
Da intere settimane, per non dire mesi o anni, ormai siamo invasi, oltre che dalle solite notizie, anche da “pressioni” verso la riabilitazione del nucleare in Italia. Il discorso è complesso e ne avevo già parlato qualche anno fa ricordando Chernobyl nel ventennio del disastro e la nostra totale dipendenza dall’oro nero. Cosa fare? Ci rimangiamo quanto siglato dal referendum del 1987 o cerchiamo una via diversa? Se devo essere sincero non lo so e credo che a poco servirebbe l’aiuto del pubblico poiché non penso via sia una reale risposta definitiva e corretta. Le alternative al nucleare ci sono, vedasi il fotovoltaico con gli incentivi, l’eolico pugliese, casalingo, navale, degli USA, le case passive ed ora anche la fusione fredda (sembra proprio che questa volta ci siano riusciti davvero), ma quello che manca ancora è un vero e proprio ecobusinness che possa agevolare il cambiamento radicale di cui la nostra cultura troppo consumistica ha bisogno. Non voglio però dare contro al consumismo, sono anche io un consumista, ma vorrei che fosse diverso, più in sintonia con il mondo che ci circonda. Il nucleare però significa anche altro, una scienza medica (tac, risonanza, lastre) che aiuta a salvare o a migliorare le vite ogni giorno e poi ci sono le armi atomiche che potrebbero sterminare migliaia di persone in un attimo (sul suolo italiano ve ne sono quasi un centinaio). La dualità dell’essere umano si ripete continuamente in qualsiasi situazione. Ora che abbiamo visto che l’alternativa c’è, cosa stiamo facendo in Italia oltre a “premere” per costruire o riavviare centrali nucleari? Si pensa al carbone pulito o a sistemi di riciclaggio totale come Thor che mi sollevano enormi quesiti non solo ideologici ma anche tecnici. In Italia abbiamo scorie nucleari per un totale di 26mila metri cubi anche se non abbiamo centrali nucleari in funzione e non sappiamo comunque dove infilarcele visto che non si possono smaltire ma solo inscatolare con il rischio poi che un terremoto o un’inondazione facciano danni inimmaginabili. Carlo Rubbia, defenestrato dal CNR qualche anno fa e a cui va tutta la mia stima, prova a spiegare i problemi del nucleare a Casini durante AnnoZero. La santa sede approva la scelta del nuovo governo di puntare al nucleare, il Piemonte ne è invece contrario. Quindi? Cosa fare, chi credere e chi seguire? Io la mia idea mentre preparavo questo post alla fine me la sono fatta, ma vi consiglio di leggere tutti i link che ho inserito, perché solo così penso si possa avere una visione d’insieme che permetta di farsi una propria idea. Concludo lasciandovi qualche altro link e con la lista aggiornata degli incidenti nucleari.
Altri link inerenti l’energia, l’ecologia e il nucleare: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13 e 14.
(n.d.r. Post modificato il 02 Giugno con l’aggiunta del testo in corsivo)