno dei più precari e mal retribuiti d&#8217;italia. Fortunatamente però altri giornalisti (<a href="http://attivissimo.blogspot.com/2011/10/wikipedia-italiana-si-auto-oscura.html" target="_blank">un esempio</a>) questo problema lo hanno compreso.</p>
<p><em>[*]</em> Ora nuovamente online nella sua interezza ma con l&#8217;aggiunta di un nuovo comunicato di cui riporto una parte: &#8220;Sono stati proposti degli emendamenti, ma le modifiche al decreto non sono ancora state approvate in via definitiva. Non sappiamo, quindi, se sia ormai scongiurato questo panorama &#8230;&#8221;</p>
<p>_____</p>
<p>Quello che segue esula dai fatti descritti in questo post e vuole essere una provocazione a tutti i cittadini italiani che ogni giorno se ne stanno semplicemente a guardare quello che accade come se fosse una telenovela tramite i Tg nostrani. Se non vi interessa quindi non proseguite.<br />
_____</p>
<p><strong>Questa è l&#8217;Italia e questi sono gli Italiani del 2011!</strong><br />
Sarò ripetitivo, ma io non mi sento di far parte di quest&#8217;Italia, io non voglio farne parte, non è il mio paese non è quello che avevo sempre immaginato per quando sarei diventato adulto.</p>
<p><strong>Cosa vogliamo fare?</strong><br />
Vogliamo continuare a far si che questa classe politica e tutta la burocrazia continui a schiacciarci verso il basso o vogliamo fare qualcosa?<br />
Vogliamo aspettare che ci stacchino lentamente la spina o vogliamo svegliarci da sto coma e reagire?</p>
<p>Io non riesco proprio a capire come si possa non reagire a tutto questo. Lo fanno in Grecia e Spagna, nei paesi del nord Africa addirittura hanno fatto una rivoluzione, e noi non riusciamo a fare nemmeno una protesta su vasta scala come si deve?<br />
Ma siamo veramente così smidollati, menefreghisti e individualisti oppure non ci rendiamo nemmeno conto di quello che ci sta capitando addosso?<br />
Andare e occupare pacificamente tutti assieme (lavoratori, studenti, disoccupati, precari pubblici e privati, pastori, agricoltori, imprenditori, &#8230;) per giorni, settimane e anche mesi, le aree attorno a Camera e Senato o anche Roma stessa (l&#8217;Altare della Patria, La stazione Termini, Piazza San Pietro, la fontana di Trevi, Piazza di Spagna, &#8230;) bloccando così e riducendo alla paralisi un sistema che si muove in una direzione contraria a quella della nostra stessa Costituzione che Napolitano ricorda in ogni suo singolo intervento sempre più allarmante.<br />
Con questo azzeramento lo si potrebbe far ripartire verso una giusta direzione, per cercare di ottenere un benessere per il maggior numero di persone e non per pochissimi eletti.</p>
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		<title>Giovine Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 09:20:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Muaddip</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Son già passati 150 anni e sembra che non sia cambiato nulla. Oggi è il 17 Marzo, noto agli italiani come la festa di San Patrizio, ma è anche il giorno dell&#8217;unità nazionale che solo per quest&#8217;anno è pure festivo, &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.indezent.org/2011/03/17/giovine-italia/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bassilo.it/area_alunni/mazzini/bandierone.gif" target="_blank"><img src="/dati/uploads/2011/03/110317.jpg" alt="" title="110317" width="320" height="320" class="aligncenter size-full wp-image-3064" /></a><br />
Son già passati 150 anni e sembra che non sia cambiato nulla.<br />
Oggi è il 17 Marzo, noto agli italiani come la festa di San Patrizio, ma è anche il giorno dell&#8217;unità nazionale che solo per quest&#8217;anno è pure festivo, come se fosse meno importante di una festa del patrono di un comune. Questo dovrebbe far capire tante cose.<br />
L&#8217;Italia è stata unita per l&#8217;opera dei 1000 di Garibaldi che hanno fatto si di calamitare con gli ideali di unità e democrazia gli abitanti del sud che si sono levati per sbarazzarsi dei Borboni. Questo ha fatto si che anche al nord si levassero proteste per ottenere l&#8217;unità d&#8217;Italia. Al centro invece lo stato pontificio tremava ma grazie alla protezione francese potè reggere ancora un decennio. Il vero problema però è che tutto fu disatteso dai regnanti della Savoia che semplicemente si sostituirono al regnante precedente e che soprattutto al sud usarono mezzi non molto ortodossi per mantenere il controllo. Consiglio anche la visione di Noi Credevamo per farsi un&#8217;idea.<br />
Oggi siamo in un paese democratico, con una costituzione che però a leggerla nei fatti è assolutamente disattesa e una quarta carica dello stato che prima dice di essere lì per volere elettivo della maggioranza del popolo e poi dice che non serviranno raccolte firme o manifestazioni di piazza di studenti, lavoratori, poliziotti e tanti altri a far cadere il suo mandato.<br />
Questa situazione però è figlia di fratture interne alla società che anziché chiudersi si sono allargate, tanto che oggi la provincia autonoma di Bolzano <a href="http://www.corriere.it/cronache/11_febbraio_07/bolzano-no-festa-150_efdcda3c-32c6-11e0-804f-00144f486ba6.shtml" target="_blank">non farà festa</a> e la Lega Nord prevede di boicottare alcune manifestazioni.<br />
Quello che ci vorrebbe sarebbe una maggior cultura civica e etica portata avanti da famiglie, scuole e mezzi di informazione in modo da creare una vera unità e non come si fa ora, fomentare futili divisioni che fanno solo il gioco del potente di turno che così può fare i propri comodi.<br />
Ecco quindi perché siamo ancora da divenire una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovine_Italia" target="_blank">Giovine Italia</a> come la intendeva Mazzini.<br />
<strong>Viva l&#8217;Italia!</strong></p>
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		<title>Non dimentichiamo!</title>
		<link>http://www.indezent.org/2011/01/27/non-dimentichiamo/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 13:21:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Muaddip</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
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		<description><![CDATA[Quest&#8217;anno, per ricordare quanto avvenne sotto l&#8217;egidia del nazifascismo in europa, non voglio più usare foto scioccanti come negli anni passati (2009 &#8211; 2010), ma lascio che sia l&#8217;affilata e agghiacciante punta della Satira a parlare. La vignetta di Mauro &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.indezent.org/2011/01/27/non-dimentichiamo/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://scheggedivetro.blogosfere.it/images/giornata%20della%20memoria.gif" target="_blank"><img src="/dati/uploads/2011/01/110127.gif" alt="" title="110127" width="333" height="320" class="aligncenter size-full wp-image-2988" /></a>Quest&#8217;anno, per ricordare quanto avvenne sotto l&#8217;egidia del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nazifascismo" target="_blank">nazifascismo</a> in europa, non voglio più usare foto scioccanti come negli anni passati (<a href="/2009/01/28/con-una-foto/">2009</a> &#8211; <a href="/2010/01/27/arbeit-macht-frei/">2010</a>), ma lascio che sia l&#8217;affilata e agghiacciante punta della Satira a parlare.<br />
La vignetta di Mauro Biani dell&#8217;anno scorso ha un qualcosa di incredibilmente forte che rimarca l&#8217;assoluta necessità di non dimenticare quei fatti che hanno inorridito il mondo.<br />
Si perché quegli atteggiamenti non sono scomparsi e anzi sono portati ancora alla ribalta pure con slogan politici e sapiente uso dei mezzi informativi.<br />
Oggi discriminare è, per così dire, &#8220;tornato di moda&#8221; ed è in mezzo a noi senza che riusciamo o vogliamo a scorgerlo. Questo è quello che una società civile deve temere di più, dimenticare il passato e farlo ritornare attuale.<br />
<strong>Per piacere non dimentichiamo!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sparito tutto!</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jan 2011 17:02:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Muaddip</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E come per magia è sparito tutto a pochi mesi dalle elezioni comunali. Ma facciamo un passo indietro per capire di che sto parlando. Ieri la capogruppo del PD, come spesso accade, segnala al blog una sua interpellanza diretta al &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.indezent.org/2011/01/16/sparito-tutto/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://commenti.kataweb.it/commenti/multimedia/15864/2008/01/16/image/61738.jpg" target="_blank"><img src="/dati/uploads/2011/01/110116.jpg" alt="" title="110116" width="366" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-2961" /></a><br />
<strong>E come per magia è sparito tutto a pochi mesi dalle elezioni comunali.</strong><br />
Ma facciamo un passo indietro per capire di che sto parlando.<br />
Ieri la capogruppo del PD, come spesso accade, segnala al blog una sua <a href="http://picasaweb.google.com/indezent/Comunicati#5562798357177844482" target="_blank">interpellanza</a> diretta al comune di Cento.<br />
Mentre scorro nel leggerla i miei occhi si sgranano sempre più fino a diventare come quelli del gatto della foto o almeno all&#8217;incirca così.<br />
Il comune avrebbe provveduto a cambiare giustamente il software di gestione delle delibere, determine e ordinanze senza provvedere a rendere ancora disponibili quelle antecedenti al Capodanno 2011.<br />
La <a href="http://www.comune.cento.fe.it/servizionline/elencoservizi/pagina24.html" target="_blank">pagina di accesso</a> (<a href="http://picasaweb.google.com/indezent/Varie#5562806521192744562" target="_blank">alternativa</a>) del sito comunale è laconica e sembra non lasciare alcuna speranza sulla futura visibilità di quelle vecchie delibere, determine e ordinanze tramite il sito comunale.<br />
Non posso quindi anche io fare alcune domande all&#8217;amministrazione comunale perché non posso credere che un&#8217;atto così contrario alla trasparenza amministrativa possa avvenire a così pochi mesi dalle elezioni comunali.<br />
Sarebbe l&#8217;ennesimo passo azzardato, per non dire falso, di questa amministrazione nel rapportarsi con i propri cittadini.</p>
<ul>
<li>Possibile che non si sia pensato, nel cambio del SW, di prevedere un metodo di importazione della vecchia documentazione?</li>
<li>Non è che il comune si è dimenticato di informarci che provvederà di renderle disponibili entro certi termini?</li>
<li>Capiamo che gli atti dovrebbero essere tutti consultabili presso l&#8217;urp, ma perché affossare la possibilità di usare internet per rendere più semplice l&#8217;accesso all&#8217;archivio da parte del cittadino?</li>
</ul>
<p>Voglio continuare a credere che questo non sia stato fatto di proposito ed è per questo che aspetto che il sindaco chiarisca che a breve tutto verrà ripristinato, altrimenti si potrebbe pensare che l&#8217;amministrazione voglia limitare l&#8217;accesso al cittadino per impedirgli di informarsi.<br />
<strong>Aspettiamo risposte esaurienti da parte dell&#8217;amministrazione.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lettera al PD</title>
		<link>http://www.indezent.org/2010/09/28/lettera-al-pd/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 14:25:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>indeZènt</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cento Comune]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
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		<description><![CDATA[(n.d.r. I sottoscrittori di questa lettera aperta sono Muaddip e Lebster) Caro Piero Lodi, Scrivo direttamente a lei questa lettera aperta perché è il segretario comunale e come tale può certamente discutere questa mia proposta con tutti gli iscritti al &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.indezent.org/2010/09/28/lettera-al-pd/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://urladalsilenzio.files.wordpress.com/2010/01/lettera.jpg"><img src="/dati/uploads/2010/09/100928.jpg" alt="" title="100928" width="380" height="285" class="aligncenter size-full wp-image-2734" /></a><em>(n.d.r. I sottoscrittori di questa lettera aperta sono Muaddip e Lebster)</em></p>
<p>Caro Piero Lodi,<br />
Scrivo direttamente a lei questa lettera aperta perché è il segretario comunale e come tale può certamente discutere questa mia proposta con tutti gli iscritti al suo partito e accordarsi eventualmente con gli altri partiti.<br />
Ma veniamo subito al punto di questa lettera aperta.<br />
<strong>Chiederei che venissero fatte le primarie in vista delle elezioni amministrative 2011.</strong><br />
Questa mia richiesta deve per forza essere seguita da qualche rapida spiegazione sul perché io le stia chiedendo questo:</p>
<ul>
<li>Perché così si eviterà probabilmente il vedersi candidato una persona alla Orlandini, inutile ricordare tutto quello che ha fatto, che a mio parere lo ha reso il peggior candidato di tutti gli schieramenti centesi degli ultimi 15 anni visto come si è comportato.</li>
<li>Perché nel vostro nome di partito c&#8217;è la parola democrazia e le primarie sono un ottimo, se non l&#8217;unico, modo di fare un po&#8217; di democrazia all&#8217;interno dei partiti.</li>
<li>Perché bisogna cercare di tenere unito un centro sinistra, visto che vi definite tali, che ha preso innumerevoli sbandate e batoste in questi anni, in modo che si possa finalmente creare una coesione di intenti che porti qualcosa di positivo a tutto il territorio.</li>
<li>Perché le persone hanno perso fiducia nella politica e il coinvolgerle attivamente chiedendo la loro opinione nelle primarie è un ottimo modo per far crescere in loro nuovamente la voglia di partecipare attivamente alla vita del territorio.</li>
</ul>
<p>Io mi reputo un cittadino come tanti, uno di quelli che tiene al suo paese e che prova di informarsi, partecipare e dire la sua su quello che succede in modo che chi ci amministra possa avere un riscontro del proprio operato.<br />
Da non iscritto al PD mi sono sentito comunque in dovere di fare questa proposta perché ritengo che solo un gruppo coeso e allargato al centro e alla sinistra possa avere la forza per vincere le prossime amministrative a Cento in contrapposizione agli attuali partiti che ci amministrano.<br />
Spero poi che non venga usata come scusa per non fare le primarie il poco tempo a disposizione, la carenza di candidati o la non necessità perché queste risposte ovvie e spicciole sinceramente iniziano ad essere fragili ai miei occhi.<br />
Rimango in attesa di conoscere la sua risposta qui sul blog di indeZènt per avviare una discussione proficua e aperta a tutti gli interessati.<br />
In ultima analisi questa lettera aperta può essere tranquillamente indirizzata a qualsiasi partito che voglia veramente aprirsi, che non tema la gente e il cambiamento che nuove voci e idee possono portare.<br />
Cordiali saluti</p>
<p><font color="#a73228"><strong>Aggiornamento</strong> del 22 Ottobre</font> &#8211; Finalmente <a href="/2010/09/28/lettera-al-pd/#comment-12150">Piero Lodi risponde</a> a questo intervento</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Questa è l&#8217;Italia</title>
		<link>http://www.indezent.org/2010/09/08/questa-e-litalia/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 12:43:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Muaddip</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[mafia]]></category>
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		<category><![CDATA[sinistra]]></category>

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		<description><![CDATA[Purtroppo il titolo di questo post non è una domanda, ma una mera constatazione, l&#8217;Italia è questa e sempre più divisa in pensieri e atteggiamenti ben netti e distinti, le mezze misure stanno sparendo. Diciamo che questo atteggiamento forse lo &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.indezent.org/2010/09/08/questa-e-litalia/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=gA2UsuvWRiw" target="_blank"><img src="/dati/uploads/2010/09/100908.jpg" alt="" title="100908" width="380" height="275" class="aligncenter size-full wp-image-2709" /></a>Purtroppo il titolo di questo post non è una domanda, ma una mera constatazione, l&#8217;Italia è questa e sempre più divisa in pensieri e atteggiamenti ben netti e distinti, le mezze misure stanno sparendo.<br />
Diciamo che questo atteggiamento forse lo si vuole da ambo le parti, ma è anche vero che è stato generato proprio dall&#8217;esagerazione di una di queste negli atteggiamenti dell&#8217;ultimo decennio.<br />
Non voglio difendere quindi nessuno, solo fare vedere e capire alle persone che seguono questo blog che in Italia qualcosa sta succedendo, che ne dicano o meno i giornali e tv e la cosa non mi rassicura.<br />
Non voglio fare il pessimista, ma momenti storici e sociali similari sono già capitati sia in Italia che in altri paesi e dovremmo ormai aver imparato a cosa tutto questo porterà.<br />
Vi lascio con altri video di questo argomento:</p>
<ul>
<li>Contestazione a Schifani &#8211; video integrale (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=2YgAtjUT81U" target="_blank">parte 1</a> &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=td2K2HD8Hx8" target="_blank">parte 2</a> &#8211;  <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Hd1PQgQth2o" target="_blank">parte 3</a>)</li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ERameq6I7V4">Schifani contestato alla Festa Democratica di Torino</a></li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=5BzmHvzackk">Aggrediti i contestatori di Schifani</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Italia mancante, l&#8217;Italia mancata</title>
		<link>http://www.indezent.org/2010/07/21/litalia-mancante-litalia-mancata/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 12:57:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lebster</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[È ormai annoverabile come un detto, un motto, il fatto che gli italiani si sentano tali solamente quando gioca la nazionale di calcio. Tale modo di dire sembra essere confermato dal proliferare di tricolori in estate con cadenza quadriennale, bandiere &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.indezent.org/2010/07/21/litalia-mancante-litalia-mancata/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2668" href="/2010/07/21/litalia-mancante-litalia-mancata/italia_politica041-2/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2668" title="Italia" src="/dati/uploads/2010/07/italia_politica0411.gif" alt="" width="356" height="372" /></a></p>
<p>È ormai annoverabile come un detto, un motto, il fatto che gli italiani si sentano tali solamente quando gioca la nazionale di calcio. Tale modo di dire sembra essere confermato dal proliferare di tricolori in estate con cadenza quadriennale, bandiere che vengono scomodate dal loro letargo solo in occasione di infrequenti  partite di calcio. Per tutto il resto del tempo quanto ci possiamo definire “patriottici”?</p>
<p>Il 2011 segnerà i <a href="http://www.italiaunita150.it/">150 anni</a> dell’unità di Italia. Si celebrerà in un clima paradossale, in quanto il governo di questo paese è sostenuto da una coalizione che comprende una forza politica, la Lega Nord, che vede nel processo di unificazione nazionale un evento storico tutt&#8217;altro che gradito, per cui, per questi signori, ci sarà ben poco da festeggiare!</p>
<p>I motivi di insoddisfazione che hanno contribuito alla nascita ed alla crescita di un partito politico come la Lega Nord sono chiari e, tutto sommato, non fanno venire il mal di pancia solo ai &#8220;padani&#8221;, primo tra tutti un&#8217;Italia a due velocità con le continue antitetiche dicotomie tra il ricco Nord e il Sud che arranca; la sensazione di aver assunto per troppo tempo il ruolo di salvadanaio al quale attingere per riequilibrare le disparità nazionali ha portato ad una diffusa insofferenza per tutto ciò che sembrava violare il benessere e la prosperità delle realtà del settentrione.</p>
<p>Per sanare quest&#8217;ingiustizia si è voluti riappropriarsi del proprio territorio che, in quanto risorsa produttrice di ricchezza, sembrava che anch&#8217;esso fosse stato sottratto ai suoi abitanti per essere immolato alla causa nazionale. Questo è solo uno dei ragionamenti che hanno portato all&#8217;ascesa della Lega Nord, un fenomeno che ha condotto questa realtà prima locale a gestire posti di primissimo piano della politica nazionale.</p>
<p>Non credo che il motivo per cui milioni di persone hanno dato fiducia al partito di Umberto Bossi sia la secessione della cosiddetta Padania, bensì le eccessive disparità di questa Italia tagliata a metà che non esasperano solo i cittadini del meridione ma anche chi, della situazione del sud Italia ne risente indirettamente degli effetti.</p>
<p>È ora di fare dei passi avanti con più decisione. È tempo che i ragazzi del sud non siano più costretti a viaggiare per avere un futuro; è il momento di creare benessere in quelle aree che si chiamano Italia ma che sono state ormai abbandonate al loro destino. Liberare dal peso delle mafie intere regioni trasfondendo lo stato dove prima non c&#8217;era, rendere centro ciò che è sempre stato considerato periferia. Non ci possono più essere scuse, nel futuro dell&#8217;Italia deve esplodere il potenziale latente di tante realtà fino ad ora assopite per poter sentirci UNA nazione in cui tutte le parti apportano un ruolo importante ed essenziale: gli italiani non sembrano più tollerare questa nazione a più velocità.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La nostra Repubblica&#8230;</title>
		<link>http://www.indezent.org/2010/06/02/la-nostra-repubblica/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 13:25:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Muaddip</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi è la giornata della Repubblica, un giorno in cui tutti gli Italiani dovrebbero andare fieri di vivere in un paese libero e democratico. Ma lo siamo ancora? La mia domanda vuole essere sia provocatoria dell&#8217;ambiente politico nazionale che ci &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.indezent.org/2010/06/02/la-nostra-repubblica/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.protezionecivile.fvg.it/ProtCiv/GetDoc.aspx/24838.jpg" target="_blank"><img src="/dati/uploads/2010/06/100602.jpg" alt="" title="100602" width="380" height="257" class="aligncenter size-full wp-image-2638" /></a><br />
Oggi è <a href="http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/10_giugno_2/festa-due-giugno-repubblica-roma-1703124212255.shtml" target="_blank">la giornata della Repubblica</a>, un giorno in cui tutti gli Italiani dovrebbero andare fieri di vivere in un paese libero e democratico.<br />
<strong>Ma lo siamo ancora?</strong><br />
La mia domanda vuole essere sia provocatoria dell&#8217;ambiente politico nazionale che ci governa da decenni e un monito a tutti i cittadini che si sentono Italiani e che per questo non dovrebbero accettare di perdere diritti e privilegi o di farsi prendere per i fondelli da politici abilissimi a farsi i propri interessi facendoli passare per quelli di tutti.<br />
Dico questo perché quanto <a href="http://quotidianonet.ilsole24ore.com/politica/2010/06/02/339902-scintille_ballaro.shtml" target="_blank">accaduto ieri sera a Ballarò</a> per me è un qualcosa di assolutamente inconcepibile.<br />
Un presidente del consiglio <a href="http://www.youtube.com/watch?v=WoJbiZR9y7s" target="_blank">che telefona in trasmissione</a> e che attacca e offende quasi tutti i presenti, dicendo che solo i suoi sono i dati reali che dovrebbero essere presi in considerazione, e che poi riattacca il telefono senza concedere diritto di replica a nessuno, come per dire che tanto sono dei signori nessuno per lui e non conta niente quello che dicono o pensano.<br />
Ovviamente quello che è stato detto in trasmissione è stato avvallato da dati e testi (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=SfiO-n07FDQ" target="_blank">guardatevi un video</a> a cui si riferivano) mentre dall&#8217;altra parte c&#8217;era solo la parola di un 72enne che è pur vero essere il presidente del consiglio ma questo non gli da certo la ragione su tutto.<br />
Ecco perché quindi ritorna necessaria la domanda, proprio in questo 2 Giugno, ma siamo ancora una Repubblica o ci dobbiamo aggiungere delle banane?<br />
<strong>La risposta la può dare solo ognuno di voi.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Libertà nella scuola</title>
		<link>http://www.indezent.org/2010/05/29/liberta-nella-scuola/</link>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 10:19:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Muaddip</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[ministri]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche se la notizia non è proprio recentissima vorrei segnalare quanto accade nella scuola italiana. Da quando la Gelmini è Ministro dell&#8217;istruzione pubblica si sono susseguite decine di proteste contro i tagli, le modifiche, le ristrutturazioni che il Ministero ha &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.indezent.org/2010/05/29/liberta-nella-scuola/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://i509.photobucket.com/albums/s340/sars87windman/volantini/scuola8.jpg"><img src="/dati/uploads/2010/05/100529.jpg" alt="" title="100529" width="380" height="258" class="aligncenter size-full wp-image-2630" /></a><br />
Anche se la notizia non è proprio recentissima vorrei segnalare quanto accade nella scuola italiana.<br />
Da quando la Gelmini è Ministro dell&#8217;istruzione pubblica si sono susseguite decine di proteste contro i tagli, le modifiche, le ristrutturazioni che il Ministero ha operato sulla scuola pubblica.<br />
Non le riporto perché ritengo siano conosciute e ormai da mesi circa una settimana si e l&#8217;altra no c&#8217;è qualche manifestazione in atenei o di professori in pubblica piazza tanto da dover rendere superfluo spiegare le motivazioni.<br />
Visto che questi professori rilasciavano interviste e dicevano quello che pensavano di queste modifiche istituzionali senza remore e problemi ecco <strong>il ministero correre al riparo con una circolare</strong>, la 489/ris (27/04/2010) dell&#8217;ufficio scolastico regionale per l&#8217;Emilia Romagna.<br />
Ovviamente il contenuto della circolare è di ricordare a questi insegnati o presidi chi è che gli paga lo stipendio.<br />
Se consideriamo che <a href="http://www.unita.it/news/scuola/99011/vietato_parlare_con_la_stampa_bavaglio_a_presidi_e_prof" target="_blank">questa notizia</a>, che ha già avuto <a href="http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:http://www.orizzontescuola.it/node/7550" target="_blank">certe reazioni</a> (<a href="http://img571.imageshack.us/img571/7435/gelminiorizzontescuola.png" target="_blank">link alternativo</a>) da parte del corpo insegnante, è caduta proprio nella stessa settimana in cui <strong>il PresCon ha citato</strong>, in un suo discorso all&#8217;OSCE, <strong><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-05-27/berlusconi-cita-mussolini-dire-202700.shtml" target="_blank">una frase di Mussolini</a></strong>, non c&#8217;è sicuramente molto da stare tranquilli.<br />
Sembra proprio che chi ci governa stia sempre più perdendo il controllo e la fiducia dei suoi cittadini e debba quindi ricorrere a mezzi che, se addirittura non sono già oltre, sono sempre più estremistici.<br />
Che l&#8217;istruzione pubblica abbia dei problemi e debba essere migliorata lo sanno tutti, che ci sia crisi anche, ma bisogna comunque pensare di avere a che fare con persone vere, reali e non con semplici numeri da poter gestire a proprio uso e consumo come se nulla fosse.<br />
Come in tutte le cose ci vuole la volontà di capirsi e venirsi incontro prima di tutto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Libera informazione</title>
		<link>http://www.indezent.org/2010/05/07/libera-informazione/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 14:50:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Muaddip</dc:creator>
				<category><![CDATA[Miscellanea]]></category>
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		<category><![CDATA[educazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa mattina si è svolto un incontro sul tema del Citizen Journalism a Villa Borgatti in occasione degli eventi di Mondo Giovane. Questa iniziativa in particolare è stata voluta da FerFilò per sensibilizzare i giovani sul problema dell&#8217;informazione. Gli ospiti &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.indezent.org/2010/05/07/libera-informazione/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/indezent/4586875278/"><img src="/dati/uploads/2010/05/100507.jpg" alt="" title="100507" width="380" height="246" class="aligncenter size-full wp-image-2575" /></a><br />
Questa mattina si è svolto un incontro sul tema del Citizen Journalism a Villa Borgatti in occasione degli eventi di Mondo Giovane. Questa iniziativa in particolare è stata voluta da FerFilò per sensibilizzare i giovani sul problema dell&#8217;informazione. Gli ospiti sono stati Mattia Cecchini di <a href="http://www.dire.it/" target="_blank">Dire</a>, Silvia Storelli e Gaia Roncarelli di <a href="http://www.crossingtv.it/" target="_blank">Crossing Tv</a> moderati da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Taddia" target="_blank">Federico Taddia</a>. All&#8217;incontro hanno assistito anche due classi superiori una dell&#8217;istituto Taddia e una del polo scolastico di San Giovanni.<br />
Dopo una breve presentazione degli ospiti, Federico Taddia ha esposto il suo pensiero di libera informazione, un modo per parlare di argomenti che spesso non vengono considerati.</p>
<p>La parola viene data a Mattia Cecchini, capo redattore dell&#8217;agenzia di stampa Dire di Bologna, che subito spiega cosa sia e quello a cui serve oggi un&#8217;agenzia di stampa. Praticamente si occupa di fornire notizie rapidamente agli organi di informazione che spesso non hanno corrispondenti in tutte le aree del paese in modo che essi possano sapere comunque quello che accade e mandare inviati nel caso ritengano la notizia interessante per un pubblico più vasto.<br />
Questo oggi sta scomparendo sempre più visto l&#8217;avvento di internet e la facilità con cui le persone stesse comunicano rapidamente quello che accade. La funzione dell&#8217;agenzia però è anche quella di fornire un filtro per le notizie poiché non sempre tutte interessano a tutti o non sono di rilevanza superiore ad un ristretto numero di persone.<br />
Cecchini sottolinea che da ricerche condotte la gente trova sempre meno interessanti le notizie delle prime pagine dei giornali o dei TG poiché le riguardano poco, non toccano il loro territorio. Questo ha fatto nascere la volontà nella gente di informarsi diversamente e più nel locale e grazie ad internet molti giornali, soprattutto nel nord europa, hanno abbandonato il formato cartaceo per abbracciare un sistema più dinamico e personalizzabile di informazione.<br />
Interessante e piena di spunti la considerazione esposta sempre da Cecchini sul giornalismo che risulta essere l&#8217;unico metodo narrativo in cui si può omettere una conclusione.</p>
<p>Finito l&#8217;intervento di Cecchini la parola viene data a Silvia Storelli fondatrice di Crossing Tv che nasce nel 2008.<br />
L&#8217;età di chi crea i contenuti varia dai 15 ai 25 anni ed è nata perché i giovani sentivano il bisogno di trattare i loro argomenti a modo loro che spesso non viene rappresentato bene dalle tv tradizionali.<br />
Vengono anche mostrati dei video per far capire il lavoro di questa giovane tv che presenta servizi molto normali ma ben curati. Insomma si ricerca la normalità e non la drammatizzazione o spettacolarizzazione dei fatti a tutti i costi.<br />
Qualcosa che nel giornalismo moderno forse sta venendo sempre più a mancare.<br />
Molto bello poi sentire l&#8217;entusiasmo e la soddisfazione di Gaia Roncarelli che poco più che ventenne spiegare la sua esperienza e i suoi risultati ottenuti grazie al web che permette quella flessibilità di scelta nelle fonti e interessi che la tv normale non da.<br />
Quello che poi viene chiarito è che un singolo non può pensare di accendere una videocamera o un registratore e pensare di poter fare un servizio veramente giornalistico, ci vuole comunque una certa accuratezza in modo che tutto risulti veramente fatto bene agli occhi di chi lo guarda.</p>
<p>Per concludere mi sono poi permesso di porre una domanda agli ospiti e ho scelto l&#8217;attendibilità delle fonti su cui spesso si basa la &#8220;battaglia&#8221; tra giornali e internet.<br />
Ovviamente la domanda non ha una facile risposta poiché una notizia è, secondo Cecchini, la migliore approssimazione di un fatto. Ovviamente per stabilire poi quale sia il livello di attendibilità della fonte bisogna usare un po&#8217; di intuito e buon senso. Per un giornale bisogna soffermarsi soprattutto sul proprietario o dei finanziatori, ma anche del target che questo vuole raggiungere, mentre per un sito internet bisogna controllare anche la documentazione messa a disposizione. In entrambi i casi però quello che conta più di tutti è un rapporto di fiducia che si instaura con il tempo in chi legge che può ragionare e, soprattutto per blog locali, verificare i fatti direttamente.</p>
<p>Un incontro veramente interessante che ha analizzato in maniera semplice e rivolta ad un pubblico giovane il problema dell&#8217;informazione e di quanto questa sia importante per una società libera.</p>
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		<title>Estraiamo l&#8217;ODG numero&#8230;</title>
		<link>http://www.indezent.org/2010/04/29/estraiamo-lodg-numero/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 09:23:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Muaddip</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Cento]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri sera sembrava tutto normale nella prima parte del consiglio comunale, iniziato con i soliti 20 minuti di ritardo e con le discussioni salienti in apertura. La sala era stranamente più piena del solito e con molte facce nuove di &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.indezent.org/2010/04/29/estraiamo-lodg-numero/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="/2010/04/29/estraiamo-lodg-numero/attachment/100429/" rel="attachment wp-att-2544"><img src="/dati/uploads/2010/04/100429.jpg" alt="" title="100429" width="380" height="287" class="aligncenter size-full wp-image-2544" /></a>Ieri sera sembrava tutto normale nella prima parte del consiglio comunale, iniziato con i soliti 20 minuti di ritardo e con le discussioni salienti in apertura.<br />
La sala era stranamente più piena del solito e con molte facce nuove di non &#8220;addetti ai lavori&#8221; e forse questo significa che qualcosa a Cento si sta muovendo.<br />
Subito dopo le dichiarazioni del sindaco Tuzet, che non ci sono state come spesso accade, Orlandini però prende la parola e dice che gli ODG dal 2 al 7, per volere della riunione dei capigruppo, verranno messi in coda a tutti per avvantaggiare il punto 8 che tratta la discussione del rendiconto 2009.<br />
Praticamente sono stati spostati in coda tutti gli argomenti interessanti per cui la gente si era probabilmente presentata visto e considerato che alcuni del pubblico a poco a poco si sono allontanati.<br />
A questo punto però Nalin, probabilmente in un momento di grazia, estrae dal cilindro un articolo del regolamento del consiglio comunale che dice che il cambiamento dell&#8217;ordine degli ODG deve essere sancito allunanimità da una votazione del consiglio stesso.<br />
Le facce scure dei consiglieri, soprattutto Orlandini, non sono tardate ad arrivare e si accende subito una discussione tra Orlandini e Nalin, ma la votazione si ha da fare e sono tutti favorevoli, compreso Nalin che all&#8217;ultimo ritratta e si adegua alla decisione della maggioranza.<br />
Probabilmente il momento di grazia di Nalin era finito.<br />
Faccio notare poi che nella discussione, Orlandini si è fatto garante per una modifica al regolamento del consiglio per fare in modo che l&#8217;ordine del giorno di una seduta del consiglio sia solo indicativo degli argomenti trattati poiché afferma che, come fanno da altre parti, sia meglio trattare gli argomenti a seconda della priorità.<br />
Da questo si può capire il motivo della scelta della foto e del titolo di questo post.</p>
<p>Ora mi permetto di dire una cosa, un mio punto di vista personale su quello che ho potuto capire si voglia modificare.<br />
Da che mondo e mondo, quando c&#8217;è un ODG veramente importante come poteva essere il punto 8 di ieri sul rendiconto, il consiglio ha sempre votato di anticiparlo prima degli altri punti, ora perché si vuole fare in modo che l&#8217;ordine di tutti i punti sia variabile?<br />
Secondo la discrezionalità di chi poi, dell&#8217;attuale presidente del consiglio? Conosciuto a Cento&#8230; sappiamo benissimo tutti quello che ha fatto con i suoi voti elettorali.<br />
Perché perdere inutilmente del tempo a decidere la priorità di un ordine di un ODG quando è già tutto bello che regolamentato già ora?<br />
Quindi dopo l&#8217;<a href="/2010/04/23/cento-vietata/">occupazione del suolo pubblico</a> anche su questo dobbiamo perdere la possibilità di un regolamento super partes?<br />
Penso che sarà molto contento il consigliere Pasca che da circa sei mesi aveva portato a termine la discussione e elaborazione del <a href="/2009/09/20/registrazioni-del-consiglio/">nuovo regolamento del consiglio comunale</a> tramite la sua commissione. Ora dovrà rimetterci mano, possibile che non ci si sia resi conto prima che si voleva introdurre questo cambiamento? Ovviamente per bloccare il cittadino che voleva informarsi c&#8217;è stata la giusta attenzione.<br />
Avete ragione comunque, è solo da quattro anni che governano il comune di Cento e peccano di inesperienza.</p>
<p>Visto che alla fine della nottata di ieri, finita poco dopo le 00.30, non sono stati discussi i punti dal 4 al 7, il 2 e il 3 sono stati ritirati dopo lunghe discussioni, <del datetime="2010-04-29T16:51:38+00:00">Sperando che i punti dal 2 al 7, spostati in fondo a tutti gli altri, non siano stati discussi a notte fonda alla presenza dei soli consiglieri assonnati, non mi sono ancora informato a riguardo,</del> verranno riproposti <a href="/forum/topic.php?id=201">Lunedì 3 Maggio alle ore 19</a> nella seconda seduta del consiglio comunale.<br />
Non mancate perché si deciderà su: una possibile sfiducia al consigliere Baroni visto il ruolo che ricopre in rapporto con le sue dichiarazioni pubbliche, <del datetime="2010-04-29T16:51:38+00:00">una commissione sui fabbisogni scolastici</del>, la questione della TIA; e molto altro di interessante.<br />
Intanto però recuperatevi <a href="/forum/topic.php?id=201#post-633">la diretta Twitter</a>.</p>
<p><em>(n.d.r Modificato dopo la pubblicazione)</em></p>
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		<title>Cento Vietata</title>
		<link>http://www.indezent.org/2010/04/23/cento-vietata/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 08:59:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Muaddip</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cento Comune]]></category>
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		<description><![CDATA[Cosa direste voi se un qualsiasi comune, in questa civilissima italia, cambiasse arbitrariamente le regole per l’utilizzo del suolo di fatto vietandone l&#8217;utilizzo ad associazioni e movimenti del territorio? Penso che sareste molto incavolati. Ecco perché bisogna segnalare questa Delibera &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.indezent.org/2010/04/23/cento-vietata/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://img23.imageshack.us/img23/3107/100423hd.jpg"><img src="/dati/uploads/2010/04/100423.jpg" alt="" title="100423" width="380" height="252" class="aligncenter size-full wp-image-2535" /></a>Cosa direste voi se un qualsiasi comune, in questa civilissima italia, cambiasse arbitrariamente le regole per l’utilizzo del suolo di fatto vietandone l&#8217;utilizzo ad associazioni e movimenti del territorio?<br />
Penso che sareste molto incavolati.<br />
Ecco perché bisogna segnalare questa <a href="http://dl.dropbox.com/u/6573112/deliberagiunta_59-2010_1103.pdf" target="_blank">Delibera di Giunta numero 59 del 11 Marzo 2010</a> del comune di Cento che ha pure caratteristiche d&#8217;urgenza.<br />
In parole povere viene detto in questa delibera, però vi consiglio di leggerla integralmente per vedere con i vostri occhi, che a causa di una non regolamentazione della gestione delle richieste per l&#8217;utilizzo del suolo pubblico si è deciso quanto segue all&#8217;unanimità:</p>
<ol>
<li>Durante il periodo elettorale non saranno concesse le seguenti aree: piazza guercino, piazzale rocca, piazzale bonzagni e tutte le piazze delle frazioni.</li>
<li>Durante fiere e mercati/mercatini o altre manifestazioni del comune quelle aree non saranno utilizzabili.</li>
<li>Le richieste di associazioni politiche o religiose verranno sottoposte ad approvazione diretta della giunta municipale.</li>
</ol>
<p><strong>Ditemi voi ora se queste sono regole di un paese civile e democratico.</strong><br />
Voglio permettermi di fare qualche considerazione che peraltro verrà come sempre ignorata da questa amministrazione.<br />
Trovo interessante il fatto che ci fosse bisogno di un provvedimento d&#8217;urgenza e faccio notare che sono ben quattro anni che questa amministrazione stà lì seduta su quei banconi e che tutto è andato sempre bene fino ad un mese fa.<br />
Trovo poi inconcepibile che per partiti e religioni sia la Giunta stessa (di parte politica) a dover scegliere in maniera arbitraria e senza alcun controllo super partes.<br />
Trovo altrettanto strano che una decisione di tale portata e interesse generale sia stata presa arbitrariamente dalla giunta comunale senza che il consiglio comunale abbia preso in considerazione tale delibera.<br />
Trovo ancora più assurdo il fatto che non sia stata consultata nemmeno una associazione e che sia stato di fatto vietato l&#8217;utilizzo del suolo pubblico, in quei sempre più rari momenti in cui qualcuno è nei centri storici centesi, così da permettere alle associazioni e movimenti di coinvolgere e informare il cittadino interessato.</p>
<p><em>Caro Comune di Cento,<br />
Sono un cittadino come tanti, uno dei 35mila che risiedono nel territorio, e voglio dire quello che penso della VOSTRA decisione di limitare fortemente l&#8217;utilizzo del suolo pubblico nel MIO comune.<br />
Se a voi non frega nulla di coinvolgere i cittadini in attività o di interessarli ad associazioni e promuovere iniziative e discussioni sul territorio, questi quattro anni di amministrazione lo hanno fatto ben capire a tutti, a me dispiace ma è una vostra scelta che non posso obbligarvi a cambiare.<br />
Quello che però non accetto è che voi Comune, in maniera arbitraria, dobbiate decidere che anche alle associazioni e movimenti non debba fregare nulla dei cittadini e del territorio e che pur di impedirgli di agire, decidiate di limitare fortemente l&#8217;accesso al suolo pubblico come quello presente nella Delibera di Giunta n.59 del 11 Marzo 2010.<br />
Trovo questo comportamento assurdo e poco lungimirante nonché assolutamente lesivo delle libertà che dovrebbero essere proprie del nostro Stato e sancite dalla nostra Costituzione.<br />
La prego pertanto di rivedere la vostra posizione e di capire il grossolano errore da voi commesso nell&#8217;approvare questa delibera.</em></p>
<p>Se volete inviatela a: <a href="mailto:sindaco@comune.cento.fe.it">Sindaco</a>, <a href="mailto:giunta@comune.cento.fe.it">Giunta</a>, <a href="mailto:orlandini.adriano@comune.cento.fe.it">Consiglio</a> e <a href="http://www.comune.cento.fe.it/ilcomune/organiistituzionali/pagina49.html" target="_blank">Consiglieri</a>.<br />
Vorrei segnalare infine che so già di persone che si stanno interessando alla legittimità di questo atto da parte del Comune, pertanto appena ci saranno aggiornamenti qualcuno di noi provvederà a segnalarli.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Io sto con Emergency</title>
		<link>http://www.indezent.org/2010/04/13/emergency/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 09:38:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>

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		<description><![CDATA[Frattini e La Russa, cioè coloro che rispettivamente attuano la politica estera dell’esecutivo e il massimo rappresentante in ambito militare prendono le distanze dagli operatori di Emergency arrestati che, ricordiamo, prima di tutto sono cittadini italiani in un contesto di &#8230; </p><p><a class="more-link block-button" href="http://www.indezent.org/2010/04/13/emergency/">Continua la lettura &#187;</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm1.static.flickr.com/221/455945252_3c3ac34b28_o.gif"><img src="/dati/uploads/2010/04/100413.jpg" alt="" title="100413" width="380" height="311" class="aligncenter size-full wp-image-2493" /></a>Frattini e La Russa, cioè coloro che rispettivamente attuano la politica estera dell’esecutivo e il massimo rappresentante in ambito militare <strong>prendono le distanze dagli operatori di Emergency arrestati</strong> che, ricordiamo, prima di tutto sono cittadini italiani in un contesto di <strong>guerra</strong> (o di <em>missione di pace</em>, che per quanto possa sembrare assurdo ne è diventato un sinonimo). Cosa vuol dire questo?</p>
<p>Partiamo dal principio.<br />
Cos’è Emergency: <em>“Emergency è un&#8217;associazione italiana indipendente e neutrale, nata per offrire assistenza medico-chirurgica gratuita e di elevata qualità alle vittime civili delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà.”</em></p>
<p>Cos’è successo due giorni fa?<br />
Sabato 10 aprile militari afgani e dell’<a href=http://it.wikipedia.org/wiki/International_Security_Assistance_Force>ISAF</a> (coalizione internazionale guidata dalla NATO e della quale fanno parte tra gli altri quasi 3000 soldati italiani) hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale. Tra questi ci sono i tre cittadini italiani <strong>Matteo Dell&#8217;Aira</strong>, <strong>Marco Garatti</strong> e <strong>Matteo Pagani</strong>. L’accusa: aver cospirato al fine di uccidere il governatore della regione dello Helmand per conto dei Talebani, che avrebbero pagato ai killer (gli operatori di Emergency) 500 mila dollari qualora l’attentato fosse andato a buon fine.</p>
<p><strong>La storia ha dell’incredibile</strong> per diversi aspetti:</p>
<ul>
<li>Perché in un primo momento l’<strong>ISAF ha smentito di aver preso parte all&#8217;azione</strong>. Ma in un video diffuso dall&#8217;Associated Press sono mostrati chiaramente militari britannici del contingente Nato che circondano l&#8217;edificio e prendono parte alla perquisizione dei locali, costringendo il personale a identificarsi. O come dice il generale Fabio Mini, ex capo del contingente Nato in Kosovo parlando di una <a href=http://www.asca.it/news-EMERGENCY__GEN__MINI__VENDETTA_POLITICA_CONTRO_L_ASSOCIAZIONE-908653-ORA-.html>VENDETTA POLITICA CONTRO L&#8217;ASSOCIAZIONE</a>: <em>“Una soffiata, la perquisizione, una scatola di esplosivo, una pistola, due bombe a mano attive e quattro inattive, gli agenti dei servizi che si portano dietro le telecamere, qualche soldato e poliziotto afgano e un paio di para&#8217; inglesi che si dirigono a colpo sicuro in una sala e fra decine di scatoloni individuano subito quelli sospetti&#8230; ”</em>
</li>
<li>Perché i tre arrestati (un medico, un infermiere ed un addetto alla logistica) erano anche reporter di <a href=http://it.peacereporter.net/articolo/21245/Emergency%3A+%22Guerra+a+un+ospedale%22.>PeaceReporter</a> e documentavano (o più correttamente denunciavano come in questo articolo dal titolo <a href=http://it.peacereporter.net/articolo/20260/Vergogna><em>“Vergogna”</em></a> o in quest’altro <a href=http://it.peacereporter.net/articolo/20472/%27%27Lasciateci+in+pace%27%27>“Lasciateci in pace”</a>) gli orrori della <em>“missione di pace”</em>.
</li>
<li>Perché la cnn online riferisce che i tre sarebbero accusati anche di aver ucciso l’interprete del giornalista Mastrogiacomo nel 2007 (quando nessuno dei tre era in Afghanistan). Mentre il Times se ne esce dicendo addirittura che questi avrebbero confessato (poi smentito). E ad oggi nessuno (non i famigliari, non la farnesina) si è ancora potuto mettere in contatto con loro. E ricordiamoci che non sono ostaggi dei terribili talebani, ma sono stati arrestati dalla coalizione di cui l’Italia fa parte!
</li>
</ul>
<p>Ma tornando a come il nostro governo sta gestendo la vicenda, dal 2006 Emergency è riconosciuta come Ong partner delle Nazioni Unite &#8211; Dipartimento della Pubblica Informazione. E non si capisce quindi la prima <a href=http://www.liquida.it/notizie/2010/04/10/8883360/helmand-emergency-gino-strada/>dichiarazione del ministro Frattini</a> che afferma che <em>&#8220;queste persone arrestate operavano per una <strong>struttura non legata alla cooperazione</strong>&#8220;</em> (che è un po&#8217; delegittimare il ruolo di Emergency e prendere le distanze da cittadini italiani che invece Frattini dovrebbe difendere). Ma ancora più grave, a mio avviso, la seconda affermazione: <em>“il governo italiano ribadisce la linea di assoluto rigore contro qualsiasi attività di sostegno diretto o indiretto al terrorismo”</em> che in linea di principio è una sacrosanta verità, ma in questo contesto suona più come un prendere le distanze dai propri cittadini. Suona come un <em>“se riuscite a strappargli una confessione sono tutti vostri!”</em>. E a me non è piaciuta neanche un po’.</p>
<p>E poi c&#8217;è La Russa. Il ministro era pronto a <a href=http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/10/LaRussa-Times-Afghanistan.shtml?uuid=73b02eb6-b976-11de-8e82-7af95a44f68d>denunciare il Times</a> quando questi citando agenti dell&#8217;intelligence Usa e alti ufficiali della Nato parlavano delle <a href=http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2009/10/Afghanistan-mazzette-italiane-talebani-Times.shtml?uuid=e6bccf72-b962-11de-8e82-7af95a44f68d>mazzette che gli italiani pagavano ai talebani</a>. Ora, invece, prende tutt’altra posizione in una situazione che, mi sento di condividere l’idea di Gino Strada, ha del grottesco. La Russa afferma: <em>“Può sempre succedere di avere accanto, inconsapevolmente, degli infiltrati. Nel passato e&#8217; accaduto tante volte. E&#8217; successo al Pci con le Br e al Msi con i Nar”</em>&#8230; aggiunge: <em>“Strada dovrebbe evitare di accusare il governo Afghano, di gridare al complotto della Nato e di tirare dentro il governo italiano che non è stato informato di questa operazione. Sarebbe più saggio se, in attesa di sapere come sono andate le cose, <strong>prendesse intanto le distanze dai suoi collaboratori</strong>”</em>.<br />
Parole assurde che si commentano da sole, prendesse La Russa le distanze dai suoi colleghi con processi in corso, in attesa di sapere come finiscono! Rendo l’idea?.</p>
<p>E dunque, vista la posizione dei ministri, non mi stupisce neanche la dichiarazione di Gino Strada che dice: <em>“spero che non c’entri il governo italiano”</em>. E rincara con un <em><strong>&#8220;L&#8217;Italia, con più di tremila soldati, fa parte delle forze della coalizione ed OGNI GIORNO paghiamo DUE MILIONI di euro per proteggere il governo afghano che ha arrestato, o meglio rapito, personale medico. Se fossi un politico ci farei sopra una bella riflessione”</strong></em>.</p>
<p>Mi scuso per eventuali inesattezze e se non sono riuscito a riportare tutte le fonti e altre parti che potessero risultare utili alla visione d’insieme. Come si può sperimentare di persona, il web è stracolmo di informazioni (più o meno accurate) sulla vicenda (vicenda che speriamo non passi sotto silenzio).</p>
<p><em>(n.d.r. Post scritto prima delle <a href="http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE63B02I20100412" target="_blank">dichiarazioni di Frattini</a> che correggono quanto aveva lasciato capire)</em></p>
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